Dal "Libro che la Chiesa non ti farebbe mai leggere"

Aperto da Luther Blissett, Oggi alle 21:57:24 PM

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Luther Blissett

Dal "Libro che la Chiesa non ti farebbe mai leggere" vi propongo l'interessante paragrafo sulle due prevalenti Americhe che si contrappongono negli Stati Uniti. Autore è uno studioso neo-gnostico e junghiano: Stephan Hoeller.
Dato che lo scritto è abbastanza lunghetto, proverò a frazionarlo in più parti.

     Parte I                          
                                                   HERMES VS PURITANI

L'arena sociale contemporanea degli Stati Uniti è caratterizzata da una cacofonia di voci in competizione, ognuna rivendicando di essere l'autentica vera voce di questo Paese. Alla sinistra dello spettro socio-politico, sentiamo molte voci pesantemente colorate dal pensiero europeo del tardo XIX, primi del XX secolo. Mi riferisco principalmente al materialismo dialettico di Marx ed Engels nelle sue numerose varianti, alcune amplificate da Lenin. Il pensiero marxista è diventato pressoché normativo per la sinistra americana.
All'estremità opposta dello spettro, troviamo un insieme confuso di cristianesimo protestante fondamentalista del XIX secolo, liberamente mischiato alla prospettiva economica della Rivoluzione Industriale. Mentre la sinistra parla del suo interesse per gli svantaggiati e di altri valori umani, la destra si sofferma sulla tradizione e sui valori della famiglia, con i quali non intende altro che l'etica del lavoro del secolo scorso, la repressione sessuale e l'attacco violento di quasi chiunque non concordi con queste posizioni.
Chi o cosa, allora, è il vero americano? Chi parla per l'America? La terra della libertà e dimora del coraggioso, la terra delle opportunità, la nazione della Statua della Libertà ha una voce autentica? O la cacofonia di voci che sentiamo è l'unica voce di questa terra e di questa cultura?
Io credo che si possano definire tre tipi di "America". La prima è antica, o "America shamanica" (discussa in un altro capitolo del mio libro). La seconda è l' "America ermetica, e la terza è l"America puritana", che rispetto alla maggior parte delle questioni ha agito come forza avversaria del l'America ermetica.
Per capire l'America ermetica, abbiamo bisogno di fare un importante salto indietro nella storia, nel periodo dell'antichità definito «alessandrino». All'epoca, il dio greco Hermes figlio di Zeus, messaggero degli dei e patrono delle comunicazioni e del commercio, si fuse archetipicamente alla figura del dio egizio Thoth, signore della mente, scriba degli dei e patrono della trasformazione. Il risultato fu lo splendido sistema misterico della gnosi, strettamente correlato nello spirito alle scuole dello gnosticismo cristiano. Fu prodotto un corpo di letteratura mistica ampio e profondamente ispirante, tutto poeticamente attribuito a Hermes-Thoth e progettato per facilitare l'intuizione spirituale, la trasformazione e la liberazione definitiva dell'anima umana.
Il rinascimento ermetico fu in pieno fulgore quando Cristoforo Colombo arrivò in America. Prosperò in Inghilterra al tempo di Elisabetta I, e perciò il paese, in immediata relazione etnica e culturale, il Nord America, divenne totalmente «ermeticizzato» proprio nel momento in cui l'Inghilterra stava cominciando la sua espansione coloniale nel mondo.
Le correnti ermetiche e neo-ermetiche si stavano rapidamente trapiantando dall'Inghilterra all'America, e venivano frequentemente rafforzate dall'emigrazione verso il Nuovo Mondo degli esoterici europei di orientamento ermetico, come i tedeschi rosacrociani dall'Europa centrale. Da Lord Francis Bacon, studioso elisabettiano e saggio ermetico, a Johannes Kepler, astronomo e mago tedesco, e oltre, le influenze esoteriche di origine ampiamente ermetica furono portate per incidere sulle colonie appena fondate del Nord America.
All'epoca della Rivoluzione Americana, il rinascimento ermetico si era fuso in modo significativo con il movimento originariamente francese dell'illuminismo. Così la leadership normativa della Rivoluzione Americana, e in particolar modo la sua ala intellettuale, guidata ed esemplificata da Benjamin Franklin, era ben impregnata dello spirito dell'illuminismo ermetico.
