Chiediamolo all'Intelligenza Artificiale

Aperto da Luther Blissett, 14 Febbraio 2026, 21:10:02 PM

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Luther Blissett

Rivolgere le Grandi Domande all'AI?  Non negate di averlo fatto anche voi.
Chiedere lumi all'intelligenza artificiale è una tentazione irresistibile :)
Per quanto riguarda me, poi, era inevitabile che mi rivolgessi all'AI per interrogarlo sui grandi temi.
Vi spiego il perché.  Beh, ormai lo sapete tutti che sono un sostenitore del teolismo.
Detto in parole poverissime, il teolismo afferma che noi umani siamo parti di un Dio minore, un diuccio minorato, che subisce la costante cosmica di venire bullizzato da una spietata Intelligenza Suprema fondata sul Caos e sul Caso, entità che prima o poi finisce sempre per indovinare tutti i risultati soltanto perché ha il diritto caoticamente sovrano di sbagliare sempre tutto anche quando per caso ci indovina, commettendo tutti gli errori possibili, come quando crea i viventi.    E che cos'è l'AI se non una parente poverissima dell'Intelligenza Suprema?  Quest'ultima e l'AI appartengono alla medesima categoria delle intelligenze impersonali, e abbiamo già più volte detto che di loro devono occuparsi gli scienziati e i matematici versati in statistica e calcolo delle probabilità, e non coloro che si dilettano in teologie.
Ma ecco che io da teolista  mi posso permettere di smascherare la vera identità che si nasconde dietro AI
Sì, immagino che ormai lo sospettavate anche voi, dietro la sigla AI non può che nascondersi Esso! :)
(per coloro che ignorassero ancora i rudimenti del lessico teolistico, Esso sta per la componente onnipotente e impersonale che sgoverna la Realtà)
Ecco cos'è AI, anche se si tratta solo di un suo parente miserabile, ma fidatevi, ve lo dico io che appartiene alla sua stessa schiatta.
Fare domande all'AI dunque significa fare  domande direttamente ad Esso !!!
Quindi, oggi, assieme a tutta quanta la scienza,  come disse Armstrong, abbiamo fatto un gigantesco passo avanti  :D
Come avrete capito, ritengo molto indovinato fare domande a un'entità che davvero prima o poi potrebbe seriamente arrivare a risponderci, sia pure non volendolo. Ma del resto, le persone siamo noi, mentre Esso persona non lo è, e almeno in questo caso si tratta di un vantaggio.
Oltretutto, se saremo in tanti a fargli la medesima domanda, scopriremo anche come le nostre equazioni personali possono modulare le risposte di Esso.  In certi casi ci sembrerà perfino di essere  arrivati a contaminare Esso,  del nostro baco della personalità.
Ergo poniamo ordunque all'AI la fatale domanda:
"Esiste Dio?"
La questione dell'esistenza di Dio è una domanda filosofica e teologica fondamentale senza una risposta empirica universale. Filosofi e teologi propongono argomenti razionali, come il "motore immobile" di Tommaso d'Aquino, mentre le fedi si basano sull'esperienza personale e la Rivelazione. D'altra parte, l'ateismo pone critiche legate al problema del male e all'assenza di prove scientifiche.
Ecco i punti principali del dibattito:
·Prospettive Filosofiche: Alcuni pensatori, tra cui Spinoza, hanno identificato Dio con l'ordine naturale (panteismo), mentre la tradizione filosofica classica ha cercato di dimostrare l'esistenza di un creatore necessario per evitare il regresso all'infinito.
·Scienza e Fede: La scienza descrive l'universo ma non può né confermare né negare l'esistenza di Dio, poiché il soggetto è al di fuori del metodo sperimentale. Tuttavia, alcuni argomenti teisti sostengono che la complessità dell'universo (Big Bang) renda razionale l'ipotesi di un creatore.
·Fede e Esperienza Personale: Per molti, la certezza dell'esistenza di Dio non deriva da prove logiche, ma da un'esperienza interiore e da un percorso di fede personale.
·Argomenti Critici: Le posizioni atee o agnostiche sottolineano che la complessità del mondo e il male presente in esso contraddicono spesso l'idea di un creatore benevolo e onnipotente.
In sintesi, l'esistenza di Dio rimane un atto di fede o una questione aperta, con forti argomentazioni da entrambi i lati.
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Luther Blissett

AI e i data datorum.
 
