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 Storia - Fatti e personaggi, passato e attualità.


Vecchio 08-04-2006, 10.07.50   #1
james1971
Ospite
 
Data registrazione: 02-02-2006
Messaggi: 23
Question Il Risorgimento per voi

Il Risorgimento

La settimana scorsa ho avuto il piacere di fare un giro sul Lago di Garda.

Ho attraversato una zona in cui ogni nome di paese risvegliava antichi ricordi scolastici legati al Risorgimento: San Martino, Custoza, Solferino, Pastrengo...

Mi è sorta spontanea la domanda: che cosa mi ricordo della storia risorgimentale? Devo ammetterlo: molto poco. Solo di recente, rileggendo Carducci, mi sono accorto che non è possibile comprendere né lui, né (ad esempio) Foscolo, né tanti altri - se non si ha in testa un quadro, almeno sommario, del Risorgimento.

So che il forum è frequentato da tanti, ancora in età scolastica; e allora giro a loro (e a tutti gli altri) la domanda: che cosa è per voi il Risorgimento? Chi ve ne ha parlato, e come? E, soprattutto: secondo voi, rimane qualcosa del Risorgimento nell'Italia di oggi?
james1971 is offline  
Vecchio 08-04-2006, 22.44.35   #2
justinian
Avanti è la vita
 
Data registrazione: 06-04-2006
Messaggi: 129
Caio per me il risorgimento è un periodo importanete della storia nazionale infatti per la prima volta dopo 1000 anni da una nazione siamo diventati un unico stato.
Il risorgimento l'ho sempre visto come un periodo glorioso a volte anche tragico come la repubblicha di roma,venezia,milano o come i ragazzi toscani che si sacrificarono per bloccare gli austriaci nel 48 ma a volte anche vincente come solferino e i 1000.
Secondo me cmq di tutto quello rimane ancora qualcosa anche se forse non c'è ne accorgiamo come l'idea di patria o nazione che in fin dei conti è la stessa di mazzini e di cavour(anche se la pensavano in modo del tutto opposto).
justinian is offline  
Vecchio 27-04-2006, 11.33.25   #3
Monica 3
Ospite abituale
 
Data registrazione: 08-06-2005
Messaggi: 697
Quella che poni è una domanda interessante.

Io sono andata a scuola in un periodo in cui i manuali non erano ancora propriamente obiettivi dopo il fascismo ed il risorgimento ci è stato venduto insieme a tutta la retorica dell'eroe (a pensarci bene, se visti con gli occhi di oggi, certi personaggi/martiri non erano poi molto distanti dai kamikaze palestinesi) e della costruzione dello stato nazionale esaltato dal romanticismo.

Benché io sia rispettosa dell'unità e dell'indipendenza nazionale, oggi questo modello è in via di revisione nel contesto delle nuove relazioni internazionali e della globalizzazione. Oggi è passato abbastanza tempo perché quel periodo di storia venga rivisto in modo più obiettivo, con più prospettiva. (Sono sicura che gli storici lo hanno fatto o lo stanno facendo).

Fra i due grandi periodi gloriosi della nostra storia: il Rinascimento ed il Risorgimento, più attuale e moderno mi pare il primo. E' più internazionale e incentrato intorno all'uomo e il suo spirito, che intorno a lotte territoriali.

Monica 3 is offline  
Vecchio 29-04-2006, 21.32.02   #4
Esias
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L'avatar di Esias
 
Data registrazione: 29-04-2006
Messaggi: 5
Anche io sono per la globalizzazione e mi sento molto più "illuminista" che patriota o risorgimentale...ma il risorgimento è per me uno dei periodi più affascinanti della nostra storia. Non è solo la rivendicazione di uno spirito nazionale...è anche - e soprattutto - il desiderio della gente di "esserci", di partecipare...Non sono dell'idea che questo periodo vada visto in modo "eroico": se coloro che hanno partecipato alle guerre d'indipendeza se lo sono vissuto così, è perchè in quel periodo arte, letteratura, musica chiedevano questo...l'eroismo, la lotta a costo della vita, i grandi ideali sono stati il pane di quell'epoca.
Per questo va ridimensionata.
Ma per la stessa ragione è meravigliosa.
Perché la gente che l'ha vissuta la sentiva davvero, la viveva con tutta l'intnsità possibile...un'intensità con cui mi pare che noi, oggi, non siamo in grado di vivere la "storia". E questo un po' mi dispiace...
Esias is offline  
Vecchio 03-05-2006, 11.36.37   #5
Bellerofonte
Ospite
 
