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| Cultura e Società Problematiche sociali, culture diverse. Sezione in modalità solo lettura |
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Strumenti discussione | Cerca in questa discussione | Modalità visualizzazione |
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#1 (permalink) |
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Ciò che è, è!
Data registrazione: 01-04-2002
Messaggi: 205
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Una società che rispetti la dignità umana...
Invito a riflettere e a contribuire.
Immaginiamo una società in cui il diritto alla vita sia pienamente garantito e tutelato. Intendendo con ciò il diritto di ogni uomo e donna, per il solo fatto di appartenere al genere umano e ad una comunità organizzata, di avere i mezzi materiali per condurre una vita dignitosa. Perché ciò sia realistico ogni appartenente alla società dovrebbe ricevere dallo stato una somma di denaro sufficiente per fare fronte alle necessità primarie. Supponiamo che la cifra si aggiri intorno ai 500 euro mensili a testa. Al di là di ogni giudizio (o pregiudizio) sulla fattibilità o sulla bontà di una iniziativa del genere, invito il lettore a formulare delle ipotesi, in tutta libertà, ma con serietà e verosimiglianza, su come si ridimensionerebbe una società che preveda questa forma di sostegno. Grazie ai contribuenti ![]()
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"Nel mondo d’oggi, esistono due tipi di povertà: la povertà provocata dalla mancanza di cibo, di abiti e di riparo e la povertà generata dalla mancanza d’amore e di compassione. Delle due è della seconda che bisogna preoccuparsi per prima, perché se il nostro cuore è pieno d’amore e di compassione, potremo servire con sollecitudine coloro che mancano di cibo, abiti e riparo." Amma Mata Amritanandamayi Ciao!
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#2 (permalink) |
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Ospite abituale
Data registrazione: 02-04-2002
Messaggi: 176
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Il diritto alla vita è, e spero sarà una discussione che può portarci lontano. Certo che esisterebbe un ridimensionamento, ma purtroppo dobbiamo occuparci di trovare i soldi per garantire il diritto a vivere, pagando le pensioni minime e il genietto di arcore ha matrerializzato la sua grande idea... incentivi
che il nuovo arrivato possa fare buon viaggio sul cammino della vita, congratulazioni alessandro |
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#3 (permalink) |
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frequentatrice habitué
Data registrazione: 08-04-2002
Messaggi: 836
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Diritto ad una vita decente e dignitosa. Mi sa che soltanto nei paesi del nord Europa si pratica qualcosa di simile, dove ogni cittadino paga le tasse, i contributi ecc. Pensate che qua in Italia è possibile? Ho notato che qua (e non soltanto in Italia) i cittadini più sono ricchi più sono evasori e lo diventeranno ancora di più con lo scenario che si sta preparando per il mese di settembre quando mi sa di aver sentito che vogliono cambiare la Costituzione “Più diritti per il capo del governo!!!???” Allora?
Vi voglio dire che l’inno nazionale rumeno inizia così: “Svegliati rumeno dal tuo sogno!” Possiamo cambiare con: Svegliati italiano! Io la penso così. O sono fuori tema? ![]()
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edali "Oltre è l'Eterna Realtà del Tuo Essere, di fronte alla quale solo il silenzio è giusta voce " - Kempis |
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#4 (permalink) |
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Ospite abituale
Data registrazione: 02-05-2002
Messaggi: 80
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cosa cambierebbe?? nulla....si starebbe solo un po' meglio in assenza di lavoro....per il resto non cambierebbe nulla....con 500 euro al mese mica puoi pensare di fare una vita decente....il mutuo mi leva 300 euro mensili( se non fosse per il babbo e la mamma sarebbero molti di piu') con 200 euro cosa ci faccio?? ci pago a malapena la benzina
una vita decente e dignitosa sarebbe lavorare tutti meno e guadagnare di piu'....non e' utopia...lo e' solo per chi le tasche ce le ha gia' piene |
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#5 (permalink) |
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Ciò che è, è!
Data registrazione: 01-04-2002
Messaggi: 205
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Cerco di correggere il tiro...
