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La creatività come poesia e percorso olistico

Il Drago Rosso - Gennaio 2009

Dopo aver esaminato l'etimologia del termine che vede la sua radice sia nel latino, creare che nel sanscrito Kar, Kar-Tr colui che fa dal niente, il creatore, c'è da distinguere i vari campi in cui la creatività si esprime, tra le tante quella che interessa in questo contesto è la poesia.

A tale riguardo va ricordato che nell'antica Grecia la creatività era sinonimo di poeticità, il poeta era il creativo per eccellenza perché riusciva a materializzare le emozioni e gli stati d'animo entrando nelle profondità della propria anima.

La profondità dell'anima è spesso associata in alcune culture alla propria parte divina, di qui la comparazione creatore=divino; spesso si usa la definizione di poesia divina, il divin poeta ecc.

Non c'è dubbio che a certi livelli la, poesia soprattutto quella intimista che descrive stati d'animo e stati quasi onirici, attinge a profondità tali da divenire quasi incomprensibile ai più e diventa difficile spesso trovare le parole per assemblarla, di qui il ricorso a simbolismi, similitudini, paradossi, allegorie.

Altrettanto indubbio è il passaggio negli ultimi tempi da un linguaggio aulico, bucolico, epico e descrittivo, a quello più ermetico, personale, individuale e intimistico, quasi che ci fosse stato un passaggio nel percorso creativo da una posizione di osservazione verso l'esterno con la tipica descrittività, ad un'altra rivolta verso l'interno, come se fosse superata la fase della contemplazione delle emozione racchiuse nelle cose, nella natura, nei personaggi ed ora ci fosse l'esigenza di un gettare uno sguardo sulla propria interiorità e rappresentarsela come testimone di se stessi.

Qui io colloco il momento magico che lega la poesia alla consapevolezza. Perché qui la creatività diventa soggettiva, sperimentale, non si appoggia a elementi esterni, a figure, stereotipi ed altro, ma unicamente sul proprio senso di se e scaturisce dall'analisi introspettiva proiettata a 360 gradi e con un ponte gettato sulla realtà, non più intesa in senso temporale, con un passato, spesso legato al rimpianto e alla malinconia, o a un futuro fatto di speranze e desideri ma ad un momento indefinito che è al contempo presente, passato e futuro. Una poesia quasi "istantanea", nella quale non c'è nulla da descrivere, da raccontare o da auspicare ma che riflette la semplice essenza del presente.

E trovo peraltro in questo dei punti di contatto con il percorso interiore ingenerato dalle discipline orientali o olistiche in genere. Dove si comincia con l'analisi dei dati di realtà esterni, il legame emotivo ed energetico che si ha con gli stessi, e le emozioni che suscitano nel profondo di noi stessi e le influenza sui nostri comportamenti e sull'interpretazione della realtà. Nella visione poetica avviene qualcosa di simile e mentre il lavoro sul corpo e sullo spirito consentono di affinare la visione e di leggere quei dati in modo sempre più come specchio della propria interiorità, così la poesia diviene specchio di ciò che succede nell'anima sotto l'influsso di quei dati e di come essi vengano percepiti dalla nostra sensibilità.

Ancora nel percorso olistico pian piano l'influenza della realtà esterna diventa strumento di riflessione del proprio universo interiore, in modo da spostare gradualmente l'attenzione dall'esterno all'interno, nella poesia avviene la stessa cosa il collegamento con la realtà che fa da eco ai sentimenti e alle emozioni si capovolge e il flusso dall'interno all'esterno muta invertendo il suo corso dall'esterno all'interno. In entrambi i casi si smette di dipendere dalla realtà esterna, e si crea uno spazio interiore dal quale osservare e comprendere.

Devo dire che la poesia ha il vantaggio di essere già un collegamento privilegiato tra l'osservatore e le cose osservate, la realtà viene da subito "riletta" da una posizione che non è "passiva" rispetto ad essa che  spesso viene trasformata, trasfigurata e resa più intima e propria. Il poeta è già di per se predisposto alla veggenza e alla "lettura" dell'essenza intima delle cose. Questa felice disposizione spesso porta ad intraprendere percorsi iniziatici e alternativi.

Se mutano le condizioni interiori muta anche lo stile poetico e il contenuto e la forma delle poesie. Quando si fanno entrambi i percorsi, quello olistico e quello poetico essi  spesso si fondono dando vita a dinamiche sinergiche molto interessanti.

Alla fine il discorso poetico si fonde con l'altro fino quasi a scomparire perché a quel punto la poesia è direttamente contenuta negli atti e nelle parole, la vita cioè diventa poesia e viceversa.
Le condizione psicologiche e psichiche di una tale strutturazione sono state spesso oggetto di studio da parte della neuropsichiatria in particolare mi è parso interessante come spunto di riflessione quanto emerge da una citazione bibliografica sulle teorie correnti per una "neuropsicologia della creatività".

In neuropsicologia l'aspetto propriamente individuale della creatività viene studiata con i metodi tipici dello studio delle funzioni cerebrali (come memoria, linguaggio, attenzione) che si basano sul confronto dell'espressione di diverse capacità neuro-motorie in relazione a tre circostanze:

1.    fasi dello sviluppo
2.    esito di lesioni selettive
3.    livello di eccellenza nello svolgimento di quella determinata funzione

Questi metodi hanno significato il prevalere dell'ottica riduzionista (le facoltà hanno sede nel cervello) che ha contribuito a notevoli successi quantitativi grazie anche alle recenti tecniche di imaging del cervello in attività.

 

L'ambito individuale dello studio della creatività si concentra quindi sulle capacità dell'atto creativo addebitabili a differenze individuali e che possano essere quindi affinate tramite una pratica e un insegnamento.

 

Come appare evidente qui la creatività è vista come qualcosa che appartiene alle funzioni cerebrali e quindi come tale può essere influenzata da vari elementi tra i quali le differenze tra individui e la capacità dell'atto creativo che si basa proprio su queste differenze che possono essere più o meno affinate dalla pratica e dall'insegnamento.

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