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#1 (permalink) |
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M'illumino d'immenso.
Data registrazione: 08-11-2002
Messaggi: 36
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gira e rigira...parlo sempre delle stesse cose...
e per l'ennesima volta...riapro un gran dialogo sul SUICIDIO!
ebbene si...vi nausererò x l'ultima volta... vi prometto che sarà il mio primo e ultimo post sull'argomento. Allora...Emile Durkheim, filosofo della metà dell'800', vide che non c'era nessuna correlazione tra suicidi e malattie mentali:le regioni dove il tasso di suicidio era più elevato non erano quelle dove c'erano più malattie mentali. con lo stesso sistema statistico escluse il clima, il territorio, le condizioni geografiche e la razza.ma allora..qual'era la soluzione? per Durkheim il suicidio diviene più probabile quando l'individuo è poco integrato nel tessuto sociale, se è svincolato dagli altri, se ha pochi legami con la società che lo circonda. quando questo si realizza in grado estremo Durkheim parla di "anomia" seguita poi dall'atto drastico.ripensando a questa teoria sono arrivata ad accettarla pienamente anche tenendo presente alcuni esempi sembre basati sulla statistica...come il fatto che il suicidio è meno presente tra gli ebrei che tra i cattolici e meno tra i cattolici che tra i protestanti .la comunità ebraice è fortemente coesa, i singoli sono inseriti in un fitto tessuto sociale. la cattolica è intermedia, la protestante è la meno unita. inoltre in occasione di una guerra, di crisi economiche, i suicidi non aumentano come ci si potrebbe aspettare, ma le persone sono più integrate che di norma. che ne pensate? baci baci
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L'infinito è la mancanza di percezione della fine. |
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#2 (permalink) | ||
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può anche essere...
Data registrazione: 11-09-2002
Messaggi: 2,082
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Ciao, quello che riporti di Durkheim mi sembra ragionevole: più sono i legami, più sei "legato", più qualcosa ti trattiene, ti rende "nodo", punto d'incontro di relazioni Tu-Altro;
ed è più difficile annullarsi se si è parte di qualcosa, che se non si è parte di nulla. Certo resta sempre la possibilità che la relazione esista, ma il suicida non la senta, non le conferisca importanza...ma forse qui siamo più nella patologia. Citazione:
Ora, io non conosco per nulla queste religioni che citi, ma in generale direi che facilmente il suicidio è più raro nelle comunità di credenti in un'aldilà, dove il presente terreno è terra di passaggio e di prova, o comunque che ritengono la vita Dono Sacro. Una comunità coesa rende poi maggiormente accettata la Verità, la Fede, e maggiormente temuta la punizione. Semplificando molto la cosa... Citazione:
Perchè la necessità primordiale di unione ("che fa la forza") è più sentita in situazioni ambientali che minacciano pesantemente l'intera comunità, e conseguentemente la teoria coesioneSociale-minoreSuicidio ne risulta avvalorata? ...ci può stare. Ma, una domanda: la mancanza di integrazione sociale non è già di per se sintomo di un disagio (se non necessariamente di una patologia)? E anche, l'uomo è un animale sociale: laddove siano gravemente carenti le relazioni e i contatti umani, questo non può procurare disagio, e portare alle estreme conseguenze? Società alienata, o incapacità individuale di integrazione? P.S. : ...ho solo voluto "sverginare" questo forum che mi sembra interessante, ma è tardi, ho sonno e forse ho scritto in modo poco comprensibile....good night! |
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#3 (permalink) |
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Ospite abituale
Data registrazione: 24-05-2003
Messaggi: 91
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Io invece penso che il suicidio riguardi più un'aspetto caratteriale con l'aggiunta di una mancata capacità e/o possibilità di di raggiungere una certa consapevolezza e crescita personale nonchè di maturazione del proprio carattere.
Purtroppo sono di fretta anche oggi ma mi riprometto di riportare degli esempi di caratteri psicologici (non sani) inclini al suicidio. Artista
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La cosa di cui parliamo non si potrà mai trovare cercandola, eppure, solo coloro che la cercano la trovano |
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#4 (permalink) | |
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può anche essere...
Data registrazione: 11-09-2002
Messaggi: 2,082
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Citazione:
Una persona in armonia con se stessa...quindi con l'esistenza. E anche forza, capacità innate, resistenza alle tempeste della vita. C'è chi è più e chi è meno in grado di farvi fronte. Intendevi questo Artista? |
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#5 (permalink) | |
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Ospite abituale
Data registrazione: 24-05-2003
Messaggi: 91
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Citazione:
Intendevo dire che è anche il carattere psicologico che può rendere inclini al suicidio; ad esempio il tipo insoddisfatto e rabbioso nei confronti della vita così come è, che nulla lo soddisfa e respinge ogni tipo di aiuto e che è anche instabile di sentimenti ecc.... oppure l'altro tipo: ambivalente, disimpegnato, che rimanda ogni decisione e si trattiene da ogni azione; obbedienza o ribellione all'autorità; che vede ovunque possibili cause di paura ecc.... o un'altro tipo ancora che si è cotruito un'immagine e che, per motivi diversi, questa gli viene distrutta. Intendevo il suicidio collegato a certi tipi di carattere psicologico. Ciao Artista
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#7 (permalink) | |||
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può anche essere...
Data registrazione: 11-09-2002
Messaggi: 2,082
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Citazione:
Citazione:
...caratteri psicologici, questi, che comunque si discostano dal carattere medio equilibrato che rende possibili e fruttuosi i rapporti interpersonali. Quindi un collegamento all'aggregazione sociale come abbraccio che protegge dall'ultima definitiva caduta resta. Citazione:
questo invece mi incuriosisce e non ne comprendo la relazione con un possibile suicidio... Ciao |
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#8 (permalink) |
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Ospite abituale
Data registrazione: 24-05-2003
Messaggi: 91
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PER RUBIN
Credo che Crazy si riferisca ad un carattere sociale mentre io mi riferisco ai caratteri psicologici di singoli individui. Poi risponderò ai tuoi quesiti. Ciao
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#9 (permalink) |
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può anche essere...
Data registrazione: 11-09-2002
Messaggi: 2,082
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Io mi riferivo invece alla catena individuo-società.
Una società può essere fortemente coesa e qualche individuo non integrato. E l'integrazione sociale di un individuo dipende anche dalle sue peculiarità caratteriali. Situazioni difficili capitano a tutti; c'è chi riesce ad affrontarle meglio e chi meno. Se poi l'individuo in una situazione particolarmente difficile si trova ad essere anche privo di un sostegno, ad essere solo, la situazione può precipitare più facilmente. Ciao |
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#10 (permalink) |
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Ospite abituale
Data registrazione: 24-05-2003
Messaggi: 91
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PER RUBIN
Voglio farti un esempio di suicidio da parte di una persona bene integrata nella società, di spicco, di successo: "Raul Gardini", eppure si suicidò... perchè? Questo suicidio è da leggere in chiave psicologica e strettamente personale anzichè in chiave psicologica-sociale, secondo me, naturalmente. Ciao Artista
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