Un Eroe è colui che difende e protegge la sua comunità da una minaccia insidiosa, oppure è colui che rinnova e arricchisce la sua comunità grazie al compimento di una missione pericolosa.
Ho letto da poco "Il libro degli eroi", un testo che riporta antiche leggende dei Narti e sono rimasto affascinato dai questi straordinari racconti mitologici.
Poeticamente, mi sono immaginato vecchi, adulti e ragazzi sedersi attorno ad un fuoco e narrarsi queste prodigiose vicende. Mi sono immaginato l'entusiasmo dei giovani e lo Spirito che ha animato i loro sogni dopo aver ascoltato queste leggende: chissà, un giorno sarebbero diventati anche loro degli Eroi!
Ritornando con i piedi per terra, vi pongo queste 3 domande:
1) Quali sono gli Eroi della nostra epoca?
2) Quali dovrebbero essere gli Eroi della nostra epoca?
3) Infine una domanda personale (facoltativa) se vi va di rispondere: chi è stato o chi è il vostro Eroe?
L'eroe per ognuno di noi è "l'altro idealizzato". Di conseguenza non esiste un modello oggettivo di eroe. Pertanto Hitler, Tolstoj, Totó Riina, Maometto, Jack Nicholson sono tutti eroi per differenti classi di popolazione.
L'attuale modello di potere in Occidente non ha nessun interesse a creare modelli eroici su valori sostanziali, poiché essi, inevitabilmente, rischiano di mostrare che il "re è nudo", come nella favola di Andersen. Per questo gli eroi moderni sono cantanti, attori, calciatori ed altro ciarpame simile. Se proprio dovessi scegliere un eroe, pur memore di quanto aveva scritto Brecht in proposito, sceglierei Marc Bloch, accademico di Francia, fine conoscitore della storia medievale, che durante la seconda guerra mondiale imbracciò il fucile contro i nazifascisti e fu per questo condannato a morte nel 1944. Oppure quella trentina di professori universitari che, in Italia, dettero le dimissioni per non sottostare al giuramento fascista e alle leggi antiebraiche, che estromisero dalle università centinaia di bravissimi professori a cui subentrarono mediocri docenti leccapiedi del potere.
"Beati i popoli che non hanno bisogno di eroi" (B.B.)
Beati i popoli che allevano migliaia di di eroi sconosciuti (Viator).
Citazione di: ricercatore il 23 Aprile 2022, 10:26:36 AMUn Eroe è colui che difende e protegge la sua comunità da una minaccia insidiosa, oppure è colui che rinnova e arricchisce la sua comunità grazie al compimento di una missione pericolosa.
Ho letto da poco "Il libro degli eroi", un testo che riporta antiche leggende dei Narti e sono rimasto affascinato dai questi straordinari racconti mitologici.
Poeticamente, mi sono immaginato vecchi, adulti e ragazzi sedersi attorno ad un fuoco e narrarsi queste prodigiose vicende. Mi sono immaginato l'entusiasmo dei giovani e lo Spirito che ha animato i loro sogni dopo aver ascoltato queste leggende: chissà, un giorno sarebbero diventati anche loro degli Eroi!
Ritornando con i piedi per terra, vi pongo queste 3 domande:
1) Quali sono gli Eroi della nostra epoca?
2) Quali dovrebbero essere gli Eroi della nostra epoca?
3) Infine una domanda personale (facoltativa) se vi va di rispondere: chi è stato o chi è il vostro Eroe?
Ciao ricercatore, per rappresentare il concetto di eroe é bene partire da quello che era nell'antichità, cioè colui che è valoroso e vince in battaglia. Un modello quindi necessario ad una cultura bellica, ma anche necessario per definire un'identità collettiva.
Poi succede qualcosa perché la cultura cristiana costruisce una mitologia sulla figura di un eroe, cioé il Cristo, che non ha fatto né vinto nessuna battaglia.
La forza della mitologia cristiana é tale da modificare il senso dell'eroismo, eliminando la componente bellica, e introducendo quella del sacrificio della vita che in precedenza non era presente, perché la morte é un segno di sconfitta(tant'é vero che gli eroi erano definiti a volte immortali).
