Offro qui un commento inviato a un messaggio semipubblico di un professore di teologia sempre più in vena di improvvide pause, messaggio che egli dava in occasione della morte di J. Habermas avvenuta ieri, e che rappresenta una infausta consegna a dei nemici, non solo della fede cristiana anche dell'Occidente.
Nel dire cose preziose, la Scuola di Francoforte non pensava a chi potessero essere destinate senza essere strumento nelle mani del totalitarismo di sinistra. La "ragione comunicativa" era dunque canale preferenziale per la prassi di comunistizzazione forzata dell'Occidente; al contempo però metteva a nudo le tattiche dello stalinismo. Nel criticare, Habermas faceva ottime cose ma accettando tutto del suo pensiero ci si preparava alla dominazione del comunismo del Blocco Est. Da questa parte la stessa Scuola era invisa perché i suoi maestri svelavano troppe cose; infatti certi difetti nelle relazioni sociali occidentali lo stalinista voleva nasconderli nel tentativo di far marcire il tutto. Io trovai che Habermas era rigido fino ad insufficienza nella sua proposta verso il multiculturalismo: pensava a uno Stato monolitico e estraneo agli interventi etnici particolari, Stato che diventa come un palazzo senza finestre e con una porta troppo stretta. Il suo razionalismo risultava alieno alla vita etnica e sociale nel Blocco Ovest, dove vittoria comunista significava fine della libertà di vivere secondo giuste aspirazioni e legami con le cose. Che accanto a questo vi fosse anche sfruttamento è vero, e lo stalinista preferiva che terminasse tutto: sfruttati e sfruttatori e anche il resto esente, come se estendere una tragedia fosse giovevole. Coinvolgere le religioni significava rimproverarle, addebitandogli circostanze materiali in realtà non create da esse. Il giudizio, pregiudizio, era rimasto lo stesso alla base della contrarietà comunista, fatto di un'osservazione materialista parziale, come se l'industria occidentale fosse sorta in un idillio e come se in agricoltura non incombesse ancora la carestia, a volte c'era proprio. In entrambi i casi non c'era il sistema borghese che aveva spinto a creare le masse di operai ma il dover fronteggiare emergenze e bisogni. C'era sovrannumero, difficoltà permanenti, bisogno di fronteggiarle con tecnica e industria, senza poter istituire piani. Non c'era il complotto borghese. Il socialismo faceva bene ad occuparsi di lavoratori e divari; ma il marxismo, il post marxismo, l'ex marxismo non sono stati e non sono questo. Che aggiungere? Si deve accettare che il credente fosse sottratto ai propri saggi e filosofi dalla Scuola di Habermas, per sostenere la falsità che si stava liberando l'umanità con l'ateismo di Stato?? La genialità di questi comunisti non era forza piccola e salvifica, ma potere basato su illusioni di falsa indipendenza. Il regime comunista di cui la Scuola di Francoforte era segno e strumento troppo loquace per i suoi capi, aveva bisogno di sentirsi dire di "teonomia" (Tillich non Habermas) e stare zitto: tante illusioni atee meritano questo porto.
MAURO PASTORE
Non so chi abbia scritto questo delirio. Habermas Stalinista fa veramente ridere. Evidentemente chi ha scritto non lo ha mai letto o ha letto le versioni "Bignami". Habermas è stato un discepolo di Gadamer oltre che l'ultimo rappresentante della Scuola di Francoforte. Ma anche i "duri e puri" della scuola di Francoforte erano tutt'altro che marxisti osservanti. Basta leggere Dialettica dell'illuminismo per farsene un'idea.
Interessante l'invito finale a "stare zitti", un po come confessare il proprio stalinismo, predicando l'antistalinismo: "tutti gli animali sono Stalinisti ma alcuni animali sono più stalinisti degli altri" (è una translitterazione da Orwell).
