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#1 (permalink) |
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Messaggi: n/a
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che barba con la droga!
Sono trent'anni che parlaparlaparla della droga, e i discorsi son sempre gli stessi... E ci sono sempre i benpensanti che ricicciano con le stesse sciocchezze. Non è la richiesta che conta, ma l'offerta. E l'offerta ha la promozione della mafia. Lo si vuol capire che colpendo il consumatore serve solo a farne un disgraziato per tutta la vita? Macchè...non valgono gli espoerimenti olandesi, non vale niente!!! Tolleranza zero! Che frase cretina! Con la tolleranza zero negli anni venti la mafia è diventata un potere enorme... E quelli ricicciano...come se la gente fosse tutta contenta di vedere i figli drogati... Si tratta di ragionare, e vedere quanto sia stata inutile la repressione...
Il fatto è che il potere politico ha tutto l'interesse a mantenere i giovani rincoglioniti, in modo da tenerli buoni... Ma è così evidente.... Vi posto un vecchio scritto, per chi ha voglia di leggere nel passato per capire il presente: RICORDO AMARO Una grande finestra è aperta sul mare di Sardegna. Spunta dalle rocce al limite della baia una nave bianchissima che avanza lenta nel golfo, come fosse in un paesaggio artificiale, che so, sulla ribalta di un teatrino di provincia. Dolcemente un nastro mi porta la voce di Joan Baez, la grande folk singer che accompagnò con le sue ballate di protesta quella che fu un’epoca irripetibile. Io la ricordo sul palcoscenico del Lirico, a Milano, sola, piccola, con la sua chitarra a tracolla, quando con i miei figli mi entusiasmavo in un’atmosfera surriscaldata da presessantotto. Impassibile, affrontava il pubblico con la grinta di chi ha qualcosa da dire. Epoca di grandi speranze. Martin Luter King era ancora ben vivo, e trascinava folle sterminate di neri e di emarginati con le sue parole di pace e di amore. Bob Dylan gridava con voce roca la sua rabbia contro l’ipocrisia, contro il potere corrotto, contro l’incubo nucleare, sul filo di splendide ballate, antiche melodie irlandesi. Il vecchio mondo sembrava scuotersi sotto la spinta di masse assetate di giustizia e di fratellanza. E la lotta disperata dei vietkong contro il più potente impero della Storia, sembrava dar corpo alla speranza di milioni di giovani in una lotta vincente per un mondo più umano. In Europa il movimento si tinse d’ideologia, e fu il sessantotto. Il volto carismatico di Chè Guevara tappezzò i muri dentro e fuori le case, le scuole, le università. La rivolta era nell’aria. Un pomeriggio, nel centro di Milano, vidi davanti alla Statale gruppi di ragazzi schizzare via in direzioni diverse. Di colpo una sirena, e poi il finimondo. Un candelotto fumante mi passò velocissimo a un metro di distanza, strisciando sull’asfalto della strada. I portoni e le serrande si chiusero in un lampo, ed io feci appena in tempo a defilarmi in un androne prima che lo sbarrassero. Un candelotto si incastrò sotto il portone e la scala si riempì di fumo denso. Noi salivamo di corsa i gradini, ma le porte erano chiuse. Finalmente una donna ci aprì e ci ospitò in casa. Stavamo soffocando! Vidi le cariche dalla finestra, e i candelotti venivano sparati contro quei gruppetti di persone ignare che non avevano fatto in tempo a rifugiarsi, e starnazzavano quà e là come oche in fuga. Era così che ogni tanto ci scappava il morto. E poi cortei di studenti, di operai, canti di rivolta interrotti da slogan scanditi con rabbia. Tanti, forse troppi, perchè un bel giorno spuntò la P38. Quel ragazzo con il maglione lavorato che puntava a due mani la pistola contro la polizia, fotografato dai suoi amici per denaro e buttato in prima pagina sui giornali, segnò la fine di un’epoca di speranze. La lotta armata, stupida e deviante, portò via con se, come una raffica di vento, con i suoi morti e le sue vittime innocenti, quanto di buono il movimento aveva sviluppato. E poi fu la quiete. Una quiete mafiosa, dove lo studente studia, l’operaio opera, il commerciante commercia, il costruttore costruisce, lo spacciatore spaccia. Già, spaccia, perchè l’eroina è stata l’ultima furbettata del potere. Si chiude un occhio sullo smercio di droga e non ci saranno più tra i piedi questi imbecilli che vogliono cambiare tutto. L’idea nacque in America all’epoca del massacro di Berkeley, e fece molta strada anche da noi. Risultato eccezionale! Non più cortei, slogan, cariche, molotov, ma in compenso le panchine dei parchi e gli angoli più bui delle periferie urbane