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Vecchio 05-12-2007, 14.50.37   #1
espert37
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Riflessioni di vita saggia, in amore e felicità

Riflessioni

Ho settanta anni,compiuti il 21/Gennaio di quest’anno 2007 Ho sposato mia moglie il 30/Novembre 1963 e con la sua collaborazione ho allevato ed istruito tre figli maschi,miei amici, i quali dopo essersi sposati mi hanno regalato sette magnifici nipotini dei quali ne vado orgoglioso.Oggi mi sento un uomo felice,probabilmente perché durante tutta la mia esistenza ho sempre riflettuto e cercato di ragionare al meglio nel costante tentativo di percorrere la strada che mi donasse il maggior grado di felicità,cioè seguendo i dettami dell’esperienza umana che tanto generosamente ci vengono trasmessi dalle Sacre Scritture e da tanti personaggi intelligenti che ci hanno preceduto e mi danno la speranza di avvicinarmi il più possibile al paradiso. Credo che questa ricerca sia comune per tutto il genere umano.L’unica ombra che offusca la mia felicità,è purtroppo il dover constatare che la società in cui vivo,con una continuità ininterrotta sottovaluta i valori morali,quelli che danno la vera felicità, a pro dei valori materiali,datori invece di felicità effimere, Nonostante sia in essere tra di noi una istituzione macroscopica e ben radicata,composta dalle persone maggiormente istruite in materia, che si è presa il lodevole impegno di trasmettere questi valori, e che purtroppo è convinta di usare il metodo giusto ben consapevole che con questo metodo negli ultimi due secoli ha perso una gran parte di credibilità ed interesse, nonostante le varie ma purtroppo non radicali riforme che ha attuato. E se ora si prefigge di tornare all’antico rito nello svolgimento della liturgia, Ricelebrando la messa in latino a mio avviso commette un ulteriore enorme errore. La messa deve; Si rievocare la presenza di Dio per far sentire tutti in comunione verso un'unica verità, ma soprattutto, l’operante,istruito ed esperto deve innanzi tutto scendere a livello delle persone che lo ascoltano e con tanta semplicità e fraternità trasmettere i veri valori della vita contemporanea al fine di far loro scoprire finalmente la fonte della vera felicità che con tanta capacità e buona volontà ci ha trasmesso Gesù e tutti coloro che hanno scritto per Lui, e che purtroppo solo pochi oltre San Francesco hanno interpretato ed adottato nel modo corretto, della quale moltissimi vanno alla ricerca, e causa la non troppo ortodossa informazione, pochi riescono a raggiungerla, le persone dovrebbero uscire da quel magnifico luogo di riunione che è la parrocchia, arricchiti di nuove e sane nozioni di vita contemporanea o quanto meno da aver qualche argomento concreto da analizzare, per poi confrontarlo con le proprie idee, quindi adottarlo o scartarlo. Purtroppo spesso dopo aver ascoltato la messa si esce dalla parrocchia mezzi inebriati dal forte odore dell’incenso accompagnato dalle roboanti note dell’organo con l’unica e piccola soddisfazione di aver partecipato con gli altri a versare il piccolo obolo dell’elemosina. Questo stato di cose è un tantino migliorato dopo le riforme del concilio 2°.Questa affermazione la posso fare perché dopo averne letto ed avuto sentore, ho voluto personalmente fare un reale sondaggio all’uscita da varie parrocchie. E alle domande che ho rivolto a svariate persone, tra le molteplici risposte anche abbastanza strampalate che non vado ad elencare per non offendere nessuno, la più esauriente che ho ricevuto è stata questa: Sono andato a messa perché oggi è domenica, ma di quel che ha dato loro la messa non sono riuscito ad ottenere nulla.
Invito chiunque a provare a fare delle domande relative alla messa od alle Sacre Scritture alla moltitudine di cattolici praticanti che escono da una parrocchia, oltre ad Adamo ed Eva, Mosè, Ben Ur, Spartaco e qualche cosa d’altro che è stato visto al cinema, non riuscirete ad ottenere molto di più. E’ per tutti questi motivi,( per i quali non credo che la Chiesa Cattolica Romana possa andarne orgogliosa,) che auspico ad una riforma radicale circa l’insegnamento, non tanto sulla AUTENTICITA’dei vari misteri delle Sacre Scritture, che inducono a continue controversie con la filosofia e le scienze moderne, facendo nascere tante perplessità in tutti coloro che hanno incertezze sulla Fede, ma l’insegnamento DEI FINI delle Sacre Scritture che portano all’unica Verità ed alla felicità in Cristo.
Leggendo ed ascoltando varie esposizioni e dialoghi di molti uomini di chiesa e non, ho notato nelle molteplici discussioni molte critiche verso l’una o l’altra idea,ma pochissime proposte concrete di miglioramento. Le strade dell’uomo potrebbero essere diritte e di facile percorribilità se fosse a conoscenza dell’unica ed inconfutabile Verità comune per tutto il genere umano. Questa ci viene trasmessa dalle Sacre Scritture,se giustamente interpretate, e non strumentalizzate dagli uomini di chiesa al fine di mantenere il potere temporale dagli stessi dichiaratamente raggiunto spesso con metodi poco ortodossi. Queste sono le basi di una radicale riforma della chiesa cattolica romana se vuole riprendere la sua efficacia di insegnamento dei veri valori umani.

