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Riflessioni sull'Alchimia

Riflessioni sull'Alchimia

di Elena Frasca Odorizzi   indice articoli

 

Araldica Alchemica

Settembre 2011
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GLI SMALTI o COLORI
Il termine Smalto deriva dall'uso dei Cavalieri medievali di applicare sugli scudi figure, fatte in stagno battuto e smaltate di rosso, verde, nero, turchino o porpora (1).
Gli Smalti si distinguono in due categorie, i metalli e le tinture (o colori), in riferimento cioè al materiale dal quale provenivano. L'Oro e l'Argento derivano dai metalli, mentre il Rosso, il Nero, l'Azzurro, il Verde e il Porpora, sono prodotti mediante tinture. Metalli e Tinture sono proprio gli elementi che gli Alchimisti cercano di distillare.
I Colori Araldici sono 7 e corrispondono ai 7 Pianeti e ai 7 Metalli degli Alchimisti. Secondo la Legge delle Corrispondenze ogni cosa nell'Universo è collegata, per mezzo di precise geometrie, che riguardano la creazione del mondo, a partire da un Tutto omogeneo. Da questa Unità primordiale derivano i due Elementi Costitutivi del Cosmo, che a loro volta generarono una seconda Diade, cioè le Quattro Radici del Mondo Materiale. La Legge delle Corrispondenze, rappresenta la sintesi schematica di tutti le concordanze, cioè di tutti i rapporti che questo i Quattro Elementi stabiliscono mescolandosi tra sé, in percentuali diverse, (Legge di Simpatia), per creare il resto delle cose esistenti.Alle 4 direzioni spaziali, per esempio, corrispondono, i 4 venti, i 4 elementi terrestri,  le loro qualità, i 4 evangelisti, le 4 stagioni, le 4 fasi principali della vita, ecc. L'ulteriore espansione dell'Unità primordiale è il Settenario, sublunare e terrestre, composto dal numero 3, la Triade ideatrice e generatrice celeste (cioè il Tutto Unità + la sua manifestazione nella Dualità degli Opposti) e dal numero 4, cioè la manifestazione tangibile di questo Tutto che si moltiplica tramite la dualità (il Quaternario). I Pitagorici chiamavano il Settenario, la Base dell'Universo, ma anche telesforo (2), cioè “colui che porta a compimento” la potenzialità del Tutto nascosta nella Tetraktis. La sua forma è, infatti, quella di una Piramide a base quadrata, che da una parte, scompone, come un Prisma ottico, la Luce dell'Unità originaria, in sette raggi luminosi, dai quali derivano successive combinazioni cromatiche, mentre dall'altra riportata ogni cosa alla sua origine e al suo perfezionamento. Al Settenario sono collegati molti miti cosmogonici, teogonici e misterico-iniziatici, che hanno a che fare con il Ciclo Lunare, i 7 Giorni della Settimana, i 7 Chakras, i 7 Pianeti, i 7 Metalli, 7 Pietre, 7 Animali, 7 Piante, e 7 Colori. I colori degli Smalti Araldici sono proprio i colori dei 7 Pianeti, utilizzati anche dagli Alchimisti, in relazione alla loro correlazione con i 7 Metalli, visti come “coagulazione” terrestre di elementi celesti. Come abbiamo detto all'inizio si tratta di teorie derivate dal mondo antico, adattate «dagli astrologi Ellenistici dell’Egitto Tolemaico» ed ereditate «dagli studiosi Islamici dell’ 8-10 secolo.». « [...] L'intero sistema è chiaramente enunciato nel trattato su “L’uomo perfetto” (Insan-ul-Kamil) con il mistico sufi Jili», ed appare «nei testi teorici dell’araldica europea, i primi dei quali sono di tarda epoca, […] in particolare ne Le blason des Armoiries di Hyerome de Bara (Lione, 1581) (3). »

La Tabella delle Corrispondenze è la Seguente (4):


