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Spiritualità - Religioni, misticismo, esoterismo, pratiche spirituali.
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Vecchio 27-12-2005, 18.01.29   #1
iudichetta
Ospite abituale
 
L'avatar di iudichetta
 
Data registrazione: 09-10-2005
Messaggi: 223
la fede

Secondo voi, chi crede alle varie religioni, si può trovare la forza per continuare a vivere?
iudichetta is offline  
Vecchio 27-12-2005, 20.22.04   #2
kantaishi
Utente bannato
 
Data registrazione: 15-05-2004
Messaggi: 1,885
Re: la fede

[quote]Messaggio originale inviato da iudichetta
[b]Secondo voi, chi crede alle varie religioni, si può trovare la forza per continuare a vivere?

Salve,
non esistono le"varie religioni" ne esiste una sola,come esiste una sola matematica,una sola chimica,un solo sole e una sola luna della terra.
Chi ti ha fatto credere che esistono molte religioni,lo ha fatto per renderti cieca e poter sfruttarti e ingannarti.
Sul pianeta Terra 225 persone possiedono lo stesso reddito annuale di 3 miliardi di poveri e ciò è possibile solo se quei 225
sanno come ipnotizzare quei 3 miliardi...........e anche io so come farlo,ma il mio mestiere è di ipnotizzare proprio quei 225 !

Link consigliato: www.grandeoriente.it

Saluti.

Kant-Ay.
kantaishi is offline  
Vecchio 28-12-2005, 12.56.27   #3
tattva
Ospite abituale
 
Data registrazione: 24-04-2005
Messaggi: 141
Re: la fede

Citazione:
Messaggio originale inviato da iudichetta
Secondo voi, chi crede alle varie religioni, si può trovare la forza per continuare a vivere?

Interpreto così: la fede può dar gioia di vivere?

Risposta dell’uomo normale, non particolarmento votato/dotato verso la religione: sì se coltivata.
Intendo dire che la fede è come un germe, se lasciata incolta ed alle intemperie, muore oppure resta allo stato larvale, come un seme che non attecchisce.
E’ necessario che venga amorevolmente coltivata, pulita dalle erbace infestanti, seguita nel suo sviluppo da chi già ha fatto questo lavoro (c.d. maestri spirituali).
La pianticella, una volta cresciuta, costituisce un ancoraggio formidabile per continuare la vita, anzi non è utile solamente alla sopravvivenza ma procura uno stato di felicità. Direi che è anche la medicina “naturale” al mal di vivere, o depressione che dir si voglia.

Ultima modifica di tattva : 28-12-2005 alle ore 13.06.31.
tattva is offline  
Vecchio 28-12-2005, 13.47.48   #4
Yam
Sii cio' che Sei....
 
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Data registrazione: 02-11-2004
Messaggi: 4,124
Re: Re: la fede

Citazione:
Messaggio originale inviato da tattva
Interpreto così: la fede può dar gioia di vivere?

Risposta dell’uomo normale, non particolarmento votato/dotato verso la religione: sì se coltivata.
Intendo dire che la fede è come un germe, se lasciata incolta ed alle intemperie, muore oppure resta allo stato larvale, come un seme che non attecchisce.
E’ necessario che venga amorevolmente coltivata, pulita dalle erbace infestanti, seguita nel suo sviluppo da chi già ha fatto questo lavoro (c.d. maestri spirituali).
La pianticella, una volta cresciuta, costituisce un ancoraggio formidabile per continuare la vita, anzi non è utile solamente alla sopravvivenza ma procura uno stato di felicità. Direi che è anche la medicina “naturale” al mal di vivere, o depressione che dir si voglia.

La cosa e' un po' piu' complessa.....consiglio di osservare punti di vista piu' Realistici, come quello della Qabbalah:

.....a questo punto sorge un problema, quando un uomo aspira al Creatore e compie uno sforzo enorme, gli sembra che il Creatore debba rispondergli in modo positivo. In altre parole, crede che i suoi sforzi crescenti dovrebbero portarlo sempre più vicino al Creatore.

In realtà la ricompensa o la conseguenza dei miei grandi sforzi è che io sento la crescente distanza tra me e il Creatore. Egli va via da me e tuttavia getta uno sguardo indietro verso di me. Vedo Lui ma sento quanto Egli sia lontano da me. Questo mi rende accanito perché aspetto altre conseguenze alle mie azioni, ai miei sforzi e ai miei desideri. Come risultato ne deriva che più studio, lavoro nel gruppo e sacrifico me stesso, più mi sento distante da Lui.