si riempirono di ragazzi delusi, gli occhi allucinati, le braccia punzecchiate dalle siringhe, alla ricerca di una realtà diversa. Ma il potere fu salvo! Adesso, a distanza di vent’anni, gridano come galline al pericolo, come fosse una novità, gli ipocriti, ma allora silenzio di tomba. Ricordo due ragazzi che a quell’epoca avevano fatto pubblicare un elenco dei locali di Milano ove si spacciava l’eroina a chili. Passa una grossa moto, parte una scarica di mitraglietta e i due ragazzi restano orizzontali sul marciapiede. Dicono che una camionetta della polizia fosse rimasta ferma dietro l’angolo della strada. Degli assassini nemmeno l’ombra. Al funerale erano in centomila a cantare sommessamente un canto di rivolta. C’ero anch’io. Sembrano trascorsi mille anni da allora. La nave bianchissima è passata, il mare è sempre azzurro, il nastro della Baez è finito. Il domani, indecifrabile, è un sipario grigio chiuso su di un palcoscenico vuoto. EUGEN |
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#2 (permalink) |
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Ospite abituale
Data registrazione: 07-08-2002
Messaggi: 399
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Sono nato qualche anno dopo il '68, quindi lo conosco solo per sentito dire.
Non so perché, ma ho una specie di antipatia verso quel periodo, che tanto ha promesso ma non so quanto ha dato. Non rifiuto le rivolte verso i poteri ipocriti, anzi le farei tutt'oggi (dovrei dire che le ho già fatte, per quel che potevo fare...). Rifiuto la massa di persone che si lasciano trasportare da un'ideologia quasi senza sapere cosa sia, perché ad essere sinceri buona parte dei manifestanti manco sapeva cosa sucedeva per davvero. Così la rivoluzione si é disfata subito dopo gli inevitabili entusiasmi iniziali, ed alle prime deviazioni violente. Una cosa é cominciarle le cose, tutt'altra cosa é portarle a termine. Oggi ci troviamo ancora la mafia al potere come allora... Apprezzo tanto del '68 le liberazioni ideologiche, la caduta dell'egemonia della religione, il rendersi conto che le cose, con un pò di volontà, si possono cambiare. La guerra in Vetnam ci piaceva perché faceva vacillare la fama di invincibilità dell'America? Ok, la si apprezzava solo perché era lontano da casa nostra. In Iran ai giorni nostri si stanno ripetendo le stesse cose, ma quando vediamo i nostri ragazzi lasciarci la pellaccia voglio vedere chi ha il coraggio di vagheggiare qualche apprezzamento verso un popolo che stà portando avanti la stessa identica sfida del Vietnam. Per quanto riguara la droga sono perfettamente d'accordo con te.
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Ciao: Attilio. |
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#5 (permalink) |
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Messaggi: n/a
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attilio
Attilio
Hai accennato a una cosa che condivido. Il senso di liberazione che il 68 ha dato. I fenomeni bisogna valutarli dalla loro globalità. Evidentemente i giovani percepiscono quando bisogna cambiare, e quel fenomeno di massa cui alludiamo, va studiato a fondo. Non è nato per "far casino", come si crede oggi, ma si è voluto rendere il mondo meno ipocrita, vedere le cose da un altro lato. Quello che dici sul Vietmnam, non è esatto. E' stata l'America a invadere il Vietnam, e non il Vietnam a sfidare. E la partecipazione di massa è dovuta al fatto che si vedevano bambini fuggire dai villaggi senza la pelle, bruciata dal napalm. Quasi due milioni di morti e il territorio distrutto. In Irak il discorso è simile. Con la scusa di Saddam hanno sfidato il buon senso e si sono cacciati in un vicolo cieco. Adesso ne subiscono le logiche conseguenze. E purtroppo ci hanno tirato dentro anche noi. Un caro saluto e buona domenica! Eugenio |
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#6 (permalink) |
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Vivi!
Data registrazione: 28-10-2003
Messaggi: 1,164
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Ma scusate, liberalizzate le droghe leggere, quali marjuana e derivati, credete che il fenomeno dello spaccio sia finito?.....ma credete che i giovani di oggi facciano uso solo delle droghe leggere?......gli acidi come le pasticche, cocaina,....sono poco meno usati.......l'utilizzo delle droghe leggere oggi,nei giovani, per l'80%, è un ripiego dovuto al prezzo di acuisto delle altre.....un 5% alla durata dell'effetto, che per le droghe tipo gli acidi, è molto molto lungo......e con la legalizzazione delle droghe leggere?
