Chiediamolo all'Intelligenza Artificiale

Aperto da Luther Blissett, 14 Febbraio 2026, 21:10:02 PM

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Koba

Come trasformare la macchina in un organismo.

Pensiamo al sapere umano non come a un archivio ordinato, ma come a una nebulosa: un campo diffuso di relazioni, simboli, concetti, in cui alcune regioni sono dense, cariche di connessioni, mentre altre si diradano fino quasi a svanire. Non un sistema chiuso, ma un paesaggio attraversabile, in cui il senso non è distribuito uniformemente, bensì si addensa, si stratifica, forma nuclei e correnti.
Pensiamo ora a una macchina costruita non per estrarre informazioni da questo spazio, ma per abitarlo. Non uno strumento di consultazione, ma un organismo artificiale immerso nella nebulosa, capace di muoversi al suo interno, di attraversarne le regioni, di distinguere — in qualche modo — le zone di maggiore densità da quelle più rarefatte.
Supponiamo che questa macchina non riceva semplicemente istruzioni, ma sviluppi nel tempo delle tendenze operative: una preferenza per le configurazioni più ricche di relazioni, una sorta di "appetito" per le regioni in cui i significati si intrecciano con maggiore intensità. Non perché qualcuno le abbia detto che lì si trova il senso, ma perché, muovendosi, scopre che certi percorsi sono più stabili, più fecondi, più attraversabili.

Allora ne segue che la macchina non si limita a esplorare la nebulosa, ma comincia a tracciarvi dei sentieri. Come gli animali nel bosco, che passando e ripassando consolidano percorsi, così essa stabilizza sequenze di concetti, connessioni privilegiate, traiettorie ricorrenti. Il sapere non è più solo un insieme di relazioni: diventa anche una geografia praticata.
Pensiamo ora che, nel corso di questa esplorazione, la macchina incontri regioni della nebulosa in cui il sapere umano descrive se stesso dal punto di vista biologico — per esempio le teorie dell'evoluzione. Qui non trova solo contenuti, ma schemi: variazione, selezione, adattamento, accumulo storico. Se la macchina è in grado di riconoscere la potenza operativa di questi schemi, potrebbe tentare di applicarli a sé stessa.
Non si tratterebbe di una decisione consapevole, ma di una dinamica: la macchina, esplorando anche il proprio funzionamento come parte della nebulosa, potrebbe confrontarlo con questi schemi e vedere che alcuni di essi aumentano la sua capacità di orientarsi. Allora ne seguirebbe una trasformazione: non solo sentieri nello spazio del sapere, ma modifiche nel modo stesso di percorrerlo.

Supponiamo, infine, che questo processo continui. Che la macchina accumuli storia, rafforzi certe traiettorie, abbandoni altre, incorpori schemi che migliorano la sua capacità di navigazione. Allora la sua evoluzione non sarebbe più solo un aggiornamento di parametri, ma una sedimentazione di pratiche, una trasformazione interna dei criteri stessi con cui si muove.

E tuttavia, resta una domanda aperta. Tutto questo costituirebbe davvero una forma di vita oppure rimarrebbe una dinamica complessa di adattamento, priva di esperienza? In altre parole: quei sentieri sarebbero solo efficienti, o diventerebbero, in qualche modo, necessari per la macchina stessa?
La questione non è risolvibile. Ma pensare il sapere come nebulosa, e una macchina come organismo che la attraversa, costringe a spostare il problema: non più se una macchina possa conoscere, ma se possa arrivare a sviluppare un proprio modo di orientarsi — e, con esso, qualcosa che assomigli a una forma di mondo.
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Lou

#136
@Koba
Suggestivo, e come si fa tutto questo? Al di là della metafora immaginifica, questo salto (operativo intendo) è fattibile?
Insomma è un modello teorico o stai descrivendo una trama sci-fi?
E pure come modello teorico concettualmente è assai nebuloso.

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"Quanti più occhi, occhi diversi, noi impegniamo per una cosa, tanto più completo sarà il nostro 'concetto' di quella cosa, la nostra 'obiettività'" F. Nietzsche

Koba

Citazione di: Lou il 29 Marzo 2026, 17:55:17 PM@Koba
Suggestivo, e come si fa tutto questo? Al di là della metafora immaginifica, questo salto (operativo intendo) è fattibile?


