Chiediamolo all'Intelligenza Artificiale

Aperto da Luther Blissett, 14 Febbraio 2026, 21:10:02 PM

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PhyroSphera

Citazione di: Aspirante Filosofo58 il 22 Marzo 2026, 07:56:27 AMGiusto per fare un esempio: da tempo passa in tv la pubblicità della Fiat 500 ibrida e ieri sera ho notato un particolare che mi pareva strano: il cambio manuale. Le auto ibride che conosco hanno il cambio automatico (a più rapporti) o variomatic, ma non ne ho mai viste col cambio manuale. Ecco il sito dell'auto in questione: https://www.fiat.it/omni/configuratore/#/customize?color=CL-237&interior=IN-041&wheels=8-431&commercialModelCode=3020H&mvss=00302D140000&optionals=C-56U&sidebarStep=configuration_tab&vehicleType=VP&wcwTyres=false&userType=B2C quanto tempo ci impiegherei a trovare la risposta alla mia domanda?
Invece ho chiesto all'IA che in pochi secondi mi ha risposto positivamente, anche se solamente sulle auto mild ibride.

Impara a usare i motori di ricerca e vedi che trovi i risultati certi senza dover rifare la ricerca dopo per accertartene. Trova sistemi di vera intelligenza artificiale.

MAURO PASTORE
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Aspirante Filosofo58

Citazione di: PhyroSphera il 22 Marzo 2026, 08:28:49 AMImpara a usare i motori di ricerca e vedi che trovi i risultati certi senza dover rifare la ricerca dopo per accertartene. Trova sistemi di vera intelligenza artificiale.

MAURO PASTORE
In realtà io non faccio duplicati di ricerca. Non mi sembra di aver mai scritto ciò. Semmai ho scritto che confronto le risposte dell'IA con quelle già in mio possesso: libri e altro materiale cartaceo che, nel corso degli anni ho avuto modo di acquistare o di prendere in prestito dal sistema bibliotecario di cui fa parte la biblioteca del mio Paese. 
Comunque, slogan a parte, quali sarebbero i motori di ricerca da utilizzare? ;) Grazie. 
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La teoria della reincarnazione mi ha dato e mi dà risposte che altre teorie, fedi o religioni non possono, non sanno o non vogliono darmi. Grazie alle risposte ottenute dalla reincarnazione oggi sono sereno e sono sulla mia strada che porterà a casa mia!

Aspirante Filosofo58

Relativamente alla Fiat 500 ibrida, ecco il testo della mia domanda e della risposta che mi ha dato l'IA: Domanda: Buona sera, un'auto ibrida può avere il cambio manuale?
Risposta: Sì, un'auto ibrida può avere il cambio manuale, anche se è una configurazione meno comune rispetto al cambio automatico. 
La disponibilità di questa opzione dipende quasi interamente dal tipo di sistema ibrido installato sul veicolo:
1. Mild Hybrid (MHEV)
È la categoria dove il cambio manuale è più diffuso. In questi modelli, il motore elettrico è di piccole dimensioni e funge solo da supporto al motore termico. 
 
  • Modelli comuni: Molte utilitarie e city car utilizzano questa soluzione per mantenere bassi i costi e il peso. Esempi includono la Fiat 500 Ibrida e la Suzuki Swift Hybrid.
  • Funzionamento: La guida è identica a quella di un'auto tradizionale con frizione e leva del cambio, ma il sistema recupera energia in frenata e assiste nelle ripartenze. 
 
2. Full Hybrid (HEV) e Plug-in Hybrid (PHEV)
In queste categorie il cambio manuale è estremamente raro
  • Perché sono quasi tutte automatiche: Questi sistemi devono coordinare costantemente l'accensione e lo spegnimento di due motori diversi. Un cambio automatico (o sistemi a variazione continua come l'e-CVT di Toyota) gestisce questa transizione in modo fluido, cosa che sarebbe difficile e meno efficiente da affidare alla gestione manuale del conducente.
  • Eccezioni storiche e future: Un esempio celebre del passato è la Honda CR-Z, una delle poche Full Hybrid nate con il cambio manuale per enfatizzare la sportività. Recentemente, Toyota ha depositato brevetti per introdurre un cambio manuale simulato anche su modelli elettrificati ad alte prestazioni. 
 
Vantaggi e Svantaggi
  • Pro: Maggiore coinvolgimento nella guida ("piacere di guida") e costi di acquisto e manutenzione generalmente inferiori rispetto ai sistemi automatici complessi.
  • Contro: Minore efficienza complessiva nel risparmio di carburante e minor comfort nel traffico cittadino (stop-and-go). 
 