Tu domandi quali dovrebbero essere gli eroi e cogli un punto fondamentale perché gli eroi sono fondamentali nella società, sono punti di riferimento, sono modelli.
Eroe e chiunque faccia un qualcosa che é riconosciuto fondamentale per la costruzione dei valori della società, per questo parliamo degli eroi della nostra resistenza, o degli eroi della lotta alla mafia.
Citazione di: Ipazia il 23 Aprile 2022, 21:24:13 PM"Beati i popoli che non hanno bisogno di eroi" (B.B.)
I popoli che non hanno bisogno di eroi sono popoli che i loro eroi li hanno già avuti.
Scegliersi un eroe personale è un pò la negazione stessa dell'eroe, forse un idolo o un modello, non un eroe, gli eroi si riconoscono, non si scelgono. "Persona che per eccezionali virtù di coraggio o abnegazione s'impone all'ammirazione di tutti" dice l'Oxford dictionary, ma "tutti" chi? L'eroe è tale in misura e prospettiva di una comunità, o meglio di un mondo, il suo riconoscimento deve essere collettivo, non è un fatto personale. Per piacere a tutti, ha bisogno anche di una leggenda che ne smussi gli angoli, che lo renda multiforme e ne faccia un personaggio non divisivo perchè ognuno è in grado di trarvi ispirazione, la sua reale biografia storica non ha tanta importanza quanto la leggenda. Con i mezzi di informazione attuali, è sempre più difficile costruire leggende, e allo stesso tempo avere dei mondi contenuti e chiusi. L'eroe moderno deve essere quasi globale, o perlomeno "occidentale", e deve saper sopravvivere allo scrutinio meticoloso delle sue vicende, con bisogno minimale di ricorrere alla finzione. Ho molti eroi, quasi infiniti, dipende a quale mondo guardo quando vi penso, mondi macrostorici, mondi microstorici, mondi personali. Nel mondo Italiano, ma a suo tempo anche occidentale, Garibaldi certamente. Nel mondo scientifico, Darwin con altrettanta certezza. Nel mondo dell'apicoltura, Padre Adam, nel mio mondo personale, mio nonno Giglio. E via discorrendo..
Citazione di: anthonyi il 24 Aprile 2022, 07:33:06 AMI popoli che non hanno bisogno di eroi sono popoli che i loro eroi li hanno già avuti.
Certamente, e l'esperienza storica ha insegnato che è meglio non averne bisogno.
Eroe è colui che affronta il pericolo, mettendo in gioco se stesso, in nome della Verità.
Non vi è eroismo senza verità. Ciò che l'eroe crede "vero" e in nome del quale agisce esponendosi al rischio di subirne le conseguenze.
È stato così e sarà sempre così.
La Verità viene "prima" di qualsiasi calcolo egoistico.
È perciò la precedenza data al vero ciò che caratterizza l'eroe.
La Verità è un aut-aut. Che richiede di scegliere tra essere o non essere.
Di modo che si può dire che nella Genesi vi sia il primo esempio di eroe.
Dopo il fratricidio, Caino potrebbe fregarsene, ma non lo fa.
Si auto condanna in nome della Verità.
Caino è il primo eroe.
Citazione di: bobmax il 24 Aprile 2022, 08:17:13 AMEroe è colui che affronta il pericolo, mettendo in gioco se stesso, in nome della Verità.
L'eroismo é una costruzione sociale, é mito. Certamente deve esservi una percezione di verità(diciamo che noi abbiamo bisogno di credere che sia vero) , ma le esigenze del mito spesso la distraggono. Prendiamo il caso di Churchill, nel cui mito non sono certo presenti le crisi depressive e le sbornie. O il mito di ipazia, costruito secoli dopo la sua morte con contenuti funzionali alla finalità di quel mito, sulla cui verità storica nessuno potrà mai argomentare alcunché.
Citazione di: Jacopus il 23 Aprile 2022, 11:07:50 AML'eroe per ognuno di noi è "l'altro idealizzato". Di conseguenza non esiste un modello oggettivo di eroe. Pertanto Hitler, Tolstoj, Totó Riina, Maometto, Jack Nicholson sono tutti eroi per differenti classi di popolazione.
