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Sulla stupidità umana
di Giorgio Boratto
Sulla stupidità umana ci sono molte teorie; ma soprattutto si sa che essa è fonte di quasi tutti i nostri problemi e spiegazione del perché le cose non funzionano. Poi quando la causa non è la stupidità le conseguenze sono molto peggiori perché sono stupide le nostre reazioni e i tentativi di soluzione.
Tutti interagiamo con la stupidità. Come sosteneva Wittgenstein noi facciamo cose intelligenti perché facciamo anche cose stupide. Nel raffronto scopriamo quali sono le une e le altre. La stupidità poi la trasferiamo nella relazione con il nostro prossimo così, secondo degli interlocutori, si spande, accresce, si ridimensiona o guarisce. Il guaio maggiore avviene quando la stupidità non è solo più nostra, che sarebbe sempre un male che si può almeno controllare, ma quando essa agisce nelle persone che hanno potere sul destino di molti. Nasce così il "potere stupido": la stupidità più pericolosa e devastante che ci chiama alla guerra e alle peggiori nefandezze collettive. In questo caso può intervenire la democrazia a mitigare o controllare la stupidità dei potenti; ma può succedere che questa venga invece condivisa, spalmata o motivata, spesso delegata. Si sa che è più comodo essere seguaci che seguire la libertà. Per la legge dei numeri allora anche in democrazia avviene che la stupidità di chi detiene il potere, seppur sottoposto a controllo, si moltiplichi; ovvero aumenti. Può capitare che qualcuno acquisisca il potere senza che lo voglia; lo ottenga perché dà fiducia, sa essere autorevole, competente in determinati campi e situazioni. Se queste sono persone capaci e responsabili, il potere diventa "intelligente"; almeno in questo caso sono alte le probabilità. Ma il "potere intelligente" è di persone che invariabilmente non perseguono il potere in quanto tale. Chi cerca il potere si concentra nella lotta per conquistarlo e allora usa elementi manipolatori e aggressivi rivelando così la stupidità. Queste persone pur partendo dalle migliori intenzioni spendono le energie per mantenere o accrescere il potere per loro, fino a perdere gli obiettivi iniziali. La persona che una volta ha raggiunto il potere spesso si ritiene la migliore, la più capace, intelligente e saggia; di solito si circonda di cortigiani, seguaci e profittatori che rinforzano quest'illusione.
Le persone che inseguono il potere non sono poi in verità più stupide delle altre ma più furbe e abili; succede però che inevitabilmente più accresce il potere più cade l'intelligenza a favore della stupidità e di questa riesce a fare sintesi.
Il "potente" ha poca energia da dedicare alla sua vita privata, non ha solitamente emozioni da condividere e non riesce a gestire in modo sano i sentimenti e gli affetti. Certo deve dimostrare un buon grado d'abnegazione per la causa…causa che lo rende vittima e carnefice di se stesso. Lo rende uno stupido modello.
La stupidità dei potenti, tipo Bush e Berlusconi, come di altri e forse dell'intero occidente si potrebbe vedere così. Tutti insieme nella crociata contro il male, con la stupidità come arma micidiale, per vincere una "bambolina di plastica", perdendo insieme la credibilità e l'autorevolezza dovuti alla saggezza dei comportamenti.
Giorgio Boratto
www.boratto.it
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