PIANETA

METALLO

SMALTO ARALDICO

Altri COLORI

Qualità

Luna

Argento

(metallo) argento

Bianco

Freddo-Umido

Marte

Ferro

(tintura) rosso

Rosso

Caldo-Secco

Mercurio

Mercurio

(tintura) porpora

Grigio o Marrone

Secco-Freddo

Venere

Verde rame

(tintura) verde

Verde

Caldo-Umido

Sole

Oro

(metallo) oro

Giallo

Caldo-Secco

Giove

Stagno

(tintura) azzurro

Blu / Turchino

Caldo-Umido

Saturno

Piombo

(tintura) sabbia

Nero

Freddo-Secco

 

Ogni Raggio di Luce del Settenario, rappresenta un aspetto dell'Unità e poiché ogni Colore ha un Significato che ne condensa l'essenza, ogni “Smalto” rappresenta l'espressione di un messaggio simbolico, che va compiuta con criterio, esattamente come la scelta di una determinata Figura. Non sceglieremo, quindi, i Colori, in base al gusto personale, ma in base ai significati esoterici e iniziatici dell'Ermetismo e dell'Esoterismo Tradizionale, ricorrendo allo studio di testi e manuali specifici.
Vulson de la ColombièrePer comprendere e individuare il colore di uno smalto, quando lo stemma viene riprodotto su sigilli o stampe in B/N, gli Araldisti hanno escogitato,  nel tempo, vari metodi. In alcuni casi scrivevano l'iniziale della prima lettera corrispondente al colore dello smalto nei campi, in altri le prime sette lettere dell'alfabeto o, ancora i primi sette numeri cardinali. Dal XVII secolo vengono usati dei particolari segni convenzionali,  ideati dall'araldista francese Vulson de la Colombière,   basati su linee e tratteggi. Il Rosso si indica con fitte linee perpendicolari, l'Azzurro con linee orizzontali, il Verde con linee diagonali da sinistra a destra, il Porpora con linee diagonali da destra a sinistra, il Nero con linee orizzontali e verticali incrociate, mentre l'Oro si rende punteggiato e l'Argento senza tratteggio.

 