L'attuale modello di potere in Occidente non ha nessun interesse a creare modelli eroici su valori sostanziali, poiché essi, inevitabilmente, rischiano di mostrare che il "re è nudo", come nella favola di Andersen. Per questo gli eroi moderni sono cantanti, attori, calciatori ed altro ciarpame simile. Se proprio dovessi scegliere un eroe, pur memore di quanto aveva scritto Brecht in proposito, sceglierei Marc Bloch, accademico di Francia, fine conoscitore della storia medievale, che durante la seconda guerra mondiale imbracciò il fucile contro i nazifascisti e fu per questo condannato a morte nel 1944. Oppure quella trentina di professori universitari che, in Italia, dettero le dimissioni per non sottostare al giuramento fascista e alle leggi antiebraiche, che estromisero dalle università centinaia di bravissimi professori a cui subentrarono mediocri docenti leccapiedi del potere.
concordo con l'idea dell'Eroe come figura personale; tuttavia provando a fare una "statistica", potremmo capire quali sono gli Eroi più gettonati così da avere un'indicazione sulla direzione della Società:
"dimmi il tuo Eroe e ti dirò chi sei"
a me sembra che l'attuale modello di potere in Occidente proponga l'Imprenditore come figura eroica.
si, ci sono anche gli attori, calciatori, etc. ma mi sembrano più "grandi commedianti"
anche l'Imprenditore può essere un "grande commediante che alimenta il ronzio di mosche velenose", tuttavia può anche incarnare una figura eroica, se la "missione" della sua azienda è quella di rinnovare la Società.
penso ad esempio ad alcune Aziende o Fondazioni impegnate per la diffusione di una libera conoscenza, oppure per il riciclo e riutilizzo dei rifiuti.
Citazione di: Ipazia il 23 Aprile 2022, 21:24:13 PM"Beati i popoli che non hanno bisogno di eroi" (B.B.)
la citazione è molto bella, tuttavia non credo che esista un popolo che non ha bisogno di un eroe.
mi sembra utopia.
in ogni popolo c'è sempre un
oppressore da combattere o una
minaccia da fronteggiare.
oggi vedo lo smartphone come oppressore.
le app (soprattutto quelle dei social network) sono studiate appositamente per farci rimanere lì sopra più tempo possibile; gli Imprenditori (in questo caso grandi commedianti promotori di un ronzio di mosche velenose) guadagnano in base al tempo che passiamo nello scrollare le bacheche social.
ci sono aziende che studiano tutte le tecniche per "hackerare" il nostro cervello, così da renderci dipendenti dai loro prodotti.
ci serve un Eroe, un "inventore di valori nuovi"
Citazione di: viator il 23 Aprile 2022, 22:10:27 PMBeati i popoli che allevano migliaia di di eroi sconosciuti (Viator).
grazie Viator, hai riassunto tutto in una manciata di parole:
- da giovani, la necessità di avere degli Eroi per trarne ispirazione
- da adulti, la necessità di diventare Eroi
Citazione di: anthonyi il 24 Aprile 2022, 06:53:35 AMCiao ricercatore, per rappresentare il concetto di eroe é bene partire da quello che era nell'antichità, cioè colui che è valoroso e vince in battaglia. Un modello quindi necessario ad una cultura bellica, ma anche necessario per definire un'identità collettiva.
Poi succede qualcosa perché la cultura cristiana costruisce una mitologia sulla figura di un eroe, cioé il Cristo, che non ha fatto né vinto nessuna battaglia.
La forza della mitologia cristiana é tale da modificare il senso dell'eroismo, eliminando la componente bellica, e introducendo quella del sacrificio della vita che in precedenza non era presente, perché la morte é un segno di sconfitta(tant'é vero che gli eroi erano definiti a volte immortali).
Tu domandi quali dovrebbero essere gli eroi e cogli un punto fondamentale perché gli eroi sono fondamentali nella società, sono punti di riferimento, sono modelli.
