Coscienza; implicazioni epistemologiche e metafisiche

Aperto da Alberto Knox, 21 Febbraio 2026, 01:36:23 AM

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Il_Dubbio

Citazione di: Jacopus il 04 Aprile 2026, 21:27:08 PMLa consapevolezza di poter cambiare la propria condizione non la vedo come collegata alla coscienza, quanto alla possibilità appresa che la condizione dell'uomo può cambiare. Un apprendimento che inizia sui banchi di scuola.

Intanto auguri di buona Pasqua a tutti, soprattutto a chi ha speso il proprio tempo e le proprie risorse per tenere in piedi questo forum: Ivo Nardi.

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Sto cercando di concentrarmi sulle nostre idee preconcette. Per preconcetto intendo solo dire idee che hanno espresso altri prima di noi e che noi abbiamo adottato. Il Dubbio che i concetti espressi da altri e quelli che noi abbiamo inteso siano differenti c'è. Come ci saranno dei dubbi che i concetti espressi da altri siano volti nella giusta direzione. 

Per cui si fa uno sforzo e si ricomincia da zero.

La prima cosa che mi viene in mente sono due termini simili, ma che forse vogliono dire cose differenti.
Coscienza e auto-coscienza.

Io li sto distinguendo, mentre mi sembra che voi non cogliate alcuna differenza. 

Tu dici che certe cose si imparano, ad esempio sui banchi di scuola. 
Così facendo hai (involontariamente) trasferito ad altro ente la responsabilità di certe azioni che noi facciamo. 
Per rendere oggettivo quello che dici dovresti mandare a scuola un certo numero di cani, o gatti, o delfini (decidi tu) e aspettarti che la resa sia, non dico identica, ma paritaria. E' inutile che ti dica che non usciranno tra loro dottori, infermieri o professori di filosofia. 

Quello che voglio dire che non è la "scuola" il punto da cui partire. La scuola è necessaria solo se si è in grado di costruisi un percorso di studi. Non manderai un pappagallo a scuola. Manderai tuo figlio.

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Lou

#181
@Il_Dubbio "La prima cosa che mi viene in mente sono due termini simili, ma che forse vogliono dire cose differenti.
Coscienza e auto-coscienza.

Io li sto distinguendo, mentre mi sembra che voi non cogliate alcuna differenza. "

La seconda è interna alla prima, non puó essere altrimenti.
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"Quanti più occhi, occhi diversi, noi impegniamo per una cosa, tanto più completo sarà il nostro 'concetto' di quella cosa, la nostra 'obiettività'" F. Nietzsche

Alexander

Schopenauer sosteneva che l'uomo è un animale metafisico perché è l'unico che si stupisce della propria esistenza e si interroga sul senso delle cose, della storia, delle proprie vicende. Diciamo che è ragionevole dubitare che le altre forme viventi che conosciamo si interroghino su se stesse. Trovo questa una differenza qualitativa fondamentale. Questa coscienza di sé come esseri cercanti un senso, che probabilmente non esiste o che non siamo in grado di comprendere, non fa di noi degli esseri superiori o migliori. Si potrebbe invece al contrario affermare che purtroppo ci fa degli esseri in bilico tra la farsa e la tragedia. Avendo però coscienza di questa tragica mancanza di senso possiamo sviluppare una più profonda comprensione dell'universale fratellanza con gli altri esseri nella durezza e sofferenza della vita. Questo dovrebbe spingerci a maturare maggiore e non minore compassione verso tutte le forme di vita. Più empatia e meno cinismo. Sentirsi più responsabili dell'intero respiro dell'ecosistema in cui ci dibattiamo, malgrado la sua (a noi) vacuita ' di senso (se non soggettivo, personale, relativo). 
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Alberto Knox

#183
Sì, come ho già detto ,ritengo che il fatto che la percezione soggettiva di sè negli animali e nelle piante non arrivi al livello che è specifico invece in homo sapiens non ne sminuisce il valore. Il dato su cui sto riflettendo è che  con gli altri esseri viventi (animali e piante) condividiamo la sensibilità e l inconscio . La neurobiologia vegetale studia come le piante percepiscono i segnali dell ambiente e li convertono in segnali elettrochimici costituiti da sostanze volatili prodotte dalle piante per reagire a diversi stimoli, sia biologici ( come la presenza di parassiti e bruchi erbivori) sia fisici (variazioni della temperatura) sia chimici (presenza di inquinanti )Queste sostanze volatili prodotte possono avvisare le diverse parti della pianta e le piante vicine della presenza di insetti aggressori e consentire di rispondere all attacco producendo sostanze dannose. Hanno anche sistemi sensitivo/motori complessi come quelli presenti in una pianta della famiglia delle mimose che ritrae le foglie se viene toccata , ma solo se lo stimolo è  in qualche modo "percepito" come potenzialmente pericoloso, le piante carnivore nel catturare gli insetti per nutrirsene . La capacità delle radici di rilevare il gradiente di concentrazione di sostanze nutritive o tossiche e le vibrazioni sonore del terreno e la capacità di emettere suoni esse stesse  (tipo dei click) segnali tramite i quali sono in grado di mutare la direzione della loro crescita in modo vantaggioso. Quanto appena riportato sommariamente è solo una piccola parte delle straordinarie capacità delle piante che sono necessariamente andato a studiare. Viene da chiedersi fino a che punto queste funzioni possano essere totalmente inconsce. Ad ogni modo credo che debbano a buon ragione farci riflettere senza pregiudizi antropocentrici sul senso della vita e delle sue propietà fondamentali, che possono sfuggire ad un analisi riduzionistica limitata allo studio di singoli meccanismi isolati; ne consegue la necessità di riconsiderare il posto dell intelligenza , dell inconscio e della coscienza nel mondo.
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Noli foras ire , in teipsum redi, in interiore homine habitat veritas.

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