Prendendo spunto dall'attuale guerra vi chiedo: come mai nel forum si manifestano due fazioni opposte? Ma non solo per quel che riguarda la guerra, anche per molte altre questioni.
Se risponderete, qualora disponiate di tempo e voglia, attraverso le ragioni manifestatesi fino ad oggi avreste inteso male la domanda. La domanda per come la intendo diventa due domande: Cos'è che porta a generare sempre due teste? Per quale motivo emerge una disputa? E' proprio necessario?
Citazione di: daniele22 il 26 Marzo 2022, 12:38:12 PMPrendendo spunto dall'attuale guerra vi chiedo: come mai nel forum si manifestano due fazioni opposte? Ma non solo per quel che riguarda la guerra, anche per molte altre questioni.
Se risponderete, qualora disponiate di tempo e voglia, attraverso le ragioni manifestatesi fino ad oggi avreste inteso male la domanda. La domanda per come la intendo diventa due domande: Cos'è che porta a generare sempre due teste? Per quale motivo emerge una disputa? E' proprio necessario?
Salve daniele22. Certo che è proprio (filosoficamente, esistenzialmente, psicologicamente, spiritualmente, cosmicamente) NECESSARIO.
Oppure hai scoperto che alla radice dell'esistente esiste una monade, anzichè la insuperabile dualità tra soggetto ed oggetto, causa ed effetto, egualitarismo ed individualità, fede e dubbio, azione e reazione, materia ed energia ? Se nel mondo si instaurasse l'armonia universale, esso mondo sarebbe costretto a cristallizzarsi in uno stato che impedirebbe ogni dinamica, ogni diversificazione. La MORTE del mondo anzichè la sua vita..........Saluti.
Citazione di: viator il 26 Marzo 2022, 14:06:17 PMCitazione di: daniele22 il 26 Marzo 2022, 12:38:12 PMPrendendo spunto dall'attuale guerra vi chiedo: come mai nel forum si manifestano due fazioni opposte? Ma non solo per quel che riguarda la guerra, anche per molte altre questioni.
Se risponderete, qualora disponiate di tempo e voglia, attraverso le ragioni manifestatesi fino ad oggi avreste inteso male la domanda. La domanda per come la intendo diventa due domande: Cos'è che porta a generare sempre due teste? Per quale motivo emerge una disputa? E' proprio necessario?
Salve daniele22. Certo che è proprio (filosoficamente, esistenzialmente, psicologicamente, spiritualmente, cosmicamente) NECESSARIO.
Oppure hai scoperto che alla radice dell'esistente esiste una monade, anzichè la insuperabile dualità tra soggetto ed oggetto, causa ed effetto, egualitarismo ed individualità, fede e dubbio, azione e reazione, materia ed energia ? Se nel mondo si instaurasse l'armonia universale, esso mondo sarebbe costretto a cristallizzarsi in uno stato che impedirebbe ogni dinamica, ogni diversificazione. La MORTE del mondo anzichè la sua vita..........Saluti.
Illustre viator buonasera. Con supponenza immaginavo che saresti stato tu a smuovere le acque. A scuola, come molti altri miei compagni veneti, quando sentimmo parlare di monade ci siamo subitamente chiesti "ma che monàde dixéo questo qua? Ovvio che ho scoperto che alla radice vi è una monade. E' dall'anno scorso che lo dico. Forse pretendi solo che mi esprima meglio. Giusto. Allora aggiusto il tiro. La domanda finale mia era "E' proprio necessario che emerga una disputa?. Dico quindi che forse è necessario, ma è necessaria pure la misura con cui la si porta avanti?
Saluti e salute a te, beatissimo daniele22. Citandoti : "Dico quindi che forse è necessario, ma è necessaria pure la misura con cui la si porta avanti?.
Ma come.......FORSE è necessario ???. (non capisco perchè escano le faccine)
Circa la misura..........non metto becco. Qui il discorso sulla misura di tutte le cose si fa viscidissimo. Dicono sia l'uomo, la misura di tutte le cose. Data la profondità dell'argomento - fossi in te - attenderei il responso di qualche ultramente criptospiritualistica specializzata in indicibili verità. Saluti.
Citazione di: viator il 26 Marzo 2022, 19:37:43 PMMa come.......FORSE è necessario ???. (non capisco perchè escano le faccine)
Probabilmente usciranno perché è necessario, o viator. Perché attendere, dato che è appena sorta una nuova disputa. Fin qua, io ho provocato e tu hai risposto. Ci sono delle considerazioni da farsi? Quest'ultima domanda diviene ora la nuova domanda che sostituisce l'ultima del topic trascinandosi dietro quel che fin qui è stato detto. Ovvio, banale
Citazione di: daniele22 il 26 Marzo 2022, 12:38:12 PMPrendendo spunto dall'attuale guerra vi chiedo: come mai nel forum si manifestano due fazioni opposte? Ma non solo per quel che riguarda la guerra, anche per molte altre questioni.
Se risponderete, qualora disponiate di tempo e voglia, attraverso le ragioni manifestatesi fino ad oggi avreste inteso male la domanda. La domanda per come la intendo diventa due domande: Cos'è che porta a generare sempre due teste? Per quale motivo emerge una disputa? E' proprio necessario?
