Coscienza; implicazioni epistemologiche e metafisiche

Aperto da Alberto Knox, 21 Febbraio 2026, 01:36:23 AM

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Jacopus

Infatti abbiamo memoria ed affetti intimamente connessi. I robot mancano di affettività, almeno per il momento ed al di fuori del film "Blade Runner".
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Homo sum, Humani nihil a me alienum puto.

iano

#241
Citazione di: Alberto Knox il 07 Aprile 2026, 19:03:18 PMse smettessimo di chiamare col nome "rosa" una rosa , essa smetterebbe di fare quel profumo?
Ho capito cosa vuoi dire ma sta di fatto che ogni esperienza cosciente ha una sensazione  qualititivamente diversa l una dall altra . La sensazione nel guardare un tramonto è diversa da quella di guardare una partita di calcio.  Se il 3 si chiamerebbe diversamente, anche in quel caso l esperienza qualitativa di quel numero sarebbe diversa.  Ad esempio, un calcolo numerico come l addizzione cambia qualità a seconda della lingua in cui è stata eseguita l'operazione.
Suggerisco, in alternativa, una possibile soluzione quantitativa, esponendo una legge naturale inventata qui per qui. :)
In una procedura, come ad esempio un algoritmo della somma, più sono evidenti i suoi fini, maggiori sono i limiti che pone per raggiungerli.
Cambiando gli algoritmi il risultato non cambia, ma prima lo devi raggiungere, e diversa è la difficolta, fino a rendere la cosa impraticabile.
La nostra ''visione sensoriale'' del mondo a colori come abbiamo potuto constatare nel tempo è limitata quanto più evidenti sono i suoi risultati.
Questo sembra valere per la scienza in generale.
Meno è comprensibile più è potente, e questo potrebbe non essere un caso.

Nel caso degli algoritmi della somma, con quello romano ad esempio, dove è evidente ad esempio che numero si voglia indicare col simbolo III, è stato possibile costruire un grande impero, ma sulla luna non ci saremmo andati.
Per andarci abbiamo dovuto usare il simbolo 3 il cui significato non è per niente evidente.
Ne segue che l'evidenza, ancora così tanto gettonato non filosofia, al punto che qualcuno non se ne discosta, non è un valore in se, cosa è più evidente a noi della sensazione del colore rosso?
Siamo proprio sicuri di volgersi fregiare dei nostri limiti naturali, o cosidetti tali ?
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Lo stesso uomo non può bagnarsi due volte nello stesso fiume.

Alberto Knox

Citazione di: Jacopus il 07 Aprile 2026, 21:20:13 PMla memoria e gli stati emotivi di base. Fattori che condividiamo come minimo almeno con tutti gli altri mammiferi e gli uccelli
Sono d accordo, ma condividiamo anche altro, il bisogno di sicurezza, di cura. condividiamo la facoltà sensoriale di percepire. Condividiamo l inconscio, Gli animali sognano, noi sognamo. Si ritiene oggi che una forma di coscienza primitiva possa già essere presente negli animali dotati di un sistema sottocorticale ben rappresentato. L attività integrata tra queste strutture sottocorticali  emisferiche e il tronco cerebrale sembra correlato alla rappresentazione di sè e del mondo tramite un intergrazione multimediale delle informazioni sensoriali e l elaborazione delle strategie esplorative. molti pesci sono in grado di orientarsi nello spazio , scegliere spontaneamente i percorsi piu brevi per raggiungere l obbiettivo. compiere sofisiticate scelte delle loro compagne utilizzando vista e olfatto. 
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Noli foras ire , in teipsum redi, in interiore homine habitat veritas.

Phil

Mi pare che. sia che si tratti di "dashboard", come icasticamente propone Lou, sia che si tratti di qualia, si ha a che fare comunque con esperienze soggettive difficilmente "esternabili" e oggettivabili, quindi difficilmente studiabili, quindi, in ultima analisi, mere ipotesi di lavoro poco... "lavorabili", almeno epistemologicamente.
L'impasse di un'analisi che si ferma al comportamento della "materia neurologica", confermandone il ruolo attivo seppur non esaustivo nei fenomeni di coscienza, non credo possa essere sbloccata da "artefatti" (passatemi il termine) come i qualia che, per loro stessa "natura" (sempre da quel che ho capito) non possono "evadere" o emergere fuori dal soggetto per essere studiati. Iniziare un'analisi della coscienza a partire da qualia, a mio modesto parere, è come iniziare una partita a scacchi da uno scacco matto.