Eroe e chiunque faccia un qualcosa che é riconosciuto fondamentale per la costruzione dei valori della società, per questo parliamo degli eroi della nostra resistenza, o degli eroi della lotta alla mafia.
concordo con te.
in un famoso libro, Joseph Campbell analizza tutti i miti e i racconti religiosi di tutto il mondo, notando delle coincidenze incredibili. da questo suo lavoro traccia il famoso "viaggio dell'eroe"
(https://17kgroup.it/wp-content/uploads/2020/09/chiamata_11.png)
c'è sempre una missione da compiere, un problema (materiale, spirituale, intellettuale) da risolvere.
l'Eroe è colui che risponde all'appello, è colui che affronta l'Ignoto e i pericoli che esso comporta.
è disposto a morire, eppure neanche la morte può fermare la sua azione, perché dal suo Sacrificio una nuova Umanità rinasce.
credo che la storia di Gesù sia perfetta, così come quella del Buddha o di altre meravigliose figure della storia.
andando più nel concreto, anche gli eroi della resistenza o della lotta alla mafia hanno seguito lo stesso percorso.
andando ancor più nel concreto, anche nelle semplici vite di tutti i giorni siamo chiamati a compiere la stessa missione (affrontare una malattia, risolvere i problemi del proprio matrimonio, superare una propria paura,...).
abbiamo bisogno di Eroi, non tanto per ripetere le loro gesta, ma per incarnare il loro stesso Spirito.
abbiamo bisogno di migliaia di Eroi sconosciuti (cit. Viator)
Citazione di: InVerno il 24 Aprile 2022, 07:53:48 AMScegliersi un eroe personale è un pò la negazione stessa dell'eroe, forse un idolo o un modello, non un eroe, gli eroi si riconoscono, non si scelgono. "Persona che per eccezionali virtù di coraggio o abnegazione s'impone all'ammirazione di tutti" dice l'Oxford dictionary, ma "tutti" chi? L'eroe è tale in misura e prospettiva di una comunità, o meglio di un mondo, il suo riconoscimento deve essere collettivo, non è un fatto personale. Per piacere a tutti, ha bisogno anche di una leggenda che ne smussi gli angoli, che lo renda multiforme e ne faccia un personaggio non divisivo perchè ognuno è in grado di trarvi ispirazione, la sua reale biografia storica non ha tanta importanza quanto la leggenda. Con i mezzi di informazione attuali, è sempre più difficile costruire leggende, e allo stesso tempo avere dei mondi contenuti e chiusi. L'eroe moderno deve essere quasi globale, o perlomeno "occidentale", e deve saper sopravvivere allo scrutinio meticoloso delle sue vicende, con bisogno minimale di ricorrere alla finzione. Ho molti eroi, quasi infiniti, dipende a quale mondo guardo quando vi penso, mondi macrostorici, mondi microstorici, mondi personali. Nel mondo Italiano, ma a suo tempo anche occidentale, Garibaldi certamente. Nel mondo scientifico, Darwin con altrettanta certezza. Nel mondo dell'apicoltura, Padre Adam, nel mio mondo personale, mio nonno Giglio. E via discorrendo..
la differenza tra Eroe e Idolo è che il primo apporta concreta ispirazione nella vita personale, mentre il secondo è una trappola mentale: canto le gesta dell'Idolo, lo adoro e lo osanno, ma non muovo un dito.
anche in ambito religioso, nella figura di Gesù, molti "fedeli" cascano su questo punto: sono adoratori, ma non incarnano il suo Spirito.
concordo che l'Eroe non è uno solo, ma possono essere più di uno, in base al "mondo" che uno vive.
a seguito del moderno allontanamento dalla mitologia e dalla religione, vedo nel cinema grandi possibilità.
non a caso molti film ricalcano trame mitologiche e religiose (Il Signore degli Anelli, Matrix, Star Wars,...) perciò anche un Eroe totalmente inventato come Harry Potter può essere una fonte di ispirazione per un ragazzo che deve vincere una sua paura.
il fatto è che , come riportavo su un altro thread, non c'è il "catechismo" di Harry Potter, cioè qualcuno che ti spiega che significa quel film: che simboleggia Voldemort (l'innominabile che alla fine diventa nominabile), perché gli horcrux, il significato dei dissennatori, e così via.
quel film sembra solo un film, puro intrattenimento.
e invece, se analizzato e compreso, è davvero molto molto di più.