La cosa è nota fin dai tempi di Eraclito che ritenne Polemos il vero signore del modo. I dialoghi platonici incoronano tale modalità dia-logica e dia-lettica. Non necessariamente due fronti opposti, ma molteplici. Tanti quanto le differenti
visioni del mondo, che sono i ricettacoli dei differenti
valori di riferimento. I quali, a loro volta, riflettono i diversi
interessi di riferimento.
ciao daniele22,
pur intuendo una vena di polemica nella tua domanda ( ;D ;D ), penso che dietro i "perché....?" alla fine c'è quasi sempre la selezione naturale
per avere maggiori chance di sopravvivenza dobbiamo capire quale sono le idee migliori.
allora iniziamo a litigare, cioè, iniziamo a "testare" quali delle idee che abbiamo tirato fuori è la più forte.
l'idea vincitrice è quella che (molto spesso) ci poterà maggiori vantaggi per la nostra sopravvivenza personale e quella del nostro villaggio.
è il motivo, credo, per cui alla fine il monoteismo viene considerato "superiore" al politeismo.
nella guerra tra i vari Dèi alla fine è stato eletto il vincitore, il Dio tra tutti gli Dèi.
ci sono battaglie tuttavia molto complicate che durano davvero molto tempo (e paiono irrisolvibili): credo sia quello che intendeva Niels Bohr quando disse:
Ci sono due tipi di verità: le verità semplici, dove gli opposti sono chiaramente assurdi, e le verità profonde, riconoscibili dal fatto che l'opposto è a sua volta una profonda verità
Nel momento in cui ciascuno di noi apre un argomento porrebbe di fatto una potenziale polemica. I fronti opposti sembrano molteplici, però mano a mano che polemos procede tenderebbero a due. Lo lascerebbe intuire infine la parola stessa "dialogo".
Citazione:
"per avere maggiori chance di sopravvivenza dobbiamo capire quale sono le idee migliori.
allora iniziamo a litigare, cioè, iniziamo a "testare" quali delle idee che abbiamo tirato fuori è la più forte.
l'idea vincitrice è quella che (molto spesso) ci poterà maggiori vantaggi per la nostra sopravvivenza personale e quella del nostro villaggio."
In questo pensiero vi è certo un punto critico. Di sicuro l'idea vincitrice porterà maggiori vantaggi per la nostra sopravvivenza personale, ma non è altrettanto certo che porterà maggiori vantaggi per il villaggio. Ovvero: come viene eletta l'idea migliore?
Citazione:
"ci sono battaglie tuttavia molto complicate che durano davvero molto tempo (e paiono irrisolvibili): credo sia quello che intendeva Niels Bohr quando disse:
Ci sono due tipi di verità: le verità semplici, dove gli opposti sono chiaramente assurdi, e le verità profonde, riconoscibili dal fatto che l'opposto è a sua volta una profonda verità "
Niels Bohr fu ed è a mio vedere uno scienziato filosofo molto acuto, a differenza di Plank di cui ho sfogliato un po' "La conoscenza del mondo fisico". Quest'ultimo pensiero qui citato di Bohr conferma senz'altro il mio giudizio positivo nei suoi confronti
Penso che la disputa ideologica risponda a un bisogno innato di giocare e di evasione, cioè, fondamentalmente, di perdere un po' di tempo, astraendosi dalla propria condizione di vita e dal proprio presente. C'è sempre, a mio avviso, una connotazione agonistica nel formarsi delle opposte fazioni. Il saggio non disputa mai.
Citazione di: sapa il 27 Marzo 2022, 17:58:21 PMPenso che la disputa ideologica risponda a un bisogno innato di giocare e di evasione, cioè, fondamentalmente, di perdere un po' di tempo, astraendosi dalla propria condizione di vita e dal proprio presente. C'è sempre, a mio avviso, una connotazione agonistica nel formarsi delle opposte fazioni. Il saggio non disputa mai.
Ciao sapa. Richiamandomi al topic io chiedo "E' proprio necessario?"
Ti chiedo quindi: bisogno di giocare e di evasione sono da intendersi come sinonimia o come somma di due fattori? Tanto per capirci: l'evasione corrisponde al gioco dei ragazzi divenuti adulti?, o che altro?
Forse il saggio orientale non disputa mai, non lo so di preciso. La nostra tradizione filosofica però impone al saggio di disputare
Citazione di: sapa il 27 Marzo 2022, 17:58:21 PMPenso che la disputa ideologica risponda a un bisogno innato di giocare e di evasione, cioè, fondamentalmente, di perdere un po' di tempo, astraendosi dalla propria condizione di vita e dal proprio presente. C'è sempre, a mio avviso, una connotazione agonistica nel formarsi delle opposte fazioni. Il saggio non disputa mai.
Erore. Dubbio e critica (falsificazione) sono le architravi dello sviluppo scientifico, dell'episteme filosofica e del giusto processo.
Citazione di: daniele22 il 27 Marzo 2022, 10:40:18 AMNel momento in cui ciascuno di noi apre un argomento porrebbe di fatto una potenziale polemica. I fronti opposti sembrano molteplici, però mano a mano che polemos procede tenderebbero a due. Lo lascerebbe intuire infine la parola stessa "dialogo".