Citazione di: Jacopus il 15 Marzo 2026, 19:20:29 PMNon so chi abbia scritto questo delirio. Habermas Stalinista fa veramente ridere. Evidentemente chi ha scritto non lo ha mai letto o ha letto le versioni "Bignami". Habermas è stato un discepolo di Gadamer oltre che l'ultimo rappresentante della Scuola di Francoforte. Ma anche i "duri e puri" della scuola di Francoforte erano tutt'altro che marxisti osservanti. Basta leggere Dialettica dell'illuminismo per farsene un'idea.
Interessante l'invito finale a "stare zitti", un po come confessare il proprio stalinismo, predicando l'antistalinismo: "tutti gli animali sono Stalinisti ma alcuni animali sono più stalinisti degli altri" (è una translitterazione da Orwell).
La scuola di Francoforte é riconosciuta come ispiratrice dei movimenti contestatori degli anni 60 70 del secolo scorso, ivi compresa la versione P38 degli stessi. Essa é alla base del pensiero di sinistra più estremo, e questo mi pare sia il punto espresso da PhyroSphera.
E' nello spirito stesso del pensiero di sinistra contestare anche I propri padri, per cui non c'é dubbio che essere "marxisti osservanti" non sia una sua propensione.
Per quanto posso aver capito di phyrosphera non mi sembra abbia definito Habermas uno "stalinista". Lui sottolinea l'opportunità che il suo pensiero fosse strumentale ad un disegno egemonico comunista che la Russia bolscevica ha sempre avuto, prima e dopo Stalin. Stalin d'altronde é stato rinnegato dallo stesso bolscevismo il giorno dopo la sua morte.
"Essa è alla base del pensiero estremista più estremo". Ma sei serio? Ma hai mai letto qualcosa della scuola di Francoforte? La differenza con i movimenti estremisti seri è che la scuola di F. non ha mai inneggiato alla rivoluzione armata. Ti sfido a trovare una sola frase in questo senso in tutte le opere di Adorno, Horkheimer, Marcuse, Benjamin, Fromm (tanto per citare i più famosi). La loro ricerca era molto più complessa e contestata sia a destra che a sinistra. Habermas poi è stato la versione edulcorata di quanto poteva esserci di rivoluzionario nella scuola di Francoforte. Ammetto tutto ma scrivere e pensare di avere pure ragione da ignoranti è proprio il segno di questi tempi irragionevoli.
Citazione di: Jacopus il 15 Marzo 2026, 19:20:29 PMNon so chi abbia scritto questo delirio. Habermas Stalinista fa veramente ridere. Evidentemente chi ha scritto non lo ha mai letto o ha letto le versioni "Bignami". Habermas è stato un discepolo di Gadamer oltre che l'ultimo rappresentante della Scuola di Francoforte. Ma anche i "duri e puri" della scuola di Francoforte erano tutt'altro che marxisti osservanti. Basta leggere Dialettica dell'illuminismo per farsene un'idea.
Interessante l'invito finale a "stare zitti", un po come confessare il proprio stalinismo, predicando l'antistalinismo: "tutti gli animali sono Stalinisti ma alcuni animali sono più stalinisti degli altri" (è una translitterazione da Orwell).
C'è il nome e cognome sotto a dire chi l'ha scritto, non è un delirio un'evidenza messavi
sotto il naso.
MAURO PASTORE
Citazione di: anthonyi il 16 Marzo 2026, 07:03:56 AMLa scuola di Francoforte é riconosciuta come ispiratrice dei movimenti contestatori degli anni 60 70 del secolo scorso, ivi compresa la versione P38 degli stessi. Essa é alla base del pensiero di sinistra più estremo, e questo mi pare sia il punto espresso da PhyroSphera.
E' nello spirito stesso del pensiero di sinistra contestare anche I propri padri, per cui non c'é dubbio che essere "marxisti osservanti" non sia una sua propensione.
