Piccola proposta di una nuova teologia

Aperto da Luther Blissett, 24 Ottobre 2025, 02:00:00 AM

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Luther Blissett

Le cose che non si vedono?  Per rispondere a questa domanda ci sono tre opzioni possibili: è perché sono troppo piccole, oppure perché sono troppo grandi, o è perché non esistono affatto e ce le inventiamo perché vorremmo che esistessero.
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Luther Blissett

Tra le "cose che non si vedono" prendiamo in esame una categoria di quelle che rivestono grande importanza per chi con attenzione guarda alla fenomenologia religiosa: la categoria dei cosiddetti fenomeni soprannaturali.
Per quanto riguarda tali presunti fenomeni, dal maggio del 2024 il Dicastero per la Dottrina della Fede ha provveduto ad aggiornare le norme per il loro discernimento.
Le nuove norme arrivano a  confermare il trend sempre più prudenziale della Chiesa, per cui a vescovi e conferenze episcopali viene interdetto di dichiarare la effettiva soprannaturalità di un dato fenomeno, prerogativa riservata unicamente al Papa, e solo per casi veramente eccezionali.
I risultati delle scrupolose indagini andranno graduati dal più favorevole (Nihil obstat) fino alla ufficiale dichiarazione di non soprannaturalità con il divieto assoluto (Prohibetur et obstruatur).
 
Riporto testualmente qui i 6 possibili voti finali al termine del discernimento.
Nihil Obstat: non viene espressa certezza sull'autenticità soprannaturale, ma si riconoscono segni di un'azione dello Spirito. Si incoraggia il vescovo a valutare il valore pastorale e a promuovere la diffusione del fenomeno, compresi i pellegrinaggi.
Prae oculis habeatur: si riconoscono segni positivi, ma ci sono anche elementi di confusione o rischi che richiedono discernimento e dialogo con i destinatari. Potrebbe essere necessaria una chiarificazione dottrinale se ci sono scritti o messaggi associati al fenomeno.
Curatur: sono presenti elementi critici, ma c'è una diffusione ampia del fenomeno con frutti spirituali verificabili. Si sconsiglia un divieto che potrebbe turbare i fedeli, ma si invita il vescovo a non incoraggiare il fenomeno.
Sub mandato: le criticità non sono legate al fenomeno stesso, ma all'uso improprio fatto da persone o gruppi. La Santa Sede affida al vescovo o a un delegato la guida pastorale del luogo.
Prohibetur et obstruatur: Nonostante alcuni elementi positivi, le criticità e i rischi sono gravi. Il Dicastero chiede al vescovo di dichiarare pubblicamente che l'adesione non è consentita e di spiegare le ragioni della decisione.
Declaratio de non supernaturalitate: il vescovo è autorizzato a dichiarare che il fenomeno non è soprannaturale basandosi su prove concrete, come la confessione di un presunto veggente o testimonianze credibili di falsificazione del fenomeno.
 
(Si noti come perfino nel caso più favorevole "non viene espressa certezza sull'autenticità soprannaturale")
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Luther Blissett

