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di Pier Angelo Piai      indice articoli


Ogni uomo è la manifestazione visibile dell'amore di Dio

Febbraio 2013

 

L'uomo ha un ruolo determinante in tutta la Creazione: l'Incarnazione ne è la conferma. In un certo senso dobbiamo ritenere una immensa fortuna l'essere nati "uomini". Ma poche volte lo pensiamo: il nostro sguardo sconsolato abbraccia spesso l'enorme numero di sofferenze e fragilità che accompagnano la nostra evoluzione. Dov'è la nostra fortuna tra tante miserie? Lo stesso Giobbe esclama: "perché dare la luce a un infelice e la vita a chi ha l'amarezza nel cuore, a quelli che aspettano la morte e non viene, che la cercano più di un tesoro, che godono alla vista di un tumulo, gioiscono se possono trovare una tomba... (Gb. 3,20)

Paradossalmente ogni uomo è la manifestazione visibile dell'amore di Dio. Kierkegaard l'aveva intuito molto bene: Dio è amore, e l'amore è in rapporto inverso alla grandezza e alla eccellenza del suo oggetto... Se dunque io non sono, infinitamente, infinitamente niente, se nella mia angoscia mi sento più miserabile del più miserabile: sì, allora è certo, eternamente certo, che Dio ci ama (La difficoltà di essere cristiani). Anche le beatitudini sono rivolte ai più miserabili (dal punto di vista terreno). Affamati, assetati, perseguitati diventano beati! No, non è una presa in giro...il Signore fa le cose molto seriamente, talmente seriamente che diventa uno di noi. Coraggio, ci dice...sono uno di voi perché vi amo immensamente: siete la mia passione predominante. Come mi compiaccio in mio Figlio, così mi compiaccio in ognuno di voi, se credete a Colui che vi ho mandato e al quale ho dato ogni forma di potere.

Voi siete dèi!

La fatica di vivere da uomini fragili, ciechi, non del tutto coscienti...attira l'amore del Creatore. Ed ogni volta che l'uomo, nonostante la sua incredibile fragilità, compie atti di fiducia nel suo Signore, attira la sua ammirazione.

Qualche considerazione: molti uomini, quando cominciano ad essere più profondamente auto-consapevoli, provano una solitudine spaventosa. Ci si trova ad agire in un corpo incredibilmente complesso e molteplice insieme ad altri corpi simili, su un mondo che vaga negli infiniti spazi. Questo corpo è soggetto a malattie, sofferenze e morte; il mondo ci propone spesso terribili catastrofi e calamità.

Una estrema vulnerabilità che fa venire le vertigini a chi ne prende eccessiva coscienza e che spesso mette in secondo piano l'aspetto meraviglioso legato all'armonia del creato. Ma la solitudine esistenziale è la più amara: abbiamo le meraviglie del creato, la parola rivelata tramite alcuni testimoni del passato...poi buio. Bisogna vivere di fede... "Ora voi dovete vivere di fede: dovete credere che io sono là sotto le umili specie, credere senza prove. Voi dovete credere senza prove che i vostri sacrifici, le vostre preghiere, tutte le vostre sofferenze io le impiego per salvare le anime"(Colloquio interiore) "La più grande prova d'amore che potete darmi è di credere in me" (id.)

Il salmo dice che La gloria di Dio è l'uomo vivente. E' necessario credere a questo, perché la presa di coscienza di un tale mistero è il propellente della nostra evoluzione. In effetti se guardiamo alla nostra miseria ci chiediamo: "ma quale gloria? Siamo misere creature mortali , effimere, fragili, paurose, ignoranti e peccatrici! In che cosa consiste la gloria ? Ma se prendiamo consapevolezza della grandezza del Dio vivente, allora percepiamo lontanamente perché ogni uomo vivente è sua gloria. Egli è talmente grande e umile che vede in noi anche il più piccolo progresso evolutivo, anche il più impercettibile a noi stessi. Il progresso ai suoi occhi consiste nella corrispondenza alla sua grazia, in ogni libero gesto d'altruismo verso di Lui ed il prossimo. Sì, perché è proprio allora che riflettiamo di più la sua immagine e somiglianza.

   Pier Angelo Piai
   www.mondocrea.it


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