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Spiritualità - Religioni, misticismo, esoterismo, pratiche spirituali.
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Vecchio 07-01-2003, 16.56.24   #1
neverforever
Ospite abituale
 
Data registrazione: 03-04-2002
Messaggi: 70
Il valore della Confessione...

Ciao. E' da diverso tempo che mi interrogo sul sacramento della Confessione.

Praticamente, confessarsi cosa significa? Pensare ai peccati che si sono fatti, andare dal prete x dirglieli, sentirsi dire "D-io ti perdona" e poi recitare le preghiere che il prete ti assegna.

Detta così mi sa tanto di stupidaggine, ma sento che deve esistere un profondo significato e valore in tutto questo, che xò nn riesco ancora a decifrare bene. Per questo spero ci sia qualcuno in questo forum che crede fortemente nella Confessione e che possa in qualche modo spiegarmi in che cosa consiste realmente questo valore.

Sapete, c'è una frase che ho letto, mi sembra sia di Coelho, dice:

"non sempre è sufficiente essere perdonato da qualcuno; nella maggior parte dei casi sei tu a dover perdonare te stesso"

Ci sono errori e mancanze che non riesco assolutamente a perdonarmi: piccole mancanze se vogliamo, ma che hanno portato a conseguenze devastanti, conseguenze riguardanti altre persone e purtroppo QUESTO passato nn si può cambiare.

Che senso ha allora chiedere perdono a D-io, se io stessa non riesco a perdonare me stessa? Voglio dire.. anche se entrassi nella celletta delle Confessioni e dicessi tutto ciò che ho dentro e di cui mi vergogno immensamente, mi chiedo.. come fa Lui a volermi ancora bene quando io stessa a volte mi odio profondamente? Che senso ha in questo caso la Confessione?

Spero di essermi spiegata bene...


neverforever is offline  
Vecchio 10-01-2003, 12.33.14   #2
Mistico
Utente bannato
 
Data registrazione: 05-11-2002
Messaggi: 1,879
La Verità si insinua nella mente anche se cerchiamo di coprirla con paraventi di convenzionalità...

Si, ti sei spiegata benissimo.

C'é una parte di Dio che é perfettamente cosciente del fatto che l'assoluzione altrui non libera affatto la coscienza del peccatore: quella Parte di Dio é il peccatore.

Non valgono sterili preghiere per rimediare ai danni compiuti, le preghiere migliori sono le nobili azioni, sono i nostri sacrifici personali a favore di coloro che abbiamo danneggiato con le nostre cattive azioni. Se, poi, non c'é nulla che possiamo fare per rimediare ai torti che abbiamo causato... non ci resta che sperare nel perdono, ma non nel perdono di Dio Tutto, ma di quella parte di Dio che abbiamo offeso... e, comunque, ...ci valga di insegnamento per il futuro che i nostri peccati possono ferire per sempre anche la nostra stessa coscienza (per chi ne ha una).

Ti Stimo molto per quello che hai detto, Neverforever. Sei una persona di coscienza. Spero che tu riesca a trovare la tua giusta via. Ti auguro ogni bene.


ciao...

Ultima modifica di Mistico : 10-01-2003 alle ore 12.37.28.
Mistico is offline  
Vecchio 12-01-2003, 19.07.28   #3
anael_la
Ospite abituale
 
Data registrazione: 10-01-2003
Messaggi: 41
Question confessione

E' un pò di tempo che anche io mi pongo il problema della confessione,retaggio che la Chiesa impone? o catarsi, sempre indotta , dell'anima? Ricordo bene come sin da piccola accostarmi alla confessione era un pò un trauma, che mi lasciava insoddisfatta. Il tutto si risolveva nel solito elenco di peccatucci da bimba, che forse non necessitavano una confessione, seguito da una frettolosa assoluzione del prete di turno, a volte attento, altre annoiato e stanco. Oggi sono più che mai convinta che Dio non ha bisogno di questo rito per perdonarci e venirci vicino, ma ancora non riesco ad allontanarmi da questa pratica che ho seguito per anni. Vorrei trovare un sacerdote aperto ed intelligente con cui poter parlare e spiegare ilmio punto di vista, ma dovrà essere molto illuminato.
Dio ci chiede ben altro che una confessione.
anael_la is offline  
Vecchio 13-01-2003, 08.42.11   #4
Mistico
Utente bannato
 
