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Vecchio 10-03-2006, 16.56.30   #1
Heraclitus
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Perchè le tasse sono immorali

Gironzolando nella rete ho trovato questo sito http://www.importanceofphilosophy.com in cui due filosofi espongono il loro sistema (un altro sito che similmente fa la stessa cosa e che avevo già citato altrove è questo http://humanknowledge.net/Thoughts.html ).

La cosa più interessante in quel sito sono l'esposizione delle "nozioni illegittime" ovvero le tesi per loro non condivisibili perchè contraddittorie o arbitrarie. Esse includono per esempio le metafisiche che sul piano della realtà danno primato o parità alla coscienza rispetto all'esistenza, dare attributi tipici solo di X a cose diverse da X (es. dire che il mondo è cattivo), deduzioni le cui premesse non si basano su induzioni, e soprattutto un'enormità di etiche sbagliate tra le quali la più interessante è forse quella della tassazione.

Ecco una traduzione (scusate se magari alcuni termini posso averli tradotti male) di alcune parti della pagina http://www.importanceofphilosophy.co..._Taxation.html dove si dimostra l'immoralità della tassazione:

"La tassazione è una forma di estorsione dove si fa una minaccia e finchè la vittima non paga la minaccia sarà eseguita. Per qualche ragione, tanta gente sembra pensare che l'estrosione è buona se l'estorsore lavora per il governo.

L'argomento morale:
la tassazione è una forma d'iniziazione di forza, che è immorale, distruttiva e inaccettabile se perpetrata da un individuo, dalla mafia o da un governo. La tassazione nega il concetto di diritti di proprietà affermando che ha per primo il diritto di avere entrate. Quando le opere di ogni uomo sono proprietà dello stato e a ogni uomo è permesso possedere solo ciò che lo stato ritiene appropriato, ciò è comunismo e porta povertà e morte, ovvero l'opposto dell'idea che l'uomo ha diritto di esistere per il suo interesse e che la vita è la sua morale ordinaria.
Ogni sistema politico che appoggia la tassazione come morale afferma che l'uomo è un animale da sacrificare, che è da sacrificare in qualsiasi maniera che lo stato ritiene necessario. Si deve ricordare che i fini non giustificano i mezzi - i mezzi sono parte dei fini e influenzano quei fini. Se il ruolo del governo è confinato propriamente a proteggere i suoi cittadini e a nient'altro, allora il bilancio preventivo sarà onestamente basso e può esser finanziato attraverso mezzi morali.

I risultati non visti:
praticamente parlando, la tassazione non è solo la richiesta di prender denaro dal settore privato e traferirlo al settore pubblico. Non è la richiesta di muover soldi da un portafoglio a un altro. Ci sono altri indesiderati effetti collaterali.
Queste tasse inevitabilmente influenzano le azioni e incentivi di quelle persone che le pagano. Quando una società per azioni perde il 100% di ogni dollaro che perde, ed è permesso trattenere solo il 52% di ogni dollaro che guadagna, e quando non può controbilanciare adeguatamente i suoi anni di perdite contro i suoi anni di guadagni, le sue politiche sono influenzate. Essa non espande le sue operazioni, o espande solo quelle accompagnate da un minimo di rischio. La gente che riconosce tale situazione sono scoraggiate nel pensar di iniziare nuove imprese. Quindi i vecchi datori di lavoro non danno più occupazione, o non molto più di come essi potrebbero avere; e altri decidono di non diventar per nulla datori di lavoro. Macchinari migliorati e fabbriche meglio equipaggiate nascono molto più lentamente di quanto altrimenti vorrebbero

[...]

La tassazione non è necessaria per raggruppare le risorse di più persone:
a volte si afferma che senza un piano di governo, i grandi progetti di lavoro pubblici e le infrastrutture ricavate dal denaro delle tasse, tali cose non sarebbero mai state costruite e noi staremo molto peggio. Dove c'è qualcosa che la gente valorizza , lì c'è profitto - la differenza tra il valore che viene attribuito a qualcosa è il costo per occuparsi di essa. Una grande "scala" ["scale" nell'originale inglese] fa una speculazione privata più difficile ma la ricompensa è maggiore. Le ferrovie negli Stati Uniti sono un esempio di un progetto di massa che è stato realizzato con volontà e fondazioni di privati, nonostante i tentativi del governo di interferire,
Naturalmente se il lavoro pubblico o l'infrastruttura non è valorizzata dalla gente allora non c'è alcun profitto da fare e le industrie private non li faranno.
Ma questa è una buona cosa."