Data registrazione: 24-01-2006
Messaggi: 23
Bel periodo,storicamente parlando, il Risorgimento italiano anche se, come James1971, nn ricordo molto dei miei "lontanissimi"studi di storia.
Credo che,a ben vedere, lo si possa considerare il momento storico più complesso della storia italiana. L'italia, ancora politicamente divisa, subiva da un punto di vista letterario, l'affermarsi del romanticismo a scapito dell'illuminismo, che aveva caratterizzato il secolo precedente. Certo, non in toto, ma sicuramente in maniera determinante. E sono appunto queste contrapposizioni che,credo, caratterizzano,ragionando per estensione, tuttol'800.
Se tali "spaccature le troviamo sia da un punto di vista politico, con la nascita delle ideologie che ancora sono alla base delle democrazie, sia da un punto di vista letterario, le troviamo pure da un punto di vista economico: la rivoluzione industriale inglese aveva cominciato a fare sentire i suoi effetti nel nord italia, ponendo i presupposti per lo sviluppo economico di quella parte del paese. Non sottovalutiamo tale aspetto che ritengo di fondamentale importanza nella storia del paese. Quando,infatti ci fu l'unificazione del Regno d'Italia, lo Statuto Albertino fu esteso anche al meridione, dove a differenza del nord italia vi era un'economia maggiormente orientata all'agricoltura.Tale "operazione" nn fu certo benefica per quelle zone, che mal digerirono leggi strutturate per un economia basata già sull'industria. Il fenomeno del brigantaggio,nel meridione, nacque,anche, come "ribellione" (concedetemi il termine) a questo atto politico.
Per finire, vorrei dire che nn mi trovo molto in sintonia con l'affermazione di Monica3, quando dice ."..se visti con gli occhi di oggi, certi personaggi/martiri non erano poi molto distanti dai kamikaze palestinesi".Mi sembra un accostameno un pò azzardato. Non è mia intenzione fare polemica,nè questo è un forum per affrontare tali discorsi, ma ritengo ci sia una sostanziale differenza tra il farsi esplodere davanti ad un bazar,o ad un hotel, e colpire dei civili, che farsi esplodere sotto ad una galleria per impedire l'avanzata dell'esercito invasore.
Bellerofonte is offline  
Vecchio 28-09-2006, 01.38.12   #6
Eschatos
voxpetrarum.splinder.com
 
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Data registrazione: 21-08-2006
Messaggi: 27
Riferimento: Il Risorgimento per voi

Bella questa discussione, soprattutto il fatto che ci si chieda cosa sia il risorgimento per noi, italiani del XXI secolo.
A mio parere, non voglio fare una storia del risorgimento o individuarne le cause, il risorgimento era una tendenza in linea con l’epoca storica che stava vivendo l’Europa di allora.
Prima della liberazione italiana era già avvenuto in Grecia un moto collettivo di rivolta contro la dominazione turca, una cosa che aveva lasciato il segno nella coscienza degli entusiasti intellettuali di allora.
A ben guardare non era più l’epoca dei domini all’interno dell’Europa: Francia, Spagna erano ben assestate all’interno dei loro confini, mentre l’impero sovranazionale Austriaco stava vacillando, disgregato internamente dalle medesime pulsioni nazionaliste che caratterizzano la nostra esperienza italiana e la Germania stava compiendo il suo passaggio verso una nazione tedesca sotto la guida della Prussia.
Tutta Europa stava riassestando i propri confini sulle sue diverse radici culturali.
Mi chiedo, per l’Italia può ancora valere? Per me il risorgimento è nato e vissuto all’interno della sua epoca storica, ricalcando gli stati nazionali, già ben affermatisi dal ‘300 in poi, da parte di quei popoli che non avevano vissuto un tale processo. Ora lo vediamo, anzi lo vedo con i miei occhi ( Bossi e combriccola vengono sotto casa mia a versare l’acqua del Po in laguna ), che per il nostro paese quel modello di unificazione non è sentito più come una volta.
Certo ci sono le disparità economiche tra nord e sud, ma non si tratta solo della strutturata ideologia padana (dalla propaganda celtizzante ai rituali collettivi di Pontida), parlo anche dei neo-borbonici del sud Italia, degli attentati in Alto Adige, degli indipendentisti sardi e siciliani, addirittura degli indipendentisti sabini.
Ci sono anche in Europa queste pulsioni dal baso degli stati di modello ottocentesco: Corsi, Baschi, Cechi e Slovacchi. Questo fa pensare.
Credo che la stagione storica dello “stato” come espressione di un popolo sfaccettato, ma unito da una medesima lingua, territorio o religione stia lasciando il posto alle esigenze delle “sfaccettature”, forse perché l’era dei vicini stati limitrofi che vedevamo come possibili nemici, invasori o anche barbari ci spingeva a mantenere un sistema statale capace di contrastarli, diciamo di porsi con pari dignità nel consesso internazionale.
Ora l’Europa è unita e la Germania o l’Austria del ’15 sono lontane anni luce…abbiamo l’interrail …e noi italiani traiamo più identità dalle nostre culture regionali e locali piuttosto che da uno stato che spesso non è capace di sopperire alle esigenze delle varie comunità, uno stato di cui quasi nessuno si fida.
Il risorgimento nasce senza stato, dopo l’arrivo dello stato sembra che questa grande conquista sia invece un’aspettativa delusa e i mancati pericoli provenienti dall’esterno rendono la coesione sempre meno necessaria.
Insomma il risorgimento é un periodo storico spiegabile nel suo contesto, ma antico e non più attuale per le rinnovate esigenze della comunità. Credo comunque che l’Italia debba mantenersi come stato, ma più che una nazione, tante nazioni federate sotto Roma.
D’altra parte è triste, ma se il presidente della repubblica dà una medaglia alla nazionale italiana, forse è perché per l’amor patrio dobbiamo attaccarci a qualsiasi cosa con le unghie e con i denti.
Eschatos is offline  
Vecchio 07-11-2006, 16.49.31   #7
Lepanto
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Messaggi: 1
Riferimento: Il Risorgimento per voi