Citazione:
"per avere maggiori chance di sopravvivenza dobbiamo capire quale sono le idee migliori.
allora iniziamo a litigare, cioè, iniziamo a "testare" quali delle idee che abbiamo tirato fuori è la più forte.
l'idea vincitrice è quella che (molto spesso) ci poterà maggiori vantaggi per la nostra sopravvivenza personale e quella del nostro villaggio."
In questo pensiero vi è certo un punto critico. Di sicuro l'idea vincitrice porterà maggiori vantaggi per la nostra sopravvivenza personale, ma non è altrettanto certo che porterà maggiori vantaggi per il villaggio. Ovvero: come viene eletta l'idea migliore?
Citazione:
"ci sono battaglie tuttavia molto complicate che durano davvero molto tempo (e paiono irrisolvibili): credo sia quello che intendeva Niels Bohr quando disse:
Ci sono due tipi di verità: le verità semplici, dove gli opposti sono chiaramente assurdi, e le verità profonde, riconoscibili dal fatto che l'opposto è a sua volta una profonda verità "
Niels Bohr fu ed è a mio vedere uno scienziato filosofo molto acuto, a differenza di Plank di cui ho sfogliato un po' "La conoscenza del mondo fisico". Quest'ultimo pensiero qui citato di Bohr conferma senz'altro il mio giudizio positivo nei suoi confronti
penso che la sopravvivenza personale e la sopravvivenza del villaggio vadano di pari passo, essendo noi animali che vivono in branco.
certo non è sempre così (come ben sappiamo), soprattutto nelle epoche "individualistiche" che hanno quasi ucciso quel "senso di appartenenza" alla comunità, tuttavia in un dibattito tende a vincere l'idea che "convince" la maggior parte delle persone.
l'idea "migliore" è quella che riesce a difendersi meglio dagli attacchi su un piano razionale, ma soprattutto quella che riesce a conquistare un numero maggiore di "cuori" sul piano emotivo.
è più il secondo punto a determinare un maggior consenso, visto che il piano razionale richiede un maggior sforzo e una maggior preparazione (cosa che non tutti abbiamo, soprattutto su questioni politiche complesse).
quando votiamo infatti, più che rispondere alla domanda "
chi è il miglior politico in grado di guidare il Paese?" rispondiamo alla domanda "
chi è il politico che mi piace di più?": la risposta alla prima domanda è oggettivamente troppo difficile per la maggior parte di noi.
per rientrare nel tema del thread, la polemica e il dialogo sono stati (sono) meccanismi fondamentali per la nostra sopravvivenza.
e anche la "scissione" in due popoli/fazioni non sempre è negativa.
ad esempio fantasticando un po' (e semplificando moltissimo) consideriamo la guerra tra "vax" e "no-vax".
se si scoprisse che i vaccini sono tutti genotossici sul lungo periodo, tutti noi "vax" moriremmo.
ma la specie non scomparirebbe proprio grazie al "bizzarro e pericolosissimo" gruppo "no-vax" che potrà dunque ripopolare la Terra.
la razza umana sarebbe salva, proprio grazie a quella scissione.
Citazione di: Ipazia il 27 Marzo 2022, 22:38:12 PMCitazione di: sapa il 27 Marzo 2022, 17:58:21 PMPenso che la disputa ideologica risponda a un bisogno innato di giocare e di evasione, cioè, fondamentalmente, di perdere un po' di tempo, astraendosi dalla propria condizione di vita e dal proprio presente. C'è sempre, a mio avviso, una connotazione agonistica nel formarsi delle opposte fazioni. Il saggio non disputa mai.
Erore. Dubbio e critica (falsificazione) sono le architravi dello sviluppo scientifico, dell'episteme filosofica e del giusto processo.
Ciao Ipazia, scienza e filosofia non sono però sinonimi di saggezza. Quest'ultima, per come la intendo io, può essere appannaggio anche di persone del tutto prive di cultura e lontane dal pensiero speculativo.
Citazione di: daniele22 il 27 Marzo 2022, 18:40:05 PMCitazione di: sapa il 27 Marzo 2022, 17:58:21 PMPenso che la disputa ideologica risponda a un bisogno innato di giocare e di evasione, cioè, fondamentalmente, di perdere un po' di tempo, astraendosi dalla propria condizione di vita e dal proprio presente. C'è sempre, a mio avviso, una connotazione agonistica nel formarsi delle opposte fazioni. Il saggio non disputa mai.
Ciao sapa. Richiamandomi al topic io chiedo "E' proprio necessario?"
Ti chiedo quindi: bisogno di giocare e di evasione sono da intendersi come sinonimia o come somma di due fattori? Tanto per capirci: l'evasione corrisponde al gioco dei ragazzi divenuti adulti?, o che altro?
Forse il saggio orientale non disputa mai, non lo so di preciso. La nostra tradizione filosofica però impone al saggio di disputare
Ciao Daniele, il gioco e l'evasione hanno in comune la volontà di liberare del tempo. Non sono sinonimi, per come la vedo io: il gioco può essere anche molto impegnativo, l'evasione è quasi sempre ricerca di leggerezza. La filosofia e la saggezza non mi pare che debbano essere per forza presenti simultaneamente. Il saggio rifugge dalle dispute, in quanto per lui il tempo è consapevolezza e non sente nè la necessità di giocare, nè quella di evadere.
