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Riflessioni sull'Ottava di Michele Proclamato

Riflessioni sull'Ottava

di Michele Proclamatoindice articoli

 

L'Agosapere   settembre 2011
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Fisiologia numerica

Se la mia analisi avesse connotati esclusivamente teorici, non dovremmo trovare, nella realtà, nessun tipo di appiglio, ma se ciò che sto dicendo corrisponde al vero, allora dovremmo trovare esempi non solo umani, ma planetari o stellari, che si rifanno ad un simile meccanismo archetipico.

Prima di passare a tale analisi, però, sono costretto ad indagare ancora la simbologia zodiacale egizia. Provate con me ad utilizzare gli esseri in modo numerico.

Sommando le loro parti, possiamo ottenere 36 unità e, vista la loro disposizione, ecco perché, da sempre, suddividiamo la sfera in 360° e potrei anche aggiungere che qui risiede il motivo fondamentale per cui il Tempo è stato unanimemente suddiviso nel modo corrente (12-24 ore).
Per tornare, però, al nocciolo della questione, proviamo a moltiplicare l’invisibile (36) per il visibile (i 72 corpi celesti) ed avremo un risultato che, in questa dimensione, viene definito: Precessione degli Equinozi.

 

Precessione degli Equinozi

 

La Precessione degli Equinozi gode di una fama dimenticata, che a stento oggi riusciamo a giustificare. L’uomo la conosce da tempo immemorabile, senza sapere chi sia stato capace di temporalizzare un cammino assiale terrestre pari a 25.920 anni. Ma vediamo sinteticamente in cosa consiste.

Sostanzialmente, l’ipotetico asse terrestre Nord–Sud disegna un’altrettanto ipotetica ellisse celeste, attraverso spostamenti pari a 1° dei 360° celesti, ogni 72 anni. La conseguenza più evidente di questa “corsa” platonica è l’apparizione - ogni 2160 anni circa - all’Equinozio di Primavera, alle spalle del Sole, di una nuova costellazione zodiacale.

La scienza ufficiale motiva tale “movimento-terrestre”, attraverso l’attrazione gravitazionale Luni-Solare. Come è facile notare, i numeri  di cui ci stiamo occupando riappaiono questa volta,  in un contesto, secondo me, solo apparentemente planetario. Infatti, sarebbe d’uopo immaginare cosa mettono in campo i corpi celesti, affinché questo impeccabile meccanismo si consumi.

Perché ciò avvenga, infatti, le velocità orbitali, rotazionali e le direzioni seguite da un massa enorme di corpi celesti, dovranno sintonizzarsi, affinché la Terra, il Sole, il Sistema solare e le relative costellazioni, con i relativi sistemi orbitali, rotazionali e direzionali possano allinearsi in un determinato luogo spaziale, in un preciso istante, dopo un altrettanto preciso periodo.

Per darvi un’idea: la Terra ha una velocità rotazionale equatoriale pari a 1.668 Km orari, ai quali si somma una velocità di fuga di 11.186 metri al secondo. Ora, immaginate tutte queste velocità a livello galattico e chiedetevi se un simile evento precessionale potrebbe esistere, se l’unica ragione motivante fosse l’attrazione Luni-solare!

Affinché ciò avvenga, è necessaria, a mio avviso, una legge galattica in grado di armonizzare, non i movimenti di più corpi siderali, bensì la fisiologia di un unico essere vivente, chiaramente composito, come ad esempio, la Via Lattea. Di conseguenza, lo schema numerico dimensionale di cui sopra viene utilizzato affinché tutto ciò avvenga con estrema precisione, in un arco di tempo millenario. Per cui avremo una corrispondenza tangibile, a livello galattico, di un sistema numerico dimensionale, in grado di gestire, non solo la fisiologia siderale, ma anche, e giustamente, quella umana, come nel caso dell’Agopuntura.

Ora vi domando: vi sembra più corretta l’interpretazione del fenomeno in questione da parte della scienza ufficiale, o quella suggeritaci dagli egizi?
Perché, anche in questo caso, effetti falsamente “locali” come quelli precessionali, sono sostanzialmente decisi a livelli sistemici altri.

Allo stesso modo si comporta l’Agopuntura. Di conseguenza e giustamente, il sistema dei meridiani è un sistema curante non locale, in grado di agire localmente, grazie alla perfetta interpretazione di una legge creante dimensionale, capace di armonizzare e raggiungere ogni parte o organo del nostro corpo universale, attraverso un sistema simpatico di risonanza, di stampo cimatico.

In altre parole: curare un organo sollecitando alcuni punti posti, ad esempio, sull’orecchio del paziente, è l’applicazione di un sapere, conscio dei rapporti archetipici esistenti in un corpo umano.

Accennavo, all’inizio, all’uomo. La medicina ufficiale, non dovrebbe ignorare come e quanto i processi circolatori, respiratori e cardiaci utilizzino intervalli che rappresentano frazioni o multipli numerici precessionali.

