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di Diego Pignatelli Spinazzola     indice articoli

 

Complesso e nucleo di significato: la doppia natura dell'archetipo. Osservazioni sulla Psicologia Analitica di C. G. Jung.

 

Costituenti della natura psichica, gli archetipi sono le determinanti inconscie di ogni complesso.
Jung stesso definiva complesso un unità autonoma, un nucleo di significato, nodo centrale e complessuale ove però la coscienza staccata da questi, viene per così dire "inghiottita" dal complesso presentando una dissociabilità manifestata in casi di psicosi.
E' il complesso che in questa sede governa la coscienza e la egemonizza al suo controllo come unità scissa e dissociata.
La psicosi è il prezzo da pagare. Allorchè emozionalmente vissuta la costellazione complessuale si libera dal sintomo, l'individuo ritorna a ristabilire la connessione con il suo nucleo centrale di significato.
L'autonomia e l'egemonia del complesso, il "diavoletto", per dirla con Jung, fa spazio ad una più sottintesa individuazione di significato. Il nodo complessuale si scioglie così nel "nucleo di significato" come rivela la Jacobi.
L'io non più inghiottito dal complesso e vampirizzato da questi, rientra in una funzione cosciente a pieno merito. Finchè il complesso rendeva inconscia la sua funzione assoggettandolo al suo dominio parassitario ed alla sua sfera di controllo, l'io risultava dissociato e scisso in virtù dello stesso complesso che riempiva del tutto la sfera cosciente costringendo l'io ad una subordinazione inconscia.
In casi di personalità multipla la doppia unità è scissa in cui l'io cosciente si divide in molteplici io che governano la vita inconscia del soggetto come nei casi di doppie personalità (Janet, 1888) dei medium e nelle trance (C.G. Jung, Psicologia dei fenomeni occulti, C.G. Jung 1902 ).
Quando in virtù di un ampliamento di senso e di orizzonti, il sintomo libera il complesso del suo contenuto portandolo alla coscienza, il nucleo di significato prende nuovo ordine alla vita. L'archetipo dell'individuazione si rivela in sè e gli dèi che prima bussavano violentemente alla porta ora sono i nostri alleati. Cosa è successo?
Il nodo complessuale disciogliendosi nel sintomo, è presto divenuto un nucleo più ampio di significato e di prospettiva multidirezionale.
Il nucleo di significato in altre parole, è l'archetipo sano e risanante che si costella al di fuori di un ego individuale e di un inconscio personale.
Tutto sembra riempirsi. Anche la psiche quale ineffabile mistero, diventa pressapoco familiare con nuovi elementi che costellano il suo orizzonte cosciente. Gli archetipi imprimono nuova direzione ad un io che non solo rivendica la sua autonomia, ma lo fa, consegnandosi ad una più grande unità di significato: il Sè.
Questa nuova spinta per l'individuazione spinge al di fuori dell'alienazione e converte l'io alla visione unitaria e pluralistica del Sè. Gli archetipi quali determinanti psichiche ora partecipano co-creativamente alla vita psichica dell'individuo e la costellano di un nuovo ordine.
Spetterà all'individuo seguire la personale trama archetipica ed arricchirla ulteriormente all'orizzonte cosciente di progetti, aspirazioni e nuove modalità di vita.
L'archetipo, nel complesso, può attrarre la coscienza tanto nella sua forza d'attrazione positiva che negativa. In tutti e due gli esiti è l'archetipo che svolge una funzione bipolare traducendosi in complesso e costringendo il sintomo ad un occlusione, ad una possessione di natura archetipica.
Un ultimo sforzo, sarebbe quello di lasciar parlare l'archetipo e fare in modo che questi non si traduca per noi in complesso malato scindendo l'io e schiacciandolo tra due volontà o impossessandosi del suo spazio psichico in modo da staccarlo quasi del tutto dalla coscienza.
In forme di psicosi, si attua uno splitting patologico in cui il complesso esercita il pieno controllo, provocando stati di abbassmeint du niveau e quasi del tutto abbassando la soglia della coscienza.
Se e quando l'archetipo ritorna però a pieno titolo ad assolvere la sua funzione di integratore della psiche, il complesso in larga misura, perde il controllo sulla coscienza e si depolarizza, per così dire si relativizza. Avviene una dinamica che imprime nuovo senso ed ordine alla psiche e la multidireziona verso nuove finalità. L'ego anche si è convertito in un più ampio Sè che come un nuovo sole irradia l'anima e la riversa in un più significativo telos.

 

      Diego Pignatelli Spinazzola

 

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Bibliografia
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Jung C.G. & Long, C. E. (1917) Collected Papers on Analytical Psychology (2nd ed.). London: Balliere Tindall & Cox. (contained in Freud and Psychoanalysis, Collected Works Vol. 4).
Jung C.G. & Shamdasani, S. (1932) The Psychology of Kundalini Yoga: notes of a seminar by C.G. Jung. 1996 ed. Princeton, N.J.: Princeton University Press.
Jung C.G. - Shamdasani, S. (Ed.) (1996). The psychology of kundalini yoga: Notes of the seminar given in 1932. Princeton, NJ: Princeton University Press.

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