Sono completamente d'accordo con quel che dici ricercatore.
Visto che nella parte finale hai parlato di covid, ed essendo io in questo caso specifico del covid un no-vax convinto, prima di vaccinarmi (volontariamente peraltro) temevo più che altro l'effetto a lungo termine del vaccino. Incrociamo le dita. Comunque ognuno è responsabile delle proprie scelte, scelte che a certi livelli potrebbero diramare attraverso grandi fratture verso orizzonti certamente ignoti.
Allora formulo ancora la domanda come l'avevo riformulata a viator : "La domanda finale mia era "E' proprio necessario che emerga una disputa?. Dico quindi che forse è necessario, ma è necessaria pure la misura con cui la si porta avanti?"
Ora osservo, passando all'altra grande disputa in corso, che dicendo di perseguire la pace col dialogo e fornire di armi ad una delle due parti è di fatto una contraddizione, checché se ne disputi. Osservo quindi che nelle persone, di fatto, sta cadendo qualsiasi principio di realtà che regge qualsiasi discussione tra di esse. Se fosse quindi proprio necessario che accada una separazione debbo intendere che quelli che si contraddicono anelano forse senza saperlo a volersi separare dalla specie madre, ovverosia quella che riesce a distinguere la contraddizione?
Tutto è possibile, però io non ci credo. Penso che la Russia stia compiendo quella che in chimica si chiama una titolazione acido base. Diciamo pure che non lo sta facendo lei in prima persona. Siamo noi europei in realtà a farlo. Non so se tu abbia mai assistito al fenomeno. E' veramente entusiasmante. Si tratta di desumere quanta sostanza via sia in una soluzione versando goccia a goccia nella soluzione un suo complemento. A un certo punto (tramite una sostanza rivelatrice già presente nella soluzione) vedi che nel cauto goccia a goccia una prima goccia sporca appena appena la soluzione del colore in cui virerà in seguito e poi scompare la colorazione. La goccia successiva sporca un po' di più, ma ancora scompare la colorazione. Quell'una o due gocce successive fanno cambiare completamente il colore della soluzione rendendolo permanente. Tempo qualche giorno i russi sapranno quando saremo cotti al punto giusto. Ci si poteva fermare prima, nella disputa, o era necessario? Eravamo nel presente prima tanto quanto lo siamo ora
Citazione di: sapa il 28 Marzo 2022, 17:13:49 PMCitazione di: daniele22 il 27 Marzo 2022, 18:40:05 PMCitazione di: sapa il 27 Marzo 2022, 17:58:21 PMPenso che la disputa ideologica risponda a un bisogno innato di giocare e di evasione, cioè, fondamentalmente, di perdere un po' di tempo, astraendosi dalla propria condizione di vita e dal proprio presente. C'è sempre, a mio avviso, una connotazione agonistica nel formarsi delle opposte fazioni. Il saggio non disputa mai.
Ciao sapa. Richiamandomi al topic io chiedo "E' proprio necessario?"
Ti chiedo quindi: bisogno di giocare e di evasione sono da intendersi come sinonimia o come somma di due fattori? Tanto per capirci: l'evasione corrisponde al gioco dei ragazzi divenuti adulti?, o che altro?
Forse il saggio orientale non disputa mai, non lo so di preciso. La nostra tradizione filosofica però impone al saggio di disputare
Ciao Daniele, il gioco e l'evasione hanno in comune la volontà di liberare del tempo. Non sono sinonimi, per come la vedo io: il gioco può essere anche molto impegnativo, l'evasione è quasi sempre ricerca di leggerezza. La filosofia e la saggezza non mi pare che debbano essere per forza presenti simultaneamente. Il saggio rifugge dalle dispute, in quanto per lui il tempo è consapevolezza e non sente nè la necessità di giocare, nè quella di evadere.
Allora, se ho ben inteso, il gioco è un'attività prevalentemente finalizzata, mentre l'evasione prevalentemente non finalizzata. Tutti, grandi, giovani e ragazzini. Ma allora non hanno in comune la volontà di liberare del tempo. Al gioco si va per vincere, non per liberare del tempo ... che poi l'importante sia partecipare è altra cosa, ma in ogni caso partecipare è comunque impegnarsi.
Non so a quale icona tu ti riferisca quando parli di saggio. Se il saggio è il mendicante, di sicuro più che disputare tace o supplica. Se il saggio è colui che ha raggiunto una consapevolezza tale da decidere di non disputare di sicuro per raggiungerla, a prescindere dalla sua ignoranza di cose classiche, avrà certamente speculato prima di divenire saggio, dato che ha consapevolezza. Poi c'è il saggio che per amore alla sapienza come guida ispiratrice per una buona democrazia disputa contro quelli che lo contrariano. Per me resta ferma dunque la domanda riformulata a viator :
"La domanda finale mia era "E' proprio necessario che emerga una disputa?. Dico quindi che forse è necessario, ma è necessaria pure la misura con cui la si porta avanti?"
