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#1 (permalink) |
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Ospite abituale
Data registrazione: 05-02-2003
Messaggi: 53
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l' uso delle lettere °°°°°°
Avete mai pensato a come l' uso impropio delle lettere dell' alfabeto possano cambiare la nostra vita ?
A quanto una parola di troppo, un insieme di lettere che ci escono dalla bocca, possono cambiare il nostro destino: Non ti amo più. |
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#2 (permalink) |
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Ospite
Data registrazione: 12-01-2003
Messaggi: 39
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Se si ha un uso improprio delle lettere allora vi sono malintesi che possono sempre essere risolti.
Quando uno dice "non ti amo più", solitamente, non è un uso improprio, bensì una frase dettata da un sentimento che vi è. Quello che sente una persona prima o poi si capisce anche senza parole. Non credo che siano le parole a cambiare il nostro destino, ma i comportamenti, le situazioni, le azioni. A volte credo che sia più improtante il modo con cui viene riportata una frase che non la frase stessa. Una stessa sequenza di lettere può avere significati diversi a seconda di come è detta e della circostanza in cui è comunicata. Simona.
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Non si può conoscere alcunché se non si parte dal riconoscere la propria ignoranza. |
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#3 (permalink) |
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Ospite abituale
Data registrazione: 07-08-2002
Messaggi: 399
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Concordo con te Anomis.
Ci sono momenti in cui una frase, composta da lettere, porta a profondi cambiamenti. Ma questa frase non può dirsi impropria perchè se lo fosse sarebbe un fulmine a ciel sereno, le cui conseguenze si modificano facilmente con altre parole successive tese al chiarimento. Voglio dire, come credo di capire anche Anomis, che le frasi che ti cambiano sono dette e ribadite in base ad un ragionamento od un sentimento, a seconda dei casi.
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Ciao: Attilio. |
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#4 (permalink) |
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Nuovo iscritto
Data registrazione: 03-04-2002
Messaggi: 1,322
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non sò
quanto c'entri...cmq:
il professore è un asino, disse la direttrice il professore, disse la direttrice, è un asino la direttrice disse: "il professore è un asino" è evidenziato il conciso o frase primaria dal segno della virgola o dalle virgolette evidenziando il discorso diretto. In sostanza "il professore è un asino". Ma..... La direttrice, disse il professore, è un asino la direttrice disse: il professore è un asino Chi è l'asino? Questo è quanto ci hanno fatto da esempio a scuola per la comprensione della punteggiatura e l'espressione dello scritto. Quanto cambia il senso della frase solo per una punteggiatura sbagliata. NON TI AMO PIU'. - conciso, diretto, non opiniabile non ti amo. - conciso, diretto, ma opiniabile: non mi ami, al momento, e quindi ritengo tu mi possa amare in un prossimo futuro o mai. Rimane il dubbio TI AMO - conciso, diretto, nn opiniabile (è un'affermazione come: sì o nò) AMO - soggetto sott'inteso "Io". Mancando il complemento oggetto il "dubbio" è consequenziale: amo chi?, cosa?, come? dove? perche? quindi termine astratto. Questo per quanto riguarda lo scritto. Ma nutro dei forti dubbi sulle espressioni sopra riportate fatte con l'inerlocutore di fronte: "Non ti amo più": è serio, piange, si dispera. Forse nn tutto ciò che dice è vero. "non ti amo": serio, conciso, diretto. Nutrirei dei dubbi sulla sua veridicità e non... "ti amo": è l'unica affermazione nn opiniabile, di fronte all'interlocutore. "amo": il soggetto nn è più sott'inteso. Avendo l'interlocutore d'innanzi a sè non è difficile comprendere il contesto nella frase di questa parola, nè l'espressività che lui stesso voglia dargli. Tutto il mio ragionare per dire che molto probabilmente è meglio comunicare "face to face" se vogliamo scriverci: impariamo ad usare la punteggiatura...nn è male!
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Non si insegna quello che si sa o quello che si crede di sapere: si insegna e si può insegnare solo quello che si è. Jean Jourès |
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