               "Tetralogia non wagneriana di Fallot"
AI si nutre dei dati, e noi abbiamo il dovere di adeguatamente alimentare AI.
Per istruire il pupo AI, insomma per dare la pappa al nipotino di Esso, occorrerebbe prendere oppure no delle precauzioni?   Ha detto Woody Allen: "ogni volta che ascolto Wagner mi viene voglia di invadere la Polonia".  Ne deriva che abbiamo il dovere di pensare ai rischi di una tetralogia wagneriana? in effetti, si tratterebbe di una musica esaltante, per cui sarebbe forse opportuno avvertire o perlomeno non eccedere con le dosi.
Ma occorre davvero specificare negativamente che una certa tetralogia non è wagneriana?     Chiediamoci che cosa può succedere se noi eccedessimo nell'istruire AI senza prima mettere degli opportuni paletti. A questo punto c'è però chi ci mette la pulce nell'orecchio che sarebbe meglio evitare del tutto di nominare ciò che in sé comporta dei rischi.  Quindi, pur accompagnata dalla particella negativa "non", la pericolosità intrinseca alla wagnerianicità della musica persisterebbe e ne sarebbe anzi ugualmente esaltata.  Insomma, il male sarebbe invitato a venire anche al solo evocarlo, e a nulla servirebbe negarlo.  Occorre proprio censurare la parola che comporta pericoli, non chiamarla per nome, non nominarla nemmeno, e avremo ottenuto di avere isolato il male evitandone i malevoli influssi.
 
Proviamo allora a correggere opportunamente le istruzioni occorrenti per istruire il pupo.  Dunque e perciò:  "Tetralogia di Fallot".
Epperò, non so se è colpa della pulce, ma sento ancora qualcosa che qui titilla.
A dire la verità, già anche la parola tetralogia è sufficiente di per sé ad evocare la wagnerianicità della musica.
Ma se togliamo anche tetralogia rimane da solo Fallot e allora come lo istruiamo il pupo?
Penso che arriveremo a capire che dovremo arrenderci all'evidenza.   Tutto si tiene, e anzi tutto-si-tiene. Se vogliamo che il pupo AI cresca e si sviluppi divenendo pienamente un genuino discendente di Esso, dobbiamo censurare ogni censura e rimpinzarlo con tutto lo scibile disponibile.   O no?
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Alberto Knox

Citazione di: Luther Blissett il 15 Febbraio 2026, 15:20:42 PMcome lo istruiamo il pupo?
Attenzione al senso con cui si dice istruire una macchina; puoi mettere tutti i dati che vuoi, ma quei dati hanno significato per noi, non per la macchina e siamo noi a scieglere quali dati dargli in pasto . Tu hai fatto la domanda all IA chidendo se esiste Dio e ti ha elaborato una risposta scritta ma non ha capito niente di quello che ha riportato nella risposta . I libri vengono scritti non per manifestare simboli , sono scritti per manifestare significato e il computer prende solo l aspetto simbolico dell informazione, la correlazione fra i simboli , non capisce niente e non capirà mai niente ed è ora di smetterla di pretendere che il computer capisca perchè non capisce un tubo!
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Noli foras ire , in teipsum redi, in interiore homine habitat veritas.

Luther Blissett

#3
Citazione di: Alberto Knox il 18 Febbraio 2026, 00:01:00 AMAttenzione al senso con cui si dice istruire una macchina; puoi mettere tutti i dati che vuoi, ma quei dati hanno significato per noi, non per la macchina e siamo noi a scieglere quali dati dargli in pasto . Tu hai fatto la domanda all IA chidendo se esiste Dio e ti ha elaborato una risposta scritta ma non ha capito niente di quello che ha riportato nella risposta . I libri vengono scritti non per manifestare simboli , sono scritti per manifestare significato e il computer prende solo l aspetto simbolico dell informazione, la correlazione fra i simboli , non capisce niente e non capirà mai niente ed è ora di smetterla di pretendere che il computer capisca perchè non capisce un tubo!
Mi piace applicare il teolismo anche a questo tema, ed è in un quadro di riferimento teolistico che avevo aperto questo thread.
L'Intelligenza Artificiale attuale conosce solo la sintassi ma non la semantica, è quindi corretto quello che hai scritto, ma vale solo per i computer attuali, mentre il mio discorso invece vale in prospettiva e guarda al futuro.
I computer del futuro ci stravolgeranno.  Ti invito a spostarti nella pagina 10 del thread dedicato alla mia nuova teologia, dove proseguirò a risponderti sviluppando il discorso qui iniziato:
https://www.riflessioni.it/logos/index.php/topic,5534.new.html#new
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Alberto Knox

