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LettereOnLine - Raccolta di lettere inviate dai visitatori
Forza sessuale di Danilo Di Mambro
Gentile redazione,
la riproposizione a ripetizione di un determinato argomento, da parte dei mass media, ci costringe a riflettere. Mi riferisco al tema degli abusi e delle violenze sessuali. A prima vista l’analisi è semplice, si vede subito chi è il cattivo e tutti gli si scagliano volentieri contro, anche con proposte tremende tipo quella della castrazione chimica. Ferma restando la condanna indiscutibile degli atti illeciti, se proviamo ad approfondire un po’ la questione però, ci accorgiamo che le cose si complicano. In effetti il desiderio sessuale è una delle pulsioni più forti che pervadono l’umanità ed è oltretutto impossibile da criminalizzare in se, dato che ha il tutt’altro che trascurabile compito/merito di perpetuare la specie umana. Il problema è che le convenzioni la vorrebbero imbrigliata e incanalata solo verso comportamenti predefiniti, essa invece tende a non farsi imbrigliare, ma piuttosto a sprigionarsi, anche in maniera incontenibile, ogni volta che ne ha l’occasione. In questa sede vorrei parlare del fatto che forse le regole dettate dalle convenzioni in campo sessuale non sono in armonia con la natura, anzi, ho l’impressione che proprio il tentativo di sottomettere a regole innaturali la forza sessuale sia all’origine di tante malattie mentali e di tanti comportamenti aberranti. Parlo di impressione perché non ho la competenza per affrontare l’analisi delle devianze che lascio volentieri a chi è in grado di farla. Io, da cittadino comune, azzardo un approccio che vuole eventualmente essere solo lo spunto per ulteriori e anche più adeguati approfondimenti. Provo a spostare il punto di osservazione e mi metto dalla parte della forza sessuale. Da qui il panorama cambia e la prima cosa che si osserva è che, per i suoi progetti, i confini imposti dalle convenzioni sociali, entro cui le si vorrebbe concedere di esplicarsi, sono troppo stretti. Credo che non ci sia bisogno di spiegare in che senso dico questo perché mi pare chiaro il concetto. Penso che questa sia un’osservazione facile da fare ma che ha implicazioni enormi e due soli possibili sviluppi: continuare nel tentativo di reprimere la natura considerandola subordinata alle regole, oppure agire in maniera opposta cercando di armonizzare le regole alla natura. Nel primo caso ci dobbiamo prendere la responsabilità di sopportare gli effetti di una forza dirompente che se ne infischia dei paletti che gli mettiamo intorno e produce anche effetti a dir poco indesiderati, nel secondo caso ci dovremmo prendere la responsabilità di ridiscutere le regole e di modificare aspetti importanti del nostro modo di vivere. Si tratta come al solito di operare una scelta che costa tanto in ogni caso. Con la differenza però che nel primo caso a pagare sono i singoli, nel secondo la comunità.