@Koba
Se «a essere oggettiva è la spinta alla creazione dell'ordine»(cit.) e se per quest'ordine intendiamo quello conoscibile «in tutta la materia, dai cristalli alla cellula al filosofo», allora la questione dell'ordine rimane essenzialmente esterna al problema del nichilismo e del senso esistenziale, poiché tale ordine (che si rivela a suo modo "preprogrammato", meccanico, etc.) non è né risposta né decostruzione delle domande di senso, ma ne è solo lo sfondo sbiadito. E se facciamo collassare "a martellate" tali domande su tale sfondo, siamo in pieno nichilismo, passivo (poi c'è quello positivo che danza fra le macerie, ma allora siamo ben lontani dall'"ordine consolatorio", dai meccanicismi naturali, etc.).
Detto diversamente: dubito che prendendo come musa la conoscibilità del progredire ordinato di un cristallo muteremo «l'approccio al problema del malessere esistenziale e del nichilismo», anzi è proprio tale progredire ordinato del cristallo che mette semmai il dito del nichilismo nella piaga di molte questioni esistenziali (poiché il "non senso", esistenzialmente parlando, di tale progredire cristallino ci dà risposte che non piacciono e ci mostra affinità che annichiliscono l'hybris umana). Il fatto che il nichilismo sia "sbocciato" dopo il razionalismo illuministico, non credo sia una situazione né casuale né reversibile; fare appello alla razionalità ordinata della comprensione di ciò che è "oggettivo", è esattamente il primo vagito del nichilismo (e in un certo senso anche di Nietzsche?), quindi difficilmente sarà la sua "(dis)soluzione".
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Alberto Knox

Citazione di: Phil il 07 Aprile 2026, 21:50:58 PMIniziare un'analisi della coscienza a partire da qualia, a mio modesto parere, è come iniziare una partita a scacchi da uno scacco matto.
Qualsiasi spiegazione analitica della coscienza che tenga conto solo degli aspetti neurobiologici è destinata a rimanere monca. Ad ogni modo non sarebbe comunque un impresa semplice perchè alla complessità della coscienza  e del rapporto mente-cervello-ambiente corrisponde quella del cervello , l organismo piu complesso del corpo e forse dell universo. 
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PhyroSphera

Citazione di: Il_Dubbio il 06 Aprile 2026, 14:52:41 PMAnche lo zappatore fa cultura, anzi molti sarebbe meglio mandarli a zappare, sarebbero piu utili per la comunità umana  :D

Comunque non comprendo il motivo di questo puntualismo.
Questo produce la stessa cosa che è successa prima, un attacco personale e la fine di ogni discussione.
Mentre se servisse per davvero puntualizzare esattamente come sarà una attività umana che non fa cultura, ok parliamone, ma deve avere una ragionevolezza, che non avverto.

Innanzitutto invito "Il  Dubbio" a non andare oltre il significato dei termini e delle parole. Io non ho indirizzato proprio nulla alla sua persona, non so quale sarebbe e se ne ho mai visto o sentito. Se lui per suo conto investe sua persona in certi suoi discorsi, su questo forum è un affare che ha con sé stesso non con me. Modi franchi e senza particolare gentilezza (nonostante tutto ne ho conservata) non sono offensivi né aggressivi; e se la posta in gioco è alta, gravi le conseguenze dei vostri errori mentre siete tanto autoritari a tenere aperti unici orizzonti e a occultarne altri... dovete accettare parole dure. Siamo in regime democratico e in una Repubblica.
Non è esattamente puntualismo il mio, ho fatto anche proprio delle puntualizzazioni a fronte di repliche disorientanti, che gettano discredito su vere scienze, filosofie necessarie e tant'altro, privando una discussione di libero corso. Se "Il  Dubbio" agisce senza voler sapere cosa fa, il suo è un brutto scherzo.

