Riflessioni sull'Alchimia
di Elena Frasca Odorizzi indice articoli
L'Alchimia Spirituale
Gennaio 2009
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L'Alchimia Spirituale
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Il Linguaggio degli Uccelli
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Il Linguaggio degli Uccelli
«La verità non è venuta nuda in questo mondo, ma in simboli e in immagini. Non la si può afferrare in altro modo. Vi è una rigenerazione, e un'immagine di (questa) rigenerazione. Bisogna veramente rinascere per mezzo dell'immagine. Che cos'è la risurrezione? L'immagine deve risorgere per mezzo dell'immagine. Lo sposo e l'immagine penetrano nella verità per meno dell'immagine. Questa è l'apocatastasi [2].»
Lo scopo dell'Alchimia Spirituale [3] è risvegliare la Coscienza, trasformandola da grezza materia inaridita in raffinata sostanza di proiezione. Se gli Alchimisti scomparissero dalla faccia della Terra, ma gli Strumenti dell'Arte sopravvivessero, qualsiasi ipotetico Archeologo del futuro potrebbe riuscire a innescare nuovi processi di trasformazione, scavando nelle profondità e nei recessi della sua materia mentale (V.I.T.R.I.O.L.). Gli Strumenti Alchemici, come quelli Massonici, sono autentici attrezzi da lavoro, ma anche potenti immagini simboliche dotate di forte carica evocativa, catartica e comunicativa. Oltre che «Cultura Materiale» sono quindi Simboli, che nel loro insieme costituiscono i geroglifici sacri della Lingua Naturale Universale degli Esoteristi: un linguaggio iniziatico che nella sua variante Alchemica viene chiamato Linguaggio degli Uccelli, Lingua Verde, Gaia Scienza o Gaio Sapere.
Cos’altro, meglio del Simbolo, colpisce e stimola nella nostra Mente le due istanze principali dell'essere umano: la sua «Volontà di Potenza», (il bisogno innato di sopravvivere, affermarsi, essere amato) e il suo «Sentimento Sociale» (il desiderio di cooperare con la comunità a livello di azione e compartecipazione emotiva)? Cosa, più dell'Immagine Enigmatica, riporta alla luce ombre e desideri nascosti o trasforma le persone normali in Eroi, accendendo la loro fantasia e il loro desiderio di avventura?
Tutti, di continuo, sperimentiamo il potere dei Simboli senza accorgercene. Ci sono emozioni, sentimenti, realtà interiori, che non è possibile esprimere e comunicare a noi stessi e agli altri senza ricorrere a immagini descrittive e metaforiche. Solo in questo modo possiamo manifestare quella parte di realtà, che pur non essendo palpabile fisicamente, esiste, ci condiziona ed è condizionata dal buono o cattivo rapporto che abbiamo con il mondo esteriore e tangibile.
Esprimere e interpretare la realtà interiore vuol dire creare una immagine di ciò che proviamo, proiettandola davanti ai nostri occhi per poterci vedere per come siamo davvero. Questa immagine riflessa viene creata attraverso una serie di codificazioni e decodificazioni, coscienti e incoscienti del proprio vissuto, che si manifestano attraverso i sogni, la meditazione (attività immaginarie vissute come reali), le attività artistiche (azione dell'Io Creativo) e l'attribuzione ad altre persone delle nostre virtù o dei nostri difetti (transfert). Ogni giorno, semplicemente vivendo il nostro quotidiano, offriamo a noi stessi la possibilità di migliorare e comprendere chi siamo, cosa vogliamo, cosa possiamo fare per noi e per gli altri, a condizione di capire a chi stiamo cercando veramente di piacere. Il vero Oratorio Laboratorio nel quale l'Alchimista Spirituale fa i suoi esperimenti trasformativi è la Vita e se riuscissimo a leggere la nostra esistenza come il libro di avventure di un apprendista, potremmo riconoscere e modificare quegli atteggiamenti che desideriamo o critichiamo negli altri. Si tratta, è ovvio, di una strada molto difficile da imboccare, non tanto perché ci voglia coraggio, ma perché una volta che un individuo, per placare un senso di disagio e proteggere il suo senso di autostima, costruisce il suo «stile di vita»sulla menzogna, la «finzione» diventa indistinguibile dalla realtà per sempre o almeno fino a quando il mondo di un altro individuo entra in collisione con il nostro, con una tale forza da infrangere la percezione soggettiva che avevamo di noi stessi, obbligandoci a confrontare ciò che avremmo voluto essere con ciò che siamo diventati.
L'Esoterismo, in questa prospettiva, non è altro che uno spazio infradimensionale, attraverso il quale si può vivere fuori dai tempi del palcoscenico, senza abbandonare la scena. Ci permette di comportarci come il Regista che mandando indietro e avanti il suo film a piacimento, può rivedere la trama e l'ordito temporale della propria vita, decidendo cosa tagliare o come far proseguire la storia dell'Io Protagonista, cosicché, alla fine, anche l'Io Spettatore sia soddisfatto.
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