I fondatori della Repubblica americana proseguirono nella creazione di un modello di governo, fino ad allora inaudito nella storia: una repubblica fondata sulla filosofia dell'illuminismo ermetico ed espressione, con certe modifiche rese necessarie dalla differente epoca storica, della saggezza del Corpus Hermeticum e di altri libri ermetici.
È così che Hermes giunse in America, ed è così che oggi possiamo affermare, forse suscitando lo scontento di alcuni, che l'ispiratore principale della Repubblica americana non fu Mosè né Gesù, e nemmeno sant'Agostino o san Tommaso d'Aquino, ma piuttosto l'antico Ermete Trismegisto. Hermes, che sopravvisse tra gli alchimisti, i maghi, i rosacrociani, i massoni esoterici e i filosofi francesi illuministi, attraversò l'oceano Atlantico sui suoi sandali alati e presenziò con il suo caduceo alle prime assemblee del Congresso continentale.
Non c'è dubbio che la massoneria mistica ed ermeticizzata giocò un ruolo importante nell'istituzione di una repubblica ermetica dall'altro capo dell'Atlantico, nel XVIII secolo. L'emissario dei coloni rivoluzionari in Francia, Benjamin Franklin, era un fervente massone, egli strinse, infatti, profondi legami con i membri al comando della confraternita della Loggia delle Nove Sorelle in Francia.
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  Parte II

                     L'America ermetica

Sorge ora una domanda: quale era il contenuto di questo insegnamento ermetico che fu trasmesso alle prime guide della repubblica americana dai vari circoli dell'illuminismo ermetico-rosacrociano-massonico? Per rispondere a questa domanda, comincerò da un racconto stenografico, o riassunto abbreviato, di quei punti della tradizione ermetica che hanno direttamente inciso sulla fondazione della Repubblica americana.
Il primo tra i principi fondamentali portati nella costruzione del nuovo Commonwealth dall'illuminismo ermetico fu la separazione tra chiesa e stato. Questo principio era inaudito in ogni altra parte del mondo o in ogni altro governo al tempo della fondazione degli Stati Uniti. Sotto la Costituzione, non c'era più una fede convenzionale. Per legge, il governo si disimpegno completamente dagli affari della religione. Il massimo che le minoranze religiose potevano aspettarsi dagli altri governi, fino a quel momento, era la «tolleranza». Ciò significava che, pur mantenendo una religione di stato ufficialmente riconosciuta, le autorità avrebbero tuttavia pazientemente sopportato (tollerare, in latino, significa «sopportare») l'esercizio di una religione diversa da parte di alcuni.
Il prototipo dei monarchi tolleranti era senz'altro Federico il Grande, che pronunciò le parole famose «Che ognuno cerchi la salvezza a modo suo», ma che pure manteneva come religione ufficiale la convenzionale Chiesa Luterana di Prussia. I fondatori della repubblica americana si ispirarono chiaramente a questo principio.
La teoria avanzata popolarmente che si riferisce alla separazione tra stato e chiesa in America è che, poiché nelle colonie erano presenti e prosperavano numerose religioni, era meglio fare della religione una questione privata, e così disperdere il potenziale dissenso settario. Comunque, nella visione delle influenze ermetiche che furono portate a incidere sulle opinioni dei padri fondatori, si può supporre che questa non fu l'unica ragione del loro atteggiamento. L'illuminismo ermetico in sé non era semplicemente interessato all'assenza dello scontro religioso; piuttosto, sentiva che c'era qualcosa di profondamente sbagliato con le teologie di tutte le denominazioni religiose esistenti nella cultura del tempo, e che per questa ragione nessuna di esse andava appoggiata. Il problema non era il non sapere quale religione fosse giusta, ma piuttosto che si sapeva, o almeno si sospettava, che tutte fossero sbagliate.
Una delle principali discordie tra l'illuminismo ermetico da una parte, e le varie denominazioni del cristianesimo e dell'ebraismo dall'altra, riguardava il concetto di Dio. Tutte le denominazioni della cristianità dell'epoca, così come i seguaci dell'ebraismo, aderivano al teismo, nel credere in un Dio individuale, creatore, sostentatore e giudice del mondo, che è personalmente coinvolto nella gestione della creazione in ogni momento del tempo. Agli occhi dei pensatori ermetici dell'illuminismo, questo concetto non solo appariva con delle debolezze teoretiche, ma anche responsabile di certi mali pratici, come il diritto divino dei governatori, la presenza della legge religiosa all'interno del tessuto della società, e molti altri.