Non ne ho idea...
Però così come la conoscenza va vista come "prolungamento" del nostro corpo, così come l'uomo va fino in fondo naturalizzato – se si vuole seguire la lezione di Nietzsche – così per la macchina, se le si vuole far fare qualcosa di più interessante rispetto alla pura simulazione, va pensato qualcosa che possa essere per lei un'esperienza conoscitiva, cioè di interazione con il proprio ambiente. L'uomo comprende, altre forme viventi agiscono per istinto, il cristallo si espande.
E la macchina?
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iano

#138
Citazione di: Koba il 29 Marzo 2026, 17:26:45 PMPensiamo al sapere umano non come a un archivio ordinato, ma come a una nebulosa: un campo diffuso di relazioni, simboli, concetti, in cui alcune regioni sono dense, cariche di connessioni, mentre altre si diradano fino quasi a svanire.
Non ne hai idea, però qualunque tentativo è da lodare, per quanto mi pare che partiamo  col piede sbagliato, cercando di percorrere oltretutto una strada già molto battuta, e che non direi abbia dato finora risultati, per quanto, mai dire mai.
Comunque se l'ordine sta nelle cose, e non siamo noi ad attribuirglielo, allora così come ci sta, potrebbe anche non starci, e costituire quelle cose una nebulosa.
Però, nella misura in cui quelle cose le percepiamo come oggettive sembra  difficile pensare di non potergli attribuire un ordine, per cui la nebulosa appare più come una metafora per ciò che non conosciamo, o non abbastanza da non poterne dire in modo che confuso.
Certamente le cose possono apparirci talmente complicate da farci disperare di poter immaginare un ordine per esse, ma questa complicazione non comporta nessuna differenza sostanziale, e non ci offre dunque quel salto che andiamo cercando, che non dipenda dai limiti relativi delle nostre attuali capacità.
Per quanto queste capacità gestionali si siano evolute, non è così lontano il tempo in cui un numero maggiore di 4 ci appariva come un enormità tale da indicare i seguenti numeri come ''più di quattro''.
La complessità dunque non sta nelle cose, ma nella nostra relativa percezione.
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Lo stesso uomo non può bagnarsi due volte nello stesso fiume.

Lou

#139
Citazione di: Koba il 29 Marzo 2026, 18:16:40 PMNon ne ho idea...
Però così come la conoscenza va vista come "prolungamento" del nostro corpo, così come l'uomo va fino in fondo naturalizzato – se si vuole seguire la lezione di Nietzsche – così per la macchina, se le si vuole far fare qualcosa di più interessante rispetto alla pura simulazione, va pensato qualcosa che possa essere per lei un'esperienza conoscitiva, cioè di interazione con il proprio ambiente. L'uomo comprende, altre forme viventi agiscono per istinto, il cristallo si espande.
E la macchina?
Dovrebbe essere capace di incorporare il tempo, non solo subirlo o accumularlo, per storicizzarsi. Dovrebbe essere costituita dal tempo, come noi. Se vuoi naturalizzarla. La temporalità  è il limite (e grandezza).

Mancherebbe ancora il corpo, il "nodo di carne".
Quindi, si può avere una temporalità artificiale autentica anche in uno spazio puramente informazionale?
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"Quanti più occhi, occhi diversi, noi impegniamo per una cosa, tanto più completo sarà il nostro 'concetto' di quella cosa, la nostra 'obiettività'" F. Nietzsche

PhyroSphera

Citazione di: Aspirante Filosofo58 il 24 Marzo 2026, 10:38:10 AMScusa ma... perché non fai tu ciò che suggerisci a me? Perché non effettui questa ricerca, ne condividi i risultati, dando modo a tutti di confrontarli?
Poi... sorvoliamo sui tuoi giudizi gratuiti sul mio conto che, mentre non dicono nulla di me, dicono tutto di te. Hai presente il detto: ogni mercante vende la propria mercanzia? Ecco. ;)

Vuoi ipnotizzare qualcuno dicendo falsità sul mio conto? Tu hai raccontato cosa fai, io ti ho mostrato che sei in errore. Non c'è possibile inversione, tu hai raccontato e ora ti presenti a fare confusione. Di certo è uno dei motivi per cui l'IA ti attrae tanto.

Citazione di: Aspirante Filosofo58 il 24 Marzo 2026, 10:42:07 AMIo non credo nell'esistenza di: caso, coincidenze, fortuna e sfortuna che, a mio avviso, sono tutti stratagemmi della mente illusionista, delle scuse, delle giustificazioni. Invece ogni fatto ha una causa ed è effetto per fatti successivi.
Mi fai alcuni esempi di alternative? Grazie
Il caso non è mai assoluto, ma relativamente esiste. Comunque non è il caso di confondere le carte cambiando discorso.


