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Reminiscenze...
di Giorgio Boratto
Come mai ci sono nel nostro corpo così tanti retaggi, ricordi, segni di un tempo passato?
Abbiamo ancora una reminiscenza caudale, i muscoli per muovere le orecchie, i muscoli piliferi (quelli che vediamo quando diciamo di avere la "pelle d'oca"). Portiamo con noi tantissime "scorie" che solo Darwin ce le potrebbe spiegare e far considerare giustamente. Certo che se Dio ci avesse fatto "ex novo" avrebbe usato ben poca fantasia e, se fatti con una sua eventuale somiglianza fisica, anche con spaventevoli limiti.
Ma tra tutti questi segnali che ci riconducono agli animali che eravamo e che continuiamo ad essere, quelli più manifesti sono i caratteri sessuali: è possibile non avere trovato altro sistema che la copula animale per farci godere e riprodurre?
Eppure per quello strano gioco degli opposti, proprio nella sessualità nasce la nostra trascendenza, ovvero la capacità di elevarci con un pensiero superiore. Proprio nell'atto più animale possiamo sentire il divino; possiamo trovare Dio.
Infatti con l'orgasmo tocchiamo "l'altro mondo", i confini della nostra carne sono cancellati. Nell'orgasmo moriamo e nasciamo. Nel rapporto sessuale la ricerca di unità, definita erotismo, ha qualcosa di nostalgico; con il piacere sessuale sperimentiamo nel corpo un'originale origine.
Riusciamo ad essere animali e uomini insieme; riusciamo a fare esperienza superiore in un atto primitivo.
Il replicare, il ricordare, e ricercare di continuare questo orgasmo scandisce il tempo vitale con diverse e personalissime misurazioni.
Nell'elenco degli stimoli e delle sensazioni vitali, intese come funzioni fondamentali, la soddisfazione di quello sessuale è il più antico e meno evoluto. Ma la trascendenza entra proprio in questo campo facendoci scoprire l'amore. Il paradosso di una forza sessuale, vitale, aiuta gli uomini a costruire la relazione del senso e della domanda ultima: chi siamo?
Ecco, siamo creature che stiamo evolvendo ma da troppo poco tempo abbiamo perso la coda e da ancora meno abbiamo scoperto l'amore.
Così viviamo ancora il breve tempo di un semplice orgasmo: lo stesso orgasmo di una idea che ci porta fuori... Smetteremo di avere queste reminiscenze? Prolungheremo un altro orgasmo?
Giorgio Boratto
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