Un  esempio, fra le centinaia che la fisiologia umana può offrire è il seguente:

 

fisiologia umana

 

E’, a mio avviso, evidente come e quanto l’essere umano interpreti in pieno, non una fisiologia esclusivamente terrestre, ma uno schema creante, come già ricordato, universale.

Dovremmo, quindi, chiederci perché esistono simili corrispondenze numeriche fra la fisiologia umana, quella celeste ed il sistema curante dei meridiani e, forse, potremmo renderci conto di quanto la nostra visione anatomica sia sostanzialmente parziale, direi arretrata.

Se dovessi poi riassumere come, dove e quanto, il sistema numerico in questione è apparso nella storia umana, dovrei ri-scrivere un libro ormai storico, dal titolo: ”Il Mulino di Amleto”, scritto dal Prof. Giorgio De Santillana, nel 1969.

 

Altre interpretazioni

YogaPer avvalorare maggiormente il mio punto di vista, vorrei ora ricorrere ad un secondo tipo di anatomia, quello Vedico, per dimostrare che la struttura anatomica umana, può avere più interpretazioni ed usi, mai errati se riferiti alla “matrice” in questione.

Penso sia noto che lo Yoga, se applicato secondo canoni ben precisi, dia all’uomo capacità tali da poter interagire “mentalmente“, oltre che fisicamente, con vari aspetti della fisiologia umana. In questo caso, alimentazione, meditazione ed una ben precisa “attività” fisica, concentrata  nell’ottenimento di determinate ”posizioni“, possono avere, come risultato finale, uno stato psicofisico spiritualmente eccelso definito Nirvana.

Insomma, il risultato finale si potrebbe intendere come una Guarigione, piuttosto “elevata”, dal peso del vivere in questa realtà. Allora, vediamo che tipo di fisiologia anatomica viene utilizzata dagli Yogi, da millenni, per ottenere tutto ciò.

Iniziamo dicendo che 8 sono gli stadi principali dello Yoga: 4 fisici e 4 mentali.

Aggiungiamo poi, che l’anatomia in questione è sostanzialmente costituita da 72000 Nadi, che sono essenzialmente dei canali energetici destinati a convogliare un tipo di energia dalle caratteristiche composite, definita in questo caso: Prana.

Infine possiamo osservare che 3 gruppi di Nadi principali, disposti all’interno ed ai lati della colonna vertebrale, sono chiamati a veicolare 4 tipi di energia ben precisa.

Tralascio il contesto Chakra, poiché richiede dei passaggi conoscitivi che mi allontanerebbero troppo dall’argomento in questione.

Proseguiamo, quindi, con il nostro esame: come viene coagulata e finalizzata una simile struttura anatomica?

Attraverso 108 posizioni Yogiche.

Di nuovo osserviamo come si raggruppano gli Esseri intorno allo Zodiaco di Dendera: 3 gruppi di 4.

Ed il computo totale di elementi? 108 unità.

Ebbene, a questo punto, il “cerchio” si può chiudere, dicendo che la l’anatomia Vedica, come quella Taoista, si basa sullo stesso livello sistemico creante, con alcune piccole modifiche.

Vi domando: possiamo negare che lo Yoga abbia effetti benefici sul corpo e sulla mente?

Credo proprio di no, eppure, anche in questo caso, esso utilizza un’anatomia che non coincide con quella occidentale.

Ecco dimostrato come sulla Terra sembrano esistere diverse interpretazioni anatomiche di cui quella occidentale è solo l’ultima arrivata e la più limitata, nonché limitante, poiché frutto non dimensionale.

Prima di lasciarvi, permettetemi di ritornare in Cina, per mostrarvi una delle interpretazioni più sublimi di ciò che mi piacerebbe che anche Voi chiamaste l’OTTAVA: l’IChing. (Fig.8)

 

OTTO Direzioni

 

E’facile, a questo punto, cogliere le caratteristiche principali di un simbolo in grado di rappresentare il mondo dell’arte divinatoria cinese e vedere, all’interno di un OTTAGONO, 24 linee spezzate e 12 intere.

Lo stesso schema dei meridiani viene utilizzato dai sapienti cinesi per divinare e la cosa molto dovrebbe farci riflettere su ciò che definiamo realtà e le sue caratteristiche spazio-temporali.

Nel frattempo, vorrei congedarmi, mostrandovi uno dei sigilli ermetici utilizzati da Giordano Bruno (Fig.9), non per divinare, bensì per riportare “a galla” un certo tipo di memoria immortale, che, detto fra noi, è….. la stessa cosa. Chissà, forse potrebbe esserci utile per capire, perché in Piazza San Pietro, al Bernini, (Fig. 10) fu ordinato di porre OTTO Direzioni come quelle utilizzate dei Nativi Americani per pregare e curare. (Fig.11)

 

Ma sto, come mio solito, andando fuori tema, in fondo, io sono solo il vicino ….un po’ strano.

 

Michele Proclamato

 

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