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#1 (permalink) |
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Ospite abituale
Data registrazione: 15-07-2003
Messaggi: 131
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La vera Libertà...
Il vero peccato si ha quando l’uomo si pone arbitro del bene e del male. Egli chiamerà suo “bene” solo ciò che a lui apparirà come utile; dirà “utile” il suo tornaconto; dirà “vero” ciò che gli conviene, mentre il “male” sarà ciò che a lui nuoce, sia come singolo sia come gruppo; e dirà “ingiusto” e “non vero” solamente ciò che non risponde al suo ordine. Solo Dio sa cosa è bene e cosa è male. E perciò bisogna credere. È la fede, appunto, che ci fa vedere le cose nella luce di Dio; e così possiamo sapere, con una certa tranquillità, ciò che è bene e ciò che è male.
Senza libertà non sei neppure uomo. La libertà è un dovere, accettato per amore. So che il male è il non – essere; so che fare il male è un abuso. Per ora, quando parlo di “libertà dell’uomo”, io intendo la fedeltà assoluta alla Parola. Cristo contro i pontefici, contro i capi della sinagoga, in lotta contro tutte le istituzioni, perfino contro il tempio: questa è la libertà. La via libera al Padre. È evidente che anche tutte le altre istituzioni umane devono essere ordinate alla libertà, altrimenti sono indegne di esistere. Allora, sul campo pratico, la mia libertà istintivamente converge in una forza che mi violenta, spingendomi a superare il cerchio di forza che m’imprigiona, che mi soffoca nella dinamica stessa, direi biologica, della mia umanità. Qui sta la radice di ogni crisi: sarà un dramma senza fine! Sono sicuro che questo sarà il mio travaglio, come lo è di tutti. La libertà sarà la spada con cui dovrò scendere continuamente in campo. La nostra gloria è diventata la vera passione dell’uomo. La libertà è il più sacro dei doveri, perché è il nostro più grande dono, e per questo è la più difficile conquista. Sulla libertà è fondata la responsabilità dell’uomo: la mia dignità di persona è sacra e inviolabile. Il sacrificio, il sangue, la morte non valgono, insieme, un atto libero della mia volontà. Ora, la libertà importa l’autonomia assoluta dei miei atti: del mio giudizio, del mio volere. Importa la libera scelta del mio stato: del genere di vita e dei mezzi più adatti per raggiungere il mio fine e la mia salvezza. Quello che io devo fare è soltanto questo: raggiungere la salvezza attraverso lo sviluppo della mia personalità, poiché io sono in un continuo crescere, in un continuo andare verso la meta. Tutto ciò che è ostacolo a questo sviluppo è contro la mia natura: è quindi una violenza, una stortura, una diminuzione, fisica o morale che sia, oggettiva o soggettiva. È, cioè, sofferenza e disordine. Invece il mio fine è la felicità, la mia vita dev’essere solo armonia e pace. Se l’esistere è un bene, l’esistenza dev’essere gioia, perché il bene è gioia. E se anche dentro di noi è penetrato il disordine, si sono violate le leggi del nostro essere liberi, che fare? La mia vita dev’essere una traiettoria verso la pienezza della mia umanità. E la libertà sta in cima a questa tensione. Qualunque male è una deviazione. Io devo essere immune da ogni contraddizione. Quando sarà così, ogni vita sarà ordinata e allora avremo la pace, l’assoluta pace. Una passione non rivolta a questo ideale sconvolge l’ordine del creato, ferisce la vita; genera un groviglio di tendenze, forse anche un cozzo di passioni: la distruzione, la guerra. Può essere a volte un ripiegarsi su sé stessi, un fermarsi a sé. Alle volte sarà l’ambizione di un capo, la cupidigia di un uomo oppure l’orgoglio di un popolo. O forse sarà la seduzione delle cose finite: un sovvertimento dei fini. Ciò è sempre una schiavitù, una terribile schiavitù. Il cristianesimo – e ogni religione, se è vera religione, deve liberare l’uomo – ha tentato di rompere queste catene. Per questo Cristo dice :”Io sono la via, la verità, la vita”. Cristianesimo come perfezione della legge, cioè della libertà: liberazione dell’uomo dall’uomo. Questa è “ la libertà da cui Egli ci ha liberati”. Egli ascese in alto, conducendo schiava la nostra schiavitù. La libertà come valore trascendente: non può essere che così. Se tu poni che la libertà ti venga da un uomo, ti poni al servizio di quell’uomo e perciò non sei libero; e se la poni nella potenza, nella ricchezza o altro, allora sei schiavo delle cose. È la fede che ti libera: credo, perciò sono libero. Libertà e necessità coincidono: è libero ciò che è necessario, è necessario ciò che è libero. Per dire che la libertà è un valore assoluto. Cioè, senza libertà io non sono neppure un uomo. Io sono libero solo in ordine al mio dovere. Tanto più libero quanto più compio il dovere: per questo la libertà coincide con l’essere stesso di Dio. Il peccato non mi rende diverso, ma semplicemente schiavo: mi distacca e mi allontana dalla libertà. Ogni atto umano deve ispirarsi alla verità. È la verità che ci farà liberi. Ma la verità, secondo Cristo, è una vita! Dunque una vita, prima di essere teoria. Ogni legge deve proporsi come fine la vita dell’uomo, altrimenti è un fatto antiumano. Samuele. |
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#2 (permalink) |
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iscrizione annullata
Data registrazione: 09-05-2002
Messaggi: 2,973
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Sai, secondo me usi un po' troppo la parola "dovere".