Che ne pensate voi?
Heraclitus is offline  
Vecchio 10-03-2006, 18.12.11   #2
Gianfry
Ospite abituale
 
Data registrazione: 02-06-2003
Messaggi: 401
Oramai diamo così per scontato che dobbiamo pagare imposte e tasse, che non ci poniamo più la domanda sul perché esistano e cosa siano realmente. E' l'effetto della perdita delle idee, dei concetti, e del porre di conseguenza nell'inconscio collettivo ciò che è così evidente da divenire automatico ed ovvio.

Eppure se solo riflettiamo un attimo e non diamo per scontato ciò che da molto tempo esiste, possiamo prendere coscienza di realtà a noi (fino ad allora) sconosciute. E' questo infatti il problema: nati in un dato sistema, spesso lo diamo per scontato in quanto abbiamo da sempre conosciuto solo quello. Ed esso diventa ovvio: in altre parole, verità.

Le imposte e le tasse sono denaro, denaro sudato dai cittadini attraverso il lavoro. E denaro che si dà alla comunità stessa, rappresentata dalla persona giuridica "Stato", al fine di sostenere le spese pubbliche.

Tale concetto, di per sè, non è negativo ma è anzi segno di solidarietà, di comunità, di unità. Ognuno supporta (o così dovrebbe) la comunità nell'affrontare le spese che a tutti giovano (o così dovrebbero), in quanto unità collettiva. Il problema quindi non è l'imposta o tassa in sè, ma la sua necessità. In altre parole: è necessario privarci di denaro per darlo alla comunità?

Ciò possiamo capirlo solo se capiamo cosa sono i soldi, o meglio cos'è la Moneta. E solo quando capiamo che la Moneta è una istituzione pubblica, cioè di proprietà della comunità in quanto ne crea e ne accetta il valore per convenzione, allora e solo allora possiamo capire come le imposte e le tasse non hanno senso di esistere.

In altre parole, il potere di emettere denaro non è nelle mani della comunità, come dovrebbe essere. E' nelle mani di privati cittadini ai quali è stato delegato tale enorme potere, alle spese dello Stato e quindi di tutta la comunità. Questo è il nocciolo del problema.

Imposte e tasse, quindi, ma perché? Per supportare la comunità, certo, ma per coprire delle spese che la comunità potrebbe coprire emettendo essa stessa Moneta. E dato che le imposte e le tasse storicamente non sono state sufficienti a coprire tutte le spese pubbliche, lo Stato è stato costretto a chiedere soldi in prestito, emettendo obbligazioni (titoli di Stato). E creando così un debito pubblico che non dovrebbe esistere.

Solo la nostra ignoranza ha permesso che ciò avvenisse. E' la comunità stessa che dovrebbe emettere Moneta senza dover indebitarsi con altri soggetti: è essa infatti la creatrice, attraverso la legge, della Moneta; ed è essa, di conseguenza, la legittima proprietaria della Moneta.

Riprendiamoci quindi la nostra Moneta. E smettiamo di privarci di denaro che, per sua natura, dovrebbe solo esserci dato dalla comunità, e non esserci preso.

Capire cos'è la Moneta è un passo fondamentale per liberarci da un sistema distorto di cui noi stessi, ed il connesso potere delle idee lasciato in balia del nostro inconscio, siamo gli artefici. Utilizziamo il buon senso, il senso della misura: è questo che abbiamo relegato nell'inconscio. E con esso, il significato della Moneta, vera misura del valore delle cose.

"Un Mondo senza imposte e tasse; senza debito pubblico; e soldi per tutti per vivere una Vita degna di un Essere Umano. Non è Utopia, ma lo sarà fino a che la gente non capirà cos'è la Moneta."

Pretendere di conoscere l'Economia senza conoscere la Moneta, equivale a pretendere di conoscere un'auto senza conoscerne il motore. E senza motore, l'auto non parte. Per questa fondamentale funzione che essa svolge, riteniamo necessario partire dal concetto di Moneta, ed in particolare dal concetto che più di tutti mostra la natura convenzionale del valore monetario: il Signoraggio.