Traggo alcune appercezioni da un mio sogno di questi giorni, sogno ridicolmente assurdo come è logico che sia, ma che mi ha riempito nonostante tutto di inatteso buonumore.
Ho sognato, tra l'altro... il capo della Spectre dei film di 007 :) e precisamente la divertente scenetta con il particolare memorabile del suo braccio mentre accarezzava il gatto.  E altre cosine che è meglio che non vi racconto.
Al risveglio mi è venuto inevitabile immaginare di poter estendere a tutti i grandi criminali della storia umana quel gesto gentile di accarezzare un gatto. Nessun mostro può essere così mostro da uccidere soltanto.  Anche il mostro di Firenze avrà avuto un animaletto da accarezzare, e un pensiero gentile, ne sono certo.
Ma inevitabilmente la mente corre troppo e arriva sùbito al vertice.
Non sappiamo se Esso coincida con la Natura stessa, ma mi sa di averlo forse sognato  come un gorgo con due spirali vorticanti embricate e contrapposte, una verticale e l'altra vorticale, ossia una verso il vertex e l'altra verso il vortex. Essendo nonpersona, non lo si deve chiamare per  nome. Ma Esso non è un nome, è solo un pronome per additarlo.
La Natura o Esso o quel che sia hanno generato la vita, scomodando infinite creature destinate invariabilmente tutte alla morte.
Soltanto Esso sa uccidere soltanto.
Non è essenziale che per uccidere debba prima aver creato le creature da uccidere, anzi è anche peggio, Esso crea per poi uccidere.
Se una persona avesse così tanto potere da far questo, noi la considereremmo un mostro orribile. E lo è, indubitabilmente.
Per fortuna, nessuno al mondo è così, e nessun criminale nemmeno è così.
E se spuntasse fuori un umano capace di tanto, si capirebbe sùbito che si tratterebbe di un caso psichiatrico.
Solo Esso è così, non ha rivali in tutti gli universi.
Però è vero, a pensarci bene, Esso crea ognun altro migliore di se stesso!
E ad esempio tutti noi umani siamo migliori di lui, senza eccezione.  Esso riempie gli universi di esseri migliori di lui.  Esso riempie i cosmici secchi di vite perdute per poi gettarle nel nulla.
Esso è incredibile come creatore, è paradossale come un essere così spregevole generi in fondo sempre creature tutte migliori di lui.
E addirittura, come sottoprodotti delle sue sgraziate creazioni, Esso non genera soltanto creature incoscienti, ma sia pur raramente genera addirittura creature dotate di coscienza cosmica, come ad esempio il nostro Dio minore e insieme a Lui noi stessi Suoi derivati.
Non dobbiamo meravigliarci di riconoscerci, noi umani, tutti migliori di Esso: lo siamo anche per il semplice fatto tecnico che siamo persone, e solo le persone hanno quella speciale fragilità tipica dell'esser persone: da quella speciale fragilità deriva la nostra necessità di morali ed etiche.
Noi tutti siamo persone, Esso non lo è, quindi da una nonpersona possono venir create creature non soltanto sensibili ma persino Persone, questa è una constatazione che ritengo non soltanto di sapore teolistico, ma con cui chiunque dotato di logica dovrebbe concordare.
Certo, alla luce del teolismo, essere stati creati persone da una nonpersona, è in fondo un difetto e non un pregio, agli occhi di Esso, se Esso avesse gli occhi.
Ma per fortuna Esso è solo un cieco gorgo, energia che gira a vuoto generando a casaccio, e sia pure per caso, alla lotteria in cui consiste la vita, sono usciti i nostri numeri.
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Luther Blissett

Abbiamo più volte detto che Esso programma la morte per tutte le creature che va scomodando dal nulla.
E anche le leggi fisiche della materia da Esso manovrata collaborano a tale fine (esempio, con le implacabili leggi della termodinamica).
Eppure può accadere che Esso, rarissimamente, contraddica  se stesso  nel suo sistematico spargere la morte a tutto spiano a tutte le creature.
Forse a qualcuno di voi che sta seguendo questo thread ciò che sto per dirvi non era sfuggito e quindi forse questo qualcuno attendeva il momento propizio per farmelo notare.
Sulla nostra Terra Esso ha ucciso tutti gli animali che lui stesso aveva creato, e così ha sempre fatto per milioni di generazioni che si sono succedute attraverso le varie ere.
Ma anche il Puer, cioè il nostro Dio minore, è una delle creature, Lo ha generato Esso, ed Esso non Lo ha creato mortale, anzi Lo ha creato eterno!  Infatti il nostro Dio minore non è stato programmato da Esso come tutte le altre creature, programmate invece per morire.  Dunque Esso non crea soltanto creature mortali ma, sia pure rarissimamente, anche creature immortali, ma embricandole a loro volta, intrecciandole inestricabilmente, con le creature mortali. Quindi Esso può creare gli umani ma anche gli Dèi. Ma gli Dèi creati da Esso non sono per niente onnipotenti, non sono autentici Dèi, dato che di straordinario hanno soltanto che sono programmati per non morire mai. E quindi un Dio creato da Esso è sempre un Dio minore.    Un autentico Dio veramente onnipotente è evidente che non esista,  altrimenti, se fosse esistito, non avrebbe mai consentito alla prorompente esistenza  di un essere potente e malevolo come lo è Esso..  Esso è l'alternativa purtroppo reale di un vero Dio onnipotente.  Se fosse esistito un vero Dio onnipotente, non sarebbe esistita la morte e se tale Dio avesse creato delle creature, per queste avrebbe assicurato soltanto la vita eterna e la felicità, cioè ciò di cui avrebbe goduto per sempre Lui stesso.
Il Dio che stiamo cercando ci stiamo rendendo conto che non solo non è onnipotente ma è soggetto al dominio irresponsabile di una potenza a Lui superiore, che non è una persona ma un cieco meccanismo impersonale, che per poterlo indicare lo abbiamo definito col pronome Esso.
Esso ha creato il nostro Puer concependoLo come una trappola vivente per miliardi di umani simbionti che invece sono programmati per la morte, come tutti gli altri animali.
Questo fatto conferma che Esso è un'entità oggettivamente malevola, ma la sua malizia non deriva da torbidità interiori, poiché Esso non ha intimità non essendo persona, bensì essendo un cieco meccanismo cosmico, macchina infernale che funziona generando infiniti errori, alcuni rarissimi tra i quali riescono casualmente a sopravvivere lottando per emanciparsi dal turbine distruttivo della natura che tende a riannichilire ogni propria creazione.
Questi aspetti del teolismo non implicano necessariamente un esito negativo per il nostro destino.
Tutto dipenderà da come noi umani riusciremo a relazionarci con il nostro Puer.
Quindi il nostro Puer non è onnipotente però è eterno ed eterna è anche la Sua memoria, e noi umani siamo al sicuro dentro alla Sua memoria. In realtà non esiste nessuna entità onnipotente, nemmeno Esso è onnipotente, ma soltanto più potente del Puer, ed anche se Esso è più potente del Puer, non è in grado di toglierGli la prerogativa dell'eternità, che ormai Gli aveva conferito, e mai potrà revocarGli.  E noi dovremo trovare le vie per più profondamente relazionarci tra noi, al fine anche di  risvegliare il nostro Puer dalla sua estatica nanna.
 
