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Riflessioni sull'Ottava di Michele Proclamato

Riflessioni sull'Ottava

di Michele Proclamatoindice articoli

 

Eight-Ching   luglio 2011
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Premessa

Ormai mi conosco, quando tergiverso e cerco di perdere tempo in tutti i modi, la motivazione è una sola: non ho voglia di scrivere, o meglio, non ho voglia di descrivere quali sono stati i passaggi attraverso i quali sono giunto a determinate conclusioni.

Nel caso dell’I’CHING poi, ho superato me stesso: sono alcuni anni che ci penso e non riesco a decidermi.

Ora però non posso più attendere e devo farlo, anche se vorrei passare subito alle conclusioni, a quelle conclusioni che mi hanno tanto appassionato e stupito, ma, chiaramente, metterei il lettore nella spiacevole condizione di non capire, quindi, conscio di tutto ciò, partirò dall’inizio, per poter offrire i miei studi a coloro che ancora non possono rendersi conto di come, su questo pianeta, un unico sapere dettò l’inizio di qualsiasi tradizione conoscitiva e di ogni civiltà.

Ho anche fatto una promessa, che intendo mantenere da questo scritto in poi, per la quale la mia “vis polemica” lascerà il posto ad un sano, auspico accurato e sintetico resoconto conoscitivo di ciò che, spero a breve, possa (ri-)diventare ufficialmente: SCIENZA.

Quindi che fare, se non il mio lavoro, quello del simbolista, consegnandomi, tanto per cominciare, ad una  saggia massima di un uomo di Dio:

 

”E’ il numero, limpido principio fisico, metafisico e razionale”
Giordano Bruno

 

e subito mettere in chiaro alcuni punti.
                              
Io Affermo

Io affermo e credo di poter dimostrare, che, da millenni, sulla Terra esiste una codifica creativa numericamente analogica, in grado di poter supportare qualsiasi tipo di applicazione conoscitiva umana dai tempi più antichi ad oggi.

Io affermo che tale codifica è il frutto di una scienza spirituale - dalla paternità sconosciuta – che, in tempi e modi oggi a noi ignoti, è stata in grado di pianificare una Teoria del Tutto dalle caratteristiche dimensionali.

Io affermo che il sapere in questione dovrebbe definirsi: Sapere dell’OTTAVA” e sono convinto che l’I’Ching, ancorché essere una delle sue più raffinate applicazioni, sia comunque una delle tante.

Aggiungo inoltre, che il cuore e la base del sapere dell’OTTAVA è parzialmente il numero, o perlomeno una sequenza numerica (solo in parte lineare), in quanto proprio il numero, in questo caso, è una porta aperta verso l’analogico, l’intuito, l’emozione, l’immaginazione ed il simbolo.

Di conseguenza, qualcuno, è stato capace di creare una scienza emozionale in grado, nel caso specifico dell’I’Ching, di prevedere non il futuro numerico, bensì quello emozionale, posto alla base delle scelte e dei comportamenti umani.

Spero inoltre, con ogni cellula del mio corpo, che l’uomo smetta di essere presuntuosamente aggrappato ad un futuro che mostra segni di cedimento - a volte piuttosto inquietanti - e per un attimo, si volga al passato, poiché, per quanto difficile da accettare, lì si cela una risposta che ormai è necessaria a qualsiasi tipo di progresso vero, un progresso consapevole di dover convivere con un Universo solo ed esclusivamente ...VIVO.

A questo punto, dopo aver messo in chiaro alcune delle mie convinzioni, vorrei condividere con voi le motivazioni che a tali asserzioni mi hanno condotto.

Legittimamente inizierò dal simbolo, poiché esso è garante, anche numerico, di un viaggio che non conosce tempo, ma solo perfezione e verità archetipica e non mi soffermerò su date, nomi e luoghi storici riguardanti l’I’Ching, dandoli per acquisiti.

La mia esposizione riguarderà, quindi, solo ed esclusivamente la matrice conoscitiva dalla quale nasce tale sapere divinatorio e, soprattutto, la motivazione per la quale, con ragione, sia in grado di prevedere il futuro comportamentale dell’uomo.

 

Quando la Scienza Leggeva il Futuro

I’ChingSto imparando, col tempo, ad essere quel che sono: normalmente l’intuito è ciò che mi svela, mentre la logica che ne segue rappresenta la spiegazione al mio sentire, di conseguenza, vorrei mostravi cosa sono capaci di fare questi atteggiamenti mentali, quando sono uniti.

Permettetemi perciò di aiutarvi a “vedere“ la simbologia millenaria in questione affinché si possa, da essa, non arrivare, ma partire per un viaggio che può richiedere, a volte, una vita intera.

Osserviamo l’immagine di cui sopra: al centro troviamo il simbolo millenario che riassume il concetto di Yin e Yang, bi-cromaticamente rappresentato dalle due “spirali”, una bianca e l’altra nera e due piccole sfere, cromaticamente opposte, presenti al centro dei due “concetti” basilari per il Taoismo.

Segue poi, a tale simbologia, la serie di OTTO trigrammi, disposti secondo una forma Ottagonale.

Evitando di dilungarmi sulla geometria ottagonale, preferirei ora applicare la summa di Giordano Bruno sopracitata, per dimostrare come il numero sia veramente capace di aprire porte inutilmente tenute chiuse dalla logica umana.

Osservando i 24 trigrammi, notiamo che sono costituiti da 24 linee spezzate e 12 unite.

A questo punto, nonostante si stia parlando di un’applicazione del sapere cinese di almeno 5000 anni fa, non posso fare altro che ricorrere ad un reperto molto più antico, - che ho citato spesso e del quale non posso fare a meno neanche questa volta - per meglio capire la matrice conoscitiva dell’I’Ching.