Citazione di: daniele22 il 28 Marzo 2022, 22:01:42 PMCitazione di: sapa il 28 Marzo 2022, 17:13:49 PMCitazione di: daniele22 il 27 Marzo 2022, 18:40:05 PMCitazione di: sapa il 27 Marzo 2022, 17:58:21 PMPenso che la disputa ideologica risponda a un bisogno innato di giocare e di evasione, cioè, fondamentalmente, di perdere un po' di tempo, astraendosi dalla propria condizione di vita e dal proprio presente. C'è sempre, a mio avviso, una connotazione agonistica nel formarsi delle opposte fazioni. Il saggio non disputa mai.
Ciao sapa. Richiamandomi al topic io chiedo "E' proprio necessario?"
Ti chiedo quindi: bisogno di giocare e di evasione sono da intendersi come sinonimia o come somma di due fattori? Tanto per capirci: l'evasione corrisponde al gioco dei ragazzi divenuti adulti?, o che altro?
Forse il saggio orientale non disputa mai, non lo so di preciso. La nostra tradizione filosofica però impone al saggio di disputare
Ciao Daniele, il gioco e l'evasione hanno in comune la volontà di liberare del tempo. Non sono sinonimi, per come la vedo io: il gioco può essere anche molto impegnativo, l'evasione è quasi sempre ricerca di leggerezza. La filosofia e la saggezza non mi pare che debbano essere per forza presenti simultaneamente. Il saggio rifugge dalle dispute, in quanto per lui il tempo è consapevolezza e non sente nè la necessità di giocare, nè quella di evadere.
Allora, se ho ben inteso, il gioco è un'attività prevalentemente finalizzata, mentre l'evasione prevalentemente non finalizzata. Tutti, grandi, giovani e ragazzini. Ma allora non hanno in comune la volontà di liberare del tempo. Al gioco si va per vincere, non per liberare del tempo ... che poi l'importante sia partecipare è altra cosa, ma in ogni caso partecipare è comunque impegnarsi.
Non so a quale icona tu ti riferisca quando parli di saggio. Se il saggio è il mendicante, di sicuro più che disputare tace o supplica. Se il saggio è colui che ha raggiunto una consapevolezza tale da decidere di non disputare di sicuro per raggiungerla, a prescindere dalla sua ignoranza di cose classiche, avrà certamente speculato prima di divenire saggio, dato che ha consapevolezza. Poi c'è il saggio che per amore alla sapienza come guida ispiratrice per una buona democrazia disputa contro quelli che lo contrariano. Per me resta ferma dunque la domanda riformulata a viator : "La domanda finale mia era "E' proprio necessario che emerga una disputa?. Dico quindi che forse è necessario, ma è necessaria pure la misura con cui la si porta avanti?"
Ciao Daniele, per evitare che sorga una disputa, assolutamente non necessaria come la maggior parte delle dispute, mi limito a ripetere che saggezza e sapienza non sono la stessa cosa. Il gioco e l'evasione liberano entrambi del tempo dai quotidiani assilli e vicissitudini, questo intendevo dire. In quest'ottica, a mio avviso, ricade la disputa, che può essere definita necessaria tanto quanto lo sono il gioco e l'evasione.
Citazione di: sapa il 29 Marzo 2022, 10:54:45 AMCitazione di: daniele22 il 28 Marzo 2022, 22:01:42 PMCitazione di: sapa il 28 Marzo 2022, 17:13:49 PMCitazione di: daniele22 il 27 Marzo 2022, 18:40:05 PMCitazione di: sapa il 27 Marzo 2022, 17:58:21 PMPenso che la disputa ideologica risponda a un bisogno innato di giocare e di evasione, cioè, fondamentalmente, di perdere un po' di tempo, astraendosi dalla propria condizione di vita e dal proprio presente. C'è sempre, a mio avviso, una connotazione agonistica nel formarsi delle opposte fazioni. Il saggio non disputa mai.
Ciao sapa. Richiamandomi al topic io chiedo "E' proprio necessario?"
Ti chiedo quindi: bisogno di giocare e di evasione sono da intendersi come sinonimia o come somma di due fattori? Tanto per capirci: l'evasione corrisponde al gioco dei ragazzi divenuti adulti?, o che altro?
Forse il saggio orientale non disputa mai, non lo so di preciso. La nostra tradizione filosofica però impone al saggio di disputare
Ciao Daniele, il gioco e l'evasione hanno in comune la volontà di liberare del tempo. Non sono sinonimi, per come la vedo io: il gioco può essere anche molto impegnativo, l'evasione è quasi sempre ricerca di leggerezza. La filosofia e la saggezza non mi pare che debbano essere per forza presenti simultaneamente. Il saggio rifugge dalle dispute, in quanto per lui il tempo è consapevolezza e non sente nè la necessità di giocare, nè quella di evadere.
Allora, se ho ben inteso, il gioco è un'attività prevalentemente finalizzata, mentre l'evasione prevalentemente non finalizzata. Tutti, grandi, giovani e ragazzini. Ma allora non hanno in comune la volontà di liberare del tempo. Al gioco si va per vincere, non per liberare del tempo ... che poi l'importante sia partecipare è altra cosa, ma in ogni caso partecipare è comunque impegnarsi.