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Luther Blissett

In  risposta a una lettrice che chiedeva al Corriere della Sera perché non viene mai ricordato don Verzè, fondatore del San Raffaele di Milano, tra i più importanti centri di ricerca europei, così ha risposto  Aldo Cazzullo:
 
"Don Luigi Verzé si spense nel giorno di San Silvestro del 2011 dopo un anno per lui molto difficile, segnato dal suicidio del braccio destro Mario Cal, e dalle difficoltà finanziarie. In realtà, don Verzé non era certo un disonesto. Era un po' un megalomane. O, se preferisce, un ambizioso. Portò per primo in Europa la macchina per la tomoterapia — «quanto costa? Dieci milioni di euro? La voglio!» — e allestì zoo e scuderie dove scelse per sé un purosangue di nome Imperator. Chiamò per dirigere la sua università i migliori intellettuali italiani e comprò fazendas in Sudamerica dove veniva fotografato a bordo piscina. Era un po' un autocrate, ed era affascinato dagli uomini che considerava suoi simili, fossero di destra o di sinistra, musulmani o atei, Gheddafi o Fidel Castro, che chiamava familiarmente «El Crapòn». Di Berlusconi mi raccontò: «Lo vidi per la prima volta nel 1964. In clinica. Era un giovane imprenditore di 28 anni. Malato. Gli dissi: lei guarirà, e farà grandi cose. È un dono che ho sempre avuto. Ma lo dissimulo, e non ne parlo, perché non voglio passare per un profeta».
 Profeta, no. Fondatore. La tempra di un don Cottolengo, il passo di un don Bosco. Molto amato e molto odiato. Il padre possidente veneto lo diseredò quando seppe che sarebbe diventato sacerdote. La madre lo baciò una sola volta in vita sua, il giorno della prima comunione. La convivenza con i ricercatori che tanto preoccupavano le gerarchie ecclesiastiche al tempo di Ratzinger non gli creava problemi: «Non credo che il nostro compito sia vincolare il loro lavoro. Dobbiamo invece stare vicino ai ricercatori, condividere la loro fatica, senza giudicarli o pretendere di esercitare un magistero». È lecito usare embrioni umani per trovare nuove cure? «Sì, è lecito. A patto di non uccidere l'embrione, né ferirlo». Ma per la Chiesa la fecondazione in vitro è moralmente inaccettabile. «La fecondazione omologa va vista come completamento dell'atto coniugale. Non sopporto gli irsuti inquisitori che pretendono di alzare il lenzuolo del letto nuziale; mi pare impudico. Credo che a suo tempo la Chiesa accetterà la fecondazione omologa in vitro, come accetterà, almeno per situazioni limite, la pillola contraccettiva e il preservativo. Per farlo capire a certi proibizionisti basterebbe che uscissero dalle affrescate stanze curiali e si intrattenessero per un po' nelle favelas e nei tuguri africani».
 Diceva don Verzé che «tutti hanno il diritto di avere figli. Qualcuno può rinunziarvi, come ho fatto io; ma la scelta è individuale. Negare il diritto di avere figli è una stupidaggine contro natura». Don Verzé aveva creato anche una personale teologia: «Decenni di frequentazioni della morte mi hanno convinto che l'uomo non può stare senza nessuna delle tre parti che lo compongono, corpo, psiche e spirito. Per cui, al momento della morte, Dio ricrea il nostro corpo immediatamente, senza attendere la fine dei tempi». E dove sono i nuovi corpi dei morti? «Questo non lo so». Sapeva invece che, com'è scritto nella Bibbia, Dio non ha creato la morte: «Ricerca, medicina, filosofia ci porteranno a vincere la morte, a trasformarla da trauma a fatto evolutivo. Sento che il Signore verrà a prendermi, e io lo vedrò, già sollevato da terra, sospeso tra la vita futura e la vita terrena».