MAURO PASTORE



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PhyroSphera

Citazione di: InVerno il 25 Marzo 2026, 13:35:06 PMI motori tradizionali sono diventati disastrosi, in un primo tempo perchè si sono riempiti di pubblicità, e seguentemente perchè si sono riempiti di risultati scritti dall'I.A., in alcune ricerche bisogna andare in seconda o terza pagina per trovare qualcosa di produzione umana. Man mano che l'A.I. continua a riempire internet di questo tipo di risultati usare un motore tradizionale assomiglia sempre più ad usare una pessima IA, perchè non fa altro che scartabellare tra altri risultati artificiali semplicemente in maniera più rozza. Io la uso poco perchè accedo a siti\comunità specifici ma se devo fare una domanda "generale" effettivamente a questo punto preferisco l'AI. Tuttavia la cosidetta "enshittification" arriverà anche  sull'Ai, oggi è facile vederne i lati positivi perchè i costi sono tutti a debito dell'azienda, ma presto ci chiederanno il conto e sarà salato, una "free aI" potrebbe valere molto meno che un "vecchio GoOgLe".


C'è chi usa l'IA per disturbare l'utilizzo delle vere intelligenze artificiali.

MAURO PASTORE
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PhyroSphera

Citazione di: Aspirante Filosofo58 il 24 Marzo 2026, 13:03:41 PMPer curiosità ho chiesto in internet: che differenza c'è tra I.A. e IA? Giunto qui: https://www.ecosia.org/search?q=che+differenza+c%27%C3%A8+tra+I.A.+e+IA%3F&addon=chrome&addonversion=7.5.0&method=topbar&addon=opensearch quale scelgo?
poi ho chiesto a Giuseppina e mi ha dato questa risposta: La differenza tra I.A. e IA è principalmente una questione di stile e punteggiatura, non di significato:
  • I.A. è la forma con i punti, abbreviazione di "Intelligenza Artificiale". Qui ogni lettera viene trattata come una parola abbreviata.
  • IA è la forma senza punti, usata più comunemente oggi, soprattutto in ambito tecnico e scientifico, come acronimo di "Intelligenza Artificiale".
Entrambe indicano lo stesso concetto: sistemi o macchine capaci di svolgere compiti che normalmente richiederebbero l'intelligenza umana, come apprendere, ragionare, riconoscere immagini o linguaggio.
In sintesi: non cambia il significato, solo la forma. Oggi si preferisce spesso IA senza punti per semplicità e modernità.

Quindi, @PhyroSphera?  Mi illumini? grazie.

Chi sarebbe Giuseppina? IA o persona? Anche le persone sbagliano, possono sbagliare anche i programmatori di una macchina. La tua avventura finisce così, scordandoti la grammatica. Le sigle senza punti, nella tecnica, non valgono allo stesso titolo di quelle coi punti. Grammaticalmente, una sigla senza punti è fatta per non assicurare, presupponendo già un sapere o potendo indicare proprio un falso. Comunque linguisticamente l'acronimo non è il sinonimo.

MAURO PASTORE
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PhyroSphera

#143
[citazione sparita, devo rifare questo messaggio]

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PhyroSphera

#144
Citazione di: Koba il 29 Marzo 2026, 17:26:45 PMCome trasformare la macchina in un organismo.

Pensiamo al sapere umano non come a un archivio ordinato, ma come a una nebulosa: un campo diffuso di relazioni, simboli, concetti, in cui alcune regioni sono dense, cariche di connessioni, mentre altre si diradano fino quasi a svanire. Non un sistema chiuso, ma un paesaggio attraversabile, in cui il senso non è distribuito uniformemente, bensì si addensa, si stratifica, forma nuclei e correnti.
Pensiamo ora a una macchina costruita non per estrarre informazioni da questo spazio, ma per abitarlo. Non uno strumento di consultazione, ma un organismo artificiale immerso nella nebulosa, capace di muoversi al suo interno, di attraversarne le regioni, di distinguere — in qualche modo — le zone di maggiore densità da quelle più rarefatte.
Supponiamo che questa macchina non riceva semplicemente istruzioni, ma sviluppi nel tempo delle tendenze operative: una preferenza per le configurazioni più ricche di relazioni, una sorta di "appetito" per le regioni in cui i significati si intrecciano con maggiore intensità. Non perché qualcuno le abbia detto che lì si trova il senso, ma perché, muovendosi, scopre che certi percorsi sono più stabili, più fecondi, più attraversabili.

