La ( non ) origine dell'universo.

Aperto da iano, 14 Aprile 2026, 21:32:20 PM

Discussione precedente - Discussione successiva

iano

Il big bang potrebbe essere oppure no l'inizio dell'universo, ma sicuramente è una fase della sua evoluzione, e una fase la si può riguardare come causa delle altre, ma non come causa  della sua creazione, perchè questa dovrebbe essere stata esterna all'universo, e una di queste cause potrebbe essere stata appunto un Dio creatore.
Ma perchè dovremmo cercare questa causa, se un oggetto unico, così come potremmo riguardare l'universo, non è di nulla causa e di nulla effetto?


 
Condividi:
Lo stesso uomo non può bagnarsi due volte nello stesso fiume.

Jacopus

Argomento interessante Iano. Per prima cosa occorre dichiarare che il big bang è dimostrato sia avvenuto, esattamente 13,8 miliardi di anni fa. la scoperta fu fatta nel 1964 da Penzias-Wilson, due astronomi e come accade spesso, avvenne per caso. Infatti si resero conto che c'era una interferenza nell'antenna che stavano usando per esperimenti radioastronomici, ma dopo aver escluso ogni altra causa si accorsero di avere a che fare con il fondo cosmico a micronde (Cosmic Microwawe Background), cioè la traccia acustica fossile della esplosione iniziale. Detto anche rumore di fondo cosmico, proviene da tutte le direzioni ed ha la stessa intensità da qualunque parte della terra venga misurato.

Detto questo il big bang è l'espressione di un problema che in fisica si chiama "singolarità", ovvero un avvenimento che scarta dalle leggi fisiche "normali" ed impone nuove leggi. Un pò come una sorta di nemesi della teoria dei paradigmi di Kuhn, però applicata direttamente dalla materia, senza bisogno di epistemologi ed ermeneuti. Interessante.

Giustamente, una volta accertata l'avvenuta esplosione iniziale (inimmaginabile in termini di potenza) ci si chiede cosa c'era prima. Alcune ipotesi tendono a ricostruire una sorta di armonia da Grande Orologiaio, per cui l'Universo si espanderebbe e si contrarrebbe ritmicamente, ma in realtà non abbiamo nessuna prova di questa possibile contrazione. L'universo (ovvero "Ciò che è volto tutto verso una stessa direzione") continua ad espandersi e le galassie si allontanano le une dalle altre sempre più
 velocemente.

Nella cultura umana, in molte culture umane, la nascita dell'Universo viene descritta come l'avvento di un ordine ad un precedente disordine: Il Kosmos si impone al Chaos. Ma in realtà forse dovremmo descrivere il Chaos precedente all'apparente ordine successivo al big bang in un modo diverso, ovvero non tanto come disordine ma come un "ordinatissimo vuoto".

La teoria inflazionistica dell'universo prende le mosse dal concetto di vuoto a livello di microfisica, laddove particelle infinitesimali si muovono secondo la teoria dell'indeterminazione e rilasciano sempre la stessa energia che accumulano, mantenendo la stessa situazione di vuoto nel corso del tempo. Se trasferiamo questo concetto di "vuoto", all'intero Pre-Universo, ecco allora che potremmo assistere ad un sistema che non è un universo, ma è qualcosa di completamente differente, è un vuoto privo di spazio e di tempo, dove le microparticelle si compensano sempre e non possono evolvere.

Ecco allora che in questa situazione, la teoria inflazionistica teorizza che per un tempo sufficiente, una microparticella ha deviato da questa regola di compensazione ed ha iniziato ad accumulare energia sufficiente per creare una fase di scompenso nel sistema del Vuoto pre-esistente al Big Bang e da lì in modo spaventosamente esponenziale è nato l'Universo dove viviamo.

Da un PreUniverso vuoto all'Universo "materiale" che ha preso vita 13,8 miliardi di anni fa, in cui per passi successivi (durati un periodo infinitesimo di tempo) le forze fisiche fondamentali si sono divise per sempre, forza nucleare forte, forza nucleare debole, forza elettromagnetica e forza di gravità.