La ragionevolezza non è una cosa che si avverte ma che si pensa, di cui ce ne si accorge; si avverte una presenza ragionevole quando si scommette di una ragione che non si ha veramente. Agitare il fantasma della non-ragione in opposizione a quanto esprimevo significa rifiutare un linguaggio, una manifestazione... insomma sempre lo stesso rifiuto mascherato da giudizio razionale.

Lo zappatore mentre zappa può anche evitare di fare cultura. Pensato da un uomo di cultura mentre zappa senza cultura, lui è dentro la cultura di chi lo pensa... ma ritenere che faceva cultura solo perché pensato in una cultura, questo o è raggiro verbale o impresa da matti. Perciò "Il  Dubbio" pensi alle sue, di non ragioni.

Puntualizzo ancora, ma è ovvio. Cosa ci fanno i suoi (e non solo suoi, in tanti sono inopportuni come lui) falsi ragionamenti tra le cose che ho detto? Servono solo a distogliere gli sprovveduti. 


MAURO PASTORE
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Il_Dubbio

Non ho letto in che modo sia stata proposta la tesi sull'ordine in riferimento alla coscienza. 
Per cui ne propongo io una, che avevo già scritto da qualche parte.

Effettivamente le nostre vite propendono al raggiungimento di un ordine da un precedente disordine. Quest'ordine non è solo fisico ma anche psicologico. Un ordine anche più generale, misto. 
Mi sembra però opportuno richiamarsi inizialmente a concetti più generali ancora, ossia quelli della fisica.  E' chiaro cioè che la finalità del nostro corpo è rimanere "sano" al fine della sopravvivenza. Mangiare e quindi bere ecc. sono necessarie al corpo per stabilire un ordine che viene perso durante la giornata. Anche dormire è necessario al corpo per poter rigenerarsi dalle fatiche quotidiane. Come penso tutti saprete, il problema è che nonostante le nostre buone intenzioni, il corpo tende ad "invecchiare" e quindi a perire. Perciò già si può trarre la prima conclusione: non si può continuare a far rimanere tutto in ordine, nel tempo qualcosa si perde per strada e il corpo invecchia. L'invecchiamento quindi in questo caso è sinonimo di disordine o per lo meno di tendenza verso il disordine (questo era solo un esempio fisico legato all'entropia che tende sempre aumentare).

Che c'entra questo con la coscienza? 

Io suppongo che tutta la nostra vita sia incentrata nel trovare equilibrio. Ognuno cerca il proprio, quindi non si può stabilire a priori quale sia. Tutte le volte che questo equilibrio è però stato trovato la coscienza si appiattisce. Quindi da questa tesi ne verrebbe fuori che è proprio l'ordine (ovvero la situazione di equilibrio) ad essere più lontana possibile da uno stato di coscienza. 

Non vado oltre a questo ragionamento (esempi non mancherebbero) ma ricordo in un lontano passato quando discutevo, piu o meno di queste stesse cose, con un conoscente; ecco lui asseriva (ma non sono in grado di poterlo provare) che proprio il momento del sonno il cervello si attivava in molto molto ordinato al contrario di quello che si può pensare ricordando i nostri sogni che sembrano cosi disordinati. 
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PhyroSphera

Citazione di: Il_Dubbio il 06 Aprile 2026, 20:06:01 PMn.b. ordine e disordine sono concetti che derivano dalla fisica e se non si è ben preparati si può cadere, e finire con il dire solo fesserie.
Sbagliatissimo. Le parole usate nelle scienze derivano da premesse culturali non scientifiche e filosofiche. Studi serissimi ci sono su questo e un buon scienziato glottologo che ha esplorato i confini dei propri studi confermerebbe se fosse a partecipare a questa discussione. Il linguaggio scientifico affonda le sue radici fuori dalla scienza, non viceversa. Se si pensa il contrario su ordine e disordine e fisica, ecco che non si sa più stare in una dimora, che non è un ammasso-agglomerato-complesso di particelle. Se si pensa altrimenti, viene l'allergia solo a camminare per un corridoio di una casa. Non c'è bisogno di professione medica per avvertirvi. Tirar dritto sbagliando senza volere dubbi necessari, questo non è accadere filosofico, è una caduta libera verso il disastro. Peggio per voi, ma bisogna far notare quello che sta accadendo, io ci ho provato.