Data registrazione: 05-11-2002
Messaggi: 1,879
Re: confessione

Citazione:
Messaggio originale inviato da anael_la
...Vorrei trovare un sacerdote aperto ed intelligente con cui poter parlare e spiegare ilmio punto di vista, ma dovrà essere molto illuminato...
Ma come farai a sapere che é "molto illuminato"?
Forse lo giudicherai tale se ti saprà dare ragione con argomenti che troverai giustificanti e definitivi?

In questo stesso forum, Anael_la, potrai trovare persone che hanno in sè più pensiero della maggior parte dei sacerdoti, troverai idee diverse e la possibilità di essere tu stessa "illuminata": Tu saprai quando la chiarezza ti avrà spianato la strada. Fidati soltanto di te stessa!


Ciao...
Mistico is offline  
Vecchio 13-01-2003, 10.47.16   #5
neverforever
Ospite abituale
 
Data registrazione: 03-04-2002
Messaggi: 70
...

Ciao Mistico, innanzitutto grazie x la tua risposta. Spero proprio di trovarla.. la giusta via. Anche se a volte non so proprio da dove cominciare, anche se forse... il fatto di porsi delle domande è già un significativo punto di partenza.

Anael_la, ti capisco benissimo quando parli di sacerdoti a volte attenti, altre annoiati e stanchi. Ci pensavo proprio qualche giorno fa: avrei un forte desiderio di trovare anch'io un sacerdote aperto e intelligente, come dici tu, con cui poter parlare abbastanza liberamente, esponendogli i miei dubbi, e che potesse essere in grado di dare qualche soddisfacente risposta a tali miei interrogativi. Insomma... avere una sorta di guida spirituale.

Da molto tempo non faccio la Comunione. Da ragazzina la facevo sempre, + che altro xché così mi era stato insegnato. Ora ho 25 anni e sono diversi anni che non mi avvicino all'altare x ricevere questo Sacramento.
Perché? mi sono chiesta.
Perché non mi ritengo abbastanza degna. E credo non mi sentirei degna neanche se mi confessassi e riuscissi a sentirmi meglio con me stessa.
Però.. nello stesso tempo mi chiedo: il fatto di non sentirmi degna.. è un motivo sufficiente x rinunciare a questo dono che Dio ci ha fatto di sè, e cioè alla Comunione? Non è forse anche un... NON ASSUMERSI LE PROPRIE RESPONSABILITA'?
Quel che voglio dire è che credo che la Comunione non sia una cosa da prendere sotto gamba, ma una cosa molto seria. Non è forse questa serietà e questa responsabilità che mi spaventano?
Allora, aspettate... Vorrei provare a riflettere su che cosa è esattamente questo sacramento.
Con la Comunione è come se rivivessimo l'ultima cena di Cristo, esatto? Con la Comunione è come se ricevessimo il Suo corpo e il Suo sangue, ed è come se rivivessimo insieme a Lui i pochi istanti che lo separavano dalla morte, o dalla Vita Eterna se vogliamo. Correggetemi se sbaglio, mi raccomando. Sto solo cercando di trovare la risposta alle mie domande. Quello della Comunione è quindi un dono immenso che ci è stato dato. Però... non so, mi manca qualche pezzo. Mi chiedo.. cosa significa VERAMENTE... accettare questo dono? Credo che il segreto stia nel pieno e consapevole accoglimento, e credo che tutto questo dovrebbe produrre delle conseguenze dentro di noi. Ma quali? Sentirsi "puliti", o meglio.. in comunione con Dio, con ogni cosa e con ogni persona.. ma solo il giorno della domenica? No, non credo. Eppure dopo qualche ora, una volta che ci troviamo nuovamente immersi nella realtà quotidiana, ricominciamo a peccare, come se Dio non fosse mai "entrato" nella nostra anima.
Mah.. ci rifletterò sopra ancora...
neverforever is offline  
Vecchio 13-01-2003, 15.02.09   #6
anael_la
Ospite abituale
 