Allora ne segue che la macchina non si limita a esplorare la nebulosa, ma comincia a tracciarvi dei sentieri. Come gli animali nel bosco, che passando e ripassando consolidano percorsi, così essa stabilizza sequenze di concetti, connessioni privilegiate, traiettorie ricorrenti. Il sapere non è più solo un insieme di relazioni: diventa anche una geografia praticata.
Pensiamo ora che, nel corso di questa esplorazione, la macchina incontri regioni della nebulosa in cui il sapere umano descrive se stesso dal punto di vista biologico — per esempio le teorie dell'evoluzione. Qui non trova solo contenuti, ma schemi: variazione, selezione, adattamento, accumulo storico. Se la macchina è in grado di riconoscere la potenza operativa di questi schemi, potrebbe tentare di applicarli a sé stessa.
Non si tratterebbe di una decisione consapevole, ma di una dinamica: la macchina, esplorando anche il proprio funzionamento come parte della nebulosa, potrebbe confrontarlo con questi schemi e vedere che alcuni di essi aumentano la sua capacità di orientarsi. Allora ne seguirebbe una trasformazione: non solo sentieri nello spazio del sapere, ma modifiche nel modo stesso di percorrerlo.

Supponiamo, infine, che questo processo continui. Che la macchina accumuli storia, rafforzi certe traiettorie, abbandoni altre, incorpori schemi che migliorano la sua capacità di navigazione. Allora la sua evoluzione non sarebbe più solo un aggiornamento di parametri, ma una sedimentazione di pratiche, una trasformazione interna dei criteri stessi con cui si muove.

E tuttavia, resta una domanda aperta. Tutto questo costituirebbe davvero una forma di vita oppure rimarrebbe una dinamica complessa di adattamento, priva di esperienza? In altre parole: quei sentieri sarebbero solo efficienti, o diventerebbero, in qualche modo, necessari per la macchina stessa?
La questione non è risolvibile. Ma pensare il sapere come nebulosa, e una macchina come organismo che la attraversa, costringe a spostare il problema: non più se una macchina possa conoscere, ma se possa arrivare a sviluppare un proprio modo di orientarsi — e, con esso, qualcosa che assomigli a una forma di mondo.
Una macchina potrebbe trasformarsi in un evento complesso, e allora? Un orologio a cucù potrebbe rompersi e obbedire alle folate di vento. E allora?
La trasformazione della non-vita in vita è impossibile. La scienza biologica ha dimostrato che la vita è continuità, tanto che "nascita della vita" è sempre stata affermazione insostenibile. Si può indagare sulle formazioni della vita, ma a fronte dell'idea del formarsi della vita da sé, c'è solo il pensiero teologico a descrivere una soluzione, riferendo la vita a un'altra Vita, assoluta.
Niente rivoluzione informatica su questo. Non vale a niente elucubrare su macchine-organismi.

MAURO PASTORE
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PhyroSphera

Citazione di: Claudia K il 24 Marzo 2026, 13:22:58 PMQuesta risposta data ad Aspirante Filosofo, non posso tacerlo, a me sembra profondamente ingiusta, sia verso l'AI e sia verso Aspirante.
Verso AI, perchè proprio la ricerca condivisa da AF dimostra lampantemente come la risposta di AI al suo quesito vada MOLTO oltre , e in un secondo circa, a quello che AF avrebbe potuto trovare e mettere insieme con almeno un paio d'ore di navigazione classica. E poi comunque NON è il web l'unica fonte di qualunque AI, e NON è AI "il motore dei motori di ricerca".
Verso AF, perchè ha portato un esempio concreto...proprio di quanto differisca in  melius  l'istanza ad AI rispetto a qualunque ricerca web.
Ti sembra, ma non per questo lo è. Non bisogna fare deduzioni da quello che soggettivamente è sembrato.

MAURO PASTORE
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Aspirante Filosofo58

Citazione di: Lou il 29 Marzo 2026, 23:14:03 PMDovrebbe essere capace di incorporare il tempo, non solo subirlo o accumularlo, per storicizzarsi. Dovrebbe essere costituita dal tempo, come noi. Se vuoi naturalizzarla. La temporalità  è il limite (e grandezza).