MAURO PASTORE
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PhyroSphera

Citazione di: Il_Dubbio il 07 Aprile 2026, 00:01:21 AMnon chiedo molto, ma per lo meno uno dovrebbe tentare di formalizzare un quesito e con la sua tesi rispondere a quella domanda. Altrimenti tutto rimane campato per aria.

A quale domanda risponderebbe la tesi sull' "ordine/disordine"?

Una volta che comprendiamo qual è la domanda magari sarà possibile comprendere la tesi.

Se il concetto di ordine non è quello della fisica, ok, si scriva di quale ordine si sta parlando prima ancora di formulare la tesi.  Sempre che non si stia parlando dell'ipotesi di Riemann e la distribuzione dei numeri primi. Anche quella distribuzione ha un ordine, solo che quello al momento è rimasto solo ancora una ipotesi, non c'è dimostrazione.
Anche nel 3,14 ha infinite cifre decimali, e chissà esista un ordine anche nella distribuzione di quelle cifre (sembrerebbero casuali).

Insomma non ci vuole nulla ad essere chiari. Non c'è bisogno di scomodare la AI per scrivere un post su quello che si vuole dire...suvviaaa


Se dici 3,14, non ci sono infinite cifre. Esiste anche il 3,14, solo così con le due cifre.
Tra i numeri irrazionali, ve ne è uno, scoperto dal genio scientifico di Archimede millenni orsono, che si scrive col carattere greco π e si legge "p greco". Archimede lo ottenne con l'ausilio di uno schema geometrico. Nella Analisi Matematica dei nostri giorni esiste la dimostrazione dei "numeri irrazionali"; quelli con cifre decimali infinite non sono dimostrabili col calcolo; ma in scienza matematica il calcolo è oggetto di studio tra il restante, non guida e motivo delle teorie e dati scientifici matematici.

Io questo lo ho puntualizzato con tanto zelo, perché mi preme far notare che la scienza non contiene né si esaurisce in tabellari interconnessi e che nel positivismo si fa questa brutta fine, cioè ci si intontisce assumendo mentalità adatta al bingo o la tombola.

Aggiungo: i numeri irrazionali, incalcolabili quanto a cifre, non sono esenti da calcolabilità. Il p greco (π) Archimede lo definì come rapporto tra lunghezza della circonferenza e diametro del cerchio. Non esiste solo il 'calcolo aritmetico' - c'è pure quello 'geometrico'.
Ugualmente in filosofia ci sono tante cose e tanti rapporti; io dicevo di quello alla fede non per scopi di proselitismo cristiano né per consigliare di raccoglier, contare, mangiare fave al modo dei misteri pitagorici... ma perché la discussione a un certo punto ne giovava.


MAURO PASTORE
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Il_Dubbio

Citazione di: PhyroSphera il 07 Aprile 2026, 23:55:25 PMSbagliatissimo. Le parole usate nelle scienze derivano da premesse culturali non scientifiche e filosofiche. 

va bene, infatti andrebbero evidenziati (come anche ho detto io stesso) i propri pregressi logici su certi termini. Altrimenti un concetto per te vuol dire una cosa per un altro un'altra cosa. 

Proprio riguardo al concetto di ordine io credo non sia cosi facile capirlo bene. Un qualsiasi ordine per un soggetto può essere ordinato per un altro essere disordinato. 
Per cui cosa intendiamo per ordine? 
Solitamente che io sappia si utilizza la statistica e le configurazioni. Allora, un uovo è un sistema ordinato perchè esiste solo un modo per comporlo,  proprio come esiste solo un modo per scrivere il romanzo guerra e pace. Se rompiamo l'uovo, o mischiamo le lettere che compongono il romanzo guerra e pace, per ricomporli casualmente le configurazioni possibili saranno quasi infiniti (ma come detto solo uno è il modo per ricomporli). Per cui un sistema ordinato è un sistema che ha avuto "fortuna"? 

