Usare la tecnica come nel gioco del lancio e trattenuta con le funi? No.

Aperto da PhyroSphera, Oggi alle 19:26:41 PM

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PhyroSphera

Si sa che nel cattolicesimo esiste - forse forte ancora adesso - una rivolta contro scienze e tecniche moderne. Nell'islam, attorno all'Anno Mille, fu costruita una grande macchina semovente ma l'esperimento, giudicato una empietà, fu rifiutato (questo un racconto in cui mi imbattei in Egitto, tanti tanti anni orsono). Penso che si usasse scienza di Archimede e ritrovati aggiunti e che senza fisica dinamica non fosse possibile combinare qualcosa di buono. Anche quei cattolici hanno una propria ragione? Al tempo della Rivoluzione Industriale in Inghilterra la gente si opponeva, per strada, agli esperimenti delle locomotive; ma i primi erano senza binari; allora si trattava di vera superstizione o di prudenza? Prudenza io dico, ma si racconta pure che non tutti i pedoni che agitavano le bandiere rosse mostravano buoni intenti. Per mezzo ci può essere e c'era una tragica volontà di inazione, rifiutando all'umanità un suo giusto destino di potenza. Non sempre in tutti gli interessati c'è coscienza del còmpito dell'uomo, che non è quello di affidare a probabilità o a sostituzioni ciò che deve essere certo e sotto nostra direzione - altrimenti a che scopo le macchine che costruiamo? Per alcuni quelle bandiere rosse ancora offrono un'opportunità per fermarsi a riflettere: le locomotive devono procedere su binari, l'intelligenza artificiale per competenze. A troppi manca la comprensione di cosa sia una statistica, solo tale cioè e non di più; e pensano che si possa ricorrere a un macchinario che dà i numeri come, si dice, lo fanno i pazzi - per 'pazzi' non intendo quelli che soffrono in difficoltà (di cui si possono occupare i medici con la psicoterapia) e neanche intendo i matematici, ma i dissennati.
Se l'orologio a cucù preda di eventi esterni non segna più veramente le ore, il richiamo del suo pupazzo diventa una chimera. Sopravvalutare il ruolo degli orologi è stato uno sproposito folle della nostra epoca, come notava lo scienziato psicologo C. G. Jung, ma produrre meccanismi preda degli eventi significa proprio tradire il còmpito umano. Il deus ex machina degli antichi insegnava e incitava alla virtù coi meccanismi; la grande macchina dello Stato a immagine di Dio illustrata da Th. Hobbes nel Leviathan mostra ancora adesso la via maestra, a patto però che si interpreti con giustezza (il che è raro o assente); ma oggi "a fare il mainstream" ci pensano i compari dei traditori tra gli zingari, quelli che invece di ripresentare l'artigianato antico fanno la smorfia alla tecnica moderna (e così il nome rom viene ingiustamente coperto d'infamia).

G. Carducci aveva scritto durante i suoi anni di "Scapigliatura" un inno A Satana nel quale si poneva contro il 'Geova dei sacerdoti', romanticamente esaltando l'aspetto positivo dell'angelo decaduto per i nuovi tempi della supremazia della tecnica. A ben guardare però il componimento reca qualcosa di amaro e dal doppio significato. L'encomio del progresso è fatto provvisoriamente e con riserva, o perlomeno solo questo poteva risultare al lettore saggio dell'epoca; l'Autore stesso teneva a precisare che era solo cosa di una notte. Non mi si fraintenda: io so bene che, come è detto che 'non tutti trasgredirono come Adamo', così è detto de 'l'angelo della distruzione'. Nella dottrina del cristianesimo ed anche nella Bibbia si dà l'indicazione di un mondo non travolto dalla cosiddetta "Caduta di Lucifero", l'angelo per invidia ribelle a Dio da tramite divenuto schermo, sorta di messaggio vuoto. 'La stella del mattino' appare anche nel suo aspetto rimasto esente. Tuttavia c'è chi ha tentato di cambiare di posto ai mondi.
Nel mondo celtico e in quello greco (cui io appartengo) gli aspetti luciferini sono diabolici solo in relazione alla vicenda degli altri; diversamente nel mondo del giudaismo e dei relativi amici e affini. Nelle cabale degli ebrei il pensiero della natura è accompagnato da un prudente sentenziare e porre in guardia dagli aspetti negativi e al contempo distruttivi; tutto questo invece non c'è altrove, dove la salvezza da Dio non è anche redenzione ovvero ritorno alla purezza naturale perduta, bensì accoglienza dell'assolutamente altro potere nel ruolo che gli è proprio. Per un certo protestantesimo natura corrupta è solo una realtà in potenza, mai in atto, o è intromissione ai danni di essa. Per questa ragione Carducci, durante lo spazio di quella sua notte, citava Wyclif, Hus, Savonarola, Lutero, non perché li associava a un sabba demoniaco ma perché li dissociava dal falso dio cui devoti i cattivi sacerdoti. Il vento della libertà passa scompigliando i capelli, lascia che si encomi il principe di questo mondo, la materia, entrambi non condannati dal vero Vangelo; ma la contemplazione dell'inno è fugace, come in esso lo sguardo all'antica Ellade. Il vero altro mondo non racconta sé stesso sul proprio confine ma dicendo con candore de l'angelo della morte senza separarlo da l'angelo della vita.
D'altro canto, gli imitatori che fanno il verso al tradizionale gioco delle funi, fatto per capire il limite cui non si deve arrivare: si tiene, si lancia e si fa ricadere un oggetto su due funi tese, senza che tocchi terra. In questa simulazione, detta tradizionalmente diabolo, la coincidenza diabolica non è per davvero quella stigmatizzata dalla teologia cristiana che menziona il diavolo quale elemento divisore tra Dio e l'uomo (si tratta di due vocaboli di poco diversi nella nostra lingua, "diavolo" e "diabolo"). Tale manifestazione giocosa, sia pure reiterata dagli adulti in situazioni che potrebbero sembrare sbagliate, ha per unico scopo l'imparare a non realizzare per davvero ciò che le è uguale, o per solo fine fare lo stesso senza andare oltre la simulazione. Questa saggezza è disconosciuta da quelli che pensano l'Età della Tecnica come una opportunità di indefinito dominio, di scatenare forze senza avere remore né limitazioni particolari. Così ci si ritrova alle prese con le locomotive che vanno senza i binari, con le elaborazioni artificiali (quelle dei "computer") che sconfinano nel puro calcolo statistico - dette "IA" o "AI" (senza usare i punti scrivendo), non sono vere intelligenze artificiali - ugualmente senza binari non c'è vero treno.


MAURO PASTORE
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PhyroSphera

A questo link il testo dell'inno "A Satana" di Giosuè Carducci:

https://carducci.letteraturaoperaomnia.org/carducci_inno_a_satana.html 


Ho aggiustato il mio testo, che resta lo stesso (non il medesimo, s'intenda, ma lo stesso).



MAURO PASTORE

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