La pubblicità come anima del commercio o come sua tomba?

Aperto da Aspirante Filosofo58, 16 Gennaio 2026, 10:17:38 AM

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Aspirante Filosofo58

Buongiorno a tutti! Prima di acquistare un bene o un servizio di qualsivoglia natura o costo, io mi chiedo due cose: 
  • Mi serve veramente?
  • Ho i soldi necessari per acquistarlo (considerate anche le altre spese e le entrate eventuali)?

Se la risposta a entrambe le domande è "sì", allora procedo con l'acquisto. Diversamente non c'è verso di farmi acquistare ciò che non mi interessa e/o non posso permettermi. Quindi giudico ogni forma di pubblicità (dalle interruzioni di film, concerti, ma anche telegiornali in tv) una forma di violenza inaudita. Per non parlare delle telefonate e delle e-mail che arrivano praticamente sempre: blocco i numeri ed elimino le e-mail prima, senza farle passare prima dal cestino. In pratica: della pubblicità che sono costretto a sopportare in tv, fino ad ora non mi è ancora capitato di acquistare nulla. Perciò è inutile. Idem per le telefonate. Capisco che certe persone debbano lavorare e guadagnarsi la classica pagnotta, tuttavia anch'io ho il diritto di non essere disturbato. In passato mi hanno fatto quasi pena quelle poverette che, nel tentativo di convincermi ad acquistare ciò che vendeva chi le pagava (forse miseramente), e spesso le bloccavo, appena iniziavano a spiegarmi dalla A alla Z ciò che era stato loro insegnato, perché non ero interessato e mi pareva che stessimo perdendo tempo in due. Quindi, qualcuna di loro ha provato a chiedermi di lasciarla parlare e io, dopo aver comunque fatto presente che non ero interessato a quel prodotto o servizio, la lasciavo parlare. Però poi confermavo la mia decisione iniziale. Ebbene, più di una volta queste persone (quasi sempre donne) hanno riagganciato, forse sconsolate, senza ribattere, ringraziare o salutare! 
Veramente è questa la società del futuro? Una società in cui viene uno stipendio, prima di tutto? 
Voi che esperienze avete in tal senso? Ne vogliamo parlare? Grazie.
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La teoria della reincarnazione mi ha dato e mi dà risposte che altre teorie, fedi o religioni non possono, non sanno o non vogliono darmi. Grazie alle risposte ottenute dalla reincarnazione oggi sono sereno e sono sulla mia strada che porterà a casa mia!

anthonyi

Ciao Aspirante, siamo nella società dei consumi e questo comporta il disturbo di un po' di pubblicità che a me non dispiace. 
Oltretutto la tecnologia ci offre tanti modi per tenerla sotto controllo. Io ad esempio ho notato una cosa, ho due numeri telefonici a disposizione, ma le telefonate rompiscatole arrivano solo su uno dei due, cioè quello al quale sono collegati alcuni social e up di attività commerciali. 
Poi considera che spesso le pubblicità sono collegate all'usu fruizione di servizi internet, chi non le vuole paga un abbonamento per il servizio e si evita il disturbo della pubblicità.
Per me la pubblicità va bene, la trovo come un segno di vitalità sociale, anche se nello specifico campagne pubblicitarie fatte male disturbano. In particolare adesso mi sta dando fastidio la campagna di TEMU, io ci ho fatto degli acquisti e devo dire prezzi buoni e roba buona, però sono troppo ossessivi, la Gmail da un po é piena solo delle loro e mail di offerte speciali, e poi quando ti trovi la loro pubblicità é difficilissimo uscirne.
Ti saluto. 
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Meglio morire liberi che vivere da schiavi! 🤗

Lou

La pubblicità come anima del commercio o come sua tomba?

Dipende da diversi fattori.

Una pubblicità eccessivamente invadente, ingannevole, che tradisce le aspettative e la fiducia dei consumatori non aiuta la commercializzazione di un bene e può risultare deleteria per la commercializzazione dello stesso allontanando i potenziali clienti e non riuscendo a fidelizzare quelli acquisiti. Anche pubblicità brutte, non ben pensate e malfatte a livello comunicativo possono rendere antipatico al target di riferimento un marchio/un prodotto/un servizio con ricadute sulle vendite dell'azienda e declino della sua commercializzazione.

Tuttavia, pur se il successo del commercio non si esaurisce con e nella comunicazione pubblicitaria, è comunque essenziale rendere visibile ciò che si vende e la pubblicità è in grado di amplificare enormemente questa visibilità, in questo senso è una componente del marketing essenziale per raggiungere i consumatori.

Detto assai sinteticamente.
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"La verità è brutta. Noi abbiamo l'arte per non perire a causa della verità." F. Nietzsche

fabriba

La pubblicità come anima del commercio o come sua tomba?

Questo tema mi affascina, direi che il marketing tutto ha questa doppia natura.

Da una parte il marketing è il male del mondo: lo scopo del marketing è vendere di più, ovvero vendere a chi -nella migliore delle ipotesi- non sapeva di avere un bisogno, nella peggiore a chi non aveva un bisogno. In questo senso il marketing è spreco totale: chi lavora al marketing non aggiunge valore per il cliente, non produce nulla di utile, è solo un costo aggiuntivo che si paga con l'acquisto del bene (che non si voleva comprare).