COME E DOVE E’LA VERITA’ UNICA ED INCONFUTABILE ?




L’uomo sta modificando a suo danno lo stato universale alterando la naturale armonia degli elementi. La materia e lo spirito compongono l’umano, ed a questo ultimo il compito di fare coesistere i due elementi armoniosamente. Il corpo, essendo struttura molecolare è destinato a scomporsi, trasformarsi, quale materia. L’amore, le passioni, tutti i sentimenti, non avendo struttura molecolare non sono scomponibili quindi hanno vita eterna, e l’Io è presente in misura preponderante in questa struttura spirituale, quindi, in dimensione ignota l’Io sarà sempre.
L’Io è, per cui tutto l’universo esiste per Lui, perché è. Se l’Io non fosse, per Lui esisterebbe nulla.
quindi, l’universo per l’uomo esiste perché l’Io è.
L’Io è e agisce: Perché? A quale scopo? Agisce per trasformare cose o situazioni e portarle a gradimento del proprio intelletto, e ad ogni azione compiuta ne scaturisce una reazione che si chiama piacere, soddisfazione, godimento. Si nota in oltre che, in base alla legge fisica della relatività, a maggiori difficoltà, nella riuscita è la maggiore soddisfazione.
Allora si deduce che l’Io vive ed agisce alla ricerca della soddisfazione, del piacere.
Questo stato è comune a tutto l’umano, perché ogni azione ed ogni problema risolto da chiunque procura soddisfazione. Quindi, l’essere, cioè l’Io, nonché la soddisfazione sono: Il primo, il punto di partenza, ed il secondo la meta, di un tragitto, che è niente altro che il periodo della nostra permanenza su questo pianeta. Questo è comune a tutti gli esseri umani, A questo punto viene spontaneo chiedersi; Se l’Io vive ed agisce per la soddisfazione, quale è il grado di soddisfazione più grande? E quale la strada migliore per arrivarci?
Il ladro, rubando prova soddisfazione. L’avaro, accumulando ricchezze prova anche soddisfazione. Il maestro insegnando prova soddisfazione. Ognuno seguendo il proprio intelletto e le proprie attitudini provoca l’azione per ottenerne una soddisfazione, ogni essere è convinto, (ignorantemente) che nella soluzione delle proprie azioni si provi la miglior soddisfazione. Ognuno logicamente potrebbe avere ragione, secondo la propria verità.
A questo punto per trovare una soluzione che accomuni tutti è da cercarla in una proposta superparte, al di fuori di ogni convincimento individuale.
Quale fonte migliore per attingere il meglio, se non, l’esperienza formatasi da quando l’umano è arrivato su questo pianeta, a tutto oggi, e trasmessaci dagli esseri più intelligenti attraverso le leggi morali?. Questa è la pietra di paragone, comune a tutti gli esseri umani.(Chi legge, è gentilmente pregato di cercare e proporre una fonte migliore, tanto cercata da chi scrive, ma purtroppo non ancora trovata.)
Ama il prossimo tuo, come te stesso, perché Dio, sarà anche in ogni luogo, ma soprattutto sta nelle persone che ti circondano, perché è in loro la fonte della tua felicità. Sono loro che ogni giorno ti possono far sentire di essere in paradiso o all’inferno. Se fosti solo al mondo, con tutte le ricchezze materiali a disposizione, saresti un povero uomo, perché non avresti nessuno a cui donarle. La mia ricchezza è in quel che ho dato, affermazione nata dalle riflessioni di un saggio. Dona una mamma tutto il suo amore al proprio figlio, così come il figlio alla mamma. E’ facile e naturale donarsi quando c’è affetto, quindi, non trovando difficoltà, la felicità che ne scaturisce è relativa. Ma assodato che la legge sulla relatività è universalmente riconosciuta e condivisa, immaginiamoci quale alto grado di felicità si può ottenere provando un estremo bisogno di amare un nemico. ( Porgi l’altra guancia ) I vangeli ci parlano di un Gesù che ha dato tutto Se Stesso, la Sua vita, per aiutare e salvare coloro che Lo stavano uccidendo. Può esserci forse un grado di felicità maggiore di quella che ha provato Lui?
(Questo, tra i tanti, è forse il più grande e chiaro esempio trasmessoci da tutto il contesto biblico.
Se l’istituzione che si è assunta, tanto generosamente, il compito di insegnare l’educazione morale al fine di fare convivere più armoniosamente la società umana, avesse interpretato i vangeli in modo più equo, se spiegasse che le religioni sono nate dall’uomo, sott’inteso con l’aiuto di Dio, e non viceversa, perché ne aveva estremo bisogno, senza di esse sarebbe il caos più completo, e lasciasse perdere tutti quei grandi misteri obsoleti, oggi non più accettabili. Vorrei continuare ma non ho più spazio. alla prossima. (espert 37)
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Vecchio 12-12-2007, 09.39.59   #2
veraluce
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Da Espert37:
Ama il prossimo tuo, come te stesso, perché Dio, sarà anche in ogni luogo, ma soprattutto sta nelle persone che ti circondano, perché è in loro la fonte della tua felicità.


