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di Gianmichele Galassi   indice articoli

 

Cavaliere di Sant'Andrea di Scozia: il XXIX° gradino della piramide Scozzese   - Dicembre 2012

 

“Mentre Gesù camminava lungo il mare di Galilea vide due fratelli, Simone chiamato Pietro e Andrea suo fratello, che gettavano la rete in mare, perché erano pescatori. E disse loro: «Seguitemi, vi farò pescatori di uomini»” (Mt 4,18-­‐19; Mc 1,16-­‐17)

 

Cavaliere di Sant'Andrea di Scozia: il XXIX° gradino della piramide ScozzesePrima di passare alla disamina di valore e contenuto ritualistico massonico di questo importante scalino della piramide Scozzese, conviene certamente individuare l'origine di un titolo tanto altisonante quanto denso di valenza storica. Tentare di rispondere a domande quali chi fosse Sant'Andrea e perché sia in relazione con la Scozia, servirà a fornire il necessario quadro storico-culturale che ha condotto all'attuale costruzione del grado iniziatico con la sua peculiare leggenda. Per una visione d'insieme conviene poi ripercorrere brevemente i passi precedenti e quello successivo previsti dalla ritualità del Rito Scozzese Antico ed Accettato.

 

Andrea l'Apostolo e la Scozia

Andrea, fratello (1) di Pietro, fu il primo dei dodici apostoli a seguire Gesù (2), sulla sua vita, le gesta e la predicazione si può apprendere dagli "Atti di Andrea", un apocrifo del nuovo testamento risalente con molta probabilità alla seconda metà del II sec. d.C.

Andrea è una figura fondamentale del cristianesimo, in quanto detiene una funzione per il mondo greco analoga a quella di Pietro per Roma; le stesse Chiese di Roma e Costantinopoli hanno sottolineato il proprio ideale legame, proclamandosi sorelle (3), in virtù del rapporto fraterno che legava Pietro con Andrea. Cavaliere di Sant'AndreaLa tradizione vuole che, al momento della morte di Andrea a Patrasso, avvenuta il 30 Novembre del 60 d.C. tramite il supplizio della crocifissione, egli avesse fatto richiesta di una croce diversa da quella di Gesù, scegliendo una croce decussata, ovvero ad X, che perciò venne detta "croce di sant'Andrea".

Il legame di questo apostolo, proclamato poi Santo, con la Scozia è ben evidente anche dalla bandiera nazionale e, successivamente, dalla Union Jack che contengono entrambe una croce di sant'Andrea. All'origine della scelta del patrono nazionale troviamo molteplici leggende che appaiono ascrivibili a due filoni principali:

 

La presenza delle reliquie del Santo in terra scozzese che "secondo molte leggende sarebbero state traslate con poteri soprannaturali da Costantinopoli al luogo attualmente denominato "Sant'Andrea". Due antichi manoscritti scozzesi (4) ricordano che le reliquie di sant'Andrea vennero portate da Regolo al re dei Piti, Óengus I Mac Fergusa (729-761). L'unico Regolo conosciuto dagli storici (detto anche Riagail o Rule), il cui nome è tutt'oggi ricordato dalla torre di san Rule, fu un monaco irlandese espulso dall'Irlanda con san Colombano; la sua vita, ad ogni modo, sarebbe da collocarsi tra il 573 ed il 600. Vi sono buone ragioni per credere che le reliquie facessero originariamente parte della collezione del vescovo Acca di Hexham e che vennero da quest'ultimo portate ai Piti da Hexham (c. 732), dove venne fondata una sede episcopale, non come avrebbe voluto la tradizione a Galloway, ma sul luogo detto di Sant'Andrea. La connessione fatta con Regolo, ad ogni modo, è dovuta con tutta probabilità al desiderio di datare la fondazione della chiesa di Sant'Andrea in tempi più remoti possibili e quindi più vicini al martirio del Santo." (5)

 