Per quanto posso aver capito di phyrosphera non mi sembra abbia definito Habermas uno "stalinista". Lui sottolinea l'opportunità che il suo pensiero fosse strumentale ad un disegno egemonico comunista che la Russia bolscevica ha sempre avuto, prima e dopo Stalin. Stalin d'altronde é stato rinnegato dallo stesso bolscevismo il giorno dopo la sua morte.
Stalin e i bolscevichi erano due cose distinte. I bolscevichi stavano con Lenin, che fu estromesso; lo stalinismo usava tante espressioni mentre era animato da propositi contrari. Lo stalinismo era contro il bolscevismo, la stessa parola "stalin" era abusata dall'uomo che se l'era scelta per soprannome; ci fu orgoglio per Stalingrado e per tutti quelli che fecero qualcosa per l'idea corrispondente, non per il dittatore "Stalin".
MAURO PASTORE
Citazione di: Jacopus il 16 Marzo 2026, 08:57:05 AM"Essa è alla base del pensiero estremista più estremo". Ma sei serio? Ma hai mai letto qualcosa della scuola di Francoforte? La differenza con i movimenti estremisti seri è che la scuola di F. non ha mai inneggiato alla rivoluzione armata. Ti sfido a trovare una sola frase in questo senso in tutte le opere di Adorno, Horkheimer, Marcuse, Benjamin, Fromm (tanto per citare i più famosi). La loro ricerca era molto più complessa e contestata sia a destra che a sinistra. Habermas poi è stato la versione edulcorata di quanto poteva esserci di rivoluzionario nella scuola di Francoforte. Ammetto tutto ma scrivere e pensare di avere pure ragione da ignoranti è proprio il segno di questi tempi irragionevoli.
Una ghirlanda messa su una mucca fa effetto diverso che poggiata sul capo di una donna.
MAURO PASTORE
CitazioneC'è il nome e cognome sotto a dire chi l'ha scritto, non è un delirio un'evidenza messavi sotto il naso.
evidentemente o non sa leggere o è un manipolatore, se non è un delirio. Habermas nella sua opera più importante, teoria dell'agire comunicativo, crea un modello di trasformazione della realtà politica molto idealistico fondato sulla condivisione delle scelte politiche da parte di una comunità in grado di autopersuadersi sulla base di un confronto fondato sulla competenza cognitiva della comunità, che è esattamente il contrario di quanto predicato dalla teoria marxista, secondo la quale ci sono delle avanguardie che hanno "coscienza di classe" e si muovono con la violenza per affermare la dittatura del proletariato. Habermas in realtà è stato il cantore della politica socialdemocratica nord-europea, con tutti i limiti e i pregi di questa visione politica, con in più una erudizione fuori dal comune.
Inoltre fammi ripetere una considerazione, l'ultima frase che è un pseudoattacco allo stalinismo, non è altro che un metodo di discussione stalinista e genericamente totalitario (taci se non sei d'accordo con me), che è proprio il metodo contro cui ha sempre combattuto Habermas.
Citazione di: Jacopus il 16 Marzo 2026, 08:57:05 AM"Essa è alla base del pensiero estremista più estremo". Ma sei serio? Ma hai mai letto qualcosa della scuola di Francoforte? La differenza con i movimenti estremisti seri è che la scuola di F. non ha mai inneggiato alla rivoluzione armata. Ti sfido a trovare una sola frase in questo senso in tutte le opere di Adorno, Horkheimer, Marcuse, Benjamin, Fromm (tanto per citare i più famosi). La loro ricerca era molto più complessa e contestata sia a destra che a sinistra. Habermas poi è stato la versione edulcorata di quanto poteva esserci di rivoluzionario nella scuola di Francoforte. Ammetto tutto ma scrivere e pensare di avere pure ragione da ignoranti è proprio il segno di questi tempi irragionevoli.
Concordo con te Jacopus, trovo storicamente scorretto affermare che la Scuola di Francoforte sia stata "ispiratrice della P38", che aveva tutt'altre matrici.