 
Ps: ci ho messo di più io a copiare il testo, a incollarlo su un documento word, a togliere tutti i loghi pubblicitari, a copiare nuovamente il testo e a incollarlo qui sopra, che l'IA a rispondermi. 
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La teoria della reincarnazione mi ha dato e mi dà risposte che altre teorie, fedi o religioni non possono, non sanno o non vogliono darmi. Grazie alle risposte ottenute dalla reincarnazione oggi sono sereno e sono sulla mia strada che porterà a casa mia!

Aspirante Filosofo58

Citazione di: PhyroSphera il 22 Marzo 2026, 08:21:41 AMSe tu fai cose sbagliate è più di un rischio, sei già nei guai.

MAURO PASTORE
Quali domande potrei fare e quali non s'hanno da fare? Così... giusto per saperlo. Ammesso di sbagliare a fare domande in quali guai potrei trovarmi? Grazie.  ;)
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La teoria della reincarnazione mi ha dato e mi dà risposte che altre teorie, fedi o religioni non possono, non sanno o non vogliono darmi. Grazie alle risposte ottenute dalla reincarnazione oggi sono sereno e sono sulla mia strada che porterà a casa mia!

iano

#94
Citazione di: Aspirante Filosofo58 il 22 Marzo 2026, 15:36:57 PMQuali domande potrei fare e quali non s'hanno da fare? Così... giusto per saperlo. Ammesso di sbagliare a fare domande in quali guai potrei trovarmi? Grazie.  ;)
Il vero problema è che il sapere di starci mettendo nei guai non sempre ce li fa evitare, spinti da motivazioni ancor più pressanti della prudenza. :)
Nel nostro caso poi sappiamo solo che ci stiamo mettendo nei guai, ma non sappiamo ancora quali, sebbene in questa discussione viene fuori che ci siano già delle risultanze, per cui abbiamo argomenti per non lanciare allarmi dal carattere puramente emotivo.
L'AI, in quanto nuova tecnologia , farà le sue vittime, e la vera novità è che non abbiamo ancora avuto il tempo di prendere coscienza dei guai in cui ci hanno messo le precedenti , che ne dovremo affrontare di nuovi, visto il ritmo incalzante con il quale ormai queste si succedono.
La cosa incredibile è che scopiazzando gli schemi neuronali, per vedere l'effetto che fa, si sono ottenuti risultati cui nessuno davvero credeva, tanto che forse per la prima volta nella nostra storia gli scienziati condividono quegli allarmismi che  prima riguardavano solo i non addetti ai lavori...ed ecco l'effetto che ha fatto.
Questo significa che gli scienziati sanno dell'intelligenza artificiale tanto quanto ne sanno della nostra, cioè ben poco, e in questi termini mi appare paradossale che di  cose che possono essere accomunate nella nostra ignoranza, temiamo la nuova senza aver mai temuto la vecchia, perchè se la prima cosa è comprensibile, non è comprensibile l'altra. O forse no, perchè in effetti chi usava la sua intelligenza con troppa libertà, sfuggendo ad ogni controllo, ha pagato per questo con la vita, cosa che all'intelligenza artificiale non si può togliere, perchè non ce l'ha. :)
Forse dunque la temiamo perchè non ha alcun timore , non dico di Dio, ma neanche, in subordine, di noi?
Come si può esorcizzare chi dal diavolo non può essere abitato?

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Lo stesso uomo non può bagnarsi due volte nello stesso fiume.

Koba

Per capire cos'è esattamente una rete neurale sono andato a riprendere un testo che ho letto qualche mese fa, l'ultimo libro di Ray Kurzweil, ma nella sua spiegazione mancano alcuni elementi fondamentali. In particolare se è chiaro che una struttura neurale è composta da strati, e che ogni strato è formato da nodi connessi con altri nodi, dal testo di Kurzweil non si riesce a capire cosa accada esattamente all'interno del singolo nodo.
Così ho interrogato (per quasi un'oretta) ChatGPT, la quale è riuscita, con esempi concreti di reti neurali elementari, a farmi capire a grandi linee il tutto.
Alla fine le ho chiesto di scrivere un post sintetico su tutto quello che ci siamo detti. Ho fatto qualche piccola correzione. Mi sembra un testo abbastanza chiaro per chi sia interessato alla questione.

