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Riflessioni sulla Tecnosophia di Walter J. Mendizza

Riflessioni sulla Tecnosophia

di Walter J. Mendizza - indice articoli

 

La "vuvuzela" anti-Ogm

luglio 2010


Il primo articolo che ho scritto su riflessioni.it è apparso sotto forma di lettere on line e riguardava gli OGM, dove l’acrostico veniva modificato col significato di “Occhio a Gabole e Mistificazioni”. [N.d.r. OGM ovvero Occhio a Gabole e Mistificazioni]
Quella riflessione scatenò una caterva di osservazioni che ritengo opportuno portare a conoscenza dei lettori. E’ ormai di tutta evidenza che sfiorare certi temi pro-tecnologia come gli Ogm oppure i rigassificatori è come toccare un nervo scoperto. Con riferimento agli Ogm, i “naturofili” paladini della natura si sbracciano per stigmatizzare queste presunte “raccapriccianti colture mutanti” in una crescente ordalia tecnofobica. Basta vedere che in questo stesso sito (www.riflessioni.it) se provate a mettere nel motore di ricerca interno l’acronimo OGM, troverete praticamente solo il mio articolo e poco più che ne parla a favore, la stragrande maggioranza, invece, sono scritti conformi al pensiero unico dominante fatto di stereotipi culturali e luoghi comuni creati appositamente per produrre angoscia tra l’opinione pubblica.
Conosco alcune delle persone che mi hanno fatto le domande, e so che sono in buona fede, anche se sugli Ogm hanno poche idee e confuse. Tuttavia credo che sia importante che si faccia lo sforzo di separare i fatti dalle opinioni, altrimenti si rischia soltanto di ingenerare confusione. L’occasione me la dà un telegiornale del 23 giugno passato su Telequattro (una trasmittente del Friuli Venezia Giulia) che con toni fragorosi riprende la notizia dall’Ansa:

TRIESTE, 23 GIU - Una busta anonima contenente sementi transgeniche è stata inviata al direttore dell’Ersa del Friuli Venezia Giulia, Mirko Bellini. Le sementi, ha riferito l’assessore regionale all’Agricoltura, Claudio Violino, sono state sottoposte ad analisi di laboratorio che ne hanno accertato la natura genetica modificata. La busta era accompagnata da una mappa che indicava, con precisione, un terreno in provincia di Pordenone dove tali sementi sarebbero state utilizzate per la coltivazione. (ANSA).
Il servizio su Telequattro era stato montato apposta per seminare paura, sembrava avessero mandato chissà quale virus letale. Con toni concitati si informava la popolazione che si era allertato subito la procura della repubblica e che questa aveva aperto immediatamente un fascicolo. Roba da matti. Cosa succede quando ci si fa una credenza errata su cose che riguardano la realtà? Come ci si deve comportare se la credenza empirica che ci siamo fatti è sbagliata? Non stiamo parlando di una visione etica, mistica o religiosa. Una teoria empirica o è vera o è falsa oppure non abbiamo ancora sufficienti conoscenze per dedurne la verità o falsità. Chi sposa una credenza (empirica) falsa è un oscurantista e come tale dovrebbe essere bandito dalle discussioni basate sulla ragione. Invece, lungi dall’essere rimosso, l’oscurantista viene ascoltato, riverito, gli si fa dire quel che pensa, gli si concede grande visibilità sui media. In un articolo precedente affermavo che ci sarebbe bisogno di uno psicologo sociale che spieghi questa schizofrenia dell’uomo moderno che usa la tecnologia dalla mattina alla sera e anche quando va a dormire, ma poi, legge gli oroscopi, va dai chiromanti, si reca a Lourdes, crede nelle madonnine che piangono ecc., sputando tranquillamente nel piatto dove mangia: il piatto della tecnologia.

 