p.s. però se continui a giocare sulle mezze parole senza darmi qualcosa su cui ragionare non andremo d'accordo. 3,14 è p greco. Cosa ti interessa se ho scritto 3,14 se sai che è il p greco? bho >:(
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PhyroSphera

#250
Citazione di: Jacopus il 07 Aprile 2026, 10:39:34 AMNon a caso, Alexander, è stato definito il problema difficile. Il primo problema facile infatti , per Chalmers è individuare quale parte del cervello si attiva nel momento della rabbia o dell'affetto (o di qualsiasi altro comportamento che necessita l'intervento del cervello, ovvero tutti i comportamenti umani). Quali neurotrasmettitori vengono passati da una sinapsi all'altra. Ovvero la funzione del cervello come "macchina piuttosto prevedibile, perché biologicamente strutturata". Anche qui ci sarebbe molto da dire e non è per niente un problema facile, ma è sicuramente più facile rispetto alla domanda "perché io sono io?" Oppure "che significa essere me stesso?". Coscienza intesa come capacità di sentirsi come esseri singolari e non ripetibili, quindi no coscienza intesa negli altri (almeno) due significati possibili: ovvero essere coscienziosi (cioè affidabili, responsabili) oppure essere vigili (incosciente è ad esempio non solo colui che guida in modo spericolato ma anche chi è in coma).
Detto già nel forum, lo debbo ridire:
I diagrammi di corrispondenza tra zone cerebrali attive e stati mentali sono provvisori. Gli anatomisti per esempio fanno la mappa della circolazione tramite i fisiologi; ma l'anatomia è scientificamente un'astrazione perché l'oggetto muta all'accadere della osservazione scientifica. Parrebbe assurdo, ma questo principio non è l'Indeterminazione fisica. Nella fisica dei quanti l'indeterminazione è proprio una condizione della materia (una, non tutte, ma è la scoperta più profonda della scienza fisica, fino ad ora).
Altro limite anatomico: nello gestire dati psicologici e fisiologici, con oggetto di studio il cerebro e la mente, ci sono due realtà da definire; ma l'anatomista procede con una cosa alla volta e solo poi prova a mettere assieme. Certo per mezzo c'è anche la neurologia; ma assolutamente le misurazioni degli stati cerebrali non sono del neurologo, pertengono alla fisiologia. L'anatomista può anche provare a mettere assieme tre cose; ma i dati scientifici cosa consentono?

Nonostante molti neurologi (o tutti? sembra impossibile ma forse non lo è) cerchino di sbandare il discorso sulla "questione del libero e servo arbitrio", la scienza psicologica ne prescinde (difatti è disputa teologica, oramai ridotta a discussione soltanto) e definisce una fondamentale arbitrarietà della nostra mente. Per questa ragione non esistono malattie mentali incurabili, solo "croniche", il che sebbene in taluni casi venga spiegato con "che dura sempre", sta in tutti i casi a indicare un sempre relativo, interno a una durata limitata. Esempio: un viaggio di qualche ora in automobile da una città italiana a Roma potrebbe registrare 'sempre una certa nausea' di chi a bordo dell'auto. In riferimento al viaggio si può dire "disturbo cronico" cioè che dura per tutto il tempo considerato. In riferimento al massimo tempo possibile considerabile per la nostra psiche mentre si vive, gli scienziati sanno che non esiste niente di negativo tanto cronico da poter abbracciare l'intero corso della vita - che lo scienziato possa inquadrare questa interezza, è impossibile, ma può dirne qualche cosa di certo e fisso, ma non delle evenienze! Fisiologicamente una cecità o altro simile potrebbe o può essere cronica al massimo grado - ad esempio ci sono ciechi o zoppi definiti stabili, sempre tali... eppure anche in questo caso non v'è certezza scientifica che la situazione non possa cambiare. Un dente rotto non ricresce dopo i cinquant'anni? Il vero fisiologo nega di poter rispondere a questa domanda, potendo esibire solo delle statistiche, che sono proprio solamente tali - a riguardo: 'questo è tautologico', dice il logico filosofo; 'è ovvio' dice l'uomo di buon senso.
Quanto alle tavole di corrispondenze tra stati mentali e cerebrali, ebbene esiste solo una statistica oltre la quale non si va. Il neurologo potrà esibire i suoi elettroencefalogrammi, che assieme alla psicografie degli psicologi e alle encelografie gestite dai fisiologi daranno luogo a un risultato non unificabile, solo a una congerie di dati mai univocamente interpretabili. Ma c'è di più: questi esami - non sono esperimenti, si badi! - hanno lo stesso inconveniente di quelli anatomici, fossero anche quelli invasivi sui cadaveri: mentre si esamina l'oggetto, questo cambia per l'esaminatore... Restando poi l'incognita della psiche, la quale ha costanti, forme ed altro di certificabile scientificamente, in analogia con la fisiologia ma sempre imprevedibilmente quanto a manifestazioni o non manifestazioni. Non c'è corrispondenza! E i risultati degli esami neurologici sono estremamente specifici, per la stessa scienza usata... Quindi nisba, come si suol dire.
Volgarmente si direbbe "aria fritta".