Citazione di: Lou il 16 Marzo 2026, 10:59:51 AMConcordo con te Jacopus, trovo storicamente scorretto affermare che la Scuola di Francoforte sia stata "ispiratrice della P38", che aveva tutt'altre matrici.
Magari non Habermas, ma Marcuse, ad esempio, giustificava anche l'uso della violenza per i fini rivoluzionari. E al di là delle esplicitaz ioni, Anche le posizioni intellettuali non violente possono essere funzionali ad uno sviluppo di tale genere. La fucina dei terroristi in Italia é stata la facoltà di sociologia di Trento, dove la scuola di Francoforte era certamente il main stream.
Citazione di: anthonyi il 17 Marzo 2026, 01:52:05 AMMagari non Habermas, ma Marcuse, ad esempio, giustificava anche l'uso della violenza per i fini rivoluzionari. E al di là delle esplicitaz ioni, Anche le posizioni intellettuali non violente possono essere funzionali ad uno sviluppo di tale genere.
Beh certo, semplificandole, fraintendendole e distorcenodole vengono private della propria articolazione teorica da risultare funzionali ad azioni e fini non supportate da tali teorie ed totalmente estranei ad esse.
Marcuse prese le distanze dalle forme di terrorismo e non lo sostenne mai.
CitazioneLa fucina dei terroristi in Italia é stata la facoltà di sociologia di Trento, dove la scuola di Francoforte era certamente il main stream.
No. Semplificare in questo modo superficiale la complessità delle componenti che hanno animato il terrorismo sorto in quegli anni è storicamente scorretto e rischia di rappresentare proprio una falsificazione. Non è esistita
una fucina dei terroristi in Italia, l'articolazione è più complessa.
Però, se fai una ricerca, ti dà proprio la facoltà di sociologia di Trento come nucleo principale iniziale. Credo abbia ragione Anthony
Ho ripreso in mano un classico della scuola di F. : Marcuse, l'uomo a una dimensione".
Pagina 74, Einaudi, collana nuovo politecnico, ed. 1967.
"La fatale interdipendenza dei due soli sistemi "sovrani" del mondo contemporaneo (comunismo e capitalismo) esprime il fatto che il conflitto fra progresso e politica, tra l'uomo e i suoi padroni è divenuto totale. Quando il capitalismo affronta la sfida del comunismo, sfodera le proprie migliori capacità: sviluppo delle forze produttive, una volta posti sotto controllo gli interessi privati per il profitto che arrestano tale sviluppo. Quando il comunismo affronta la sfida del capitalismo, anche esso manifesta le migliori capacità: comodità, libertà, il fardello della vita reso più leggero. In entrambi i sistemi codeste capacità sono oggi distorte sino ad essere irriconoscibili ed in entrambi i casi la ragione è alla fine la medesima: la lotta contro una forma di vita che dissolverebbe le basi del dominio".
Qui la posizione di Marcuse è chiara quanto utopistica, ovvero sia il capitalismo che il comunismo sono le due facce di una stessa medaglia, tesa a replicare il dominio ingiusto dell'uomo sull'uomo".
Ho preso questo passo a titolo di esempio, ma tutto il percorso della scuola di F. è dilemmatico e spesso non risolve dialetticamente il dilemma o lo risolve utopisticamente (Marcuse), socialdemocraticamente (Habermas), o raccogliendo l'eredità cristiana in chiave laica (Benjamin).
Il discorso sull'università di Trento non c'entra un cappero.
Citazione di: Alexander il 17 Marzo 2026, 12:39:26 PMPerò, se fai una ricerca, ti dà proprio la facoltà di sociologia di Trento come nucleo principale iniziale. Credo abbia ragione Anthony
Che bell'intervento, testè ecco qua, chiediamolo all'internet:
"La Facoltà di Sociologia dell'Università di Trento è storicamente riconosciuta come uno dei principali centri di elaborazione teorica e di mobilitazione studentesca durante la contestazione del '68 in Italia, e ha avuto un ruolo significativo nella formazione di alcuni futuri esponenti del terrorismo di sinistra, in particolare delle Brigate Rosse.