Sta in Dio la fonte della felicità... che poi Dio sia anche nelle persone che incontro ogni giorno è certo, ma non perché è soprattutto in loro, ma solo perché in loro Dio si esprime manifestandosi con più "evidenza" all'occhio umano...
la fonte della mia felicità se guardo bene sta anche nelle pietre...

Citazione:
Da Espert37:
Sono loro che ogni giorno ti possono far sentire di essere in paradiso o all’inferno.

Sono io l'unica fonte della mia felicità, perché Dio è in me... e lo sono anche gli altri perché allo stesso modo essi sono in me... io e gli altri siamo una cosa sola... così come io e Dio siamo una cosa sola... Tutto è Uno.

Citazione:
Da Espert37:
Se fosti solo al mondo, con tutte le ricchezze materiali a disposizione, saresti un povero uomo, perché non avresti nessuno a cui donarle. La mia ricchezza è in quel che ho dato, affermazione nata dalle riflessioni di un saggio.

Se fossi sola al mondo Dio sarebbe comunque in me e nel mondo... non c'è bisogno di dare cose materiali per esser felici...
Quando si danno ricchezze materiali, non si dà nulla... ciò che conta è quel che siamo... soli o in compagnia è un dettaglio... Dio c'è sempre e dovunque...
I miei gesti sono rivolti a Lui, è a Lui che mi dono... non c'è separazione tra noi... anche se (e quando) sono sola, sono Sua... sono il Suo dono...



Citazione:
Da Espert37:
Dona una mamma tutto il suo amore al proprio figlio, così come il figlio alla mamma. E’ facile e naturale donarsi quando c’è affetto, quindi, non trovando difficoltà, la felicità che ne scaturisce è relativa.

E' facile donarsi quando non si ha paura... quando tra me e l'altro non vedo distanze...
...ma amore vero è quando sappiamo amare l'altro anche quando questi ci "crocifigge"...

Citazione:
Da Espert37:
Ma assodato che la legge sulla relatività è universalmente riconosciuta e condivisa, immaginiamoci quale alto grado di felicità si può ottenere provando un estremo bisogno di amare un nemico. ( Porgi l’altra guancia ) I vangeli ci parlano di un Gesù che ha dato tutto Se Stesso, la Sua vita, per aiutare e salvare coloro che Lo stavano uccidendo. Può esserci forse un grado di felicità maggiore di quella che ha provato Lui?
(Questo, tra i tanti, è forse il più grande e chiaro esempio trasmessoci da tutto il contesto biblico.

Gesù ha fatto una cosa che dovrebbe essere normale e spontanea per una persona che ama... dare la vita per il prossimo (amico o nemico che sia)... che amore sarebbe stato il suo se non avesse concretizzato con l'esempio?
Sono d'accordo... è un grande esempio!

