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Mal di zucchero

Cosa si nasconde dietro questa polverina bianca.   Settembre 2011

 

zuccheroCominciamo con un po’ di storia: lo zucchero è un composto organico della famiglia dei carboidrati, il cui nome scientifico è disaccaride saccarosio. Le sue origini si perdono nella notte dei tempi: Si ritiene che sia stato portato dagli abitanti delle isole polinesiane in Cina e in India. Qui i persiani di Dario I lo trovarono coltivato nel 510 a.C. Nel 325 a.C. Alessandro Magno portò la notizia che nei territori orientali si trovava un "miele che non aveva bisogno di api". Nell'XI secolo i Genovesi e i Veneziani presero ad importare modeste quantità di ciò che veniva chiamato sale arabo che le crociate resero ancora più diffuso. Lo zucchero restò per molto tempo una spezia rara e preziosa, venduta dagli speziali e dai farmacisti a carissimo prezzo come medicina in uso per sciroppi, impacchi ed enteroclismi. Solo i ricchi potevano permettersi di usarlo come dolcificante. Con la scoperta delle Americhe gli spagnoli introdussero la coltivazione della canna da zucchero a Cuba e nel Messico, i portoghesi in Brasile, inglesi e francesi nelle Antille, in quei territori cioè dell'America centrale e meridionale che ancora oggi ne sono tra i maggiori produttori. Nacque un fiorente traffico di importazione che rese il prodotto, per quanto di lusso, più comune. Dobbiamo però aspettare gli inizi del ‘900 con l’abbattimento delle numerose accise ed imposte che gravavano sullo zucchero, e parallelamente lo sviluppo della coltivazione della barbabietola da zucchero in tutta Europa, per vedere crollare i prezzi e quindi rendere accessibile a tutti questa sostanza così amata. Dall’inizio dello scorso secolo lo zucchero conobbe uno sviluppo impressionante, tanto che oggi il consumo procapite in Europa è di 32kg all’anno!
Tutto questo zucchero fa bene o fa male? Finora gli studi scientifici (e soprattutto la pubblicità delle industrie produttrici) hanno sempre sostenuto che lo zucchero sia importante per la salute, in quanto apporta energia, soprattutto al cervello che si nutre appunto di glucosio. Già però da molti anni l’Organizzazione Mondiale della Sanità avverte che un consumo eccessivo può portare carie, obesità e diabete, anche se poi non viene mai specificata la quantità massima da assumere giornalmente. Alcuni nutrizionisti sostengono che il fabbisogno quotidiano di zucchero sia di 90g, ma bisogna tener presente che molti cibi, come la pasta, il pane, la frutta e il latte, per non parlare della pasticceria, ne contengono già molto.
Sul Corriere della Sera (14 settembre 2011) viene pubblicato un articolo dal titolo allarmante: “Mai più di otto cucchiaini al giorno”. Secondo gli esperti della Società italiana di diabetologia (Sid) occorre rimanere sotto il limite di 8 cucchiaini al giorno (circa 50 grammi per gli uomini e 40 per le donne, ancor meno per i bambini), superarlo mette a rischio, soprattutto a lungo termine, la salute, portando scompensi sui trigliceridi nel sangue e sull'insulino resistenza, le complicanze dunque del diabete che è fattore di rischio cardiovascolare perché la glicemia alta, soprattutto dopo i pasti, fa male al cuore.
Ma c’è di più: sempre il Corriere della Sera (21 gennaio 2010) dà notizia di una ricerca scientifica in cui si dimostra chiaramente che se lo zucchero a disposizione scarseggia, le cellule normali vivono più a lungo, quelle pre-tumorali muoiono. C'è dell'altro: valutando l'espressione e l'attività di alcuni geni-chiave delle cellule i ricercatori si sono accorti che una dieta a basso contenuto di zucchero stimolava un aumento dei livelli di telomerasi, l'enzima che «mantiene giovani» i telomeri (le strutture terminali dei cromosomi che si accorciano man mano che si invecchia); inoltre, la scarsità di glucosio riduceva l'attività di un altro gene che invece rallenta la funzione della telomerasi.
Riassumiamo i risultati delle principali ricerche scientifiche sullo zucchero di questi ultimi 10 anni: L'assunzione di zucchero raffinato sottrae vitamina C all'organismo come fanno le sigarette, uccide alcuni batteri simbionti che nel nostro organismo producono vitamine del complesso B e altera il ciclo di regolazione glicemica. Il pancreas reagisce allo zucchero puro con una ipersecrezione di insulina, cui segue da una parte una ipoglicemia, dall'altra a lungo andare il surplus di lavoro del pancreas può portare al diabete. L'assunzione di zucchero inoltre causa sonnolenza post pranzo, altera il metabolismo e influisce sugli ormoni, decalcifica le ossa e può portare alle carie dentarie. Anche l'aumento dei casi di cancro è correlato all'assunzione sempre più elevata di zucchero. I popoli che non conoscono ancora lo zucchero non conoscono nemmeno il cancro. Il più basso livello di casi di cancro si è registrato in Olanda due anni dopo l'occupazione nazista, quando zucchero e caffè erano quasi scomparsi dalla tavola: tutti gli studi sulla prevenzione e la cura naturale del cancro (regolazione alimentare e metabolica) confermano che più si mangia zucchero e più si rischia di sviluppare il tumore. Ci sono inoltre studi che dimostrano il legame fra zucchero e ulcera, fra zucchero e malesseri psicologici, fra zucchero e allergia... la situazione è grave: sia per gli effetti che per l'assordante silenzio di chi dovrebbe tutelare la salute dei cittadini.
Un ultimo avvertimento: da molti anni si pubblicizza il consumo dei dolcificanti artificiali, come l’aspartame e così via, ma sempre più studi stanno dimostrando che sono ancora più tossici dello zucchero bianco.
Che fare dunque? Prima di tutto ridurne il consumo, sia diretto che indiretto (quello presente nei cibi e nelle bevande – una lattina ne può contenere 38g!). Poi sostituirlo con lo zucchero integrale, il miele o meglio ancora il malto di cereale (che si trova principalmente nei negozi di alimenti biologici). Infine, fare movimento fisico subito dopo l’assunzione in modo da consumarlo e quindi evitare che si depositi nell’organismo.

 

P.S. Per un maggior approfondimento sui danno dello zucchero raffinato consigliamo il libro “Sugar Blue’s – il mal di zucchero” di William Dufty (Macro Edizioni).

 

Nadia e Giacomo Bo
www.ricerchedivita.it


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