Non è un dovere nemmeno essere felici. Quando la libertà diventa dovere cessa di essere libertà. Credo che si possa sentire la tensione verso... verso quello che si sente essere la pienezza, che io non concepisco proprio come ordine. Ma se trasfomiamo questa tensione in dovere cessa tutta la libertà e forse anche la tensione perchè nasce una lotta, una guerra di noi stessi contro di noi, incapaci di accettare quegli aspetti del nostro essere umani che paiono allontanarci da quella che crediamo essere la meta. Ma non c'è nulla da combattere. Non c'è, dentro di noi, qualcosa che è bene e qualcosa che è male. Il "male" non va combattutto, solamente riconosciuto, accolto, accettato. Questo permette di non combatterlo ma di trasformarlo. Questo, secondo me è il senso della frase di Gesù "la verità vi renderà liberi". E ho messo "male" tra virgolette perchè è un termine che andrebbe discusso, spiegato. Non mi considero cristiana, ma visto che tu parli in termini cristiani li uso anche io, così magari ci capiamo meglio. Quindi ti dico che se Dio ci ha fatti a sua immagine e somiglianza non ci ha fatti per essere in conflitto con noi stessi. La libertà, la vera libertà, è la più grande meta che un uomo possa raggiungere nella vita. Ma forse non è facile parlare di libertà in senso astratto perchè siamo abituati a pensarla come "libertà da" e non come libertà in sè. Per me la libertà è cessare di essere divisi (diavolo significa colui che divide). E' essere uno con se stessi. Pieni e quindi interiormente tranquilli anche quando esteriormente siamo agitati dalle più travolgenti passioni. Come certamente sai, i testi sacri della tradizione giudaico-cristiana che troviamo in commercio e che vengono letti in chiesa, sono, nel migliore dei casi, pessime traduzioni dal latino di pessime traduzioni dal greco di pessime traduzioni dall'ebraico. Forse per capire pienamente il messaggio è necessario, a volte, tornare alle fonti. Soprattutto per quanto riguarda il vecchio testamento. Ti ripropongo (ri, perchè l'avevo già proposta tempo fa) una bellissima traduzione del Padre Nostro fatta da Padre Giovanni Vannucci. Prova a confrontarla con quello che ci hanno fatto imparare a memoria e magari anche con quello che hai scritto. Padre Nostro che sei nei cieli, santo è il tuo nome, il tuo regno viene, la tua volontà si compie nella Terra come nel Cielo, tu doni a noi il pane di oggi e di domani, tu perdoni i nostri debiti nell’istante esatto in cui li perdoniamo ai nostri debitori, tu non ci induci in tentazione ma nella tentazione ci liberi dal male ciao Ultima modifica di Fragola : 10-10-2003 alle ore 23.34.32. |
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#3 (permalink) |
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Ospite abituale
Data registrazione: 02-04-2002
Messaggi: 2,627
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Ti ringrazio fragola per la preghiera che hai riportato: è davvero stupenda. Sapessi quante volte in quella che sapevo a memoria trovavo qualcosa di stonato, qualcosa non in armonia. Quella che hai riportato è davvero una meravigliosa preghiera.
A quello che hai detto tu, e che condivido, volevo solo aggiungere qualcosa sul paradosso. Il paradosso non deve essere combattuto ed eliminato. Noi stessi siamo un continuo paradosso. Dobbiamo solo accettarlo, come un uccello accetta entrambi le ali per staccarsi dal suolo. Se eliminassimo il paradosso dalla nostra vita saremmo trasformati in niente. La perfezione non sta nell'eliminare questo o quello ma nel ricondurli all'equilibrio. Non si dice che "la verità sta sempre nel mezzo"?! Io ho combattuto il male, il paradosso, l'imperfezione, l'ignoranza, chi non la pensa come me (mi riferisco a quando ero cattolica praticante). Ho lottato per la libertà, per raggiungere questa o quella meta. Sino a quando ho compreso che non c'era niente da raggiungere perché ero già dove dovevo essere ed avevo già quel che mi era necessario. Non dovevo combattere per la libertà, perchè io stessa avevo costruito la mia prigione. Dovevo solo voler uscire fuori. Ed avrei trovato la strada, le chiavi, la porta..... Lottiamo contro tutto e tutti senza accorgerci che stiamo combattendo contro noi stessi. Un abbraccio Mary
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mery |
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#4 (permalink) | |||||||
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Ospite abituale
Data registrazione: 05-04-2002
Messaggi: 1,161
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Ciao Per Fragola La conoscevo, è bellissima, è più genuina e meno contorta di quella tramandataci dalla tradizione, forse emblema di quanto le Scritture siano state mal trasmesse. La riquoto. Citazione:
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#6 (permalink) |
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Ospite abituale
Data registrazione: 04-11-2002
Messaggi: 94
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Mi piacerebbe sapere come, materialmente, credi possibile l'affermarsi sociale di questa tua idea di libertà...