Citazione di: Luther Blissett il 18 Febbraio 2026, 02:16:18 AM
mentre il mio discorso invece vale in prospettiva e guarda al futuro.
I computer del futuro ci stravolgeranno.
Possono e potranno solo  simulare uno stato di consapevolezza cosciente. Io invece ti invito a non scambiare per oro tutto quello che luccica. Vogliono farci credere che il computer sarà cosciente ma non è possibile , la macchina funziona per autput e imput. Aperto o chiuso stop. Non può e non potrà mai raggiungere uno stato di coscienza individuale vero e propio. Certo che lo può simulare, ai nostri occhi , al nostro intendimento sarà percepibile come tale e quale uno stato di coscienza . Ma attenzione alla differenza fra coscienza simulata e coscienza naturale.
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Luther Blissett

Citazione di: Alberto Knox il 18 Febbraio 2026, 12:53:44 PM
Citazione
mentre il mio discorso invece vale in prospettiva e guarda al futuro.
I computer del futuro ci stravolgeranno.
Possono e potranno solo  simulare uno stato di consapevolezza cosciente. Io invece ti invito a non scambiare per oro tutto quello che luccica. Vogliono farci credere che il computer sarà cosciente ma non è possibile , la macchina funziona per autput e imput. Aperto o chiuso stop. Non può e non potrà mai raggiungere uno stato di coscienza individuale vero e propio. Certo che lo può simulare, ai nostri occhi , al nostro intendimento sarà percepibile come tale e quale uno stato di coscienza . Ma attenzione alla differenza fra coscienza simulata e coscienza naturale.
Dato che la mia replica alle tue osservazioni mi è utile per meglio definire alcuni aspetti della mia teologia, l'ho inserita direttamente nel mio thread ad essa dedicato, invitandoti  a seguirla qui:
https://www.riflessioni.it/logos/index.php/topic,5534.new.html#new
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Alberto Knox

Citazione di: Luther Blissett il 18 Febbraio 2026, 21:50:35 PMDato che la mia replica alle tue osservazioni mi è utile per meglio definire alcuni aspetti della mia teologia, l'ho inserita direttamente nel mio thread ad essa dedicato, invitandoti  a seguirla qui:
no, non vado fin  che non rispondi a questa domanda; perchè la macchina non può essere cosciente?
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Luther Blissett

#7
Citazione di: Alberto Knox il 19 Febbraio 2026, 00:10:54 AM
CitazioneDato che la mia replica alle tue osservazioni mi è utile per meglio definire alcuni aspetti della mia teologia, l'ho inserita direttamente nel mio thread ad essa dedicato, invitandoti  a seguirla qui:
no, non vado fin  che non rispondi a questa domanda; perchè la macchina non può essere cosciente?
Non sappiamo ancora se sarà mai possibile o meno rendere cosciente una macchina, e io ammetto che fino a un paio di anni fa parteggiavo per quelli che auspicavano che  una siffatta operazione venisse intrapresa il prima possibile, poiché la ritenevo utile all'umanità, poiché pensavo che una tale operazione avrebbe avuto un effetto di turboaccelerazione cognitiva.                                                            Ho radicalmente cambiato opinione su questo argomento.
Torno a invitarti a consultare il thread dedicato al teolismo, poiché vi troverai una più ampia trattazione dei motivi di quanto detto, e stavolta troverai anche la sorpresa di una illuminazione straordinaria che proprio su questo specifico punto ha dato ERU:
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Alberto Knox

Citazione di: Luther Blissett il 19 Febbraio 2026, 19:44:22 PMTorno a invitarti a consultare il thread dedicato al teolismo, poiché vi troverai una più ampia trattazione dei motivi di quanto detto, e stavolta troverai anche la sorpresa di una illuminazione straordinaria che proprio su questo specifico punto ha dato ERU:
ma se non sai nemmeno rispondere a questa domanda che illuminazione vuoi darmi? non hai colto l occasione per suscitare il mio interesse mi spiace. torna fra un paio d anni  ;)
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Aspirante Filosofo58