Per chi volesse approfondire, sono informazioni che ho tratto da libro di Guido Tonelli, intitolato "Genesi".
Condividi:
Homo sum, Humani nihil a me alienum puto.

iano

Citazione di: Jacopus il 14 Aprile 2026, 23:13:15 PMNella cultura umana, in molte culture umane, la nascita dell'Universo viene descritta come l'avvento di un ordine ad un precedente disordine: Il Kosmos si impone al Chaos. Ma in realtà forse dovremmo descrivere il Chaos precedente all'apparente ordine successivo al big bang in un modo diverso, ovvero non tanto come disordine ma come un "ordinatissimo vuoto".
In effetti, richiamando ciò, hai messo in evidenza una mancanza logica del mio post.
Se cause ed effetti si hanno esclusivamente fra diversi oggetti, prima dell'universo, nell'ipotesi della creazione divina, c'era un solo ''oggetto'', Dio, che non potrebbe essere stato quindi causa di alcunché.
Tanto è vero che Dio ''crea'' a partire dal Chaos, e più che creare quindi Dio è causa della trasformazione del Chaos in Kosmos.
Condividi:
Lo stesso uomo non può bagnarsi due volte nello stesso fiume.

iano

#3
Citazione di: Jacopus il 14 Aprile 2026, 23:13:15 PMMa in realtà forse dovremmo descrivere il Chaos precedente all'apparente ordine successivo al big bang in un modo diverso, ovvero non tanto come disordine ma come un "ordinatissimo vuoto".
A furia di cercare di convincere con gran fatica gli altri, ma prima ancora me stesso, che l'universo non coincide con nessuna descrizione possibile, e che perciò ne ammette diverse, adesso almeno non faccio più fatica (perchè in effetti l'ho fatta prima  :) ) ad accogliere descrizioni alternative, come quella di un ''ordinatissimo vuoto'',  e aggiungerei  ''oggettivo''  , a quella del Chaos primordiale, le cui tracce però ( non si inventa mai nulla di veramente nuovo) permangono in forma di caso.
Comunque, detto col senno di poi, le antiche cosmologie non mancavano di vista lunga.
Certo, possono apparirci fantasiose, ma, detto in senso positivo, quelle di oggi non  sono da meno, per quanto ognuna basata sui fatti noti nelle loro rispettive epoche.
Certo, per chi si basa sui fatti, credendo di poter restare a quelli fermo, appariranno come fantasticherie.
Se l'universo non è stato creato le sue descrizioni invece si, e le abbiamo create nel tempo noi.
Se un Dio c'è, e se io ci credessi, lo ringrazierei per questo potere di creare che ci ha concesso, per cui l'universo può essere unico, ma non potendoci apparire nella sua verità, non ci sembrerà mai banale.


Condividi:
Lo stesso uomo non può bagnarsi due volte nello stesso fiume.

