La Minerva di Arezzo

Aperto da doxa, 28 Febbraio 2026, 17:31:44 PM

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Ad Arezzo, fino al 6 settembre, il Museo Archeologico Nazionale, dedicato a Gaio Cilnio Mecenate, ospita la mostra dedicata a "La Minerva di Arezzo", giunta in prestito dal Museo Archeologico Nazionale di Firenze.

Dall'etrusca lucumonìa denominata Aritim, conquistata nel 311 a. C. dai Romani, al municipium di Arretium, così chiamato dai vincitori che latinizzarono il toponimo.

"A Perusia a Cortona et Arretio, quae ferme capita Etruriae populorum ea tempestate erant"(Tito Livio, Ab Urbe Condita IX, 37) =  "Da Perugia a Cortona e ad Arezzo, che a quel tempo erano quasi le capitali dei popoli dell'Etruria".

Nel Medioevo avvenne il passaggio da Arretium ad Arezzo, nobile città metallurgica dall'epoca etrusca ad oggi con l'arte orafa e, nel passato, con la realizzazione di antiche sculture bronzee. Ci sono reperti che risalgono al VI sec. a. C..

Nel distretto orafo di Arezzo ci sono circa 1200 aziende che offrono lavoro a 8 mila persone. In questa località i laboratori orafi sono specializzati nella realizzazione di pezzi unici o piccole serie di oggetti preziosi realizzati con tecniche artigianali.

Un'altra arte fiorente ad Arezzo è quella della ceramica.

Il "viandante" interessato a visitare questa città, deve sapere che nel 68 a. C.  vi nacque Mecenate, consigliere dell'imperatore Augusto, influente politico e amico di artisti e scrittori come Orazio, Virgilio e Properzio. Ad Orazio dette un notevole sostegno finanziario per permettergli di dedicarsi completamente alla scrittura.

Nonostante la sua ricchezza e il suo potere, Mecenate  scelse di non far parte del rango senatorio, mantenendo il suo status di cavaliere equestre.

Questo ricco  personaggio ad Arezzo possedeva un "fundus" o "villa rustica", un'azienda agricola, l'attuale Villa Cilnia, in località Bagnoro a pochi chilometri dalla città.

A Roma aveva una grande domus sul colle Esquilino. Faceva parte degli "Horti Maecenatis".  I resti dell'auditorium furono scoperti nel 1874 e in parte sono visitabili su prenotazione.

Il sostantivo "mecenatismo" deriva da Mecenate. Si riferisce alla tendenza di offrire munifico aiuto economico ad artisti e letterati, stabilendo in tal modo l'associazione tra il potere politico e la promozione culturale. Questo tipo di approccio influenzò le generazioni successive, per esempio nel Rinascimento.

Ora basta con le digressioni, torno alla mostra dedicata a "La Minerva di Arezzo": statua bronzea rinvenuta nel 1541 durante lo scavo di un pozzo vicino la chiesa di San Lorenzo. E' alta metri 1,55. La dea è raffigurata con elmo, l'egida (corazza)  sul petto ornata con la rappresentazione di una testa di Medusa o Gorgone, usata in battaglia da Zeus e Atena secondo la mitologia greca. 

Questa statua fu realizzata tra il 300 e il 280 a. C.. L'allestimento permette di ammirarne i dettagli e la maestria della fusione, evidenziando il ruolo di Arezzo come centro d'eccellenza per la metallurgia in epoca etrusca e poi romana.



Dopo il rinvenimento fu donata al duca Cosimo I de' Medici, che la fece collocare nel suo studio privato a Firenze.
Da allora rimase nelle collezioni archeologiche granducali fino al 1871, anno in cui la statua fu trasferita nel Museo Archeologico Nazionale di Firenze.


Veduta retrostante della statua.
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