GLI ORNAMENTI ESTERNI
La creazione di uno stemma alchemico è un'impresa impegnativa, ma la scelta degli ornamenti esterni non è meno laboriosa.
In Araldica, gli Ornamenti sono Figure che servono come contrassegno onorifico, per indicare la dignità del portatore e la classe sociale di appartenenza, (ecclesiastica, nobiliare, militare, di cittadinanza o di comunità).
Si dividono in “ereditari” o “personali”.  Tra i primi rientrano il cimierio , la corona di famiglia, il cercine, gli svolazzi o lambrecchini, l'elmo (o copricapo), il manto, il padiglione, la corona personale, lo scudo, i sostegni, le imprese,  i contrassegni d’onore, i motti. Nei secondi troviamo le àncore, le bandiere, i cannoni, i trofei d'arme per i militari, le insegne equestri per i cavalieri, i cappelli per gli ecclesiastici, le fronde di quercia e d'alloro per le comunità e la cordelliera, il laccio d'amore e le palme per le donne.
Anche noi divideremo gli Ornamenti in “ereditari” e “personali”, ma con attributi e significati diversi, perché in alchimia lo stemma è personale e non esistono né distinzioni gerarchiche, né differenze di sesso.
Per quanto riguarda gli Ornamenti Ereditari, lo Stemma Alchemico non può essere trasmesso, tuttavia l'alchimista che si riconoscesse in un'asse ereditario spirituale iniziatico, (Maestro-Allievo), può riportare all'esterno elementi dello stemma del suo Maestro o della Scuola alchemica a cui sente di appartenere, (Paracelsiana, Rosacrociana, Ermetista, ecc.).
Gli Ornamenti Personali sono, invece, tutti quei simboli che servono a “personalizzare” il proprio Stemma, aggiungendo dettagli che arricchiscono e specificano ulteriormente il simbolismo personale dell'emblema rappresentato nello scudo. Sono Ornamenti Personali: il Cimiero, il Copricapo, la Corona, gli Svolazzi, il Cercine, le Imprese, i Contrassegni d'Onore, i Sostegni e i Motti, che nell'araldica nobiliare sono considerati elementi ereditari.
La Corona e l'ElmoLa Corona e l'Elmo, assumono nell'Araldica Alchemica connotati diversi da quella nobiliare, essendo la prima un simbolo del potere regale e la seconda una protezione utilizzata dai cavalieri in battaglia. L'Araldica Ecclesiastica, particolarmente creativa, ci insegna che possono essere sostituiti in modo assolutamente brillante e coerente, con simboli più adeguati. L'Elmo, per esempio è stato rimpiazzato dal Galero, il Cappello Ecclesiastico, con il quale, attraverso un sistema di Colori, Cordoni e Nappe, si possono distinguere gli Ordini religiosi e le cariche rivestite dai prelati. Nella nostra Araldica Alchemica, l'Elmo è rimpiazzato dal Copricapo Ermetico. Questo può essere rappresentato dalla libera rielaborazione di un elmo aperto con le ali, basato sulla foggia riportata nelle immagini pittoriche e scultoree del Dio Hermes, oppure con uno dei cappelli con cui è raffigurato Ermete Trismegisto nelle stampe o sul pavimento del Duomo di Siena. Si può tentare, ovviamente, anche un connubio di entrambi. Non vi è nessuna regola precisa sulla posizione frontale, di profilo o tre quarti del Copricapo o se questo debba essere volto verso destra o verso sinistra. Per alcuni la posizione a Sinistra potrebbe comunque avere dei significati particolari, in tal caso andrà blasonata. Il Copricapo Alchemico può essere sormontato da un Cimiero, cioè una figura o un insieme di figure che “stanno in cima”, cioè cimano il cappello. La Figura del Cimiero, può portare la Corona se ciò corrisponde a una precisa iconografia alchemica. La scelta della Figura del Cimiero è affidata all'ispirazione personale. «Si ritiene che la funzione originale del cimiero fosse quella di rendere più imponente e terrificante il cavaliere che se ne dotava; in questo il cimiero può essere assimilato alle spoglie di animali uccisi con cui si ornavano il capo i guerrieri più antichi, o alcuni soldati con funzioni speciali, come quei signiferi romani che avevano il capo coperto con una testa di lupo. Più tardi il cimiero rimase solo come ornamento dell'elmo araldico. Talora è costituito da una delle figure presenti sullo scudo, e allora ne ripete i colori, altre volte, invece, è una figura che corrisponde all'impresa del titolare dello scudo (5).» Data la sua posizione sulla “punta”, il Cimiero è una “immagine di potere”, da usare come protezione oppure, come immagine catalizzatrice e canalizzatrice del proprio sigillo/emblema. Esempi di possibili Cimieri li abbiamo già visti nel cimiero di stoffa a forma di Aquila/Fenice dell'Emerald Table di Stephan Michelspracher, o nella Stella del Composto, di Cornelius Petraeus di Amburgo., ma si può trarre ispirazione anche da altri emblemi alchemici.
Araldica AlchemicaNell'Araldica Alchemica, le Corone lunari e solari, possono essere utilizzate: per creare l'Arma Artis. Qualora la Figura lo richieda, (per esempio il Re Rosso e la Regina Bianca), possono essere utilizzate per i Sostegni, per le immagini dello scudo o sul Cimiero, non possono, invece, andare direttamente sul Copricapo, come nell'uso Nobiliare.
A partire dal XVI secolo comparvero anche le  Penne di Pavone, in numero di 7, ricadenti davanti e del colore degli smalti dello Scudo. Successivamente vennero sostitutite con Piume di Struzzo dalle fogge più diverse e in numero tra 3 e 7. Per usarle sul Copricapo Alchemico, dovranno essere di Pavone, in riferimento alla Cauda Pavonis delle Fasi Alchemiche e di conseguenza dipinte nei Sette colori dell'Arcobaleno.
Araldica AlchemicaTra il Copricapo e il Cimiero si trova il Cercine o Tortiglio, una coroncina di stoffa a forma di ciambella e che ripete i colori principali dello scudo. Può essere utile per meglio distinguere il Copricapo dal Cimiero. «Secondo alcuni studiosi serviva, in origine, ad attutire i colpi sull’elmo; in seguito, a trattenere gli svolazzi (6)». Gli Svolazzi o Lambrecchini sono strisce di stoffa ornamentali e frastagliate, apparse nel XIV secolo, che scendono dalla cima del Copricapo fino ai fianchi dello Scudo, con funzione protettiva e decorativa. Ripetono i colori dello scudo o delle figure principali. Altri due elementi, il Manto movente dall'Elmo e il Padiglione, (un Manto sormontato da una Corona), derivano dall’usanza cavalleresca di esporre l’arma, prima dei tornei, sotto tende o padiglioni, fatti di tessuti preziosi. Il primo può essere usato per gli Stemmi Personali, ma deve ricordare effettivamente un Arazzo ornamentale, mentre il secondo è prerogativa della sola Arma Artis. Intorno allo stemma si possono trovare delle Figure che lo sorreggono. Le figure animali sono dette Supporti, le figure umane sono dette Tenenti, gli oggetti sono chiamati Sostegni.  Infine vi è il Motto, una frase, tradizionalmente in latino, che racchiude in sè gli obiettivi, le aspirazioni o gli impegni presi dall'Alchimista, siglata sottoforma di sentenza o di enigma. In generale viene raffigurato sotto lo stemma, con lettere romane, maiuscole, su cartigli svolazzanti. (Negli Stemmi nobiliari, se un motto si trova all'interno dello scudo è detto Impresa, se si trova al di sopra dello scudo e dell'elmo riporta il  Grido di guerra del cavaliere.)