Non so a quale icona tu ti riferisca quando parli di saggio. Se il saggio è il mendicante, di sicuro più che disputare tace o supplica. Se il saggio è colui che ha raggiunto una consapevolezza tale da decidere di non disputare di sicuro per raggiungerla, a prescindere dalla sua ignoranza di cose classiche, avrà certamente speculato prima di divenire saggio, dato che ha consapevolezza. Poi c'è il saggio che per amore alla sapienza come guida ispiratrice per una buona democrazia disputa contro quelli che lo contrariano. Per me resta ferma dunque la domanda riformulata a viator : "La domanda finale mia era "E' proprio necessario che emerga una disputa?. Dico quindi che forse è necessario, ma è necessaria pure la misura con cui la si porta avanti?"
Ciao Daniele, per evitare che sorga una disputa, assolutamente non necessaria come la maggior parte delle dispute, mi limito a ripetere che saggezza e sapienza non sono la stessa cosa. Il gioco e l'evasione liberano entrambi del tempo dai quotidiani assilli e vicissitudini, questo intendevo dire. In quest'ottica, a mio avviso, ricade la disputa, che può essere definita necessaria tanto quanto lo sono il gioco e l'evasione.
Caro Sapa, la tua capacità di argomentare è pressoché nulla. Snaturi termini come saggezza e sapienza senza motivare tale ineguaglianza. I vocabolari sostengono infatti il contrario di quel che dici. E' vero infatti che i significati si accettano, e vatti a sapere cosa accetta un individuo, però i vocabolari definiscono una certa convenzionalità per i termini. Puoi pure continuare a dire che non è così, ma questa è solo prepotenza verbale, faccenda molto in uso nel forum. Snaturi pure l'eventuale contrapposizione tra gioco ed evasione.
Inoltre dici: "
per evitare che sorga una disputa, assolutamente non necessaria come la maggior parte delle dispute ...etc". ... Per poi finire che la disputa può essere definita necessaria tanto quanto lo sono il gioco e l'evasione.
Non so che dire, ma se rispondi di sicuro leggerò la risposta, però mi riserverò semmai di perdere ancora il mio tempo di fronte alla prepotenza, cioè mollerò la
disputa lasciandoti al tuo destino dato che la
misura sarebbe per me colma. Ah, tra le altre cose non rispondi nemmeno alla domanda così tanto sei impegnato a
disputare sul fumo
Citazione di: daniele22 il 29 Marzo 2022, 12:29:14 PMCitazione di: sapa il 29 Marzo 2022, 10:54:45 AMCitazione di: daniele22 il 28 Marzo 2022, 22:01:42 PMCitazione di: sapa il 28 Marzo 2022, 17:13:49 PMCitazione di: daniele22 il 27 Marzo 2022, 18:40:05 PMCitazione di: sapa il 27 Marzo 2022, 17:58:21 PMPenso che la disputa ideologica risponda a un bisogno innato di giocare e di evasione, cioè, fondamentalmente, di perdere un po' di tempo, astraendosi dalla propria condizione di vita e dal proprio presente. C'è sempre, a mio avviso, una connotazione agonistica nel formarsi delle opposte fazioni. Il saggio non disputa mai.
Ciao sapa. Richiamandomi al topic io chiedo "E' proprio necessario?"
Ti chiedo quindi: bisogno di giocare e di evasione sono da intendersi come sinonimia o come somma di due fattori? Tanto per capirci: l'evasione corrisponde al gioco dei ragazzi divenuti adulti?, o che altro?
Forse il saggio orientale non disputa mai, non lo so di preciso. La nostra tradizione filosofica però impone al saggio di disputare
Ciao Daniele, il gioco e l'evasione hanno in comune la volontà di liberare del tempo. Non sono sinonimi, per come la vedo io: il gioco può essere anche molto impegnativo, l'evasione è quasi sempre ricerca di leggerezza. La filosofia e la saggezza non mi pare che debbano essere per forza presenti simultaneamente. Il saggio rifugge dalle dispute, in quanto per lui il tempo è consapevolezza e non sente nè la necessità di giocare, nè quella di evadere.
Allora, se ho ben inteso, il gioco è un'attività prevalentemente finalizzata, mentre l'evasione prevalentemente non finalizzata. Tutti, grandi, giovani e ragazzini. Ma allora non hanno in comune la volontà di liberare del tempo. Al gioco si va per vincere, non per liberare del tempo ... che poi l'importante sia partecipare è altra cosa, ma in ogni caso partecipare è comunque impegnarsi.
Non so a quale icona tu ti riferisca quando parli di saggio. Se il saggio è il mendicante, di sicuro più che disputare tace o supplica. Se il saggio è colui che ha raggiunto una consapevolezza tale da decidere di non disputare di sicuro per raggiungerla, a prescindere dalla sua ignoranza di cose classiche, avrà certamente speculato prima di divenire saggio, dato che ha consapevolezza. Poi c'è il saggio che per amore alla sapienza come guida ispiratrice per una buona democrazia disputa contro quelli che lo contrariano. Per me resta ferma dunque la domanda riformulata a viator : "La domanda finale mia era "E' proprio necessario che emerga una disputa?. Dico quindi che forse è necessario, ma è necessaria pure la misura con cui la si porta avanti?"