Ovvio che quel che ho scritto è solo un mio pensiero.

Ciao Espert37! Ti abbraccio
veraluce is offline  
Vecchio 28-12-2007, 10.41.13   #3
espert37
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Carissima Veraluce, Relativamente alla mia frase dove dico: Dio è sopratutto nel mio prossimo,per cui è nel mio prossimo la fonte della mia felicità.
La tua risposta:Sono io la fonte della mia felicità perchè Dio è in me.
Ti invito quindi ad una piccola riflessione. Prova ad immaginarti te,con Dio dentro di te,ma privata di tutto il tuo prossimo,pensi che potresti comunque raggiungere felicità?
Qualche anno addietro chiesi a degli artisti pittori,ed anche a dei poeti:Se avreste la certezza che le vostre opere vi venissero pagate,ma non venissero mostrate a nessuno,in eterno,esternereste comunque con la stessa volontà e zelo,le vostre impressioni? Ebbene, la grande maggioranza delle risposte è stata negativa. Questa è stata una ulteriore prova che anche l'esternazione dei propri sentimenti necessita del coinvolgimento del proprio prossimo,Spinta dal bisogno del dare,per riceverne una gratificazione portata dal piacere dell'apprezzamento della propria opera.
Ho scelto degli artisti, perchè sono coloro che più di altri esternano i loro più profondi sentimenti con le loro opere.
Ho la vaga impressione di non essere riuscito a spiegarmi nel migliore dei modi, mi appello alla tua a me già nota dote di comprensione. Saluti espert37
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Vecchio 30-12-2007, 12.39.43   #4
veraluce
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Citazione:
Da Espert37:
Carissima Veraluce, Relativamente alla mia frase dove dico: Dio è sopratutto nel mio prossimo,per cui è nel mio prossimo la fonte della mia felicità.
La tua risposta:Sono io la fonte della mia felicità perchè Dio è in me.
Ti invito quindi ad una piccola riflessione. Prova ad immaginarti te,con Dio dentro di te,ma privata di tutto il tuo prossimo,pensi che potresti comunque raggiungere felicità?

Caro Espert (lieta di risentirti! )...
premetto che non rincorro la felicità... io sono già troppo contenta e lo resto essenzialmente anche quando attraverso momenti bui... e questo perché Dio non è mai lontano da me...
E così come Dio è sempre dentro me (e tutto intorno a me), anche il mio prossimo è dentro di me... e questo (sempre secondo me) è per ogni essere umano (volente o dolente che sia)...io mi amo, per questo riesco (nel modo più adeguato che posso) ad amare gli altri (e ciò che mi circonda)... quanto ho qui espresso è il senso della mia frase contenuto nel mio post precedente.
( Rispondendo allo specifico: sarei felice immaginandomi sola privata del prossimo? = Si, perché niente è mio e quindi di niente potrei essere privata...
io sono solo un effimero barlume che "passerà" per questo non ho motivo di temere nulla per me stessa... tutto va a Dio e tutto torna a Lui...
...per questo la mia felicità non è in funzione del comportamento o dell'esistenza altrui... la vera felicità è incondizionata e non è relativa ad una condizione esterna... nello "spirito" non ci sono "condizioni"... la mia felicità non è "terrena" ma "divina" e immutabile... e non ci sono parole per racchiuderla... )

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Da Espert37:
Qualche anno addietro chiesi a degli artisti pittori,ed anche a dei poeti:Se avreste la certezza che le vostre opere vi venissero pagate,ma non venissero mostrate a nessuno,in eterno,esternereste comunque con la stessa volontà e zelo,le vostre impressioni? Ebbene, la grande maggioranza delle risposte è stata negativa. Questa è stata una ulteriore prova che anche l'esternazione dei propri sentimenti necessita del coinvolgimento del proprio prossimo,Spinta dal bisogno del dare,per riceverne una gratificazione portata dal piacere dell'apprezzamento della propria opera.