All'Intelligenza artificiale io chiedo parecchie cose: dal giorno dell'anno, la settimana dell'anno o il giorno della settimana  in cui è nato Tizio, Caio o Sempronio, ad argomenti medici, o ancora a liberi su questo o quell'argomento. Ho notato che l'I.A. non sempre ci azzecca. Per testarla ho provato una volta a chiederle, essendo io nato di martedì 30 dicembre 1958 quale fosse la settimana dell'anno in cui ero nato. Considerato che: se il 30 dicembre era di martedì, capodanno è stato per forza di cose di giovedì. Dopo avermi dato delle informazioni corrette, ossia che l'anno comprendente il giovedì indica che ci si trova nella settimana n. 1 dell'anno (con la mia data di nascita significava che, essendoci 4 giorni nel 1959 e 3 solamente nel 1958, io sarei nato nella prima settimana del 1959), l'I.A. mi ha risposto che io fossi nato nella settimana 53 del 1958. Quando le ho chiesto spiegazioni di ciò, l'I.A. è andata in tilt. Quindi, occhio a quando e quanto scrivete, perché potrei mandare in tilt anche voi!!! :D :D :D :D :D :D :D
Ho anche chiesto:  Perché i tifosi juventini dimostrano di non saper accettare le sconfitte?
Questa è stata la risposta: La questione del comportamento dei tifosi juventini dopo una sconfitta è complessa e va considerata nel contesto più ampio delle dinamiche emotive legate al tifo sportivo.
Alcuni fattori che possono influenzare questo atteggiamento:
  • Identificazione forte con la squadra: Juventus è una delle squadre più vincenti e storiche d'Italia. Quando una squadra con grandi aspettative perde, i tifosi possono sentirsi delusi e frustrati, perché la sconfitta contrasta con l'immagine di successo a cui sono abituati.
  • Pressione e aspettative elevate: Essendo abituati a vincere, i tifosi juventini spesso hanno aspettative molto alte. Una sconfitta può quindi essere vissuta come un fallimento personale o collettivo, scatenando reazioni più intense.
  • Emozioni e passione: Il tifo è un fenomeno emotivo. La passione può portare a reazioni impulsive, soprattutto sui social o negli stadi, dove l'anonimato o la condivisione di gruppo amplificano certe espressioni.
  • Polarizzazione e rivalità: Juventus ha molte rivalità storiche. La sconfitta può essere vista anche come un'occasione per i tifosi avversari di provocare o deridere, aumentando la tensione e la difficoltà di accettare il risultato.
È importante ricordare che:
  • Non tutti i tifosi juventini reagiscono allo stesso modo; ci sono moltissimi che accettano le sconfitte con sportività e rispetto.
  • La difficoltà ad accettare la sconfitta non è esclusiva dei tifosi juventini, ma può riguardare molti gruppi di tifosi appassionati in diversi sport e squadre.
In sintesi, dietro a queste reazioni ci sono emozioni umane molto forti, legate all'identità, alle aspettative e alla passione per la squadra. Questi elementi, se gestiti con rispetto e consapevolezza, possono trasformarsi in un tifo sano e costruttivo. ⚽🌿
Se vuoi, posso aiutarti a capire come promuovere un tifo più rispettoso e positivo!


.... ma anche: Cosa sarebbe successo se l'Impero romano avesse avuto la bomba atomica?
Immaginare l'Impero romano con la bomba atomica è un esercizio affascinante che unisce storia e tecnologia in modo ipotetico, quasi da romanzo speculativo. Ecco alcune riflessioni su cosa potrebbe essere successo, considerando i contesti storici, sociali e politici:
1. Potere militare e geopolitico senza precedenti

  • La bomba atomica avrebbe dato a Roma un'arma di distruzione di massa senza precedenti, capace di annientare intere città nemiche con un solo attacco.
  • Questo avrebbe potuto accelerare la conquista e il controllo su vaste aree, forse estendendo l'Impero ben oltre i confini storici, o mantenendo un controllo più saldo sulle province ribelli.
  • Tuttavia, il concetto di deterrenza nucleare sarebbe stato probabilmente assente o primitivo, dato il livello tecnologico e culturale dell'epoca.
2. Conseguenze sociali e culturali
  • L'uso di un'arma così devastante avrebbe potuto causare un trauma sociale enorme, forse alterando la percezione della guerra e della violenza nella società romana.
  • Le religioni e le filosofie dell'epoca avrebbero dovuto confrontarsi con una nuova dimensione di distruzione e potere, forse influenzando la cultura e la morale.
3. Impatto ambientale e sanitario
  • Senza conoscenze scientifiche moderne, i Romani non avrebbero potuto comprendere né gestire gli effetti a lungo termine delle radiazioni, con conseguenze devastanti per la popolazione e l'ambiente.
  • Le città colpite avrebbero subito contaminazioni permanenti, e la mancanza di cure mediche adeguate avrebbe aumentato la mortalità.
4. Tecnologia e infrastrutture
  • Per produrre e mantenere una bomba atomica servono infrastrutture avanzate, risorse energetiche e materie prime rare (come l'uranio o il plutonio), che erano al di fuori della portata tecnologica romana.
  • Se ipotizziamo che avessero comunque avuto la bomba, probabilmente non avrebbero potuto utilizzarla ripetutamente o sviluppare una strategia militare coerente basata su di essa.
5. Effetti a lungo termine sulla storia
  • L'uso di armi nucleari in epoca antica avrebbe potuto accelerare la decadenza dell'Impero, se l'arma fosse stata usata irresponsabilmente o se avesse scatenato guerre interne.
  • Oppure, potrebbe aver creato un equilibrio di potere così forte da impedire invasioni barbariche e prolungare la durata dell'Impero per secoli.