...Joker dice che quei soldi non bastano,
ma io ho fatto un esempio per dire una somma sufficiente per vivere. Edali parla di non-fattibilità dato il carattere dell'italiano medio (o medioaltolocato). Alessandro riprende la non fattibilità, date le circostanze. Non mi voglio soffermare sulla fattibilità, ma sulla conseguenza. Posso proporre?: l'uomo non sarebbe schiavo di un posto di lavoro che non ama. Quanta gente fa un lavoro e se lo tiene per tutta la vita perché ha paura di non trovarlo uno che gli permetta di mantenersi da vivere?! Quanti disoccupati si suicidano perché non ce l'hanno?! Fare per otto o dieci ore un lavoro che non si ama e farlo perché altrimenti "sono nella m." preclude all'uomo la possibilità di vivere utilizzando al meglio le proprie energie creative. Fare un lavoro che non si ama è l'equivalenza di una vita in gabbia per un essere nato libero: si diventa cattivi e rabbiosi. Noi abbiamo contribuito a creare questa società. Non è questione di pagare o meno le tasse. O di trovare i contributi per le pensioni. Comunque mi spiegherò meglio più avanti. Grazie a voi, intanto.
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"Nel mondo d’oggi, esistono due tipi di povertà: la povertà provocata dalla mancanza di cibo, di abiti e di riparo e la povertà generata dalla mancanza d’amore e di compassione. Delle due è della seconda che bisogna preoccuparsi per prima, perché se il nostro cuore è pieno d’amore e di compassione, potremo servire con sollecitudine coloro che mancano di cibo, abiti e riparo." Amma Mata Amritanandamayi Ciao!
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#6 (permalink) |
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Ciò che è, è!
Data registrazione: 01-04-2002
Messaggi: 205
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un link di approfondimento
Eccomi di ritorno...
Un milione al mese a tutti, subito! ...questo è interessante (come primo approccio).
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"Nel mondo d’oggi, esistono due tipi di povertà: la povertà provocata dalla mancanza di cibo, di abiti e di riparo e la povertà generata dalla mancanza d’amore e di compassione. Delle due è della seconda che bisogna preoccuparsi per prima, perché se il nostro cuore è pieno d’amore e di compassione, potremo servire con sollecitudine coloro che mancano di cibo, abiti e riparo." Amma Mata Amritanandamayi Ciao!
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#7 (permalink) |
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frequentatrice habitué
Data registrazione: 08-04-2002
Messaggi: 836
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Claudio, adesso capisco quello che volevi dire quando hai proposto questo thread.
C’è stato un periodo nella mia vita di famiglia quando non lavoravo ancora e mio marito aveva perso il lavoro. La bimba era appena nata. Mi ricordo che in quei tempi cercavamo di cavarcela con un milione al mese tutta la famigliola. Non è poi tanto brutto! Se stiamo a pensare, spendiamo un sacco di soldi per un sacco di cose futili. Anche la benzina si potrebbe risparmiare. Si vivrebbe più all’aria aperta, senza tanti consumatori dell’energia elettrica. Per poter condurre una vita dignitosa non bisogna consumare tutti i prodotti pubblicizzati. Anche i figli possono essere educati così con un po’ di pazienza. Vado ad approfondire meglio il tuo link.
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edali "Oltre è l'Eterna Realtà del Tuo Essere, di fronte alla quale solo il silenzio è giusta voce " - Kempis |
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#8 (permalink) |
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Ospite abituale
Data registrazione: 02-04-2002
Messaggi: 2,627
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Carissimo Claudio
splendida idea. Sarebbe l'era dell'uomo veramente civilizzato, o quasi. Un popolo civile dovrebbe assicurare ad ogni nuovo cittadino il necessario per vivere dignitosamente. Così ciascuno potrebbe trovare il lavoro che gli piace fare. E sarebbe una grande ricchezza per tutti. Chi fa un lavoro che ama offre sempre il meglio di se stesso. Certo, quel sostentamento non dovrebbe essere del tutto gratuito, fino a quando non trova un lavoro soddisfacente, dovrebbe lavorare al servizio della collettività nei limiti delle sue capacità, ovviamente. I fondi si troverebbero facilmente. Ultrafacilmente. Basterebbe far pagare le tasse a TUTTI. Evitare di costruire strade, ospedali, edifici pubblici destinati alla rottamazione prima dell'uso. Mettere in prigione (e farceli rimanere) tutti coloro che prendono bustarelle. Sequestrare tutte le ricchezze di coloro che pur nullafacenti possiedo Ferrari, palazzi, conti in banca. Se pensate che non siano sufficienti vi sbagliate di grosso. Quando