Ecco alcuni punti chiave basati sul contesto storico:- Il contesto di Trento: Negli anni '60 e '70, Trento divenne un polo d'attrazione per studenti provenienti da tutta Italia, caratterizzato da un forte clima di contestazione extra-parlamentare.
- Formazione delle BR: Tra i fondatori delle Brigate Rosse, Renato Curcio e Margherita Cagol si formarono proprio alla Facoltà di Sociologia di Trento prima di trasferirsi a Milano.
- Influenza culturale: L'ambiente accademico trentino di quel periodo era fortemente permeato da teorie marxiste, critiche al capitalismo e, in parte, dalla Teoria Critica della Scuola di Francoforte (come Marcuse), che venivano rielaborate in chiave rivoluzionaria da una parte del movimento studentesco.
- Evoluzione verso la lotta armata: Da quell'ambiente, una componente radicalizzata passò dalla critica teorica alla "lotta armata" contro lo Stato, nel clima infuocato degli anni di piombo.
(https://encrypted-tbn2.gstatic.com/faviconV2?url=https://www.segnalo.it&client=AIM&size=128&type=FAVICON&fallback_opts=TYPE,SIZE,URL)Segnalo.it +5
È importante precisare che, sebbene Trento sia stata un "vivaio" intellettuale per la sinistra extra-parlamentare, il terrorismo in Italia fu un fenomeno complesso, sostenuto anche da altre matrici organizzative, sociali e sindacali sparse sul territorio nazionale."-----------------------I colori e le sottolineature sono mie.e questo il messaggio precedente di anthoniy e la mia risposta.CitazioneLa fucina dei terroristi in Italia é stata la facoltà di sociologia di Trento, dove la scuola di Francoforte era certamente il main stream.
No. Semplificare in questo modo superficiale la complessità delle componenti che hanno animato il terrorismo sorto in quegli anni è storicamente scorretto e rischia di rappresentare proprio una falsificazione. Non è esistita una fucina dei terroristi in Italia, l'articolazione è più complessa.
Citazione di: Lou il 17 Marzo 2026, 14:48:26 PMNo. Semplificare in questo modo superficiale la complessità delle componenti che hanno animato il terrorismo sorto in quegli anni è storicamente scorretto e rischia di rappresentare proprio una falsificazione. Non è esistita una fucina dei terroristi in Italia, l'articolazione è più complessa.
Colgo l'occasione per ribadire alcuni pensieri che di recente mi ''ossessionano''.
Ogni descrizione, nella sua necessaria semplificazione, è una ''falsificazione'' nella misura in cui ingenuamente la facciamo coincidere con la realtà.
Alla base di questa ingenuità penso ci sia una idolatria del verbo, che nella sua massima espressione è la costituente di quasi tutte le religioni, ma non meno sono soggetti ad essa rivoluzionari di ogni sorta.
La cosa mi ossessiona, perchè se da un lato la nostra filosofia guida le nostre azioni nel bene e nel male, per cui è bene averne coscienza , mi chiedo perchè dovremmo sovraccaricarla assumendo in toto quella dei filosofi, fino a individuare in essi i colpevoli delle nostre o altrui azioni?
Io i filosofi li leggo, ma quello che ne ricavo è una mia elaborazione personale, di cui mi ritengo del tutto responsabile, e non attribuirei mai ad essi le colpe delle mie o altrui azioni.
Detto ciò, siccome sono stato giovane anch'io, so bene come ci si lasci trascinare dai facili entusiasmi intellettuali, però devo anche dire che è stato sempre per me un deterrente il constatarne gli effetti nei miei coetanei, vedendoli così trasformati da non riconoscerli più, come ho potuto constare non trovandomi a Trento, ma dalla parte opposta della penisola.