 

Ricapitolando, uno Stemma Alchemico Personale, è rappresentato dall'insieme dello scudo e di tutte le figure che vi compaiono all'interno e all'esterno (ornamenti), raffigurate e disposte secondo determinate regole. Non potendo ancora stilare una classificazione dei possibili Stemmi che esiteranno in futuro, si può comunque ipotizzare che ci saranno Stemmi Enigmatici, cioè di “occulta” interpretazione, Stemmi parlanti o agalmonici, cioè con le figure che sono allusive del nome dell'Alchimista, Stemmi di Ispirazione o Derivazione, che presentano al loro interno elementi di una Corrente Ermetica, di un particolare personaggio del passato, o dello stemma del proprio Maestro, ma anche Stemmi Compositi, creati in occasione di “nuove conquiste interiori”, modificando liberamente il proprio scudo, con l'aggiunta di nuove partizioni e simboli, oppure semplicemente legando insieme due stemmi diversi, con Sostegni e Tenenti adeguati.
Gli Stemmi possono non essere entrambi Alchemici, perché molto spesso un Alchimista è anche un Libero Muratore, un Cabalista o un Astrologo, per cui, come ho detto all'inizio, spingendoci oltre si potrebbero creare anche Stemmi Stregonici, Sigilli Occultistici, Marchi di Maestria, Scudi Astrologici, ecc., …gli unici limiti sono la Conoscenza di queste “Materie”, la Fantasia e magari il Manuale che sto scrivendo ;) .

 

   Elena Frasca Odorizzi

 

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NOTE
1) Il campo di uno scudo poteva essere ricoperto anche da una pelliccia, invece che da uno Smalto, (per l'esattezza due, il vaio e l'ermellino), ma nell'Araldica Alchemica, non vi è alcun motivo per utilizzare questa simbologia.

2) Vedi E.F., Del Misterioso Fenomeno del Settenario, Pubblicato su " L'Incontro delle Genti", anno XX, ott-dic 1980. http://www.scribd.com/doc/2473098/Del-misterioso-fenomeno-settenario

3) Rafal T. Prinke,  Hermetic Heraldry, op. cit., p. 62-78.

4) «Per completezza, vale la pena ricordare che gli araldisti aggiungono anche “il naturale”, quando le figure caricate nell'arme conservano il loro proprio colore. Il colore della carne del corpo umano però, più specificatamente, si blasona con “di carnagione”, mentre il cielo, con nuvole e prospettiva, come in un vero paesaggio, si descrive con “campo in cielo”. Gli araldisti inglesi e olandesi usano altresì i colori aranciato e cannellato, sanguigno e lionatoManuale di Araldica di Giorgio Aldrighetti, http://www.iagi.info/araldica/elementi/elementi_03.html

5) http://it.wikipedia.org/wiki/Cimiero

6) Elementi di Araldica, di Paolo Renier, in “Elenco Nobiliare Sardo”, a cura dell’Associazione Araldica Genealogica Nobiliare della Sardegna, Ed. Delfino. http://www.araldicasardegna.org/curiosita/elementi_araldica.htm

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