Dall'altra parte il marketing è il bene del mondo, e l'anima del nostro sistema economico: creare bisogni che non c'erano è -abbastanza letteralmente- quello che rende il capitalismo un modello di sviluppo così efficace: le persone comprano beni che magari non necessitavano realmente, ma così facendo stimolano lo sviluppo (il cosiddetto R&D) e quindi contibuiscono a far progredire il mondo.
Dici: ma come... compro le patatine in pacchetto e contribuisco a migliorare il mondo? Si, perché a un certo punto al produttore verrà in mente che migliorerà i suoi margini se ottimizza i costi della produzione dell'alluminio per il pacchetto, e quindi produrremo alluminio in modo più economico da lì in avanti -per dire.

Quindi boh.... sul lato personale -come molti o tutti- non amo che mi si venda ciò di cui non ho bisogno, e mi illudo -come molti o tutti- di essere refrattario al marketing e di comprare solo quello di cui ho veramente bisogno!
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Aspirante Filosofo58

Capisco che vi sia chi campa grazie ad essa, ma spesso mi imbatto in spot che non mi invitano affatto ad acquistare il prodotto che reclamizzano. Per esempio: gli spot che invitano a "correre" nel tal negozio (e io credo di non essere l'unico ad avere difficoltà a camminare, figuriamoci a correre); poi ci sono quelli che col tal prodotto ti capitano effetti speciali (si fa per dire), per i quali inorridisci, o altri che mostrano ragazzi innamorati di certe merendine al punto tale da perdere il treno; poi c'è quella che ti fa fare tanta plin plin (chi ha problemi di prostata vorrebbe poter dormire otto ore di seguito senza mai svegliarsi), ecc... ecc... Insomma l'elenco di insulsaggini è abbastanza lungo e di certo non mi invoglia a comprare certi prodotti: forse perché ho 67 anni  e sono in pensione, oppure perché provengo da una famiglia di operai, con un padre (deceduto nel  2012) e una madre (ancora vivente), per i quali è meglio avere un gruzzolo da parte per le esigenze primarie, anziché spendere soldi in ciò che non serve. Quindi ho imparato a fare l'Ulisse della situazione, e riesco a resistere al canto delle sirene della pubblicità. Forse.... E pensare che negli anni '80 del secolo scorso tra i miei hobby c'era la radio privata: d.j., ma anche addetto alla pubblicità: dalla ricerca di sponsor, alla creazione degli spot, sia con la mia voce che con quella di altri...  :D :D :D  
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Lou

Citazione di: fabriba il 16 Gennaio 2026, 22:43:56 PMLa pubblicità come anima del commercio o come sua tomba?

Questo tema mi affascina, direi che il marketing tutto ha questa doppia natura.

Da una parte il marketing è il male del mondo: lo scopo del marketing è vendere di più, ovvero vendere a chi -nella migliore delle ipotesi- non sapeva di avere un bisogno, nella peggiore a chi non aveva un bisogno. In questo senso il marketing è spreco totale: chi lavora al marketing non aggiunge valore per il cliente, non produce nulla di utile, è solo un costo aggiuntivo che si paga con l'acquisto del bene (che non si voleva comprare).
Premetto che marketing e pubblicità non sono sinonimi, la seconda è una componente e uno strumento importantissimo del marketing il quale, però,  si compone di molteplici attività tra cui quella pubblicitaria, annoverabile tra le svariate attività comunicative di cui il primo si occupa. (eh che in qualche modo si ha da comunicare al mercato dell'esistenza di un bene/servizio, giusto per informarne che c'è neh ??? )

Detto questo non sono in accordo con quanto quotato, o meglio mi pare una visione un po' imprecisa e semplicistica.
Il marketing, al contrario di quanto scrivi, aggiunge valore sia al cliente, in termini di soddisfazione, fiducia, sia al bene/servizio ( e all'azienda/brand ovviamente) principalmente in termini di valore percepito e valore emotivo, aspetti appunto che si riflettono nella soddisfazione di cui prima. . Certo le qualità "oggettive" del bene/servizio acquistato, non cambiano, ma il suo valore per te, a livello "soggettivo", ma anche a un livello "intersoggettivo", sì.

E, per inciso, uno degli obiettivi fondamentali di chi si occupa di marketing è riuscire ad aggiungere quel valore aggiunto. Per quello sono pagati, se no vanno a casa.
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Claudia K

 In  riferimento al titolo : mai pensato che la pubblicità possa essere la tomba del commercio, nè vedo come potrebbe esserlo anche solo teoricamente; nel senso che, se e quando un prodotto o servizio funziona male, il suo "autodistruggersi" dipende dalla scarsa qualità de prodotto o servizio, e non dalla pubblicità di cui abbia inteso beneficiare.