"Una rete neurale, per come viene effettivamente utilizzata oggi, non è altro che un sistema matematico che trasforma numeri in altri numeri. L'idea di fondo è sorprendentemente semplice: ogni unità (o "nodo") prende dei valori in ingresso, li combina attraverso pesi, applica una funzione e produce un output. Nulla di più. Non c'è comprensione locale, non c'è ragionamento: ogni nodo esegue una piccola operazione meccanica.
La complessità emerge quando queste unità vengono organizzate in strati e composte tra loro. Pensiamo per esempio a un sistema di riconoscimento dei caratteri scritti a mano: al sistema vengono sottoposte immagini di numeri scritti a mano e lui li deve riconoscere. Ecco come funzionerebbe: un primo livello può estrarre caratteristiche elementari (per esempio linee o bordi); i livelli successivi combinano queste informazioni in strutture sempre più articolate. Alla fine, la rete realizza una funzione complessa che associa input e output in modo efficace. Il punto decisivo è che questa funzione non viene progettata esplicitamente: viene appresa.
L'apprendimento avviene attraverso un processo di correzione dell'errore. I pesi della rete partono da valori casuali e vengono progressivamente modificati per ridurre la differenza tra l'output prodotto e quello desiderato. Non c'è un "premio" per le risposte corrette, ma una continua spinta a diminuire l'errore. Dopo molte iterazioni, i pesi si stabilizzano in una configurazione che funziona bene sui dati. Nell'operazione di riconoscimento del numero 7 all'inizio il peso associato ad una linea orizzontale nella parte alta era assegnato casualmente, diciamo 0,43, ma successivamente questo valore viene innalzato in modo da diminuire l'errore finale (infatti la presenza di una linea superiore orizzontale è un indizio della possibilità che ci si trovi di fronte all'immagine di un 7).

Nel caso del linguaggio naturale, però, questa struttura di base non è sufficiente. Le frasi non sono solo sequenze lineari: contengono relazioni tra parole anche molto distanti. È qui che entra in gioco l'architettura chiamata transformer. La sua innovazione principale è il meccanismo di attenzione.
L'attenzione permette a ogni parola di "guardare" tutte le altre e di assegnare loro un peso diverso a seconda della rilevanza. In questo modo, il significato di una parola non dipende solo da quelle vicine, ma dall'intero contesto. Questo processo viene ripetuto su più strati, producendo rappresentazioni sempre più ricche: ogni parola finisce per incorporare informazioni grammaticali e semantiche dell'intera frase.
La generazione del testo avviene poi in modo incrementale. Il modello prende una sequenza iniziale, calcola una distribuzione di probabilità sulle possibili parole successive e ne sceglie una. Questa parola viene aggiunta alla sequenza, e il processo si ripete. Non c'è una pianificazione globale della frase: il testo emerge come una successione di scelte locali, guidate da probabilità.
In sintesi, ciò che appare come comprensione o capacità linguistica è il risultato di tre elementi combinati: operazioni matematiche semplici, organizzate in strutture profonde, e addestrate su grandi quantità di dati. Il transformer aggiunge a questo schema la capacità di integrare il contesto in modo dinamico. Da qui nasce l'impressione — potente ma, in senso stretto, ingannevole — che il sistema "capisca" ciò che dice".
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Lou

Citazione di: Koba il Oggi alle 09:00:44 AMDa qui nasce l'impressione — potente ma, in senso stretto, ingannevole — che il sistema "capisca" ciò che dice".

Il risultato è sorprendentemente efficace: il sistema riesce a produrre risposte coerenti e convincenti, se funziona bene. Eppure, non "capisce" davvero. Quella che percepiamo come comprensione non è che l'eco di calcoli, codici, probabilità, self-attenction etc. organizzati in strutture assai complesse. In questo contrasto, tra l'apparente capacità del sistema e la nostra coscienza, emerge la linea sottile che separa una sofisticata procedura dalla consapevolezza.

Allo stesso tempo, è importante ricordare i limiti e le cautele: il sistema può produrre errori, riprodurre bias presenti nei dati di addestramento e fornire risposte convincenti, ma inesatte. Non bisogna affidarsi ciecamente: la responsabilità ultima e il discernimento restano dell'essere umano.

Va riconosciuto, o almeno io lo riconosco - quindi parlo per me - però, che lo studio, l'impiego dell'intelligenza umana e il lavoro necessari per sviluppare queste tecnologie sono imponenti: dietro ogni algoritmo c'è un pensiero, un ingegno e una dedizione straordinari.

In sintesi questo è ciò che penso.
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"La verità è brutta. Noi abbiamo l'arte per non perire a causa della verità." F. Nietzsche

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