La filosofia con l'euristica fa emergere all'intelletto questo limite delle scienze associate e non c'è filosofo che possa fare il prodigio per superare i confini naturali degli oggetti scientifici... ed è inutile sognare altre scienze, perché proprio queste tre sono quelle deputate. Certo se esse ci sono, non c'è qualsiasi cosa; ma quella degli schemi di corrispondenza mente-cervello è una chimera che gli scienziati rigorosi hanno sempre denunciato per tale. Promettendo fantastiche cure, certi ambienti non veramente sanitari eleggono modelli astratti che non sono né ipotesi scientifiche né dati scientifici, promettendo di farli funzionare quanto prima. Ma così intromettono un'altra prassi non scientifica, non tecnica, senza poter dare garanzie di alcuna sorta. In forza di questa intromissione, si trovano puntuali i "tabelloni" pseudoscientifici che vantano inesistente geografia di mente e cervello umani... ma si tratta solo di ammassi di coincidenze reiterate, senza alcun valore scientifico. Questo triste quadro criminologico è il risultato dell'indagine dell'ermeneutica filosofica alle prese con detta chimera. Altra cosa è l'esegesi della letteratura scientifica, meno còmpito del filosofo e più del dotto e anche questa del tutto necessaria.
Su questi tre piani di azione filosofica mi sono mosso per darvi quadro della faccenda - che è proprio "nera, nera...", come si suol dire... perché si tratta di fattacci, false promesse, tentativi di forzare a diventare cavie per esperimenti, condotti fino alla vivisezione. Si sanno non solo dei casi di persone in stato di debolezza mentale spinte ad assumere barbiturici fino a collasso e morte, ma pure di persone non in grado di spiegarsi e di capire e di fare gesti appropriati vivisezionate, con lesioni al cervello, quindi variamente traumatizzate, anche restate paralizzate o perfino in stato vegetativo. Morti eccellenti anche ma non solo. Tra le vittime eccellenti dei barbiturici: Marylin Monroe, Maria Callas; delle vivisezioni, dette "lobosectomie": Maurice Ravel, Rosemary Kennedy... E c'è da dire che i pazienti, a volte, sono solo presunti tali e cadono nelle mani di "alienisti" che non si rapportano alle loro dichiarazioni, manifestazioni; per cui se uno dice che vuole una cosa, cercano tra le loro ipotesi cosa possa di esserci vero nella richiesta e concludono che la verità è sempre tutto il contrario (pressoché ogni giorno mi capita di incontrare criminali così, organizzati dalla malasanità o in proprio). A dire la verità: sono milioni e milioni le persone così stupide e violente ed infatti non ci sono per mezzo vere ipotesi scientifiche... e prese a scusa sono anche e proprio queste tavole di corrispondenza mente-cervello, che sono elucubrazioni di scienziati falliti o tuttalpiù in fallimento, non dati scientifici. Tanto sicuri alcuni di queste tavole, che si convincono superstiziosamente di aver individuato la "zona andata a male"; e fantasticano di impossibili psicosi e schizofrenie, che toglierebbero la soddisfazione dei bisogni primari e abolirebbero l'orientamento principale - invece è stato dimostrato recentemente, anche a livello fisiologico e neurologico oltre che psicologico che ciò è impossibile (con tanto di premi Nobel a fare da pubblicità), restando purtroppo la prevenzione violenta di moltitudini intere e con attivi i loro rappresentanti, giocatori coi testi di scienza, senza rispetto per linguaggio e situazioni difficili a capirsi. Questo quadro lo si deduce considerando quello che si potrebbe dire: l'andazzo generale.
Io purtroppo sono stato avvicinato da questi criminali, ma c'è da dire che i loro vagheggiamenti sono diffusissimi a livello sanitario e sono migliaia i cittadini che si trovano davanti sedicenti medici scienziati che invece agiscono... proprio da cannibali. Una volta io provai, tramite contatti con chi in Africa e con chi africano, a far portare dei veri cannibali a fare da esperti in un processo penale dove il fattaccio era proprio la violenta pretesa falsamente scientifica che ho descritto. Mi pareva giusto il confronto tra la mentalità consapevole del vero e proprio cannibale con chi invece si limita a fare come lui e se ne sta a togliere materie dal corpo altrui fingendosi aiuto per la vita. Lessi sul giornale che i cannibali - forse tali solo per memoria avita o dedizione all'incubo, non assassini? forse qualcuno di loro condannato anche per omicidio e vilipendio del cadavere ma col permesso di libera uscita per contribuire ad evitare violenze analoghe? non saprei - si erano recati in aula giudiziaria ed erano stati ringraziati per la brutale ma utile testimonianza.