Marcuse, Marx. Chi erano costoro?
Mai saputo.
Certe cose comunque si respiravano nell'aria.
Io manco ero nata allora. Quell'aria e quel fermento, in quel contesto storico, non l 'ho respirati.
Ho provato a studiare, nella vita.
Poi possiamo chiedere a internet, per carità.
E poi
@iano, quali "certe cose" si respiravano?
Citazione di: Lou il 17 Marzo 2026, 16:42:15 PMIo manco ero nata allora. Quell'aria e quel fermento, in quel contesto storico, non l 'ho respirati.
Ho provato a studiare, nella vita.
Poi possiamo chiedere a internet, per carità.
E poi @iano, quali "certe cose" si respiravano?
In effetti il mio riferimento è molto generico.
Il nostro pensiero influenza le nostre azioni, e quelle azioni diventano un contesto vitale che tutti possono ''respirare'', e che solo col senno di poi puoi in seguito razionalizzare.
Però ci sono un paio di episodi che posso raccontare.
Un ragazzo, che si diceva conoscesse Marx a memoria, faceva propaganda fuori dal liceo, e che passando lo sfanculavo sistematicamente, e il cui sguardo di odio in risposta non posso dimenticare.
Trovandomi poi senza volere dentro una facoltà occupata, avendo manifestato il mio dissenso e volendo uscire fuori, sono stato minacciato di sequestro, e rilasciato solo quando hanno capito che non avevo nessuna paura di loro.
A questi avvenimenti poi ho dato un significato col senno di poi, inquadrandoli dentro ai cosiddetti anni di piombo, della cui pesantezza non mi rendevo allora conto.
Io semplicemente protestavo contro una scuola che i miei genitori avevano fatto sacrifici per farmi seguire, ma che non corrispondeva per nulla alle aspirazioni al sapere che avevano spinto i miei genitori, per me, non avendole potute realizzare loro.
Mi sentivo tradito. Io volevo il sapere, ma loro, se mi accontentavo, mi avrebbero dato un buon vuoto, ma di quel voto io non sapevo che farmene.
Quella scuola ti insegnava solo ad abbassare la testa in cambio di un promesso tornaconto, e il risultato è questa Italia qua.
Dunque chi è Marcuse?
Io non lo so. Il mio professore di filosofia si leggeva il giornale in classe.
Citazione di: Jacopus il 16 Marzo 2026, 10:04:34 AMevidentemente o non sa leggere o è un manipolatore, se non è un delirio. Habermas nella sua opera più importante, teoria dell'agire comunicativo, crea un modello di trasformazione della realtà politica molto idealistico fondato sulla condivisione delle scelte politiche da parte di una comunità in grado di autopersuadersi sulla base di un confronto fondato sulla competenza cognitiva della comunità, che è esattamente il contrario di quanto predicato dalla teoria marxista, secondo la quale ci sono delle avanguardie che hanno "coscienza di classe" e si muovono con la violenza per affermare la dittatura del proletariato. Habermas in realtà è stato il cantore della politica socialdemocratica nord-europea, con tutti i limiti e i pregi di questa visione politica, con in più una erudizione fuori dal comune.
Inoltre fammi ripetere una considerazione, l'ultima frase che è un pseudoattacco allo stalinismo, non è altro che un metodo di discussione stalinista e genericamente totalitario (taci se non sei d'accordo con me), che è proprio il metodo contro cui ha sempre combattuto Habermas.
Tu dici di delirio ma non hai proprio voluto prestare la dovuta attenzione a quanto da me scritto. E' delittuoso agitare il fantasma della follia solo perché emotivamente ci si sente smentiti e intellettualmente si decide di distrarsi, e questo è quello che tu hai fatto.