Ciao Daniele, per evitare che sorga una disputa, assolutamente non necessaria come la maggior parte delle dispute, mi limito a ripetere che saggezza e sapienza non sono la stessa cosa. Il gioco e l'evasione liberano entrambi del tempo dai quotidiani assilli e vicissitudini, questo intendevo dire. In quest'ottica, a mio avviso, ricade la disputa, che può essere definita necessaria tanto quanto lo sono il gioco e l'evasione.
Caro Sapa, la tua capacità di argomentare è pressoché nulla. Snaturi termini come saggezza e sapienza senza motivare tale ineguaglianza. I vocabolari sostengono infatti il contrario di quel che dici. E' vero infatti che i significati si accettano, e vatti a sapere cosa accetta un individuo, però i vocabolari definiscono una certa convenzionalità per i termini. Puoi pure continuare a dire che non è così, ma questa è solo prepotenza verbale, faccenda molto in uso nel forum. Snaturi pure l'eventuale contrapposizione tra gioco ed evasione.
Inoltre dici: "per evitare che sorga una disputa, assolutamente non necessaria come la maggior parte delle dispute ...etc". ... Per poi finire che la disputa può essere definita necessaria tanto quanto lo sono il gioco e l'evasione.
Non so che dire, ma se rispondi di sicuro leggerò la risposta, però mi riserverò semmai di perdere ancora il mio tempo di fronte alla prepotenza, cioè mollerò la disputa lasciandoti al tuo destino dato che la misura sarebbe per me colma. Ah, tra le altre cose non rispondi nemmeno alla domanda così tanto sei impegnato a disputare sul fumo
Tranquillo, Daniele, la disputa in questo caso finisce qui. Ho provato a rispondere ai tuoi quesiti, ma vedo che non sono riuscito a farmi capire. A questo punto, il mio seppur minimo livello di saggezza mi suggerisce di fermarmi e così mi comporterò. Solo una considerazione: la mia prepotenza, suvvia..... Ciao
Salve beatissimo daniele. Vedi che succede a non darmi retta ? Nel mio intervento nr.3 ti avevo ben detto che - circa la misura :
- il discorso si sarebbe fatto viscidissimo (soprattutto per chi, come te , afferma di stare sull'orlo di un baratro ! fai attenzione, per carità!),
- della misura avresti dovuto parlarne con uno dei nostri amici utenti tra i più autorevoli e profondi (siamo talmente in pochi che certo saprai individuarlo)....
Invece - con tutto il rispetto per l'amico sapa - hai voluto impelagarti in una sterile disputa con uno di noi (sapa, per l'appunto) il quale possiede una mente agile ma normale.........mentre l'argomento da te evocato - a mio parere - risulta adatto solo a delle ultramenti.
Mi dispiace comunque non essere in grado - come ti ho già accennato - di approfondire, non ritenendomi neppure io (e figuriamoci !!) all'altezza. Cari saluti ed occhio al baratro.
@viator & @sapa
Dietro a questi schermi ci sono forse delle persone. Farei forse volentieri un brindisi con tali persone, però come ho già detto, io ho rispetto per l'individuo, ma non necessariamente per quel che dice. Sembra paradossale, ma per me è così, e questo cerco di costringermi a fare. Come dire ... ne va della mia vita (ironico o autoironico). L'argomento l'ho aperto con una domanda secca e quindi sto cercando di chiuderlo nei miei modi, anche nel ritmo. Sapa, la prepotenza verbale è un'espressione per definire in altri termini la forzatura nel dialogo ... prepotenza verbale fa più effetto ... ti sei fermato in tempo, e questa considerala come una risposta dato quel che avevo detto nell'altro post. Inoltre, come dice viator .... . Infine, grazie per il monito cerco di fare attenzione, comunque le mucche stavano a un paio di metri dall'abisso
Citazione di: daniele22 il 29 Marzo 2022, 23:46:40 PM@viator & @sapa
Dietro a questi schermi ci sono forse delle persone. Farei forse volentieri un brindisi con tali persone, però come ho già detto, io ho rispetto per l'individuo, ma non necessariamente per quel che dice. Sembra paradossale, ma per me è così, e questo cerco di costringermi a fare. Come dire ... ne va della mia vita (ironico o autoironico). L'argomento l'ho aperto con una domanda secca e quindi sto cercando di chiuderlo nei miei modi, anche nel ritmo. Sapa, la prepotenza verbale è un'espressione per definire in altri termini la forzatura nel dialogo ... prepotenza verbale fa più effetto ... ti sei fermato in tempo, e questa considerala come una risposta dato quel che avevo detto nell'altro post. Inoltre, come dice viator .... . Infine, grazie per il monito cerco di fare attenzione, comunque le mucche stavano a un paio di metri dall'abisso
Ciao Daniele, sì, sono fiero di essere riuscito a fermarmi in tempo. Devo dire che ci ho pensato su, prima di entrare in una discussione sulle dispute lanciata da te, che mi sembri, scusa se te lo dico, un generatore in continuo di dispute. Devo dedurre che, quando chiedevi se era proprio necessario che si generassero discussioni a 2 teste, la tua fosse una domanda retorica. Non c'è nessun abisso, comunque, tutt'al più solo una piccola perdita di tempo, per come la vedo io, della quale mi scuso. Per finire: dovevo proprio argomentare, con dati e citazioni, la mia affermazione che saggezza e sapienza sono cose diverse, anche se a volte complementari? Sostenere il contrario sarebbe, a mio avviso, come affermare che fisica e matematica sono sinonimi. E quando dicevo che le dispute non sono mai, per me, necessarie e, se lo sono, è nella misura in cui sono necessari il gioco e l'evasione, intendevo rimbalzarti la domanda: se per te è necessario, nella vita, perdere un po' di tempo a giocare e in altri intrattenimenti a mo' di evasione, allora può essere necessaria anche la discussione "agonistica". Mi sembrava abbastanza ovvio, ma forse non sono riuscito a spiegarmi bene. Scusami ancora. A presto.