Se Dio era attivamente coinvolto in tutti gli affari del mondo e degli esseri umani, era facile figurarsi che questo stesso Dio avesse istituito l'esistente struttura governativa e sociale, e che lo stato avrebbe dovuto attuare le ordinanze di Dio allo scopo di compiacerlo. Dalla separazione tra stato e chiesa, possiamo dedurre che i padri fondatori degli Stati Uniti non fossero a favore di un Dio del genere.
Gli uomini e le donne dell'illuminismo non erano in genere teisti, ma deisti. I deisti accettavano l'esistenza di un "Essere Supremo" come origine prima e destino finale di tutte le creature e dell'universo, ma erano convinti che questa divinità non gestisse attivamente l'universo o interferisse negli affari dell'umanità. Il loro era il Dio Alieno degli ermetici e degli gnostici, conosciuto anche come Deus Absconditus, il Dio nascosto (gli esoterici di varie scuole e vari periodi storici condividevano questa convinzione). Le visioni religiose eterodosse di molti padri fondatori non erano solo una questione di convincimento personale: Benjamin Franklin scrisse persino una liturgia per una nuova religione basata sui principi deistici ed ermetici, e ne mandò una copia a Jean Jacques Rousseau, che l'accettò con piacere e, presumibilmente, con approvazione.)
Il secondo tratto distintivo ermetico della Repubblica americana era la teoria del governo a tre rami. Sebbene non sia molto noto, gli Stati Uniti divennero e rimasero in effetti una monarchia elettiva e costituzionale, in cui il monarca (chiamato, a torto o a ragione, presidente) ha poteri molto più ampi che nelle attuali monarchie costituzionali europee. All'epoca in cui la Costituzione prese forma, ci fu persino un serio dibattito sul fatto che il presidente avrebbe dovuto detenere il titolo di "Serena Altezza", a indicare il carattere monarchico del suo ufficio.
Un'altra importante considerazione è l'origine della legittimità del governo. Nell'organizzazione dominante nell'Europa dell'epoca, era sottinteso che l'origine della legittimità fosse la volontà o la grazia di Dio. Comunque, i fondatori del governo americano decisero che sarebbe stata la volontà del popolo, o «il giusto consenso dei governati», a rendere un governo legittimo. Ecco che troviamo di nuovo i principi ermetici all'opera, con forza. Sin dall'epoca dell'Egitto alessandrino, gli insegnamenti ermetici avevano sempre dato importanza al potere divino e alla dignità dell'anima umana. L'anima umana non è solo una creazione di Dio, ma piuttosto è divina nell'origine e nella sua natura essenziale, e come tale non può essere per sempre assoggettata a un'autorità esterna.
L'essere umano è stato concepito per causare gli eventi che succedono, e non per essere il destinatario passivo degli effetti di una volontà divina esterna. In qualità di agenti liberi, i cittadini possono stipulare contratti tra di loro per formare associazioni come stato e nazione, e non sono destinati a rimanere soggetti di governatori che sono loro imposti. Anche la teoria del "Contratto sociale" di Jean Jacques Rousseau servì da ispirazione per questo tratto distintivo del governo americano.
Infine, bisogna considerare il principio ermetico che, più di ogni altro, ha permeato non solo il governo americano, ma l'intera storia degli Stati Uniti. La visione ermetica dell'esistenza dichiara che la vita è un processo, non una condizione fissa. Per questo, la vita non può essere regolata, ma piuttosto deve esserle consentito di svolgere le sue funzioni. In questa visione, il governo è come un maestro di alchimia* che controlla e supervisiona il processo, ma non interferisce con esso. Meno il governo interferisce con il processo vitale della nazione, meglio è.
Se i cittadini sono liberi di muoversi, mantenere i loro guadagni, intraprendere attività commerciali e professioni ed entrare in affari come vogliono, il processo funziona. Così, le forze esistenti in politica, nella religione, nella società e nell'economia, proprio come il sale, Io zolfo e il mercurio dell'alchimista, interagiscono liberamente l'un l'altra, e il risultato è crescita, trasformazione, e la scoperta di innumerevoli, latenti potenziali di una natura benefica. Il principio guida di questo processo non è il dio gretto, ossessivo e tirannico del Vecchio Testamento, ma piuttosto Hermes, pastore delle forze dell'essere, facilitatore e saggio alchimista che trasforma tutte le cose.