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V I V I !!! |
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#7 (permalink) | |
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Messaggi: n/a
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marco
Citazione:
Nessuno è così stupido a credere che si tratti di un problema semplice. Viene da molto lontano...Se leggi Baudelaire, vedi che nell'800 il problema era presente. E all'epoca della Grecia, quelle brodazze che bevevano, cosa credi che fossero? Alla radice del fenomeno c'è l'insoddisfazione per il mondo attuale. E' un problema esistenziale. Che fare? Gli olandesi dicono che per loro il problema è risolto. Hanno fatto crollare il prezzo della droga vendendola in farmacia a chi è schedato come drogato. Così hanno fatto crollare i prezzi dello spaccio fregando la mafia. Se c'è ancora spaccio è perchè vengono dalla vicina Germania attirati dal basso costo. E il numero dei morti olandesi è diminuito. E' già un risultato pratico. Nessuno si illude che un fenomeno così vasto si possa eliminare. In quanto a droghe leggere/pesanti vedo che non sei molto informato. Se il 40% dei ragazzi fuma, cosa fai? Metti in galera o in comunità quattro o cinque milioni di ragazzi? Scherziamo! Per farli diventare delinquenti? Per cosa? Per uno spinello? Quando ci sono in giro i Previti che la faranno franca? Ciao ! Eugenio |
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#8 (permalink) |
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Vivi!
Data registrazione: 28-10-2003
Messaggi: 1,164
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Eugenio, forse non mi sono spiegato bene, ma la penso come te riguardo al problema, l'unica differenza è che sono contrario alla legalizzazione, almeno per ora, finchè non avrò delle prove che possono confermare le sue conseguenze positive.....per ora vedo solo quelle negative, forse per il fatto che sono molto più vicino ai giovani......
Per quanto riguarda la galera , posso solo dire che non ho mai detto una cosa del genere e vado contro chi pensa che possa essere una soluzione. Riguardo l'utilizzo delle droghe leggere e pesanti tra i giovani, confermo i mie dati, in quanto nella mia realtà, è palese....non so se nella tua città si fuma solo marjuana, ma io ho dato la mia opinione riguardo quello che posso sperimentare, non generalizzo, ma mi riferisco alla realtà che ho davanti agli occhi, la mia città. Poi se ci metti pure quanto riportano i quotidiani, questo può solo confermare la mia tesi. Ciao. Consiglio : http://www.controladroga.it/modules....article&sid=33
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V I V I !!! Ultima modifica di Marco_532 : 23-11-2003 alle ore 15.17.35. |
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#10 (permalink) |
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Ospite abituale
Data registrazione: 07-08-2002
Messaggi: 399
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l'America a invadere il Vietnam, e non il Vietnam a sfidare. E la partecipazione di massa è dovuta al fatto che si vedevano bambini fuggire dai villaggi senza la pelle, bruciata dal napalm.
Quasi due milioni di morti e il territorio distrutto. In Irak il discorso è simile. Con la scusa di Saddam hanno sfidato il buon senso e si sono cacciati in un vicolo cieco. Adesso ne subiscono le logiche conseguenze. E purtroppo ci hanno tirato dentro anche noi. E' vero quello che dici Eugenio; io parlando della sfida intendevo dire che il popolo vietnamita, pur sapendo di avere contro una potenza di molto maggiore alla sua, non ha mai abbassato la testa: questo era il significato della parola "sfida" che ho usato. Per quanto riguarda il motivo che tu hai citato per cui si dava la solidarietà, prendo per buone le tue parole dato che io non c'ero. Adesso però ci sono, e ci sono per vedere quanta ipocrisia serpeggia nella politica e nell'informazione, ci sono per vedere questa ipocrisia anche nel popolino (ipocrisia più stupida ancora perchè in questo caso non porta i tasca niente a chi la pratica). Ipocrisia sopravvissuta al '68 per il semplice motivo che non fa parte di quella o questa ideologia, ma fa parte dell'uomo stesso. Non vedo niente di male nella liberalizzazione delle droghe, adesso si drogano e dopo si drogheranno uguale. Magari ci sarà qualcuno in più che lo farà, ma sicuramente ci sarà una maggiore consapevolezza in quanto se ne parlerà senza il tabù del fuorilegge. E magari si imparerà anche ad usarla senza distruggersi.
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Ciao: Attilio. |
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