e un'altra cosa: cosa c'è secondo te dopo la morte? Cosa nella tua fede appaga questo interrogativo? Se inizi con visechi la mia risposta arriverà fra un paio di mesi...buon divertimento ![]() |
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#7 (permalink) |
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Vivi!
Data registrazione: 28-10-2003
Messaggi: 1,164
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Re: La vera libertà...
Re : "Dio sà cos'è bene e cos'è male. E perciò bisogna credere. La fede ci fa vedere con una certa tranquillità ciò che è bene e ciò che è male".
![]() Quindi solo chi ha fede può giudicare perchè giudato da Dio? Dio ti darebbe la possibilità di comprendere o meglio di vedere con maggiore chiarezza cio che è bene e ciò che è male al contrario di un non credente? Poi dici che il male è il non-essere...se così fosse neanche lo conosceremo!!! L'essere è tutto cio che è; Il non-essere è il nulla ,tutto ciò che non può esistere per definizione. Il male è un abuso? La parola abuso intende un uso illecito o arbitrario di qualcosa. Quindi il male dovrebbe essere al limite un abuso del bene. Qui confermo pienamente e questo è a mio parere l'unico criterio di giudizio dei due termini antitetici di bene e di male, secondo il quale faccio male ogni qual volta faccio un uso illecito oarbitrarioi del bene ,quindi quando miro a tutti i costi al mio bene non considerando le conseguenze che questo potrebbe avere sugli altri. In caso contrario opero secondo il bene. Per quanto riguarda la libertà ,credo che non esista la libertà pura come la intendi tu. Immagina un bambino che si trova su un mondo desertico nel quale lui è l'unico essere umano esistente. In tal caso secondo il tuo ragionamento quel bambino sarebbe libero ,in uno stato di libertà pura. Ma cosa farebbe quel bambino? Non sarebbe libero di esprimersi perchè non c'è nessuno che può ascoltare i suoi desideri ; Sarebbe privo di conoscenza; Non conoscerebbe Dio o ne avrebbe un'idea tutta sua che poco servirebbe nella sua situazione; .... SAREBBE SCHIAVO DI UN MONDO CHE NON è ADATTO ALLA SUA NATURA UMANA pur non conoscendo nè l'una nè l'altra cosa!!! .... L'idea della libertà si forma in quella della privazione... L'idea del bene si forma nell'idea del male... Non sapremmo la differenza tra le due cose se non sperimentassimo due sentimenti distinti : gioia e tristezza ,amore e dolore. La libertà pura non esiste nella nostra forma : SOLO IL PENSIERO è ESPRESSIONE DELLA PURA LIBERTà!!!
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V I V I !!! |
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#8 (permalink) | |
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Utente bannato
Data registrazione: 05-11-2002
Messaggi: 1,880
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Re: Re: La vera libertà...
Citazione:
...ummm... Tutto molto sensato, ...però mi viene in mente che neppure il pensiero possa essere inteso come espressione della pura libertà: Che dire dei complessi psicologici? ...Quell'insieme di cose che ci spingono necessariamente a "vedere" le cose in un determinato modo senza riuscire ad esser liberi di percepirle nel modo più obbiettivo? Temo che ognuno di noi, in varia misura, abbia, in fondo in fondo un proprio "schema mentale" (diversamente non avremmo un proprio carattere), un certo insieme di lievi o gravi complessi che ci impongono di concepire il nostro pensiero in un certo modo piuttosto che in un altro... ...Addio Libertà! (per favore, smentitemi, lo vorrei davvero) |
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#9 (permalink) |
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Vivi!
Data registrazione: 28-10-2003
Messaggi: 1,164
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La visone delle cose non è il Pensiero ,ma l'elaborazione di più pensieri........questa può essere più o meno "giusta"...
Nell'atto che stò facendo ,quello di scrivere ,la mia testa è piena di pensieri ,ma questo non vuol dire che scrivo il mio pensiero libero (non è misurabile ne tantomeno possibile e sensato ,scivere tutto quello che ci passa per la mente) ,ma quelli che io ritengo giusti ,riformulandoli e cercando di esprimere la mia visione delle cose. I pensieri stessi e la loro elaborazione sono strettamente dipendenti dalle nostre conoscenze/esperienze e dalla nostra capacità di elaborazione. Per questo non la pensiamo allo stesso modo e ognuno ha un carattere diverso dall'altro! ![]()
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