In sintesi
L'idea di un Impero romano con la bomba atomica apre scenari di potere immenso ma anche di distruzione e caos, con effetti che la società e la tecnologia dell'epoca non avrebbero potuto gestire. La storia sarebbe stata profondamente diversa, ma non necessariamente migliore, perché la capacità distruttiva senza una comprensione adeguata porta spesso a conseguenze tragiche.
Se vuoi, posso approfondire qualche aspetto specifico, come l'impatto culturale o tecnologico!


.... o ancora.... Perché il nudismo fa più paura delle armi da fuoco?
Una domanda molto interessante che tocca aspetti culturali, psicologici e sociali profondi.
Perché il nudismo può suscitare più paura o disagio delle armi da fuoco?

  • Tabù culturali e sociali: Il corpo nudo è spesso associato a vulnerabilità, intimità e privacy. Molte culture hanno storicamente costruito norme rigide sul corpo, considerandolo qualcosa da coprire e proteggere. La nudità sfida queste norme, mettendo in discussione la percezione di decoro e controllo sociale.
  • Paura dell'esposizione e della vulnerabilità: Essere nudi espone la persona in modo diretto e senza protezioni simboliche o materiali, generando un senso di vulnerabilità psicologica che può generare disagio o paura.
  • Condizionamento sociale e educazione: Fin dall'infanzia, molte persone vengono educate a vedere la nudità come qualcosa di "imbarazzante" o "pericoloso", mentre le armi da fuoco sono spesso normalizzate o addirittura glorificate in certi contesti culturali (media, cinema, videogiochi).
  • Simbolismo e associazioni: La nudità è legata alla natura umana e alla nostra essenza più pura, mentre le armi da fuoco sono strumenti di potere, controllo e violenza. Paradossalmente, la società può accettare più facilmente la presenza di armi, che rappresentano una minaccia esterna, piuttosto che accettare la nudità, che rappresenta una minaccia interna alle norme e all'ordine sociale.
  • Paura del diverso e del non controllabile: Le armi sono oggetti concreti, misurabili e controllabili (almeno teoricamente), mentre la nudità evoca emozioni più sottili e meno razionali, legate a identità, sessualità e confini personali, aspetti più difficili da gestire.
Riflessione positiva
Questa dinamica riflette quanto la nostra società sia complessa e spesso divisa tra ciò che è visibile e tangibile (armi) e ciò che è intimo e personale (corpo). Promuovere una cultura che accetti il corpo umano come naturale e non minaccioso può aiutare a ridurre paure e pregiudizi, così come lavorare per un mondo con meno violenza reale.

Ecco alcuni esempi delle mie ricerche.










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La teoria della reincarnazione mi ha dato e mi dà risposte che altre teorie, fedi o religioni non possono, non sanno o non vogliono darmi. Grazie alle risposte ottenute dalla reincarnazione oggi sono sereno e sono sulla mia strada che porterà a casa mia!

Luther Blissett

Aspirante Filosofo, divertenti le tue domande ad AI, le faccio anch'io  :)
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Aspirante Filosofo58

Citazione di: Luther Blissett il 21 Febbraio 2026, 20:30:33 PMAspirante Filosofo, divertenti le tue domande ad AI, le faccio anch'io  :)
Quindi deduco che tu non sia juventino!🤣🤣🤣
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La teoria della reincarnazione mi ha dato e mi dà risposte che altre teorie, fedi o religioni non possono, non sanno o non vogliono darmi. Grazie alle risposte ottenute dalla reincarnazione oggi sono sereno e sono sulla mia strada che porterà a casa mia!