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 Parte III

                        L'America puritana

 In contrasto con lo spirito ermetico, comunque, c'è un altro elemento nella vita americana, che sin dal principio era diverso e davvero antagonista dell'illuminismo ermetico. Quest'idea opposta era il puritanesimo, o la forma protestante calvinista del cristianesimo. In molti modi il puritanesimo divenne un completo stile di vita, una forza potente che ha influenzato la vita pubblica in tutta la storia americana.
I puritani furono trapiantati dall'Inghilterra, seguendo le orme di Giovanni Calvino, il tiranno teocratico di Ginevra, che era noto per mettere la gente in carcere per «crimini» come ballare. Ispirati dal discepolo di Calvino, John Knox, il delirante flagello di Scozia, i puritani inglesi diventarono causa di grande angoscia nella loro patria. Alcuni di loro andarono in America nel 1630, alle calcagna dei Padri Pellegrini, che non erano puritani e che erano arrivati in America nel 1620.
Oliver Cromwell, i cui compagni giustiziarono crudelmente re Carlo I, istituì una pia dittatura nella quale il Natale fu bandito dalla legge e l'allegra vecchia Inghilterra fu spogliata di quasi tutto il suo colore e la sua bellezza. Questo crudele e noioso regime fu successivamente sostituito dalla monarchia restaurata della Casa degli Stuart, e gli amici puritani di Cromwell furono sempre più assoggettati alle ire di, pratica- mente, chiunque. Molti di loro decisero di salpare e attraversare l'Atlantico, per raggiungere i loro compagni in Massachusetts.
I puritani vengono ricordati, nella letteratura e nell'arte impregnate di sentimentalismi, come una specie innocua di immigranti, e sono confusi con i Padri Pellegrini, che erano in cerca della libertà religiosa a loro negata in patria. Comunque, la verità è che i puritani avevano negato tale libertà a molte persone e per molto tempo, tanto che erano stati cacciati dalla loro patria come punizione per misfatti molto reali. Presto si distinsero nel Nuovo Mondo impiccando non poche presunte streghe, e questo in un momento in cui questa curiosa pratica non era già più esistente altrove. Guardando a tempi più recenti, notiamo che i puritani olandesi che si stabilirono in Sud Africa sono diventati gli inventori e i perpetuatori dell'apartheid. Un primato decisamente spiacevole, potremmo dire.
Purtroppo, la faccenda non si chiuse lì. L'ideologia puritana ha esercitato un'influenza pazzesca praticamente su tutto il protestantesimo americano (e, bisogna ammetterlo, su gran parte del cattolicesimo americano giansenista a predominio irlandese). Non solo le dirette estensioni della tradizione calvinista, come la Chiesa presbiteriana e quella riformata, ma innumerevoli altri corpi ecclesiastici sono diventati saturi delle idee calviniste e dei valori e dello stile di vita puritani.
In innumerevoli modi, gli Stati Uniti sono diventati un paese molto calvinista, più della Svizzera, della Scozia e dell'Olanda, roccaforti originali di questa fede. II deismo e la visione del mondo ermetica facevano leva sull'élite culturale, mentre il puritanesimo, originariamente rifugiatosi in New England, diffuse i suoi principi (a volte modificati) alle masse e in ogni stato. Che sia un democratico jacksoniano, o un repubblicano lincolniano, l'«uomo comune» della storia americana ha sempre avuto almeno un elemento parzialmente calvinista nel suo carattere.
Bisogna che qui vengano sottolineati quattro tratti fondamentali del calvinismo (o puritanesimo). Il primo è che l'immagine di Dio del calvinismo è quella del Vecchio Testamento al suo estremo. Lutero fu il riformatore che rappresentava Cristo, Calvino quello che rappresentava Jehovah. C.G. Jung e altri hanno saggiamente notato che il dio che il popolo adora mette la sua firma nella sua psiche. L'immagine di Dio dei calvinisti è radicalmente in conflitto con il deismo dei padri fondatori della repubblica, e la sua influenza è stata caratterizzata da severità, vendetta e spietata crudeltà (bisogna ricordare che Calvino e i suoi compagni non si avvalsero della raffinata e ammorbidita teologia del tardo ebraismo rabbinico, in cui quest'immagine di Dio subì alcune salutari modifiche. Il Dio di Calvino veniva direttamente dal Vecchio Testamento e dalle proiezioni del teologo, messe sullo stesso piano).
