Citazione di: Koba il 29 Marzo 2026, 18:16:40 PMNon ne ho idea...Dovrebbe essere capace di incorporare il tempo, non solo subirlo o accumularlo, per storicizzarsi. Dovrebbe essere costituita dal tempo, come noi. Se vuoi naturalizzarla. La temporalità è il limite (e grandezza).
Però così come la conoscenza va vista come "prolungamento" del nostro corpo, così come l'uomo va fino in fondo naturalizzato – se si vuole seguire la lezione di Nietzsche – così per la macchina, se le si vuole far fare qualcosa di più interessante rispetto alla pura simulazione, va pensato qualcosa che possa essere per lei un'esperienza conoscitiva, cioè di interazione con il proprio ambiente. L'uomo comprende, altre forme viventi agiscono per istinto, il cristallo si espande.
E la macchina?
Citazione di: Koba il 29 Marzo 2026, 17:26:45 PMPensiamo al sapere umano non come a un archivio ordinato, ma come a una nebulosa: un campo diffuso di relazioni, simboli, concetti, in cui alcune regioni sono dense, cariche di connessioni, mentre altre si diradano fino quasi a svanire.Non ne hai idea, però qualunque tentativo è da lodare, per quanto mi pare che partiamo col piede sbagliato, cercando di percorrere oltretutto una strada già molto battuta, e che non direi abbia dato finora risultati, per quanto, mai dire mai.
Citazione di: Lou il 29 Marzo 2026, 17:55:17 PM@Koba
Suggestivo, e come si fa tutto questo? Al di là della metafora immaginifica, questo salto (operativo intendo) è fattibile?
Citazione di: PhyroSphera il 27 Marzo 2026, 02:35:05 AMHo incluso tutto questo apparente sproloquio per dire che applicare la matematica e la scienza, quale primo elemento, all'etica e poi alla decisione - anche politica - può essere la fine di onestà, civiltà e istituzione politiche (non solo di una libera e felice circolazione stradale).Forse devo spiegarmi e precisare meglio, per il prosieguo della discussione.
Citazione di: Koba il 29 Marzo 2026, 09:32:42 AMNon sono sicuro di avere capito in quale direzione sta andando questa discussione...Durante il sogno non ho la sensazione di una mancanza totale di coscienza, ma che si allenti piuttosto la funzione di controllo che essa esercita, o comunque immagino esistano diverse fasi del sogno con diversi stati di coscienza e/o diverse capacità di controllo.
Forse dopo esserci soffermati sul funzionamento delle IA, la domanda è stata: siamo sicuri che abbia senso insistere sul fatto che l'IA non capisce ciò che dice perché non è cosciente? Quando noi sogniamo, quindi in uno stato di interruzione della coscienza, forse non produciamo significati? E non è forse proprio per questo che i nostri sogni sono così importanti?
Naturalmente anche questa volta ho discusso animatamente con ChatGPT.
Partendo dal problema generale: cosa significa conoscere un oggetto? Individuare attributi che appartengono a quella cosa davanti a me e che ne definiscono la sua identità e la possibilità di catalogarlo? Poi mettendo in discussione questo approccio sostanzialistico attraverso gli studi di Cassirer su forma vs sostanza così da arrivare... ecc. [sotto, la sintesi del dibattito].
Citazione di: Koba il 29 Marzo 2026, 09:32:42 AMSi potrebbe allora tentare una distinzione più cauta: non tra vero e falso significato, ma tra significato incarnato e significato relazionale. Il primo è situato, legato a un corpo, a una temporalità, a una esposizione al mondo. Il secondo è una pura funzione di posizione in una rete simbolica. L'umano conosce entrambi; la macchina, per ora, sembra abitare solo il secondo.Si dovrebbe arrivare a capire che Esso, ovvero il concetto elaborato dal teolismo per intendere precisamente la macchina cosmica che fa ciecamente funzionare tutta la realtà pur essendo nonpersona ma pura intelligenza combinatoria operante dentro reti che possono talora anche arrivare a farsi simboliche ci consente di arrivare a capire che non occorrerà (per usare le tue stesse chiare parole) vincolare a un corpo, a una temporalità e ad una esposizione al mondo, una futura nuova supermacchina intelligente e performante. Il teolismo suggerisce opportunamente che le macchine superintelligenti del futuro siano lasciate nel loro stato nonpersonale attuale, ovvero siano lasciate simili ad Esso. Esse potranno divenire estremamente performanti senza alcuna necessità di conferir loro alcun processo di coscientizzazione. Il mondo simbolico resterà più al sicuro se resterà custodito soltanto tra di noi umani.