Data registrazione: 10-01-2003
Messaggi: 41
confessione

ciao Stefy,

vedo che ti poni mille domande è questo credo sia molto positivo, anche chi ha fede non può non chiedersi tante cose, ciò dimostra che vive intensamente la sua religiosità. Sono pienamente d'accordo su come vedi il sacramento della comunione, sappiamo tutti che è il momento più solenne della funzione religiosa, ed è chiaro che bisogna viverlo con animo semplice e pulito e portarselo dietro nella vita di tutti i giorni, altrimenti non avrebbe senso alcuno.
Ma anche io non sono molto d'accordo con la figura del sacerdote, credo che Dio non abbia affatto bisogno di intermediari tra Lui e noi.
Ti riporto una frase su Dio che mi è molto piaciuta:" Dio è come uno specchio, lo specchio è sempre lo stesso, ma chiunque lo guarda vede una cosa diversa."
Chiara dimostrazione che ognuno di noi ha un suo concetto della divinità che va ha accettato e rispettato e che non è facile rivelare agli altri.
Pertanto credo che la cosa più giusta sia vivere secondo coscienza, non giudicare, e dare più amore possibile .

Ti abbraccio, a presto
anael_la is offline  
Vecchio 13-01-2003, 21.57.50   #7
Mistico
Utente bannato
 
Data registrazione: 05-11-2002
Messaggi: 1,879
Ogni religione é vera se ha anche un solo credente.

Citazione:
Messaggio originale inviato da anael_la
...che la cosa più giusta sia vivere secondo coscienza, non giudicare, e dare più amore possibile ...
Si, dare amore, ma soprattutto ESSERE amore: non si può dare quel che non si ha, e se si é... si ha.

Più ancora dell'amore, le azioni nobili e la carità intelligente sono un grandioso mezzo per essere in comunione con Dio.

Lasciatemi dire che non é, veramente, il sacramento della Comunione la parte più significativa della Santa Messa: lo é invece l'attimo appena precedente, quando il credente sceglie e decide di essere puro abbastanza da poter accogliere nella propria individualità la Totalità di Dio. Quello é il momento trascendente. In quel momento, quella piccola parte del Tutto, il credente, si "misura" chiedendosi quanto sia degno di assume il simbolo dell'Ostia consacrata quale pietra di paragone per saggiare la propria personale purezza. Purezza consistente nell'essere senza peccato, sacro a propria volta e degno di stare al cospetto di Dio, nel Regno dei Cieli assieme a Lui. La Comunione, é solo una fase conclusiva del grande momento: un attimo dopo questa conclusione il credente avverte fortemente il proprio stato di grazia... ma é solo perchè ha acquisito la convinzione di essere degno di Dio. C'é stato un esame, e la coscienza ha espresso il giudizio favorevole.

In Verità, solo una parte infinitesimale di Dio ci giudica, e non lo fà in chiesa più che altrove, anzi! E' proprio fuori dalla chiesa che Dio ci attende e ci pesa per quello che siamo, quando non cerchiamo appositamente di essere migliori della nostra media.



Ciao...

Ultima modifica di Mistico : 13-01-2003 alle ore 22.04.52.
Mistico is offline  
Vecchio 14-01-2003, 18.28.29   #8
anael_la
Ospite abituale
 
Data registrazione: 10-01-2003
Messaggi: 41
confessione

Dici proprio bene accostarsi alla Comunione emoziona, commuove, almeno questo succede a me, e lo faccio solo se mi sento veramente tranquilla dentro, basta un semplice malumore od incomprensione per non permettermi di comunicarmi, anche se sono convinta che Dio è sempre pronto a capire, aiutare e dare forza, non l'ho mai visto come Colui che castiga, punisce, allontana.
In quanto al dare amore e all'essere amore è anche un dono che non tutti abbiamo e credo dipenda anche dall'ambiente che ci ha formati e guidati nel corso della vita.
Spesso sentiamo parlare di amore ma poi nella realtà lo incontriamo più difficilmente, le magagne di ogni giorno a volte condizionano l'esistenza e ci impediscono di attuare quello che così facilmente esprimiamo nei momenti di serenità.
Ciao
anael_la is offline  

 



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