Il secondo punto è che il calvinismo è, per sua natura e storia, di orientamento teocratico. La pia dittatura è stata una porzione molto grande della storia di questa religione. La gretta, intollerante e ossessiva immagine del suo dio si rispecchiava nella condotta pubblica e nelle linee politiche dei suoi membri. La storia americana al suo principio porta un'ampia testimonianza al desiderio calvinista di controllare la vita pubblica così come quella privata. Il fatto che le streghe venissero impiccate, e i peccatori messi alla gogna o marchiati con una lettera scarlatta, faceva parte di questa sindrome. Una linea piuttosto diretta corre da Cotton Mather e i suoi giudici clericali a certi movimenti moderni come il Moral Majority. Chiaramente, il principio ermetico della separazione tra stato e chiesa non è mai stato seriamente appoggiato dalla mentalità calvinista.
Un tratto fondamentale della fede calvinista è la dottrina della predestinazione. Seppure originata nella teologia astratta, l'interpretazione universale di questa dottrina voleva che coloro che seguivano l'etica calvinista fossero il nuovo «popolo eletto». La ricchezza materiale e il successo venivano considerati il segno inconfondibile del favore divino accordato ai predestinati per la salvezza. Da ciò seguì che i calvinisti, e quelli da loro influenzati, divennero ambiziosi, orientati al successo, e spesso spietati.
In modo eufemistico, questo atteggiamento fu annacquato dalla definizione innocua di «etica del lavoro», un credo apparentemente sano, rispettabile e virile, che al contempo portava con sé un'enorme ombra. Questo tratto distintivo del calvinismo presto si unì nell'empia alleanza con il capitalismo nato dalla Rivoluzione Industriale. Il barone rapinatore, l'uomo d'affari privo di scrupoli della nostra cultura, non è una figura ermetica, ma calvinista. Così, dalle origini in poi, lo spirito calvinista o puritano ha annullato e minimizzato molti dei grandi vantaggi che lo spirito ermetico aveva conferito all'America.
Questa tendenza non si è fermata nemmeno oggi.
Infine, il puritanesimo è di fatto quello che noi intendiamo nel linguaggio colloquiale con questo termine. E' caratterizzato da una tendenza estremamente moralizzante rispetto alla vita e alla condotta personale, congiunta a un considerevole lassismo quando i principi morali devono essere applicati alla politica o agli affari. Ciò implica un atteggiamento triste e austero nei confronti dell'aspetto piacevole della vita umana in superficie, compensato da una feroce avarizia e un desiderio di potere nascosti (una storiella significativa vuole che un predicatore calvinista dichiarò che il gelato doveva essere stato inventato dal demonio perché era troppo buono. Sulla stessa linea, H. L. Mencken definì il puritanesimo come «la paura evocativa che qualcuno, da qualche parte, possa essere felice»). La psicologia approfondita rivela che questo genere di stile di vita, ossessivo e represso, è in sé molto pericoloso per la psiche di coloro che lo adottano. Al tempo della sua prima visita negli Stati Uniti, Jung parlò di questo problema in un'intervista pubblicata nel «New York Times» del 29 settembre 1912:
Quando vedo tanta raffinatezza e tanto sentimento quanti ne vedo in America, cerco una quantità equivalente di brutalità. Gli opposti insieme - si trovano ovunque. Trovo negli americani il più forte autocontrollo del mondo - e ne ricerco la causa... Trovo una grande dose di formalità. Mi chiedo quale sia la causa, e scopro la brutalità. La formalità è sempre la copertura della brutalità. È necessaria ~ essa rende la vita possibile finché non scoprì il bruto e non ne hai un reale controllo. Quando farete ciò in America, allora sarete il popolo più sensibile, più emotivo, più pienamente sviluppato del mondo.