Gentili amici

Penso che, come ogni periodo storico, ci siano inevitabilmente delle verità o delle prese di posizioni, alquanto legittime, che spesso escono da ciò che possiamo apprendere leggendo un comune libro di Storia scolastico.
Invito perciò l'utenza a prendere visione di questi link che vogliono essere un piccolo ma profondo spunto di riflessione puramente storiografico

http://www.cronologia.it/storia/a1864e.htm

http://www.cronologia.it/storia/a1860b.htm

http://www.cronologia.it/storia/a1866b.htm

http://www.cronologia.it/storia/a1866a.htm

Sono inoltre presenti in ogni pagina altri interessanti reindirizzamenti


Un cordiale saluto

Lepanto
Lepanto is offline  
Vecchio 08-11-2006, 08.34.23   #8
james1971
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Riferimento: Il Risorgimento per voi

Citazione:
Originalmente inviato da Lepanto

Invito perciò l'utenza a prendere visione di questi link che vogliono essere un piccolo ma profondo spunto di riflessione puramente storiografico

http://www.cronologia.it/storia/a1864e.htm


Finora ho avuto solo il tempo di dare un'occhiata al primo link, nel quale si affronta la questione meridionale. Ora, è vero che talune "verità storiche" vengono talvolta tramandate a vantaggio dei vincitori del momento, ma è anche vero che, in fase di analisi a posteriori non ci si deve lasciar prendere la mano dal desiderio di affermare per forza l'esatto contrario di quanto si è sempre sostenuto...

In altre parole: il c.d. revisionismo storico, atteggiamento del quale - per inciso - mi ritengo un sostenitore (perché occorre porsi sempre nuove domande sulle vecchie "verità"), deve comunque essere suffragato da un'adeguata raccolta di dati e di documenti. Non è sufficiente elencare le "verità contrarie", per renderle tali!

Chi ha redatto questa paginetta, ad esempio, nel tessere l'elogio dei Borboni e del loro esercito, ha dimenticato di ricordare che a Calatafimi l'esercito borbonico fu battuto da un manipolo di volontari (cioè militari dell'ultima ora, non professionisti come dall'altra parte) e che la Sicilia fu presa dai garibaldini in poco meno di una settimana... e in Sicilia l'esercito piemontese non c'era!

E' vero che, molto probabilmente, il Re di Napoli si aspettava - prima di ordinare la "guerra totale" - un'iniziativa diplomatica antipiemontese da parte dell'Austria. Tale iniziativa non ci fu, o - meglio - si risolse in una "censura" diplomatica al governo piemontese (il quale, si noti bene, ufficialmente aveva avversato la spedizione di Garibaldi...! Cavour cercò perfino di fare arrestare il generale) da parte dell'Austria, censura condivisa anche dalla Russia, dalla Prussia e persino dalla Francia (ma non dall'Inghilterra, che non sopportava il Regno meridionale).

Ma, ancora, che buon regnante è quello che si aspetta la salvezza del proprio regno da un intervento esterno? Da ultimo, il re scappò: la sua fuga è, credo, perfettamente simmetrica alla rabbia espressa dai siciliani, che spontaneamente si sollevarono contro il regime borbonico, consentendo le facili vittorie garibaldine.

Ci sarebbe ancora molto da dire (ad es., sull'intreccio di questione sociale e questione nazionale nel sud), ma credo che la lunghezza di questo commento abbia già raggiunto i limiti della sopportabilità...

james1971 is offline  

 



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