Riflessioni in forma di conversazioni
di Doriano FasoliInterviste a personaggi della cultura italiana e straniera
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Claudio Sottocornola, “filosofo del pop”, è in realtà una personalità poliedrica che ha fatto del suo approccio olistico alla ricerca, della interdisciplinarietà, della contaminazione dei generi, un vero e proprio marchio di fabbrica. Conosciuto soprattutto per le sue lezioni-concerto relative alla canzone pop, rock e d’autore, è però anche poeta con all’attivo due corpose sillogi (“Giovinezza… addio” e “Nugae, nugellae, lampi”, ed. Velar), che raccolgono versi scritti dal 1974 al 2008, artista visivo (i collages di “Eighties” e le immagini de “Il giardino di mia madre e altri luoghi”), ma soprattutto ordinario di Filosofia a Bergamo e artefice di una visione un po’ “controculturale”, che fa del pop, inteso in senso estensivo, la categoria prevalente per la lettura del contemporaneo. E’ quindi un filosofo i cui strumenti di ricerca ed espressione sono musica, poesia, immagini. Il corso che sta conducendo alla Terza Università di Bergamo, per esempio, si intitola “Da Wanda Osiris alle veline”, e verte sull’evoluzione dell’immagine femminile nella storia dello spettacolo…