Il risultato naturale di una mancanza della conoscenza di sé è l'esercizio di una volontà repressiva e critica. Coloro che non conoscono se stessi devono almeno provare a controllarsi, senza sapere chi o cosa stanno cercando di controllare. L'atteggiamento morale calvinista è l'antitesi diretta della gnosi rappresentata da Jung. La formalità, la repressione, e le regole artificiali della condotta morale servono solo a nascondere (alle volte a fortificare) pericolose forze istintive e complessi psicologici dell'inconscio. Così Jung anticipò molti dei futuri dilemmi della cultura americana.
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 Parte IV (finale)
 

                             Difendere la nostra eredità ermetica
Da questo punto di vista è chiaro che i tratti distintivi principali dell'America ermetica e dell'America puritana hanno delle differenze che sono eccezionali e ci riguardano ancora molto. Un conflitto profondo e apparentemente inconciliabile strappa in due l'anima dell'America. Mentre, sottilmente, questo conflitto può anche essere raffigurato come un processo alchemico, esso è ancora incombente su coloro che percepiscono l'eredità ermetica di questo Paese nel tentativo di difenderla e salvarla dall'essere sopraffatta dal suo opposto. Solo ricordando e sostenendo le qualità ermetiche della visione americana, la benefica operazione alchemica raffigurata dai padri fondatori potrà funzionare.
Quale dunque dovrebbe essere la direzione da prendere? Prima di tutto, riconosciamo l'esistenza del conflitto e consapevolmente capiamo e affermiamo la sua natura e
significato. Nella leggenda dell'eroe del Santo Graal, Parsifal incontra il pescatore ferito re Amfortas, e gli pone una semplice domanda: «Chi sei, buonuomo?». Se, come Parsifal, facciamo la domanda giusta, anche noi potremmo diventare i guaritori del reame. Cosa affligge la nostra cultura più di ogni altra malattia è il continuo, insidioso e dannoso conflitto tra l'originale matrice della repubblica archetipale ermetica da una parte, e il complesso puritano dall'altra. Il crimine, le avversità economiche, le cantonate in politica estera, gli errori umani degli uomini di stato: tutti questi sono sintomi di un più grande conflitto di fondo. Prevarrà la visione ermetica? O le invasioni di una religiosità arcaica e inconscia, e di una visione del mondo profondamente scorretta e dello stile di vita che su di esse si fonda porteranno il popolo e la cultura americane sempre più lontane dagli obiettivi prefigurati dai padri fondatori di questa nazione?
Infine, dobbiamo prendere posizione e cominciare a passare al setaccio il grano ermetico per separarlo dalla paglia puritana, nella vita pubblica contemporanea. I conservatori non dovrebbero lasciarsi prendere dagli slogan e dalle idee che non sono affatto conservatrici. Quale individuo sano di mente potrebbe mai immaginare il Dr Franklin prendere d'assalto le cliniche dove si possono praticare gli aborti? Thomas Jefferson potrebbe mai sancire un governo che interferisce con le attività intime dei cittadini nelle loro case? Questi uomini, come qualsiasi altra persona ovunque nel mondo, conoscevano la libertà come unica e indivisa; sapevano che il popolo è libero nel privato così come nel pubblico, o non è libero affatto.
I liberali dovrebbero smetterla di cercare un rimedio per tutti i mali, vedendo poi questo rimedio in un maggiore peso al governo, alla manipolazione e all'interferenza. Il fatto che venga varato un ampio numero di leggi, come Lao Tse ha riconosciuto, porta a una più grande illegalità; l'aumento di regole accresce la confusione e l'indisciplina. I governi non esistono per gestire e regolare le vite dei cittadini, ma per assicurare un quadro in cui le relative forze e talenti delle persone possano svilupparsi e prosperare. Ogni buon governo della storia è stato di dimensioni piccole, moderato nell'esercizio del potere, e tenuto a distanza quando si trattava della privacy e delle libertà personali, economiche e politiche della gente. L'avanzamento di ammirevoli cause non dovrebbe essere usato come scusa per ingigantire il governo e rimpicciolire la libertà e l'iniziativa degli individui.
L'America ermetica contiene il rimedio per i mali che si sono abbattuti su di noi in quest'epoca. Il rimedio è la libertà. Con la libertà, l'alchimia dello spirito corregge i difetti della cultura e ripara gli eccessi della civiltà.
                                                                                                                 Stephan A. Hoeller, Ph.D.
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