Continua
Yam is offline  
Vecchio 28-12-2005, 14.37.12   #5
tattva
Ospite abituale
 
Data registrazione: 24-04-2005
Messaggi: 141
Ho letto l’articolo col punto di vista della Qabbalah, di grande interesse.

Nel mio post precedente non ho volutamente sviluppare questa tematica per non dilungarmi troppo, potrà eventualmente essere fatto poi, ma nella locuzione “pulite (la fede) dalle erbacce infestanti” è contenuto il significato del tuo articolo.

La situazione dello spiritualista seriamente impegnato è proprio ben descritta, un mix fra dolore e felicità, il dolore è il propellente per l’attingimento alla felicità.
In particolare l’amarezza (più che dolore vero e proprio…) è dovuta al sentimento di separazione da Dio, che costituisce un propellente inesauribile dato che l’amore incondizionato è inesauribile, non c’è l’obiettivo di fondersi con Lui, è l’ultima cosa che desidererei fare.

Se ci fosse questa meta (la fusione con Dio), l’amore non sarebbe più incondizionato ma strumentalizzato, ed il rapporto scadrebbe di livello. L’amore incondizionato per Dio è possibile solo nella distinzione dei ruoli (pur essendo noi una Sua particella infinitesimale), quindi il perfetto spiritualista, secondo me, gusta in un meraviglioso equilibrio la felicità amorosa del servizio a Dio assieme all’amarezza per la separazione.
tattva is offline  
Vecchio 28-12-2005, 14.51.04   #6
fallible
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Data registrazione: 27-10-2004
Messaggi: 1,774
lo spirualista

quindi il perfetto spiritualista, secondo me, gusta in un meraviglioso equilibrio la felicità amorosa del servizio a Dio assieme all’amarezza per la separazione.

Buona pomeriggio , questa frase è molto bella da condivdere sicuramnte, però mi vie un dubbio, cosi' facendo si creerebbe (verrebbe a creare) una "categoria ! e questo cozza contro qualcosa in me cclaudio
fallible is offline  
Vecchio 28-12-2005, 15.29.59   #7
tattva
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Data registrazione: 24-04-2005
Messaggi: 141
Re: lo spirualista

Citazione:
Messaggio originale inviato da fallible
quindi il perfetto spiritualista, secondo me, gusta in un meraviglioso equilibrio la felicità amorosa del servizio a Dio assieme all’amarezza per la separazione.

Buona pomeriggio , questa frase è molto bella da condivdere sicuramnte, però mi vie un dubbio, cosi' facendo si creerebbe (verrebbe a creare) una "categoria ! e questo cozza contro qualcosa in me cclaudio

Non comprendo il tuo dubbio, ho detto solo che l'apoteosi dello spiritualista è servire Dio in un sentimento di separazione, dove "servire" non significa riattarGli la stanza, ma donarGli il cuore incondizionatamente.
tattva is offline  
Vecchio 28-12-2005, 16.52.53   #8
fallible
Ospite abituale
 
Data registrazione: 27-10-2004
Messaggi: 1,774
forse

Forse il mio è soltanto un sofisma, non credo che lo sia, ma se delle "persone" si incamminano su di un sentiero che dovrebbe abbattere le "divisioni" si ghettizza o meglio si identifica in un "gruppo" , questo non lo trovo corretto; riguardo al servire...........mi trova perfettamente d'accordo claudio
fallible is offline  
Vecchio 28-12-2005, 17.05.04   #9
SebastianoTV83
Utente bannato
 
Data registrazione: 11-05-2005
Messaggi: 639
e quale modo per servirlo migliore dell'amarci l'un l'altro e trovare Dio nel prossimo, coltivare il Suo Giardino in questo mondo e tendere a una società perfettamente laica che non favorisca nessuna visione di Dio in particolare ma che garantisca la massima libertà e responsabilità a tutti?
SebastianoTV83 is offline  
Vecchio 28-12-2005, 17.23.17   #10
fallible
Ospite abituale
 
Data registrazione: 27-10-2004
Messaggi: 1,774
ok

Sul servire.....sul percorrere l'ottuplice sentiero del Buddha, insomma sull'amare il prossimo come te stesso mi trova certamente daccordo......ma è l'altro punto che mi crea problemi......come posso amare gli altri come me stesso se mi identifico
fallible is offline  

 



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