Home page di Riflessioni.it

rubriche Rubriche

rubriche d'autore Rubriche d'Autore

interattività Interattività

utilità Utilità

servizi Servizi

menu Sul Senso della Vita
menu La Riflessione

menu Testi per riflettere
menu Riflessioni Filosofiche
menu Riflessioni dal Carcere
menu Riflessioni dal Web

 

 Riflessioni Celebri
 Riflessioni Semplici

 Canzoni (Testi)
 Video riflessioni
 ECOriflessioni

menu Conversazioni con...
menu Paradigma Sperimentale
menu Riflessioni Antropologiche
menu Riflessioni Pedagogiche
menu Riflessioni Sociologiche
menu Salute e alimentazione
menu Sul Sufismo
menu Sull’Alchimia
menu Sulla Cultura Vedica

 Sulla Laicità
 Sulla Massoneria
 Sulla Mente
 Sulla Psicosintesi
 Sulla Simbologia
 Sulle Scienze

 Sull'Esoterismo
 Sull'Ottava

menu LettereOnLine
menu Esperienze di vita
menu FORUM
menu Prosa e Poesia
menu Pensieri brevi

menu Enciclopedia
menu Dizionario Filosofico
menu Dizionario Religioni
menu Dizionario Saggezza
menu Breviario per Laici
menu Libro Proverbi Falsi

menu Oggi sui quotidiani
menu Meteo
menu Cartoline Virtuali
menu Siti consigliati
menu Eventi
menu Contatti

>> Sei nella sezione Utilità          

Enciclopedia
Anassimandro

 

Filosofo ionico (611-547/546a. C.). Per primo tra i filosofi greci, scrisse un libro di filosofia naturale, denominato in tempi posteriori Della natura. S'interessò anche di astronomia e geografia e il suo mappamondo, rielaborato da Ecateo di Mileto, ebbe grande importanza: concepisce la Terra non più come una superficie piatta ma come un cilindro che si libra nel mezzo del mondo, privo di ogni moto per la sua equidistanza dagli estremi. Gli esseri viventi sono per Anassimandro originati dal mare e l'uomo stesso deriva da altri viventi più semplici. Principio della realtà non può essere qualcosa di definito qualitativamente, perché il divenire consiste nella separazione degli opposti, e alla sua origine deve esservi necessariamente come principio (archè) un indeterminato (ápeiron). È difficile definire cosa Anassimandro abbia inteso effettivamente per ápeiron: se una mescolanza di elementi materiali semplici (come crede il Ritter), oppure una materia semplice e indeterminata qualitativamente (come è parere dello Zeller). Anche appoggiandosi sulla testimonianza di Teofrasto, si può reputare più fondata quest'ultima interpretazione. La determinazione delle cose consiste nell'uscire da questo stato originario, ma questo atto costituisce un'ingiustizia cosmica perché il finito si oppone all'infinito (ápeiron) tentando di affermarsi come assoluto. Ecco quindi la punizione nella ricorrente dissoluzione degli individui e il loro ritorno nell'ápeiron.

Libro consigliato:
Introduzione a Talete, Anassimandro, Anassimene

di Renato Laurenti