Citazione di: bobmax il 24 Aprile 2022, 08:17:13 AMEroe è colui che affronta il pericolo, mettendo in gioco se stesso, in nome della Verità.
Non vi è eroismo senza verità. Ciò che l'eroe crede "vero" e in nome del quale agisce esponendosi al rischio di subirne le conseguenze.
È stato così e sarà sempre così.
La Verità viene "prima" di qualsiasi calcolo egoistico.
È perciò la precedenza data al vero ciò che caratterizza l'eroe.
La Verità è un aut-aut. Che richiede di scegliere tra essere o non essere.
Di modo che si può dire che nella Genesi vi sia il primo esempio di eroe.
Dopo il fratricidio, Caino potrebbe fregarsene, ma non lo fa.
Si auto condanna in nome della Verità.
Caino è il primo eroe.
Sono d'accordo con te, direi che l'Eroe è colui che rinnova la Verità e la rende viva.
Questi giorni sto leggendo "Così parlò Zarathustra" e sono rimasto colpito da questa frase:
"
Troppi vengono al mondo: per i superflui fu inventato lo Stato"
Mi è parsa davvero disturbante e provocatoria.
Definire "superflue" delle persone.
Eppure, se letta nel modo giusto, la sua provocazione ha senso.
I "superflui" sono coloro che non rispondono all'appello della Verità, coloro che decidono di ritirarsi, nascondersi e non combattere.
Ognuno deve scegliere se essere "superfluo" o se essere Eroe.
E questa scelta si ripete
ogni giorno, non può esservi mai riposo, perché lo Spirito o c'è o non c'è.
Citazione di: anthonyi il 24 Aprile 2022, 09:05:38 AML'eroismo é una costruzione sociale, é mito. Certamente deve esservi una percezione di verità(diciamo che noi abbiamo bisogno di credere che sia vero) , ma le esigenze del mito spesso la distraggono. Prendiamo il caso di Churchill, nel cui mito non sono certo presenti le crisi depressive e le sbornie. O il mito di ipazia, costruito secoli dopo la sua morte con contenuti funzionali alla finalità di quel mito, sulla cui verità storica nessuno potrà mai argomentare alcunché.
questo punto è molto interessante.
mi vengono in mente le parole di..... Batman ne "Il cavaliere oscuro" di Nolan:
"
A volte la verità non basta. A volte la gente merita di più. A volte la gente ha bisogno che la propria fiducia venga ricompensata"
i bambini hanno bisogno di Eroi
puri e
senza macchia perché non hanno sufficiente intelligenza da comprendere le sfumature: o è bianco (bello, perfetto, coraggioso, forte, buono) o è nero (brutto, sporco, vile, scarso, cattivo).
purtroppo molte persone anagraficamente adulte sono ancora nello stadio di bambini: sembra che non accettino il fatto che l'Eroe sia umano.
Citazione di: ricercatore il 24 Aprile 2022, 11:38:29 AMquesto punto è molto interessante.
mi vengono in mente le parole di..... Batman ne "Il cavaliere oscuro" di Nolan:
"A volte la verità non basta. A volte la gente merita di più. A volte la gente ha bisogno che la propria fiducia venga ricompensata"
i bambini hanno bisogno di Eroi puri e senza macchia perché non hanno sufficiente intelligenza da comprendere le sfumature: o è bianco (bello, perfetto, coraggioso, forte, buono) o è nero (brutto, sporco, vile, scarso, cattivo).
purtroppo molte persone anagraficamente adulte sono ancora nello stadio di bambini: sembra che non accettino il fatto che l'Eroe sia umano.
Infatti, l'eroe è umano, quindi non esente da limiti o difetti, come qualsiasi altro.
È eroe proprio perché non è perfetto.
Se lo fosse... non sarebbe un eroe, bensì un dio.
L'eroe può risvegliare in noi la nostra fede nella Verità, proprio in quanto umano.
Mentre un eventuale dio sarebbe solo l'infinitamente lontano.