Koba

#4
La difficoltà a trattare la questione dipende da una certa ambiguità filosofica su come intendere esattamente l'enunciato scientifico secondo cui "X miliardi di anni fa vi è stata un'esplosione ecc.".
L'ambiguità sta in questo: da una parte il significato dell'enunciato intende indicare cosa è successo realmente nei primi istanti dell'Universo, dall'altra chi legge quell'enunciato, se possiede un minimo di consapevolezza filosofica, aggiunge subito "per noi", cioè per noi osservatori umani, con le nostre forme conoscitive.
Insomma, quelle cose sono realmente accadute oppure no?
È il cosiddetto argomento ancestrale che Quentin Meillassoux pone all'inizio di un libro di vent'anni fa in cui cercava di attaccare il correlazionismo per fondare un nuovo realismo (per correlazionismo si intende ogni filosofia che si basa sul principio kantiano secondo cui l'oggetto è sempre percepito e conosciuto da un soggetto, non può essere conosciuto in sé, ma solo all'interno del rapporto con il soggetto, il quale si costruisce così un'immagine del mondo che risulta legata necessariamente al modo che ha di organizzare la conoscenza).
Com'è possibile che un soggetto umano possa pretendere di fare affermazioni scientifiche su un tempo in cui non esisteva ancora l'uomo, cioè quel soggetto con forme conoscitive specifiche attraverso le quali si relaziona al mondo?
Certo, risponderemmo: ma benedetto Meillassoux, non vedi che stai confondendo il tempo descritto nell'ipotesi scientifica con quello in cui avviene la costruzione dell'ipotesi stessa? È nel tempo presente che io leggo certi fenomeni fisici tramite le mie strutture a priori, e così, senza che la cosa mi metta tanto in crisi, faccio ipotesi su quel tempo ancestrale.
E lui: bravo! Davvero niente male! Mostri di esserti conformato al paradigma dominante, così non rischi di essere definito "ingenuo" dai filosofi del nostro tempo. Ma dimmi allora: il big bang è accaduto veramente oppure no? Perché non mi è ancora chiaro quanto tu prenda sul serio gli enunciati della scienza... Sarai mica filosoficamente psicolabile? Realista quando giochi con la scienza, correlazionista quando ci rifletti su un po'...

[Notare che l'obiettivo del progetto filosofico di Meillassoux era quello di stabilire un nuovo assoluto non metafisico su cui mostrare la non pensabilità del religioso, cioè un assoluto  attraverso cui far tacere ogni fideismo che ha la forma classica post-moderna del "siccome non abbiamo alcun fondamento sicuro allora forse Dio, gli angeli ecc.".
Non un attacco al teismo, contro cui è sufficiente il lavoro anti-metafisico di criticismo e post-criticismo, ma contro quel residuo religioso che spesso si mimetizza nel discorso scettico stesso, e che lo usa per aprirsi una via rivelando poi i veri obiettivi del suo attacco ai fondamenti della conoscenza.]
Condividi:

Jacopus

Facendo seguito alla teoria inflazionistica si potrebbe recuperare una teoria della ciclicità dell'universo nei seguenti termini.
Accettando la legge finora non falsificata del continuo e progressivo allontanamento delle galassie fra di loro, si può ipotizzare che lo spazio verso cui si espandono, sarà così vasto e il progressivo deterioramento delle
forze generali della fisica (nucleare F/D, elettromagnetica e gravitazionale) farà in modo che si riproduca, dopo eoni di tempo la stessa situazione di vuoto e di microparticelle in un non-luogo, dove il tempo e lo spazio sarebbero di nuovo annullati fino ad un nuovo ipotetico evento singolare. Quindi piuttosto che il ciclo big-bang/big-crunch, si potrebbe ipotizzare il ciclo big-bang/big-vacous.
Condividi:
Homo sum, Humani nihil a me alienum puto.

Jacopus

#6
CitazioneCom'è possibile che un soggetto umano possa pretendere di fare affermazioni scientifiche su un tempo in cui non esisteva ancora l'uomo, cioè quel soggetto con forme conoscitive specifiche attraverso le quali si relaziona al mondo?
Si chiama scienza e lo fa da qualche secolo, con riscontri niente male. Basti pensare come le scoperte paleontologiche (di tempi in cui non esisteva l'uomo) siano state confermate dalla genetica. Ci sono analisi come quella al radiocarbonio o come la misurazione della luce assoluta e variabile delle stelle che ci danno informazioni precise su fatti avvenuti quando noi non c'eravamo. La stessa curvatura del tempo ci permetterebbe di vedere cosa accadeva 10 milioni di anni fa su un pianeta lontano dieci milioni di anni luce (basterebbe avere telescopi superpotenti e non è escluso che ciò possa avvenire posizionando entro questo secolo dei telescopi ai confini del sistema solare.)