Quindi, si badi alla colossale mancanza di premesse autentiche ed accettabili; e di filosofi non in grado di ottenere tanto prospetto criminologico o dei falsi filosofi, non li si faccia punti di riferimento da cui partire per riflettere veramente su qualcosa!

Non c'è dubbio che una domanda a sé stessi sia sufficiente ad elevarsi sopra tutto questo mondo infernale - definirlo mefistofelico mi pare poco - ma dove, quando, come farla? In mezzo alle aggressioni sotto mentita spoglia? Non bastano gli imitatori dei filibustieri che vantano le camice di forza e i lacci sognando internamenti di manicomi, poi pure i nosocomi dopo aver abbattuto anche il fisico dei malcapitati? E chi, per un motivo o un altro, resiste, riceve avvicinamenti sempre peggiori... Non c'è solo la superstizione religiosa che onora troppo le vergini e troppo poco i simboli; c'è una superstizione ancora più grave, che risulta di matrice atea e intollerante. Difatti - insisto col dire - la religione offre una via di scampo al peggio - e non ci sono solo i religiosi superstiziosi. I falsi schemi che ho denunciato sono idoli degli atei superstiziosi. Nell'affrontare un argomento culturale, costoro sorvolano su parole ed elementi necessari alle comprensioni necessarie, poi giocano con parole che non comprendono. Gli antidolorifici che circolano negli ospedali hanno creato ambienti di morfinomani che dei veri studi fatti se ne scordano, relegandosi in incubi che percepiscono falsamente per soluzioni; e possono esserci proprio ingannatori che non hanno studiato proprio niente per davvero. Come si possono trovare autisti ubriachi di bus, così si possono trovare schiere di morfinomani, alcuni solo per essersi scimuniti dietro altri che assumevano sostanze che deformano le percezioni del dolore, tutti con apparente abilitazione alla professione sanitaria... tutti che si mettono, e mettono il prossimo, in situazioni tanto estreme che non resta che cercare scampo nella fede... Ma su questo argomento si impegnano in massimo grado per l'inganno peggiore, sognando per chi trova forza nel credere in Dio (o dirsivoglia nell'Assoluto) circostanze totalmente negative. Così sono decine le dununce verbali di chi violentato in un ospedale si ritrovava la propria dimora, dopo l'arrivo dei "sanitari", priva di tanti oggetti necessari per vivere, per beffa qualche asciugamano usata da vecchi moribondi incapaci di igiene al posto delle proprie...
Non sono dunque quegli schemi di corrispondenze mente-cervello che offrono la garanzia ultima nell'inferno contemporaneo; anzi essi sono di inganno soltanto. A garantire qualcosa è la riflessione seria su una seria relazione di aiuto. Le terapie e psicoterapie scientifiche nascono entro e in forza di tali relazioni, non per curiosità ed intrusione degli studiosi. Le relazioni d'aiuto sono a loro volta studiate da antropologi, sociologi, psicologi; ma la conclusione di questi studi non corrisponde ai sogni del positivismo, tantomeno agli incubi psrtoriti dalla malasanità e spacciati per rimedi. Innanzitutto, l'estrema risorsa è sempre una forma di fiducia in qualcosa d'altro, senza fatalismo di previsioni scientifiche inesistenti: esistono previsioni su base scientifica ma non scientifiche direttamente. Quindi non c'è studio che possa sostituirsi alla intelligenza del paziente - e tutti gli umani hanno un'intelligenza, sia savi che pazzi (la pazzia è passione dell'animo, non direttamente errore)... e quando c'è la compagnia dei carnefici e degli aguzzini, non c'è da aggiungere male al male impionendo di nuovo manicomio o nosocomio fingendo di lenire condizioni, perché nessun umano al mondo si sente veramente del tutto solo. Quest'ultimo è un dato scientifico-psicologico che l'ateo intollerante, "da strapazzo", vuol negare disperatamente perché gli pare una presa in giro per il suo giochino che confonde orgogli e onori. Conseguenza logica, non a sua volta scientifica, della osservazione scientifica sulla nostra non solitudine totale anche se estrema nei confronti del mondo, è che la fiducia in qualcosa d'altro riposa in una effettiva misteriosa presenza. Per certi ambienti metter su questo piccolo ragionamento è innominabile trasgressione... eppure se si sta a cercare di presentare un quadro filosofico non solo scientifico della coscienza, indicando una opportuna domanda a sé stessi, significa che si è arrivati all'ultima stazione... e se si ha credenza sbagliata in falsi schemi scientifici, dopo l'ultima stazione c'è il nulla, guai e morte. Se l'orizzonte è questo, è necessario il pensiero del totalmente Altro - di Dio detto con semplicità.




