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Riflessioni sulla Tecnosophia di Walter J. Mendizza

Riflessioni sulla Tecnosophia

di Walter J. Mendizza - indice articoli

 

Fallacie informative – Gli omicidi

settembre 2013


Dicevamo un paio di puntate fa, riguardo all’informazione [Tecnosophia e informazione], che i nostri telegiornali non sono affatto una “finestra sul mondo”; anzi. Invece di presentarci il fatto nelle sue linee generali per permetterci di coglierne subito la portata, la TV fa esattamente il contrario: come un consumato prestidigitatore attira la nostra attenzione sul particolare insignificante, e ci fa perdere la notizia importante che ci passa sotto il naso senza che ce ne accorgiamo. Il tutto fatto apposta per non essere più in grado di vedere né di capire la realtà.

Lo scopo di tanta fatica nel montaggio della notizia è quello di far passare le c.d. fallacie informative. Il termine fallacia deriva dal latino fallere che significa ingannare. Vediamo cosa ci dice Wikipedia: Le fallacie sono errori nascosti nel ragionamento che comportano la violazione delle regole di un confronto argomentativo corretto. I ragionamenti fallaci appaiono come rigorosi e logici, ma in realtà non sono validi. È necessario sottolineare (anche Wikipedia lo fa) che un ragionamento non valido non necessariamente significa che “non vero". Un ragionamento è valido se riferito alla correttezza logica degli argomenti (come le premesse implicano le conclusioni); mentre un ragionamento è vero se riguarda invece la verità delle proposizioni sul quale poggia e con le quali si enunciano gli argomenti.

Il più delle volte tali ragionamenti fallaci vengono costruiti ad hoc da colui o coloro che li propongono, con l'intento di ingannare o anche persuadere l'interlocutore. Dunque la fallacia è un errore nel ragionamento che fa sembrare qualcosa che non è. Molte e ricorrenti fallacie informative riguardano gli omicidi. Si tratta di una fallacia che fa ricorso alla paura: leggendo i titoli dei giornali quando ci sono omicidi (e femminicidi che è diventata una parola di moda nonostante le donne uccise siano il 30% del totale) sembriamo una nazione impazzita dove ci si ammazza a vicenda come se fosse uno sport nazionale. Niente di tutto questo. La verità ce la dà la statistica. Nella tradizionale conferenza stampa di Ferragosto del ministro degli interni, ci viene detto che gli omicidi in Italia continuano a diminuire e hanno registrato un nuovo minimo storico. Nell’ultimo anno sono state uccise 505 persone mentre vent’anni fa, nel 1992, gli omicidi in Italia furono 1.065. Sono dunque precipitati di oltre il 50% in vent’anni. Nessun giornale riporta questa notizia, un po’ perché le buone notizie non interessano a nessuno e di conseguenza “non vendono” e un po’ perché va contro il luogo comune (creato dalle continue fallacie che, queste sì, vendono) di vivere in una società sempre più violenta.

Una volta capito il giochetto non c’è più da sorprendersi del perché quando si invocano più misure di sicurezza non si dà conto di questo fatto ma, al contrario, si fa di tutto per costruire e alimentare una paura irrazionale nella popolazione. C’è come una sorta di “cartello” tra i media costruito apposta per evitare di dare un po’ di informazione obiettiva ed equilibrata. A chi giova questa mancata pacatezza riflessiva?

La questione è di vitale importanza perché su di essa poi cavalcano altri interessi che creano una spirale di rigetto, come quella degli immigrati. Da quando il mondo è mondo gli stranieri, i diversi, vengono utilizzati come capri espiatori dal potere per distrarre le masse che diventano più facilmente manipolabili. Un omicidio in cui è implicato un extracomunitario è un piatto ghiottissimo per i media. La xenofobia vende. Invece è proprio qui che i giornali dovrebbero insegnarci a ragionare, a capire. È proprio con i numeri che si può e si deve fare un ragionamento logico non fallace che porta a conclusioni (logiche) diametralmente opposte a quelle di tanti beceri forcaioli: vent’anni fa gli immigrati in Italia arrivavano sì e no a mezzo milione; oggi sono oltre 5 milioni. Vale a dire che nello stesso periodo che gli immigrati crescevano del mille percento, nel nostro Paese gli omicidi si riducevano del 50%. Dunque abbinare omicidi a immigrati è un errore cognitivo. Una fallacia informativa per alimentare la pancia di razzisti e xenofobi.

 

   Walter J. Mendizza

 

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