Direi che la filosofia, affinché possa dirsi davvero tale deve prendere atto anche della scienza, senza innalzarla a culto ma neppure relativizzarla per partito preso. Entrambe le posizioni non sono filosofiche.
Condividi:
Homo sum, Humani nihil a me alienum puto.

Koba

Citazione di: Jacopus il Oggi alle 08:26:53 AMSi chiama scienza e lo fa da qualche secolo, con riscontri niente male. Basti pensare come le scoperte paleontologiche (di tempi in cui non esisteva l'uomo) siano state confermate dalla genetica. Ci sono analisi come quella al radiocarbonio o come la misurazione della luce assoluta e variabile delle stelle che ci danno informazioni precise su fatti avvenuti quando noi non c'eravamo. La stessa curvatura del tempo ci permetterebbe di vedere cosa accadeva 10 milioni di anni fa su un pianeta lontano dieci milioni di anni luce (basterebbe avere telescopi superpotenti e non è escluso che ciò possa avvenire posizionando entro questo secolo dei telescopi ai confini del sistema solare.)

Direi che la filosofia, affinché possa dirsi davvero tale deve prendere atto anche della scienza, senza innalzarla a culto ma neppure relativizzarla per partito preso. Entrambe le posizioni non sono filosofiche.
La difesa o l'attacco alla scienza non c'entrano niente con il mio intervento.
Il disagio psicologico che esprime l'argomento ancestrale e tutto il ragionamento che ne segue è un po' più sottile e riguarda il conflitto che sorge nell'analizzare lo statuto dell'enunciato scientifico, non la sua verità.
Chi non ha mai veramente attraversato la "rivoluzione copernicana" di Kant e i suoi travagliati conflitti con idealismo e filosofia post-moderna, può tranquillamente starsene nel suo realismo ingenuo e pensare che ogni discorso filosofico sulla conoscenza scientifica sia riducibile ad attacco o difesa dogmatica.
Le cose sono un po' più complesse. 
Condividi:

Jacopus

Koba. Sei in grado di replicare senza fare
Reductio ad hominem? Sei in grado dall'alto della tua visione complessa a fronte della mia ingenuità infantile e stupida spiegare cosa intendi? E soprattutto sei in grado di rispettare le argomentazioni altrui senza scadere nel giudizio personale? Grazie.
Condividi:
Homo sum, Humani nihil a me alienum puto.

iano

#9
In un certo senso possiamo rilevare al presente ciò che è avvenuto milioni di anni fa, essendo l'evento  ancora in corso, perché le onde che giungono fino a noi di quell'evento sono parte.
A noi il compito di ricostruire l'evento a partire da una sua parte, cosa non così' difficile  come risalire alla proboscide partendo dalla coda dell'elefante , essendo che la parte pervade l'evento per intero, prendendosi tutto lo spazio e il tempo che ci vuole.

Per quanto riguarda invece la rivincita che il vuoto sembra essersi presa sul pieno , la cosa è spiegabile considerando che parliamo di termini che perderebbero di senso in mancanza del loro contrario, per cui il nulla non può essere da meno di qualcosa ...come volevasi dimostrare.
Condividi:
Lo stesso uomo non può bagnarsi due volte nello stesso fiume.

Koba

@Jacopus.
Certo che sono in grado di replicare. Non so perché la stai prendendo sul personale. Il mio intervento precedente introduceva una questione filosofica, una difficoltà generale che si vive quando si cerca di tenere insieme i contributi della scienza da una parte e la riflessione filosofica dall'altra.
Ti invito, senza alcuna animosita', a rileggere quello che ho scritto all'inizio. Non so, forse mi sono espresso male...
Realisti ingenui lo siamo tutti quando studiamo scienza. Lo sono io quando rileggo il mio amato manuale di biologia molecolare. Tuttavia la riflessione filosofica da Kant in poi ci spinge a problematizzare questo approccio naturale.
Condividi:

Discussioni simili (4)