Ho provato a dirtelo anche con detto di montagna:
Una ghirlanda messa su una mucca fa effetto diverso che poggiata sul capo di una donna. L'insegnamento di una scuola va valutato anche quanto ad opportunità e modi: per come espresso e inserito in società, il lavoro della Scuola di Francoforte era uno strumento nelle mani del regime stalinista. Uno strumento che non funzionava del tutto, ma non altro. Perciò dicevo: una ghirlanda non fa effetto uguale, se messa su una mucca o su una donna.
La socialdemocrazia in quel periodo era usata dal comunismo estremo; la stessa critica a Marx, inserendo "l'argomento Marx" all'ordine del giorno, sottoponeva la cultura al verbo marxiano, corrosivo se non distruttivo.
N.B.
Quanto al comando che mi hai dato, di stare zitto, ti ho segnalato al sito.
MAURO PASTORE
Egregio Phirosphera, a questo punto delle due l'una: o sei un troll o hai qualche problema: " il taci se non sei d'accordo con me" è una citazione dal primo intervento che riportava quella frase. Ma non ho fatto alcuna segnalazione ai moderatori ( tra l'altro lo dovresti segnalare a me). Sul resto non intervengo. È una discussione sterile da parte di chi non conosce neppure ciò di cui sta parlando.
Citazione di: Jacopus il 21 Marzo 2026, 08:57:45 AMEgregio Phirosphera, a questo punto delle due l'una: o sei un troll o hai qualche problema: " il taci se non sei d'accordo con me" è una citazione dal primo intervento che riportava quella frase. Ma non ho fatto alcuna segnalazione ai moderatori ( tra l'altro lo dovresti segnalare a me). Sul resto non intervengo. È una discussione sterile da parte di chi non conosce neppure ciò di cui sta parlando.
Ti dai al sillogismo? Tu vedi o "troll" o problemi perché hai una visione falsa e limitata della Guerra Fredda e della dittatura comunista del Blocco Est. Non pensi che ami avere le traveggole? Filosofare significa avere orizzonti di pensiero aperti, anche solo minimamente; tu non li hai, sei chiuso in un falso dogma. Discutere filosoficamente significa anche applicare un vaglio, non lo si può irrigidendosi in persuasioni indebite.
MAURO PASTORE
Stesso professore ha fatto apparire questo articolo pubblico (mese di aprile):
https://www.facebook.com/FulvioFerrarioFVT/posts/pfbid0bFWy9CmA3Kk9hC3tnX4mPjwuke4GG9HQkEHJNjVgVsojawkummgmF39GkARNNPQsl
Io non trovo che l'operato di J. Habermas sia una salvezza per l'eredità dell'Illuminismo. Questa eredità fu travisata dal marxismo che era rimasto a premessa della Scuola di Francoforte. Quindi l'articolo presenta una versione superficiale del pensiero di Habermas, senza individuarne le basi, che sono inaccettabili per la cristianità e senza avvedersi che esso non contiene una vera visione pluralista della realtà sociale. A pesare era l'ottica comunista, conferita secondo un orizzonte totalitario, entro cui la critica e le proposte di Habermas avevano il proprio senso.
Analogia (per fare prima):
Se uno pone il formaggio sulla pasta al sugo, è una cosa diversa che metterlo sulle melanzane fritte.
Se uno traspone i risultati delle riflessioni di Habermas in altro contesto, ha operato un rifacimento, non ha fatto una applicazione.
La storia vuole giustizia, per tutte le tragedie create dall'intolleranza atea comunista.
Chiamare gli esponenti religiosi a esprimersi nelle condizioni pubbliche ricercate con la Scuoila di Francoforte, significa portarli a processo secondo i giudizi antireligiosi di Marx, che avevano un senso per una coincidenza limitata ma in quanto espressioni di dissenso mal concdepito e mal formulato. Habermas pensava a uno Stato con un pensiero unico, di fronte al quale le religioni finivano col doversi omologare e dietro cui incombeva la dittatura.
MAURO PASTORE