Il Signoraggio è un concetto che merita di essere approfondito data la sua importanza per ogni società i cui scambi sono basati su una Moneta. In sintesi, è la differenza tra il valore nominale della Moneta ed il suo costo di produzione. Tale differenza, data la natura istituzionale della Moneta, dovrebbe spettare ai cittadini i quali attraverso un organo che li rappresenta dovrebbero emettere la stessa moneta.
Oggigiorno invece la Moneta è emessa da una privata Banca Centrale e creata da un privato sistema bancario. Si ritiene invece che la natura istituzionale della Moneta richieda una emissione ed una creazione della Moneta solo ed esclusivamente pubblica (statale ad esempio, o di altra comunità), accreditando la Moneta stessa ai cittadini e non indebitandola al momento dell'emissione. Ed utilizzando in tal modo il Signoraggio per scopi di natura pubblica e sociale.
Consideriamo il libero mercato dei beni e dei servizi la più efficiente ed equa forma di allocazione delle risorse, pur ritenendo la moneta non un bene od un servizio di mercato bensì una convenzione istituzionale che misura il valore di tali beni e servizi e che, nella sua forma più pura, necessita di una gestione pubblica. Riteniamo inoltre che sia dovere morale della comunità garantire, nel rispetto del libero mercato dei beni e dei servizi, il soddisfacimento dei bisogni primari di ogni essere umano.

Gianfry
Gianfry is offline  
Vecchio 10-03-2006, 19.18.33   #3
Elijah
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Perché le tasse sono fondamentali...

Detto in due parole...

L'importanza dell'aliquota fiscale, cioè del fatto che più ricchi si è più si pagano le tasse in percentuale sul reddito, e più poveri si è meno tasse si pagano in percentuale sul reddito, e quindi del fatto che lo Stato faccia in modo tramite i sussidi che i più poveri abbiano un livello di vita accettabile e che nessuno muoia di fame o per carenza di medicine e sostegno...
Detto in altro modo, l'importanza del ruolo fondamentale dello Stato, che consiste nel fare circolare il denaro e spalmarlo in modo equo su tutta la popolazione evitando estremi da una parte e dall'altra...
Tutto questo, viene al giorno d'oggi spesso e volentieri negato, nascosto e malvisto e si fa un'incredibile propaganda anti-tasse e anti-stato sociale assurda oltre che beffarda per coloro che stanno nella classe medio-bassa della società, in quanto in genere quando si assiste ad un taglio delle tasse, coloro che ci guadagnano sono solo ed esclusivamente i ricchi, che divetano ancora più ricchi, mentre i poveri perdono pure il sostegno statale e finiscono nella emme...
Bush, Berlusca, Blair, &co. e tutti coloro che sono per la scuola neoclassica, e che credono che il mercato sia in grado di autoregolarsi e autogestirsi, e che trovano ridicolo l'intervento dello Stato nell'economia... La pensano così solo perché facendo in modo che lo Stato non intervenga più, e che si allontani dall'economia, e che diventi piccolo piccolo e incapace di agire... loro diventano più ricchi...
La pensano così, e vogliono ottenere questa situazione, perché in questo modo loro possono permettersi di non dare sostegno ai più poveri del terzo mondo... Dicendo che devono occuparsi prima dei poveri che si sono creati inspiegabilmente nel loro paese...

E ad ogni modo... i filosofi... che continuino a fare i filosofi... perché l'economia è un campo a sé... che si basa da sempre sulla immoralità (che non sono le tasse, ma il Dio denaro)...


Elia

Ultima modifica di Elijah : 10-03-2006 alle ore 19.22.09.
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Vecchio 11-03-2006, 23.47.40   #4
Lucio Musto
Rudello
 
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Re: Perchè le tasse sono immorali

Citazione:
[i] "Testo riportato"
Che ne pensate voi? [/b]


Sul testo riportato in questa riflessione, che non mi trova concorde, vorrei pregiudizialmente fare alcune considerazioni, perché alcuni concetti non mi sembrano ben focalizzati e di alcune parole non comprendo l’accezione in cui sono state usate.

Mi riservo eventualmente di riprendere il discorso in seguito per commentare.

- «L’argomento morale»
Nell’articolo citato dall’autore, forse per comprensibili difficoltà di traduzione, c’è un passaggio arbitrario.
Nel primo paragrafo infatti sembra ipotizzarsi un “governo illegittimo”, quale può essere quello di un dittatore o da “una mafia”, avulso da qualsiasi rappresentatività del popolo, e che quindi asserva i cittadini al proprio ghiribizzo o umore. E’ il caso del vincitore militare che si dà allo sfrenato saccheggio.
Che questo sia contro il nostro moderno concetto occidentale di “morale” è fuor di dubbio (e si badi bene, solo “nostro”, “moderno” ed “occidentale”!)