MAURO PASTORE
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PhyroSphera

Citazione di: Il_Dubbio il Oggi alle 00:42:59 AMva bene, infatti andrebbero evidenziati (come anche ho detto io stesso) i propri pregressi logici su certi termini. Altrimenti un concetto per te vuol dire una cosa per un altro un'altra cosa.

Proprio riguardo al concetto di ordine io credo non sia cosi facile capirlo bene. Un qualsiasi ordine per un soggetto può essere ordinato per un altro essere disordinato.
Per cui cosa intendiamo per ordine?
Solitamente che io sappia si utilizza la statistica e le configurazioni. Allora, un uovo è un sistema ordinato perchè esiste solo un modo per comporlo,  proprio come esiste solo un modo per scrivere il romanzo guerra e pace. Se rompiamo l'uovo, o mischiamo le lettere che compongono il romanzo guerra e pace, per ricomporli casualmente le configurazioni possibili saranno quasi infiniti (ma come detto solo uno è il modo per ricomporli). Per cui un sistema ordinato è un sistema che ha avuto "fortuna"?

p.s. però se continui a giocare sulle mezze parole senza darmi qualcosa su cui ragionare non andremo d'accordo. 3,14 è p greco. Cosa ti interessa se ho scritto 3,14 se sai che è il p greco? bho >:(
Non è proprio questione di pregresso. Il pregresso si fa valere poi, le premesse non scientifiche della scienza valgono direttamente da prima.

Poi lei dice di uovi e romanzi e termina con un punto interrogativo - se lo tenga. Cosa vuole dal prossimo?

Quanto al 3,14, il p greco (π), è un numero non specificabile in tutte le sue cifre. Quindi scrivendo 3,14 non si scrive il p greco. Provi a metterci i puntini: 3,14... , e se non è soddisfatto veda se studiarsi qualcosa riguardo all'argomento per una espressione più precisa - la più precisa resta quella con il carattere greco. Soprattutto rilegga quanto già da me scritto prima su questo, e se non capisce provi a fermarsi dal replicare. E' suo dovere.


MAURO PASTORE
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