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Riflessioni Iniziatiche

Riflessioni Iniziatiche
Sull'Uomo, lo Spirito e l'Infinito

di Gianmichele Galassi   indice articoli

 

Sul metodo iniziatico massonico...   Agosto 2010

 

Sul metodo iniziatico massonicoL'«istituzione massonica» è chiaramente fondata su di una lunga serie di elementi tradizionali, ma ciò che la rende unica, sia pure fra le scuole iniziatiche, è il concetto - frequentemente menzionato - dell'uomo libero e di buoni costumi, qualità troppo spesso sottovalutate nella società odierna ma che invece stanno alla base di quel filone ideale che scorre sin dalla notte dei tempi, unendo il pensiero delle più fervide menti dell'umanità.
Oggi la qualifica di uomo ha perso molto del suo fascino originario, spegnendosi spesso nella standardizzazione comune del termine.
L'«uomo libero e di buoni costumi» - ritualmente citato - sottende un insieme di caratteristiche che non sono affatto comuni, non sono possedute dall'essere umano in quanto tale ma si concretizzano e cristallizzano solo dopo un lungo processo di maturazione. Tale maturazione razio-spirituale è difficilmente raggiungibile, tanto da presupporre un'indispensabile guida che nei secoli si è sovente tradotta in una scuola filosofica o iniziatica condotta, in genere, da un grande maestro che ha reso grandi i propri allievi.

E' talmente arduo avere accesso a tale saggezza che appare quasi incredibile l'esistenza di un'istituzione come quella massonica.
La tradizione simbolico-rituale messa a disposizione di tutti gli adepti risulta essere, senza ombra di dubbio, il grande tesoro della Libera Muratoria. Infatti, per comprendere a fondo la valenza della via iniziatica, si rende necessaria un'analisi profonda delle diversità che intercorrono fra questa e le normali istituzioni educative a disposizione del pubblico, oggi, come non mai in precedenza.

 

Innanzitutto è doveroso distinguere la saggezza dalla conoscenza nozionistica o, per meglio dire, l'erudizione.
Generalmente la tendenza umana si manifesta nell'accumulo di un gran numero di nozioni: anche i migliori sono appagati dallo studio profondo delle cose e dei fatti che certo permangono nel loro bagaglio mnemonico ma forse non arricchiscono altrettanto l'intelletto che, al contrario, trova giovamento nella pratica filosofica del perfezionamento spirituale.
Con ciò vorrei affermare che la differenza sostanziale fra l'erudito ed il filosofo sta essenzialmente nel "metodo" che conduce a risultati divergenti: il primo rivolgerà la propria attenzione alle cose, al contenuto del pensiero, mentre il secondo tenderà al proprio perfezionamento. Lavorando sul proprio spirito, il filosofo tende al raggiungimento di un determinato livello di consapevolezza che possa permettergli di giungere all'individuazione del "vero" teorico ed all'applicazione del "bene" pratico.
E’ quindi sufficiente la volontà a migliorare se stessi: l’erudizione non è un fattore indispensabile al metodo massonico che punta al bene dell’umanità, attraverso l’individuale costruzione del tempio interiore. Costruzione che deve iniziare sulle solide basi rappresentate dai valori fondamentali dell’uomo: libertà (pensiero libero dal pregiudizio), quindi uguaglianza (paritaria considerazione dell’alto valore di ciascun essere umano), infine fratellanza (benevola disposizione verso l’altro). L'apprendimento di un metodo è imprescindibile dalla costruzione di uomini più forti, saggi e giusti.
Ecco scaturire con chiarezza il fine ultimo del metodo iniziatico che, attraverso un lento processo, cerca di ingenerare il necessario grado di attenzione verso lo spirito dell'uomo e non verso la materia, come troppo sovente avviene nella società moderna.
Un metodo che riscopra l'occulto desiderio di spiritualità dell'individuo, abbracciando l'insegnamento dei giusti, attraverso la neo-acquisita capacità razionale e la volontà della ricerca, un uomo può tendere al raggiungimento del livello superiore nella scala che conduce alla perfezione.
La ricetta proposta sembra delinearsi nella migliore tradizione filosofica attraverso un percorso che preveda direzioni complementari nella costruzione di sé stessi: da un lato l'erudizione, necessaria al proprio percorso materiale, dall'altro quel pizzico di approccio filosofico utile al proprio “io spirituale”.

 

Concludendo... quando ogni uomo sarà riuscito a prendere coscienza delle proprie possibilità intellettive, il suo regno sarà finalmente grande e giusto.

 

Gianmichele Galassi
Da Secreta Magazine n.2 Luglio 2009


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