Il vero artista non presta la propria opera per il plauso altrui... l'arte si esprime solo in libertà, ed essere legati alle gratificazioni esterne altrui vuol dire non essere veramente liberi... l'arte "vera" non si "compra", non mira ai complimenti o alle appaganti glorificazioni dell'ego... l'arte è "essere" dentro e manifestare fuori, non è "avere" da fuori per vanagloriarsi dentro...
sappiamo bene che tanti grandissimi pittori, scrittori, etc... continuarono a dipingere, a scrivere etc anche quando il "pubblico" non mostrava gradimento verso le loro espressioni artistiche ( molti di essi sono stati "rivalutati" soltanto post-mortem)... questi sono i veri artisti per me, che non fanno ciò che fanno per "ottenere" complimenti, ma fanno quello che fanno per "amore", per "essere"... senza fine o scopo...


Per quel che riguarda me personalmente, quando do qualcosa al mio prossimo non cerco gratificazione... il mio dare è incondizionato... amo per amare... non sono amore per avere amore in cambio... amo anche chi non mi ama... perché sono così, perché questo è il mio cammino... non giudico quello altrui e non mi paragono ad altri, ma io non posso essere diversamente...

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Da Espert37:
Ho scelto degli artisti, perchè sono coloro che più di altri esternano i loro più profondi sentimenti con le loro opere.
Ho la vaga impressione di non essere riuscito a spiegarmi nel migliore dei modi, mi appello alla tua a me già nota dote di comprensione. Saluti espert37


Sono artisti tutti gli uomini che esprimono amore in libertà... senza fini, scopi, o cose simili... anche tu sei un artista se per tanti anni hai lavorato andando incondizionatamente incontro al prossimo, al di là del guadagno o dei risvolti "positivi" personali...

Non so se ti ho compreso bene... talvolta la forma scritta non permette di recepire correttamente i contenuti... in questo momento ammetto che ho anche poco tempo per scrivere... e quindi sto rispondendo un pò di fretta...

Ribadisco che quel che ho espresso è sempre e solo il mio puntino di vista... niente di meno e niente di più!

Ti rinnovo il mio affetto... un di cuore!
veraluce is offline  
Vecchio 30-12-2007, 16.13.20   #5
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Vorrei precisare che quando dico che sono "io" l'unica fonte della mia felicità e perché la mia vita mi sta portando a convergere in Dio con tutto quel che sono... e quell'"io" di cui parlo è solo lo strumento... ancora molto imperfetto ma sempre in costante "espansione" ( non so se sia il termine corretto da usare, comunque è soltanto per far capire... )...

Buona serata a tutti!
veraluce is offline  
Vecchio 02-02-2008, 17.07.44   #6
espert37
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Mi rivolgo agli artisti,Pittori o Poeti,con questa domanda: Voi che riuscite a far nascere,a creare le Vostre opere dal profondo del Vostro spirito e dal vostro cuore. Se Vi dessero la certezza che le Vostre opere,appena terminate, non venissero mostrate,ma venissero bruciate prive di un qualsiasi giudizio o critica di un qualsiasi pubblico. Voi operereste continuamente con lo stesso entusiasmo? In parole povere, le Vostre opere rimangono fini a voi stessi,od anche e sopratutto al Vostro prossimo?
Ringrazio anticipatamente coloro che si sentitanno di darmi una sincera risposta. Cordialmente espert37
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Vecchio 02-02-2008, 21.02.21   #7
Noor
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Originalmente inviato da espert37
Mi rivolgo agli artisti,Pittori o Poeti,con questa domanda: Voi che riuscite a far nascere,a creare le Vostre opere dal profondo del Vostro spirito e dal vostro cuore. Se Vi dessero la certezza che le Vostre opere,appena terminate, non venissero mostrate,ma venissero bruciate prive di un qualsiasi giudizio o critica di un qualsiasi pubblico. Voi operereste continuamente con lo stesso entusiasmo? In parole povere, le Vostre opere rimangono fini a voi stessi,od anche e sopratutto al Vostro prossimo?
Parlo di me..
dipingevo per hobby,anni fa,e tenevo mostre.O meglio me le organizzavano degli amici (fosse stato per me..)
Devo dire,per quanto mi riguarda,che il piacere è soprattutto l'atto del creare,ma direi meglio plasmare la Creazione..(a dir la verità non mi son sentito mai pienamente l'artefice..)
Così,la gioia della realizzazione dell'opera,della sua compiutezza,per me poteva essere sufficiente,però si raddoppiava quando la gente l'apprezzava e provava a sua volta gioia e soddisfazione nell'osservarla.
PS Ne ho perse tante di opere ,strada facendo,non m'importava mai tanto che fine facessero:trafugate dagli amici,dimenticate a marcire in cantina...
Noor is offline  

 



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