Aiuto e protezione del Santo nella guerra contro i sassoni: "I primi storici scozzesi, come Walter Bower e George Buchanan, riferiscono che Sant'Andrea sarebbe apparso in una visione al re dei Piti (Hungus o Angus) che stava per accingersi a dare battaglia contro il re sassone Attestano, promettendogli la vittoria dei Piti. Il re per gratitudine avrebbe dato il benvenuto a Regulus (6) ed alla reliquie di Sant'Andrea che portava con se, assegnado poi alla nascente chiesa le terre intorno alla baia dove avvenne lo sbarco. L'evidente discordanza insita in questa storia è individuabile nel fatto che il re menzionato avrebbe regnato nelTVIII o IX sec, non nel IV" (7). Un'altra versione racconta come durante la fatidica battaglia sarebbe apparsa una croce decussata bianca in cielo, forse formata da nuvole, che avrebbe dato la spinta vincente all'esercito dei Piti. Da quest'ultimo episodio sarebbe nata la scelta di dotare la Scozia di una bandiera con una croce decussata bianca in campo azzurro cielo.

 

Il Cavaliere di Sant'Andrea di Scozia nel RSAA

L'origine di questo undicesimo grado filosofico è assai controversa, tanto che alcuni autori non tentano neppure una ricerca o, addirittura, non ne fanno cenno. Una singolare, quanto curiosa storia sulla nascita di questo grado scozzese la fornisce Ragon che propende nel dire che tale qualifica derivi dalla partecipazione di una delle numerose confraternite massoniche, nate in Scozia, alla processione in onore di Sant'Andrea, patrono di Scozia. I membri di questa confraternita che, il giorno del 30 Novembre di ogni anno, era solita unirsi ai festeggiamenti vennero così chiamati Cavalieri di Sant'Andrea; al di là di questa storia apparentemente banale, conviene aggiungere quanto, invece, sia sostanziale il fregiarsi di un titolo che richiama il nome del Santo Protettore della Nazione che ha dato - se non i natali - il nome al nostro Rito massonico. Naturalmente, procedendo ad uno studio più approfondito, si potrà scoprire che quanto riportato da Ragon appare molto simile ad un passaggio contenuto nel Manoscritto Franken:

 

«E" il fanatismo che é all'origine del Grado conosciuto con il nome di Cavalieri di Sant'Andrea. In Scozia, dove, nei tempi antichi, la Massoneria si era sviluppata più che in ogni altro luogo, molte logge furono fondate sugli stessi principi di saggezza e di prudenza che presiedevano al bene dell'Ordine. Ma una di queste Logge non conosceva né saggezza, né prudenza. Essa adottò l'uso di tenere la grande assemblea nel giorno di Sant'Andrea, festa del santo patrono di Scozia.
Questa gente ignorava lo scopo reale dei loro misteri, non sapevano che una cosa, che si chiamavano Cavalieri Massoni e più comunemente ancora, Cavalieri di Sant'Andrea. Ciò che contribuì più di tutto a rendere popolare questo nome agli occhi del popolo, furono le loro feste e le loro processioni con ostentazione di grandi fasti nel giorno di Sant'Andrea. Questo fece molta impressione sulle più basse classi del popolo che aspirava durante tutto il resto dell'anno, ad aspirare con ardore ad essere iniziati al fine, la prossima volta che si sarebbe celebrato il loro santo patrono, di condividere le pompose feste. Dopo di che la suddetta Loggia aprì tutte le sue grandi porte ed ammise della gente di infima estrazione. Ella non doveva più il suo titolo di Sant'Andrea che alle feste che si celebravano in quel giorno. Tuttavia, i membri di questa Loggia appresero, in occasione della loro iniziazione, che all'origine il loro Grado si chiamava Cavaliere dell'Aquila e che quello era il loro vero nome. Degenerarono talmente, che persero il loro Gioiello. Malgrado le loro domande, non poterono stabilire alcuna relazione con le altre Logge del paese o anche dell'estero, perché esse si erano protette da tali evenienze e da tali trasformazioni degli antichi usi, causati dall'ignoranza o dall'errore. Ristabilita la tranquillità, presero come modello la croce di Sant'Andrea e si diedero un Gioiello sul quale il santo si mostrava in tutta la sua figura. Sebbene il significato simbolico del Gioiello non avesse alcun rapporto con il loro modo di lavorare, ciò era loro sufficiente, poiché avevano adottato la Croce. Questa é la principale ragione per la quale coloro che portano la Croce di Sant'Andrea la ritengono un'insegna massonica : per la maggior parte, ignorano i motivi per cui la portano! Questi errori furono introdotti in Germania, avendovi alcuni viaggiatori costituito Logge di questo tipo, come da poco a Colonia. Sebbene in quanto Fratelli, si comportassero perfettamente bene, vi erano talmente tanti errori ed improprietà nella loro Istruzione, che non risultava infine altro che un tessuto di errori, sicché queste alterazioni avevano corrotto la bellezza di questo Grado e della Massoneria.»

