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Perché la tutela della salute, un Diritto sancito dalla Costituzione, è oggi un Diritto da difendere?

Di Velia Galati
Maggio 2016

 

Sarebbe lungo, anche se pure non  inutile, percorrere le fasi delle Politiche Sanitarie, a partire da quella legge 833 del 1978, che organizzava il Servizio Sanitario Nazionale, con  un insieme organico di norme, e in cui trovava adempimento il dettato costituzionale.
I provvedimenti di “riordino”, varati dalla fine del 1992 in poi, hanno cancellato aspetti fondamentali della legge istitutiva del SSN, a partire dall'Art.1, quello dei Principi, ed hanno posto le premesse per quell'azione amministrativa di riduzione di servizi, destinati ad assicurare la tutela della salute e della sua promozione, in condizione di uguaglianza dei cittadini.
E' saltata la certezza delle prestazioni, che, anno dopo anno, vengono ridotte, in una strategia mercantilistica, intesa a ridimensionare una della componenti più importanti del sistema di sicurezza sociale, l'assistenza sanitaria. Così che, per la parte più debole e indifesa della popolazione, quella dei vecchi non autosufficienti, che non possono accedere alle costose prestazioni dell'assistenza privata, il diritto costituzionale della tutela della salute, è diventato un Diritto da difendere, o da rivendicare.
La IV Conferenza della Commissone della Comunità Europea, del 19/2/2016, ha rimarcato la necessità di maggiore attenzione all'assistenza degli Anziani, anche con l'utilizzazione di nuove tecnologie.
Il 23/3/2016, la Commissione ha invitato a prendere atto del progressivo, rapido aumento delle Persone anziane, in particolare, degli ultra ottantenni.
“L'allungamento della vita è un effetto positivo del progresso, ma implica maggior rischio di disturbi fisici, sensoriali e mentali” – dobbiamo - “garantire che, anche in età avanzata, potremo mantenere una qualità di vita decente, restare indipendenti e continuare a svolgere un ruolo attivo nella società e nella famiglia”.
La Carta Europea dei diritti e delle responsabilità degli Anziani bisognosi di assistenza e di cure a lungo termine, all'Art.4, afferma il “diritto degli anziani a cure appropriate e di alta qualità” Invita, inoltre, a “sviluppare strutture legali che proteggano i diritti e i doveri degli utenti in tutte le strutture assistenziali”.
Nelle classifiche sanitarie dell' OCSE, l'Italia è al IV posto per aspettativa di vita (la più alta in area OCSE), ma solo al XVIII° per livello di spesa, ed è arretrata rispetto agli altri paesi, nella prevenzione e nell'assistenza delle persone anziane, a causa dei drastici ridimensionamenti delle sovvenzioni per la non-autosufficienza. La spesa sanitaria pro capite è diminuita, a partire dal 2013, (il terzo anno consecutivo che vede riduzioni della spesa), ed è al di sotto degli altri Paesi dell' OCSE - (solo il 5% di chi ne ha bisogno usufruisce dei sevizi, determinandosi, così, un maggior ricorso ai ricoveri). L'Italia, inoltre, “è in ritardo nel formulare in maniera organica il proprio sistema di protezione della salute degli anziani” (cfr. Network promosso da IRCCS-INCRA, per l'Agenzia Nazionale per l'invecchiamento).
Per il corrente anno 2016, il Decreto Lorenzin prevede ulteriori riduzioni delle prestazioni sanitarie, il pagamento di tic per  medicine e prestazioni, quando non totalmente a carico del paziente.
Il progressivo aumento della probabilità di ammalarsi e di morire a causa di malattia, in un settore della popolazione in continua crescita, quello degli Anziani, specie in alcune Regioni quali la Liguria, pone gravi problemi sul piano della tutela della salute, diritto fondamentale di tutti i cittadini, indipendentemente dalla residua loro attesa di vita e delle loro capacità economiche.
I pazienti in età geriatrica, sovente affetti da pluripatologie, complicate da problemi mentali e/o sociali e psicologici (la solitudine degli anziani!), necessitano di un’assistenza che non può essere identificata nella medicina convenzionale di base, in quanto differenziata per metodologie, obiettivi ed anche per diverso approccio medico-paziente.
Questa assistenza deve inoltre essere in grado di superare la sconnessione fra medicina ospedaliera e medicina extraospedaliera, nonché lo scoordinamento fra assistenza sanitaria e assistenza socio-sanitaria.
E’ auspicabile, pertanto, prevedere nell’ambito dell’Assistenza Sanitaria di base la figura del Geriatra di base (in analogia al Pediatra di base)

 

Obiezioni prevedibili:

  1. Insufficienza di Medici specialisti in Geriatria

  2. Resistenza da parte dei Medici di famiglia, che vedrebbero diminuito il numero dei loro pazienti, soprattutto di quelli in età geriatrica, età che accresce l'emolumento per il medico

  3. Aumento della spesa pubblica

Risposta:

  1. nella fase intermedia: attivazione di Corsi integrativi in gerontologia e geriatria per “Medici di Famiglia” che intendano passare alla categoria di “Geriatri di base”

  2. promuovere, in accordo con la Facoltà di Medicina, la formazione in gerontologia e geriatria nell’iter universitario degli studenti, degli specializzandi e del personale paramedico

  3. non si tratterebbe di “razionamento”, ma di razionalizzazione della spesa pubblica

   Velia Galati


 

Dott. Velia Galati – Psicologa - esperta nella formazione di Assistenti di Persone anziane. Medaglia d'oro al merito della sanità Pubblica (Decreto-Pres Rep. 27 Ottobre 1995).

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