Il reperto in questione è oggi conservato e dimenticato in una teca, presso l’Ashmoleam Museumdi Oxford, frutto di una fortunata spedizione archeologica del secolo scorso, condotta nei pressi dell’attuale Bassora, in Iraq, ad opera del benemerito archeologo Weld Blundell. Il ritrovamento, conosciuto come: Prisma di Blundell, o Lista Sumera dei Re, in caratteri cuneiformi, così fa riferimento a tempi ….antidiluviani:

 

Lista Sumera dei Re

Dopo la discesa della regalità dai cieli,
La regalità fu a Eridu,
In Eridu Alulim divenne re,
Egli regnò per 28800 anni.
Alalgar regnò per 36000 anni.
"Due" re;
Essi regnarono per 64800 anni.
Poi Eridu cadde
E la regalità fu spostata a Bad-Tibira
Divenne re a Bad-Tibira Enmenluanna;
Egli regnò per 43200 anni.
Enmengalanna regnò per 28800 anni.
Dumuzi il pastore regnò per 36000 anni.
"Tre" re essi regnarono 108000 anni.
Bad-ti-bira cadde
E la regalità fu spostata a Larak.
A Larak, Ensipadzidanna regnò 28800 anni.
"Un" re ……. Egli regnò per 28800 anni.
Larak cadde
E la regalità fu spostata a Sippar.
A Sippar Enmeduranna divenne re
E governò per 21000 anni
Poi Sippar cadde
E la regalità fu spostata a Shuruppak.
Ubaratutu divenne re, egli governò per 18600 anni
"Un" re …….. egli governò per 18600 anni.

In "Cinque" città “Otto” re,
essi regnarono per  241200  anni,

Poi il Diluvio “travolse tutto”.

 

Credo non sfugga, ad un’attenta lettura, che la struttura puramente simbolica appena esaminata nell’I’Ching, in questo caso sia stata trasformata in un sistema descrittivo numericamente analogico.
Abbiamo, infatti, le seguenti corrispondenze fra la Lista Sumera e l’I’Ching:

 

OTTO RE   -   FORMA OTTAGONALE
241200 anni   -   24-12 linee spezzate ed unite

 

E’ inoltre estremamente importante, per capire i meccanismi numerici del lancio delle 3 monete dell’I’Ching, osservare come e dove regnano i RE.  Si evince, infatti, che il primo gruppo di 5 Re regna in 2 Città (Eridu e Bad-Tibira) ed un secondo gruppo di 3 Re regna in 3 città (Larak, Sippar e Shuruppak).

Riprenderemo più avanti tali riferimenti.

Chiaramente, chi non conosce tale reperto si domanda (come hanno fatto gli esperti di tutto il mondo) cosa sono quegli immensi archi temporali culminati in una somma ben precisa. Ma vorrei attendere un attimo prima di parlarne, in quanto credo sia meglio dare, prima, altre spiegazioni, questa volta di tipo …Cimatico.

 

Cimatica senza Tempo

Suppongo abbiate già sentito parlare di una scienza semiufficiale che si chiama Cimatica.
Se così non fosse, vorrei brevemente ricordare che già Leonardo da Vinci era in grado di fare esperimenti - utilizzando materiali piuttosto artigianali -  attraverso i quali si rese conto che il suono è capace di interagire con la materia, disponendola secondo conformazioni geometriche.

Goccia d’acquaUfficialmente e non, tali ricerche continuarono attraverso eminenti personalità, fino a culminare nel 1969, con una lunghissima serie di esperimenti condotti dal Prof. Hans Jenny.

Questa volta, materiali adatti e tecnologia di un certo livello, sortirono risultati stupefacenti per i quali acqua, polveri speciali, sabbia, ecc. ecc. manifestarono forme e geometrie presenti in natura. Ma l’eccezionalità, credo  non  risieda  nell’aver  individuato  uno strettissimo legame fra FORMA e SUONO, quanto nel fatto che, tali forme, essendo spesso geometriche, siano conosciute da millenni da tutte le civiltà più antiche della terra.

Solidi platonici

 

Esse furono chiamate dai greci: Solidi platonici.

Perché  ho voluto fare questa precisazione di tipo “sonico”?

Per un motivo ben preciso collegato proprio agli OTTO periodi regnanti dei RE sumeri.

I solidi platonici sono 5, come 5 sono le città sumere, teatro dei millenari periodi di cui sopra.

Di conseguenza, a distanza di un arco di tempo per noi immenso, dovremmo trovarci di fronte - parlo della Lista - alla descrizione Cimatica di un atto creante, capace di concretizzarsi, attraverso geometrie ben precise, nella somma finale.

Va da sé che, poichè la somma in questione corrisponde alle 24 linee divise ed alle 12 unite, la struttura dell’I’Ching deve essere vista sotto tutta un’altra ottica temporale, geografica ed interpretativa e non solo.

Per ricaduta, è possibile vedere ed intuire in quell’Ottuplice disposizione, la presenza di FREQUENZE - permettetemi il termine - ben precise, in grado di strutturarsi, sommandosi, in un computo che nasconde caratteristiche numeriche piuttosto interessanti.

La Somma sumera, infatti, rappresenta 1\3 e 2\3 di un ulteriore computo pari a 36 unità, tolti gli zeri, inoltre, è possibile vedere in essa una progressione dodecafonica, nonché binaria, appannaggio anche dei trigrammi cinesi.

Ma io sono dell’avviso che per meglio capire l’I’Ching, è necessario un ulteriore passaggio, che ha come teatro, un tempio millenario dell’Egitto: Dendera.

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