Per il resto, da semplice consumatrice, trovo che il fastidio degi spot sia ampiamente compensato dal loro valore "informativo", e a titolo personale ci sono svariati prodotti o servizi di cui non beneficerei se non fossi stata informata dalla pubblicità della loro esistenza (esempio integratori o farmaci da banco che trovo ottimi e di cui non avrei saputo l'esistenza).
Per la stessa ragione mi danno molto fastidio soltanto le pubblicità che usano un linguaggio surreale e/o di nicchia, ossia quelle che non spiegano nulla del prodotto/servizio e semplicemente ammiccano per via suggestiva ad un target molto preciso. Queste mi infastidiscono sempre e comunque, fino a rendermi molto antipatico il prodotto, perchè mi provocano un senso di esclusione se non appartengo a quel target, ma mi fanno sentire trattata da stupida se appartengo a quel target.
Un esempio da manuale potrebbe essere quello dello storico spot Piaggio che recitava "chi vespa mangia le mele" .
Io ero ragazzina e non poteva ancora interessarmi l'articolo, ma ricordo quella pubblicità perchè mi urtava la cripticità dello slogan. Tuttora resto convinta che l'allusione biblica al "mangiare la mela" come simbolo di trasgressione sia arrivato ad una percentuale irrisoria della popolazione, e che - in quei tempi che inneggiavano alla trasgressione ma anche al non sense e all'astrattismo in arte - l'effetto prevalente dello spot sia stato proprio quello della suggestione di appartenenza ad una autoritenuta elite che "capisce"... anche ciò in cui non c'è nulla da capire.


Citazione di: Aspirante Filosofo58 il 16 Gennaio 2026, 10:17:38 AMgiudico ogni forma di pubblicità (dalle interruzioni di film, concerti, ma anche telegiornali in tv) una forma di violenza inaudita.

Oggetivamente, però, ci sono differenze enormi tra le pubblicità su TV, radio, e giornali/riviste da un lato e il telemarketing dall'altro.
Le prime, volendo sottilizzare, stanno in realtà contribuendo a pagare i contenuti in palinsesto di cui benefici.
Il secondo invece, anche dal mio punto di vista, è letteralmente odioso, dal momento che invade inautorizzatamente  il tuo privato nei momenti più disparati (non di rado all'ora dei pasti) e viene impunemente a "spezzare" ogni tua attività (eventuale riposo incluso) e procurando soltanto fastidio. E neanche a dire dell'effetto che fa quando sei in attesa di telefonate importanti (di famiglia, di lavoro, di salute, ecc.).
E mi spiace parecchio constatare che, malgrado il moltiplicarsi di normative che dovrebbero almeno limitare il problema, questo resta sostanzialmente invariato nella sua odiosa incombenza.
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Aspirante Filosofo58

Citazione di: Claudia K il Oggi alle 11:06:31 AM...... Oggettivamente, però, ci sono differenze enormi tra le pubblicità su TV, radio, e giornali/riviste da un lato e il telemarketing dall'altro.
Le prime, volendo sottilizzare, stanno in realtà contribuendo a pagare i contenuti in palinsesto di cui benefici.
Il secondo invece, anche dal mio punto di vista, è letteralmente odioso, dal momento che invade inautorizzatamente  il tuo privato nei momenti più disparati (non di rado all'ora dei pasti) e viene impunemente a "spezzare" ogni tua attività (eventuale riposo incluso) e procurando soltanto fastidio. E neanche a dire dell'effetto che fa quando sei in attesa di telefonate importanti (di famiglia, di lavoro, di salute, ecc.).
E mi spiace parecchio constatare che, malgrado il moltiplicarsi di normative che dovrebbero almeno limitare il problema, questo resta sostanzialmente invariato nella sua odiosa incombenza.
Grazie. Io mi riferivo alle interruzioni pubblicitarie in tv. Mi dà moto fastidio il contrasto tra un film serio  (per esempio sui campi di concentramento nazisti) e le interruzioni pubblicitarie tra l'allegro e lo scanzonato. Per non parlare della pubblicità di lassativi, e assorbenti intimi all'ora di pranzo.... ??? ??? ???
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La teoria della reincarnazione mi ha dato e mi dà risposte che altre teorie, fedi o religioni non possono, non sanno o non vogliono darmi. Grazie alle risposte ottenute dalla reincarnazione oggi sono sereno e sono sulla mia strada che porterà a casa mia!

Lou

Citazione di: Claudia K il Oggi alle 11:06:31 AMIo ero ragazzina e non poteva ancora interessarmi l'articolo, ma ricordo quella pubblicità perchè mi urtava la cripticità dello slogan. Tuttora resto convinta che l'allusione biblica al "mangiare la mela" come simbolo di trasgressione sia arrivato ad una percentuale irrisoria della popolazione
En passant, magari per quel brand, ma dovrei documentarmi, tuttavia, una mela morsicata, anche e certo trasgressione, ma  tentazione, non permesso , proibitivo (azzarola dato il prezzo da pagare😭😭😭),vai a sapere, Newton, scienza, innovazione, gusto personale del creatore, polivalenza della semantica mela, si sfiorano diverse "mitologie". 👾

Un brand che ha raggiunto una vastità grandiosa di popolazione ( 2,2 miliardi circa di dispositivi attivi)  e porta quel logo: una mela morsicata. 😅
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