Nel secondo paragrafo poi, quasi avvalorato da quanto esposto prima si estende il concetto: “Ogni sistema politico che appoggia la tassazione…ecc.”. Questo è naturalmente del tutto gratuito ed arbitrario. In particolar modo perché considera nuovamente lo “stato” come altro dalla nazione e dal popolo, ma di nuovo solo un conquistatore senza scrupoli. Il che vivaddio non è.

- «I risultati non visti».
Tutta questa seconda parte è viziata da una confusione di base. Essa consiste nell’accomunare un sistema sociale, quello di un potere centrale gestore di ricchezze date dai cittadini (l’imposizione fiscale) con una cattiva o fallita politica economica e finanziaria.
Che sia percentualmente più o meno rilevante l’iniziativa privata rispetto alle attività pubbliche è cosa completamente diversa dal sistema fiscale in atto in una nazione, ed il maggiore o minore gettito da questo derivante è solo uno dei parametri, e fra i meno significativi, per misurare il benessere o l’efficienza, o il successo di un sistema-stato. Per fare degli esempi, ma proprio a volo d’uccello e solo per titoli, una buona legislazione, una accorta politica monetaria, una diffusa educazione civica dei cittadini, sono elementi assai più importanti del più o meno tasse.

Per chiudere questa parte ricorderò solo che in ogni modo lo si voglia guardare, lo stato non è che emanazione delle popolazioni e solo eccezionalmente, e per periodi molto brevi (come il caso dell’invasore senza scrupoli di prima) può essere qualcos’altro. Cioè convinciamoci che è assolutamente vero che ogni popolo ha il capo che si è voluto. Anche se questi è un pazzo o un visionario.

Rudello 11 marzo 2006 parole 395
Lucio Musto is offline  
Vecchio 15-03-2006, 17.51.40   #5
Heraclitus
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A me è parso più che altro che gli autori del sito si riferissero a un governo che grazie ai mass media plagia la maggioranza dei cittadini facendogli credere che è indispensabile che i cittadini paghino le tasse.

La questione è proprio questa che gli autori dicono alla fine dell'articolo: le tasse sono indispensabili a unire le forze economiche di più persone private? Non si potrebbe fare che i privati comprendano da sè quali infrastrutture e progetti abbiano così valore da realizzarli e quali no?

Naturalmente però qui si sottintende che la maggioranza della popolazione sia abbastanza saggia e istruita da avere tali comprensioni... e se non le ha?
Heraclitus is offline  
Vecchio 03-04-2006, 17.33.29   #6
SebastianoTV83
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Messaggi: 639
immorale non e la tassa ma l'uso che se ne fa.. comunque, vorresti dirmi come costruisci un ospedale pubblico senza tasse? la comunita si mette a farlo quando ormai sono morte gia centinaia di persone? e l'istruzione? su che parametri basarla? chi decide? come si organizza? come si costruisce? la critica e legittima perche porta a ragionare sui perche ma non parliamo troppo a vanvera.
SebastianoTV83 is offline  
Vecchio 03-04-2006, 23.27.13   #7
Lenin
Marxista
 
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Messaggi: 78
Vorrei solo chiarire un punto che mi sembra non sia stato adeguatamente colto.

La ricchezza non è un prodotto della mera libertà personale.

La ricchezza è una conquista sociale.

Il capitalista può arricchirsi perchè esiste un'istruzione che istruisce gli operai che produrranno nelle sue fabbriche. Si arricchisce perchè esistono strade che portano le sue merci, e mercati e televisioni pubbliche nelle quali vengono mostrate e vendute. Esiste una sanità che cura gli operai ammalati, ec...

Esiste una società dentro la quale il ricco si trova e grazie alla quale egli si può arricchire.

Le tasse non sono altro che, in senso teorico, il pagamento dei cittadini nei confronti della società.

Ma a parte questo tengo a dire un'altra cosa.

La domanda iniziale è mal posta.
Chissenefrega se le tasse sono o non sono morali.
Sono utili, in questo modello di società, sono essenziali.
I benefici di uno stato sociale mantenuto da un sistema di tassazione sono innegabili e ricadono su tutti.
Lenin is offline  
Vecchio 06-04-2006, 16.31.39   #8
Monica 3
Ospite abituale
 
Data registrazione: 08-06-2005
Messaggi: 697
Vorrei includere nel novero delle tasse anche la tassazione indiretta che paghiamo con i prezzi al consumo per finanziare la pubblicità.

La differenza fra quella diretta e questa seconda forma di tassazione indiretta è che la prima dovrebbe essere reinvestita in servizi e la seconda va a profitto di pochi.

Monica 3 is offline  

 



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