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di Danilo Campanella   indice articoli

 

La bellezza della razionalità umana

Di Raimondo Galante   Novembre 2013

 

In un mondo  che sembra totalmente dominato da comportamenti irrazionali e violenti, basta ricordare i numerosi casi di femminicidio  ed anche i numerosi suicidi dettati dalla paura e dalla disperazione ed altre episodi incresciosi di violenza sulle donne oltre a fatti di sangue come la recente strage di Boston [N.d.R. Aprile 2013], è importante riscoprire la bellezza e nobiltà della nostra razionalità, ciò che più ci permette di distaccarci dai nostri istinti più violenti e brutali, lasciati troppo liberi senza una corretta consapevolezza ed una sana ed una umana gestione delle proprie emozioni. La "nobiltà" della razionalità umana, intesa non come pura "ratio" ma come forma pura dell'intelletto da Platone ad Aristotele fino a F. Hegel, è strumento essenziale per poter interpretare e decifrare con efficacia il codice dialettico della realtà e vivere con pienezza e consapevolezza la propria umanità.

Dunque a mio avviso la via per riscoprire e valorizzare la propria autentica umanità nasce necessariamente dal lavoro di ricerca "filomatico" effettuato sulla stessa dai grandi pensatori filosofici dall’antichità sino ai giorni nostri. A tal proposito partirei senza indugio dalla definizione che Platone aveva dato dell’Eidos come la forma più pura ed originaria di conoscenza: il mondo intellegibile delle idee di cui il mondo sensibile risulta essere solo un pallido riflesso. Questa teoria che viene esposta da Platone nel cosiddetto “Mito della caverna” prevede che ci siano vari livelli della conoscenza che si fanno tanto più elevati quanto più si avvicinano alla purezza della perfetta razionalità dell’Eidos, l’Idea, la forma pura del mondo intellegibile che è archetipo del mondo sensibile. Tale concezione è stata in qualche modo ripresa anche se in chiave decisamente più materialistica anche da Aristotele che considera la razionalità un attributo fondamentale dell’essere umano. A tal proposito è sempre bene ricordare la definizione aristotelica di quet’ultimo: “l’uomo è un animale razionale, bipede, mortale”. Tale visione che porta in qualche modo l’essere umano a poter distaccarsi da se stesso e guardarsi dall’esterno è stata a mio avviso assolutamente necessaria alla costituzione del metodo scientifico moderno che trova nel Cogito Cartesiano ”Cogito ergo sum” il punto di partenza. Tale consapevolezza poi attraversa tutta la modernità fino ad arrivare ai giorni nostri, trovando un celeberrimo interprete nell'idealismo del filosofo tedesco Hegel, il quale ri-attualizza la dialettica platonica adattandola al nuovo pensiero scientifico che fa della Natura e della sua ciclicità il metro, la misura con cui valutare la realtà che viene analizzata nella sua struttura apparentemente contraddittoria, se vista nella sua mera particolarità e nelle sue molteplici singolarità, ma che se viene vista nel suo insieme e nella sua globalità con un’ottica olistica onnicomprensiva e razionale certamente può ritrovare la sua ragion d’essere unitaria. Ciò che accomuna tutti questi straordinari pensatori è la capacità di vedere la realtà come oggetto conosciuto tramite uno sguardo olistico onnicomprensivo, e decisamente metafisico. E la metafisica, può essere compresa solo da una mente attenta, lucida e razionale, capace di cogliere il visibile ma, soprattutto, l’invisibile, con altri strumenti.

Solo se l’essere umano ritrova la bellezza e la nobiltà della propria lucidità e purezza intellettuale, riuscendosi a staccare ogni tanto dalla schiavitù imposta dai 5 sensi e potendo dominare i propri istinti animali, potrà pensare di poter espandere la propria coscienza di sé, evolvere ad uno stadio superiore, superando le spinte involutive e le frequenze vibratorie basse che oggi sembrano avere il dominio del mondo. Ma è comunque chiaro a chi ha raggiunto o sta per raggiungere l’illuminazione che tale dominio dell’oscurità è mera illusione e la vera realtà potrà mostrarsi a chi è abbastanza preparato ed evoluto nel percorso di crescita spirituale in tutto il suo splendore.

 

   Raimondo Galante

 

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