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Riflessioni sul Senso della VitaRiflessioni sul Senso della Vita

di Ivo Nardi - Indice personaggi intervistati

Riflessioni.it è il luogo ideale per fermarsi e riflettere sul senso della vita e lo faremo attraverso le risposte che persone di cultura hanno dato a dieci domande da me formulate.

 

Intervista a Roberto Vacca

febbraio 2012

 

Roberto Vacca, laureato in ingegneria elettrotecnica e libero docente in Automazione del Calcolo (Università di Roma). Docente di Computer, ingegneria dei sistemi, gestione totale della qualità (Università di Roma e Milano). Fino al 1975 Direttore Generale e Tecnico di un'azienda attiva nel controllo computerizzato di sistemi tecnologici, quindi consulente in ingegneria dei sistemi (trasporti, energia, comunicazioni) e previsione tecnologica. Si è dedicato alla divulgazione scientifica attraverso libri e televisione. Ha condotto alcune trasmissioni televisive di divulgazione scientifico-tecnologica. Inoltre pubblica periodicamente articoli su vari quotidiani nazionali e riviste di divulgazione scientifica. Il suo sito web: www.robertovacca.com

 

 

1) Normalmente le grandi domande sull’esistenza nascono in presenza del dolore, della malattia, della morte e difficilmente in presenza della felicità che tutti rincorriamo, che cos’è per lei la felicità?

È capire cose complicate e rilevanti per modificare il mondo in modo che mi piaccia di più – e poi raccontare quello che ho capito in modo che lo capiscano anche altri.

 

2) Professore Vacca cos’è per lei l’amore?

La pulsione che permette di scegliere belle persone congeniali con cui godere piaceri simili e fare il bene gli uni degli altri.

 

3) Come spiega l’esistenza della sofferenza in ogni sua forma?

È processo ben noto che coinvolge entità biologiche e, se sono abbastanza complesse, coinvolge anche reazioni mentali al mondo esterno. La spiegazione delle reazioni mentali è più complicata e stiamo progredendo lentamente a spiegarne i meccanismi.

 

4) Cos’è per lei la morte?

Fenomeno noto di ogni entità biologica. Per gli esseri umani, la morte del corpo è inevitabile e prevista. Sono più interessanti le tracce che alcuni esseri umani lasciano e che permangono dopo la loro morte. Orazio “eresse un monumento più duraturo del bronzo” – così fecero Archimede, Newton, Dante etc. Alcuni lasciano monumenti più modesti ma non trascurabili. Spinoza scrisse “L’uomo libero non pensa a nessuna cosa meno che alla morte, ma la sua sapienza è meditazione di vita”.

 

5) Sappiamo che siamo nati, sappiamo che moriremo e che in questo spazio temporale viviamo costruendoci un percorso, per alcuni consapevolmente per altri no, quali sono i suoi obiettivi nella vita e cosa fa per concretizzarli?

Come dicevo ai punti 1 e 4,  i miei obiettivi sono: migliorare il mondo in generale e in particolare per le persone che amo e lasciare traccia di cose che ho inventato o trovato. È questo un modo interessante per restare vivi anche dopo la morte fisica. Racconto queste idee più diffusamente nel mio libro multimediale Memi - Concetti, idee, parole scaricabile da Applestore per iPad.

 

6) Abbiamo tutti un progetto esistenziale da compiere?

Purtroppo no: molte persone non hanno progetti perché non hanno avuto occasioni di imparare a formularli, non hanno visto esempi di umanità o semplicemente non hanno fatto in tempo e sono morti prima.

 

7) Siamo animali sociali, la vita di ciascuno di noi non avrebbe scopo senza la presenza degli altri, ma ciò nonostante viviamo in un’epoca dove l’individualismo viene sempre più esaltato e questo sembra determinare una involuzione culturale, cosa ne pensa?

Di involuzioni culturali ce ne sono tante e, in molti ambienti e molti periodi, accade che non ci sia nemmeno una cultura che possa subire involuzioni.

 

8) Il bene, il male, come possiamo riconoscerli?

“Bene” e “male” sono termini generici. È bene definire ogni volta cosa sia bene o male per chi o per che cosa – in che senso, in che contesto, e perché.

 

9) L’uomo, dalla sua nascita ad oggi è sempre stato angosciato e terrorizzato dall’ignoto, in suo aiuto sono arrivate prima le religioni e poi, con la filosofia, la ragione, cosa ha aiutato lei?

Alcuni di noi non sono affatto terrorizzati dall’ignoto, ma ne sono incuriositi. Non ho avuto alcun aiuto da religioni. Ho avuto aiuto dai miei maestri e dai miei allievi con i quali ho condiviso memi (idee, teorie, immagini, invenzioni, sensibilità, musiche, ragionamenti, nozioni, teoremi, sillogismi, paradossi, scherzi etc).

 

10) Qual è per lei il senso della vita?

Non c’è un senso della vita: ce ne possono essere tanti.

Qui cito la storia dell'industriale di successo insoddisfatto perché non conosceva il senso della vita. È insoddisfatto anche delle risposte avute da filosofi, psicologi, predicatori, consiglieri spirituali, ma gli dicono che un guru su un alto monte in Himalaja sa il vero senso della vita. Organizza una spedizione, parte e finalmente arriva in cima al monte ove il saggio guru immobile, con lo sguardo all’infinito non si cura della neve che turbina. Chiede: “Guru: qual è il senso della vita?”   Il guru con voce ieratica: “La vita è un fiume.” Lui attonito in tono incredulo, chiede: “Un fiuuuume???”.   Il guru si scuote, lo guarda, lo fissa e chiede a sua volta: “Perché? Nooo?”.

 

 

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