vado da un medico specialista e questi mi chiede dalle cento alle centocinquanta euro e non mi rilascia la ricevuta e se aumenta l'inflazione lui aumenta il costo, mi sorge il dubbio che lui le tasse non le paghi. E non vi ricordate di quei tanti poveri imprenditori che guadagnano meno dei loro dipendenti?!!! Per questo ritengo che rendere la vita dignitosa per tutti non sia utopia ma una realtà possibile. Solo una cosa vorrei aggiungere. Il controllo delle nascite. Noi italiani, a dispetto della chiesa, ci siamo resi conto che mettere al mondo una nidiata di bambini non è segno di civiltà, almeno in questo tempo. Chi gode di questi benefici dovrebbe avere l'obbligo di non mettere al mondo più di due figli. E questa norma andrebbe estesa a tutti gli extracomunitari che vengono in Italia. Dovrebbe essere loro imposto, pena l'espulsione, lo stesso limite, aggiungendo l'obbligo categorico di non usare qualsiasi pratica inumana che la loro religione imponga verso i nuovi nati. Ora occorre solo votare politici che sono in favore del popolo e non contro. Ciao Mary
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mery |
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#9 (permalink) |
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Ospite abituale
Data registrazione: 02-04-2002
Messaggi: 176
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Caro Claudio, il libro di De Simone, che credo ti abbia ispirato lo spunto della discussione ,ha in se tanti punti condivisibili, ma ha proprio nelle fattibilità delle proposte le sue più gravi lacune. Quando parlo di fattibilità intendo che manca un percorso da attuare prima, c'è un iter per far si che non si scada nelle becere utopie o nelle chiacchere da bar. I disastri dell'economia mondiale sono dati in gran parte dal tentativo di controllare energie in via di estinzione, quando avrò un milione al mese, ma non avrò acqua non me ne potrà fregar di meno. I 475 miliardari del mondo posseggono il reddito di tutta la popolazione "terzomondista", quando potrò fare il lavoro che mi piace, ma due terzi del mondo continuerà a crepare di fame non c'è poi molta differenza.
xMary non riesco a capire cosa intendi con controllo delle nascite, se puoi spiegarti meglio te ne sarei grato. Ritengo che il calo demografico occidentale non sia solo una presa di consapevolezza, ma sia anche il frutto di un calcolo economico. alessandro |
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#10 (permalink) |
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Ospite abituale
Data registrazione: 02-04-2002
Messaggi: 2,627
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Il controllo delle nascite, unito alla piena consapevolezza, porterà l'umanità verso la vita. Riuscirà ad allontanarli dal baratro dell'estinzione.
Gli occidentali mettono al mondo meno figli per un fatto economico o di necessità, pochi (così almeno credo) per una scelta consapevole. Rendersi finalmente conto che il Pianeta Terra non è un pozzo senza fondo a cui continuare ad attingere acqua nonostande sia stato trasformato in una pattumiera. Gli esseri umani sono sfuggiti al controllo che la natura saggiamente ancora sostiene fra gli animali. Questa libertà si è trasformata nella nostra condanna. Tu provi pietà per quel tale che mette al mondo dieci figli sapendo perfettamente che non sa come sfamarli?! Garantire un minimo sostentamento ad ogni cittadino è segno di civiltà. Ma è anche segno di evoluzione divenire consapevoli che ci siamo distaccati dalle regole degli animali e dobbiamo ritrovare il nostro equilibrio. Quando guardo quei servizi al telegiornale sulla fame nel mondo e vedo solo nidiate di bambini mi vergogno come essere umano. Le religioni non hanno alcun interesse a rendere gli uomini liberi, per questo sono contro il controllo delle nascite. I governi hanno bisogno dell'appoggio delle religioni ed anche per un loro tornaconto economico, non fanno niente se non tante belle parole. Io sono contraria all'aborto ma trovo che procreare senza consapevolezza sia una grande colpa. E' un atto di non amore. Gettati da questa torre e gli angeli verranno a salvarti, disse il tentatore a Gesù mentre meditava nel deserto. Gesù rispose che non si deve tentare Dio. La tentazione a cui stiamo dando ascolto è questa: di cosa ci dobbiamo preoccupare!!!! tanto Dio vede e provvede! O, quanto meno, qualcuno ci penserà, fino a che sto bene io che si prendano altri la responsabilità di quel che accade. Anche con i nostri pensieri, noi siamo responsabili di questo Pianeta Meraviglioso che rischia di diventare come Marte, anche con il nostro contributo. Che ci piaccia o no. Che ne siamo consapevoli oppure no. Ciao Mary
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mery |
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