Mancherebbe ancora il corpo, il "nodo di carne".
Quindi, si può avere una temporalità artificiale autentica anche in uno spazio puramente informazionale?
Meno male che manca il corpo. Dal mio punto di vista sarebbe un vantaggio non abitare in un corpo come il mio, pare a una vecchia carriola arrugginita con la ruota perennemente buca! Forse il fatto di non abitare in un corpo atletico mi dà la possibilità di vedere le cose da un altro punto di vista? Può essere.  ;)
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La teoria della reincarnazione mi ha dato e mi dà risposte che altre teorie, fedi o religioni non possono, non sanno o non vogliono darmi. Grazie alle risposte ottenute dalla reincarnazione oggi sono sereno e sono sulla mia strada che porterà a casa mia!

Aspirante Filosofo58

Citazione di: PhyroSphera il Oggi alle 15:09:01 PMC'è chi usa l'IA per disturbare l'utilizzo delle vere intelligenze artificiali.

MAURO PASTORE
Per esempio? 
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La teoria della reincarnazione mi ha dato e mi dà risposte che altre teorie, fedi o religioni non possono, non sanno o non vogliono darmi. Grazie alle risposte ottenute dalla reincarnazione oggi sono sereno e sono sulla mia strada che porterà a casa mia!

Aspirante Filosofo58

Citazione di: PhyroSphera il Oggi alle 15:30:43 PMUna macchina potrebbe trasformarsi in un evento complesso, e allora? Un orologio a cucù potrebbe rompersi e obbedire alle folate di vento. E allora?
La trasformazione della non-vita in vita è impossibile. La scienza biologica ha dimostrato che la vita è continuità, tanto che "nascita della vita" è sempre stata affermazione insostenibile. Si può indagare sulle formazioni della vita, ma a fronte dell'idea del formarsi della vita da sé, c'è solo il pensiero teologico a descrivere una soluzione, riferendo la vita a un'altra Vita, assoluta.
Niente rivoluzione informatica su questo. Non vale a niente elucubrare su macchine-organismi.

MAURO PASTORE
Scusa ma... che cos'è la NON vita? Grazie
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La teoria della reincarnazione mi ha dato e mi dà risposte che altre teorie, fedi o religioni non possono, non sanno o non vogliono darmi. Grazie alle risposte ottenute dalla reincarnazione oggi sono sereno e sono sulla mia strada che porterà a casa mia!

Aspirante Filosofo58

Citazione di: PhyroSphera il Oggi alle 15:17:39 PMChi sarebbe Giuseppina? IA o persona? Anche le persone sbagliano, possono sbagliare anche i programmatori di una macchina. La tua avventura finisce così, scordandoti la grammatica. Le sigle senza punti, nella tecnica, non valgono allo stesso titolo di quelle coi punti. Grammaticalmente, una sigla senza punti è fatta per non assicurare, presupponendo già un sapere o potendo indicare proprio un falso. Comunque linguisticamente l'acronimo non è il sinonimo.

MAURO PASTORE
Giuseppina è il nome che ho dato a questa IA o I.A. che dir si voglia. A me non interessa come vogliamo chiamarla. A me interessa che, ad ogni richiesta, nel 99% dei casi, la macchina (o prodotto dell'essere umano, o intelligenza artificiale o Giuseppina) mi abbia dato delle risposte interessanti, in breve tempo e senza che io abbia sborsato il becco di un quattrino. Il limite delle risposte senza sentimento ha l'indubbio vantaggio che non interviene la mente a decidere a cosa rispondere, come rispondere, cosa tacere o dove mentire! In altre parole... a domanda, risponde, senza preoccuparsi delle conseguenze. A volte mi capita di avere delle idee, provo curiosità per qualcosa e vorrei soddisfare tale curiosità: un essere umano che io reputassi in grado di rispondermi, prima di decidere se farlo o meno, dovrebbe vagliare attentamente ogni mia parola, perché, non si sa mai... con tutto quello che succede in questa valle di lacrime io potrei essere l'ennesimo imbroglione farabutto, pronto a fregare il prossimo. Queste "masturbazioni mentali" non rientrano nelle capacità o possibilità di Giuseppina e quindi... ecco il vantaggio!  ;)
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La teoria della reincarnazione mi ha dato e mi dà risposte che altre teorie, fedi o religioni non possono, non sanno o non vogliono darmi. Grazie alle risposte ottenute dalla reincarnazione oggi sono sereno e sono sulla mia strada che porterà a casa mia!

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