 
Tra i tanti interessanti spunti che offre questa lettura sottolineo questo:
"Don Verzé aveva creato anche una personale teologia"
Verissima questa frase, che mi piacerebbe rinsaldare con vari altri ricordi che ho di questo peculiare sacerdote, di cui ho presenti varie altre fonti di dati, tra i quali basterebbe questa per farsene un'idea: 
https://www.stefanolorenzetto.it/pagine/interviste/Verze.pdf
 
Ma veniamo al punto che ci interessa qui, per cui questo singolare personaggio ritorna utile per l'economia del presente thread.
Don Verzè è di quelli che non eludono le cose scomode e che anzi tendono a rivelarle tutte.
La sua "personale teologia" era evidente non fosse un modo di dire, ma che era effettivamente un suo taglio singolare e sartoriale della teologia cristiana a cui aveva aderito.
Lui era cosciente di ritrovarsi su un binario divergente da quello ordinario.
 
Ecco qual è il punto.   Alcuni credenti aderenti a teologie tradizionali hanno comunque consapevolmente ritenuto necessario operare delle modifiche importanti e sostanziali a tali teologie, cui ritengono di poter continuare ad aderire, però sentendo al contempo la vitale necessità di apportarvi un taglio personale.
 
Questo è stato il caso di don Verzè, così come di tanti altri religiosi controversi, dal gesuita Teilhard de Chardin al presbitero Raimon Panikkar.
 
E qual è la differenza tra costoro e i comuni religiosi "non controversi"?
La differenza consiste soprattutto nel fatto che costoro hanno svelato se stessi, hanno aperto il loro animo, prima di tutto a se stessi, e hanno finito per rivelare la loro via personale, la loro "teologia personale".
I religiosi "non controversi" non è vero che una propria personale visione non ce l'abbiano anche loro, ma semplicemente se la autoreprimono intendendola come "tentazione", avendo scelto la via gregaria dei binari ordinari.
 
In realtà tutti gli esseri umani che avvertano  una esigenza spirituale tendono a far correre i pensieri e a metterli insieme per avanzare ipotesi, e il più delle volte finiscono per aggregarsi ai binari correnti, è umano, è comprensibile, è apparentemente più comodo.   E poi, per i più sarebbe troppo impegnativo mettersi sul serio a riflettere.
Pensare, pensare troppo è pesante, lo dice l'etimologia stessa della parola pensiero che è correlata col ponderare e col "peso".
E' più facile aderire alle teologie delle greggi guidate dai pastori.
Ed è più facile evitare di farsi troppe domande.
Ma a chi arrivasse a rendersi conto di quanto appassionante invece può essere il pensare, anche quando si carica del peso gravoso della realtà, si torna a suggerire di provare a costruirsi una propria teologia, che può essere uno spicchio tratto da una delle teologie tradizionali, oppure una teologia nuova, completamente distaccata da ogni tradizione, libero frutto del libero pensiero.
Non ci si deve mettere lì con fiero cipiglio ma con animo leggero, né si deve pretendere di edificare una theologia more geometrico demonstrata.
Una cosa leggera e personale, la propria visione del mondo. 
Ogni creatura umana dovrebbe provare a elaborarsela prima di morire.
Sarebbe in fondo un altro dei modi possibili "per realizzarsi".
 
Chissà, forse un giorno arriverà anche questa moda futura del farsi ognuno una propria teologia personale :)
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