 

Naturalmente, è utile ricordare che tale manoscritto prevede venticinque gradi scozzesi in luogo dei trentatré odierni, ed il passaggio precedente è inserito nel XVIII grado, quello dei Principi Rosa+Croce, che oltre ai titoli mantenuti di Cavalieri dell'Aquila e del Pellicano, erano insigniti anche di quello di Cavalieri di Sant'Andrea di Scozia.

Henry Clausen (8), da un'altra versione dell'origine del grado, facendone risalire la fonte a Re Robert Bruce di Scozia che creò l'Ordine dei Cavalieri di Sant'Andrea nel 1314 dopo la battaglia di Bannockburn che lo vide vincitore su Re Edoardo II d'Inghilterra, per quei Cavalieri Templari che, rifugiatisi in Scozia dopo lo scioglimento dell'Ordine ad opera di Clemente V e Filippo il Bello di Francia, diedero il proprio notevole contributo nella battaglia.

 

Naturalmente, col tempo, le cose sono cambiate oltre ad addivenire il XXIX0 grado del RSAA, negli Stati Uniti si fregiano di questo titolo anche coloro che appartengono ad un "corpo rituale d'elite del RSAA", ossia è divenuto - per dirla esattamente - uno degli Scottish Rite Bodies, i cui membri devono essere insigniti del XXXII° grado.
Ritornando alla stretta valenza rituale, i quattro doveri fondamentali di un Cavaliere di Sant'Andrea di Scozia possono riassumersi semplicemente in:

  • Venerare la ragion pura

  • Servire la verità

  • Proteggere la virtù

  • Combattere per il Diritto

Sembra inutile commentare ulteriormente questi pilastri che i vari autori in letteratura sono più o meno concordi nell'individuare, ciò che vale la pena essere approfondito è il contenuto etico-comportamentale di questo grado che si sviluppa e si concretizza nel peculiare rituale di iniziazione. Rituale che per lunghezza e densità non è possibile trattare nell'economia di questo articolo, ma che conviene esaminare attraverso i numerosi commenti contenuti nella classica letteratura simbolico-esoterica (9) del RSAA.

Adesso, per comprendere rapidamente chi è, o almeno dovrebbe essere, un Cavaliere di Sant'Andrea di Scozia conviene riportare un breve passo di Albert Pike tratto dal celebre Morals and Dogmas, che seppur compilato oltre un secolo addietro è stato capace di mantenere un notevole grado di attualità:

 

"Non si deve dunque credere che ora, in un'epoca di progresso, ricchezza, commercio, lotta per il potere, decadimento dei costumi e corruzione, non vi sia più nessun uomo del vecchio stampo da rivedere, nessun animo eroico e cavalleresco che riesca a conservare, nel caos delle passioni, delle ambizioni e delle viltà che lo circondano, la sua nobiltà d'animo e la sua equanimità". (10)

 

Conclusioni

Richiamando alla mente le numerose considerazioni riguardo l'importanza dei Cavalieri di Sant'Andrea di Scozia, forti dell'apporto simbolico ricavato, potremmo forse tentare di dare un'interpretazione originale alla valenza di questo grado massonico: l'ideale filo che lega i Rosa+Croce all'Ordine Templare che, per alcuni autori, ne è addirittura diretta espressione o, per altri, naturale conseguenza, sembra certamente attraversare e connettere anche questo grado. Così fra i Cavalieri di Sant'Andrea, ossia fra i custodi dell'eredità superstite Templare, vengono scelti i Cavalieri Kadosch (11) o Kadosh che formano un collegio superiore di eminenti teologi che -si dice- «professino una dottrina segreta, appresa in Oriente.» (12)

 

Gianmichele Galassi
Pubblicato su Gradus n. 78, Marzo/Maggio 2012, Firenze.