Le dispute sono l'anima del progresso, le ali del sapere. Non a caso l'epistemologo Thomas Kuhn ha titolato la sua celebre opera "Struttura delle rivoluzioni scientifiche".
Senza dispute saremmo ancora fermi al geocentrismo, così come appare il fenomeno ai nostri occhi. C'è gente che ha rischiato la vita (Galilo Galilei) e ce l'ha pure lasciata (Giordano Bruno) per questa disputa scientifica.
"Lode al dubbio" di B.Brecht enumera le dispute che hanno spalancato la mente umana, collettivamente intesa, su verità e falsità. Ben più che un gioco, la contrapposizione dialettica è ciò che ci salva da ignoranza, omologazione e totalitarismo.
Ciao sapa, non essendomi offeso, non mi dovresti senz'altro alcuna scusa. Accetto, visto pure che non lo sapevi. Hai ragione, sono proprio un generatore di dispute, d'altra parte se conosci un po' la mia storia in questo forum mi sembra di esservi entrato proprio in modo ereticamente provocatorio. Che via via si è manifestato sempre più guerrafondaio. Pensa invece che nella vita di ogni giorno, prima di entrare in guerra contro il mondo l'anno scorso, sono sempre stato uno per nulla polemico. Come si suol dire uno che se l'imbocca facilmente, fino a un certo punto. Quindi ora sto giocando ad un gioco finalizzato, forse tu lo fai per evasione. Il mio obiettivo non è però vincere da solo
Citazione di: daniele22 il 28 Marzo 2022, 18:00:11 PMSono completamente d'accordo con quel che dici ricercatore.
Visto che nella parte finale hai parlato di covid, ed essendo io in questo caso specifico del covid un no-vax convinto, prima di vaccinarmi (volontariamente peraltro) temevo più che altro l'effetto a lungo termine del vaccino. Incrociamo le dita. Comunque ognuno è responsabile delle proprie scelte, scelte che a certi livelli potrebbero diramare attraverso grandi fratture verso orizzonti certamente ignoti.
Allora formulo ancora la domanda come l'avevo riformulata a viator : "La domanda finale mia era "E' proprio necessario che emerga una disputa?. Dico quindi che forse è necessario, ma è necessaria pure la misura con cui la si porta avanti?"
Ora osservo, passando all'altra grande disputa in corso, che dicendo di perseguire la pace col dialogo e fornire di armi ad una delle due parti è di fatto una contraddizione, checché se ne disputi. Osservo quindi che nelle persone, di fatto, sta cadendo qualsiasi principio di realtà che regge qualsiasi discussione tra di esse. Se fosse quindi proprio necessario che accada una separazione debbo intendere che quelli che si contraddicono anelano forse senza saperlo a volersi separare dalla specie madre, ovverosia quella che riesce a distinguere la contraddizione?
Tutto è possibile, però io non ci credo. Penso che la Russia stia compiendo quella che in chimica si chiama una titolazione acido base. Diciamo pure che non lo sta facendo lei in prima persona. Siamo noi europei in realtà a farlo. Non so se tu abbia mai assistito al fenomeno. E' veramente entusiasmante. Si tratta di desumere quanta sostanza via sia in una soluzione versando goccia a goccia nella soluzione un suo complemento. A un certo punto (tramite una sostanza rivelatrice già presente nella soluzione) vedi che nel cauto goccia a goccia una prima goccia sporca appena appena la soluzione del colore in cui virerà in seguito e poi scompare la colorazione. La goccia successiva sporca un po' di più, ma ancora scompare la colorazione. Quell'una o due gocce successive fanno cambiare completamente il colore della soluzione rendendolo permanente. Tempo qualche giorno i russi sapranno quando saremo cotti al punto giusto. Ci si poteva fermare prima, nella disputa, o era necessario? Eravamo nel presente prima tanto quanto lo siamo ora
quando la situazione è complessa, tipo la questione russa, è chiaramente molto difficile trovare un'idea "giusta" :)
la "guerra" di idee deve proseguire ancora
in ogni caso la disputa deve essere sempre una disputa tra "idee".
non una guerra tra "sapa" e "daniele22", ma una guerra tra l'"idea di sapa" e l'"idea di daniele22".
sarebbe un errore prendersela sul personale: si perderebbe infatti l'occasione di assistere alla nascita di una "terza" idea, quella che sorge dalle ceneri delle altre due. sarebbe proprio un peccato.
Come dici, ricercatore, sarebbe un errore prendersela sul personale: si perderebbe infatti l'occasione di assistere alla nascita di una "terza" idea, quella che sorge dalle ceneri delle altre due. sarebbe proprio un peccato e speriamo che ciò non accada