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Bibliografia

  • Andreas: The Legend of St. Andrew translated by Robert Kilburn Root, 1899. (www.gutenberg.org/cache/epub/15 225/pgl5225 .html)

  • Atti di Andrea: papiro copto di Utrecht, Miracoli del Beato Andrea Apostolo

  • Benedetto XVI, udienza generale del 14 giugno 2006, P.zza San Pietro.

  • E. Bonvicini. /gradi della Massoneria di Rito Scozzese Antico ed Accettato. Bastogi, 2003.

  • Jacobus de Voragine. The Golden Legend o Legenda Aurea. Englished by William Caxton, First Edition 1483. From the Temple Classics Edited by F.S. Ellis. [Lacunae supplied by W. G. Ryan's translation]

  • C. Gentile. Dal Maestro Segreto all'Aquila Sovrana. Bastogi, Foggia, 1979.

  • R. Guénon. Considerazioni sull'iniziazione. Luni Ed.

  • M.R. James. The Acts of Andrew, from "The Apocryphal New Testament". Translation and Notes, Oxford: Clarendon Press, 1924

  • S. Farina. // Libro completo dei Riti Massonici. Gherardo Casini Ed., 2009.

  • A. Pike. Morals and Dogmas. Vol.111, Bastogi ed., Foggia, 2005.

  • F. Yates. L'lluminismo dei Rosacroce. Mimesis Ed.

NOTE

1) Probabilmente minore.

2) «Andrea, dunque, fu il primo degli Apostoli ad essere chiamato a seguire Gesù. Proprio su questa base la liturgia della Chiesa Bizantina lo onora con l'appellativo di Protóklitos, che significa appunto "primo chiamato"» (Benedetto XVI, udienza generale del 14 giugno 2006, P.zza San Pietro).

3) A tal proposito, basti ricordare la restituzione (1964), da parte di Papa Paolo VI, della reliquia di Sant'Andrea, fino ad allora conservata nella Basilica di San Pietro, al Vescovo ortodosso della città greca di Patrasso, dove la tradizione narra che l'Apostolo fu crocifisso.

4) Uno è collazionato assieme agli scritti di Jean-Baptiste Colbert, venne donato a Luigi XIV di Francia e attualmente si trova alla Bibliothèque Nationale di Parigi; l'altro è contenuto nel Messale Harleiano nella British Library di Londra.

5) Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Andrea apostolo.

6) Vescovo di Patrasso del IVsec. d.C.

7)"Early Scottish historians, such as Walter Bower and George Buchanan, relate that Saint Andrew appeared in a vision to the Pictish king (Hungus or Angus), who was about to fight a major battle against the Saxon king (Athelstan), and promised victory to the the Picts. The grateful king welcomed Regulus and the relics and endowed the fledgling church with the lands around the bay where the saint had landed. The main problem with this story is that the kings mentioned reigned in the 8th or 9th centuries, not the 4th." Fonte: The National Archives of Scotland (http://www.nas.gov.uk/about/051124.asp )

8)In Albert Pike. Morals and Dogmas. Vol.III, Bastogi ed., Foggia, 2005, pag.232.

9) Per un'esaustiva comprensione si può fare riferimento ai testi di Bonvicini, Pike, Farina e Gentile presenti in bibliografia.

10) pag. 224, op.cit.

11) Ossia i Cavalieri "Santi".

12) S. Farina. Il Libro completo dei Riti Massonici. Gherardo Casini Ed., 2009, pag. 433.

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