In realtà lo psicologo sociale che ha analizzato il fenomeno esiste e si chiama Leon Festinger, che nel 1957 elaborò la teoria della “dissonanza cognitiva”; una teoria di grande portata nei fenomeni sociali, paragonabile alla teoria dell’evoluzionismo di Darwin nell’ambito antropologico. La teoria della dissonanza cognitiva afferma che a differenza di quanto abbiamo sempre creduto, lo scopo della mente umana non è la rappresentazione della realtà ma la rappresentazione rassicurante della realtà. La straordinaria novità sta nell’aggettivo “rassicurante”. Festinger scoprì che ogni volta che siamo di fronte ad una “dissonanza” (una disarmonia, un’asprezza, una contraddizione, uno squilibrio) questa ci provoca automaticamente uno stato di ansia, uno stress, un’inquietudine, e l’unico modo che abbiamo per reagire a quest’ansia è quello di adottare le c.d. strategie cognitive. Le strategie cognitive partono dal semplice alleggerimento della tensione e vanno in un crescendo di elaborazione selettiva dell’informazione fino ad arrivare alla massima strategia cognitiva possibile: mentire a sé stessi.
Come dire: pochissime persone sono capaci di affrontare la dissonanza ma quasi tutti sono abituati fin da bambini a proteggere la propria identità dalla minaccia manipolando i fatti. Chiunque abbia figli piccoli ha potuto osservare fin troppo bene questo fenomeno. Solo che a mano a mano che si cresce si dovrebbe imparare ad affrontare queste ansie, tuttavia basta guardarsi attorno per vedere che non è così. Uno dei campi più maledettamente dissonanti è l’ecologia, che raggruppa il più insolito ammasso di imbonitori mai esistito nei tempi moderni. Come le religioni placano l’ansia della morte, l’ecologia (mi riferisco a quella sprovveduta e sempliciotta) fa altrettanto per quanto riguarda l’ansia che si rovini l’ambiente dove viviamo. Sono questi eco-religiosi che per scongiurare l’ansia universale si inventano di tutto. E all’interno dell’ecologia il tema degli Ogm assume un’importanza smisurata perché alimenta le paure più profonde facendo emergere le peggiori strategie cognitive.

 

Come dicevo poc’anzi, molte delle persone che si sono messe in contatto con il sottoscritto è gente in buona fede. Alcuni mi hanno fatto osservazioni tutto sommato abbastanza pertinenti anche se nascondono luoghi comuni difficili da estirpare. Altri semplicemente non sanno come stanno le cose e chiedono di sapere. Perciò ho cercato di mettere un po’ di ordine nel trambusto di pregiudizi classificandoli in due grandi categorie:

  • Quelli che dicono che bisogna evitare che ci arrivi sulla tavola un alimento ottenuto con mezzi “artificiali”;

  • Quelli che dicono che non si sa se gli Ogm facciano male, quindi per il principio di precauzione è meglio tenerli lontani;

Coloro che affermano che bisogna evitare la comparsa di alimenti ottenuti con mezzi “artificiali” in realtà non sanno quello che dicono: sulla nostra tavola da decenni arrivano alimenti ottenuti con mezzi artificiali. Anzi, tali mezzi artificiali sono di gran lunga più paurosi, incerti ed insicuri che l’aggiunta di qualche gene appartenente ad un’altra specie. Mi riferisco ai semi mutanti ottenuti da radiazioni nucleari. Per qualche motivo che non è dato conoscere, tutti sanno (ma nessuno lo dice) che tra gli usi pacifici dell’energia atomica c’è quello di impiegare le radiazioni nucleari con l’obiettivo di modificare le caratteristiche delle piante esistenti. Lo scopo è quello di utilizzare queste mutazioni indotte per migliorare le caratteristiche dei prodotti agricoli. Lo si fa dappertutto e lo facciamo da decenni anche noi italiani, alla faccia dell’ostracismo verso gli alimenti ottenuti con mezzi artificiali. L’utilizzo dell’energia atomica ha migliorato le rese delle piante. Dunque sulla nostra tavola arrivano già mele, pere, banane, albicocche, pompelmi rosa e decine di altri frutti trattati così. Anche l’orzo, il riso, i piselli, i fagioli, i girasoli, le patate sono ottenute per mutazione atomica  e addirittura il grano duro di cui tanto ci vantiamo noi italiani nella produzione della pasta è il risultato di un mutante irraggiato con fasci di neutroni. In questi ultimi decenni abbiamo mangiato quintali di pasta che sono il prodotto dell’era atomica. Più artificiale di così … Certo che se qualche giornalista sente la parola “radiazioni” utilizzata per selezionare il grano, lo scoop è servito (come del resto è accaduto nel 2001): a tavola mangiamo pasta radioattiva! Ovviamente non è così, le radiazioni sono state effettuate per ottenere qualche piantina mutante più resistente o con maggiore resa. Delle centinaia di piante bombardate con neutroni, moltissime muoiono, ma qualcuna sopravvive e dà frutti migliori. Queste vengono selezionate e incrociate con altre varietà (peraltro nemmanco italiane) per trasferire su di esse le caratteristiche acquisite.

 

La seconda categoria, quelli che dicono che non si sa se gli Ogm facciano male e si appellano al principio di precauzione commettono un errore di ragionevolezza nell’esagerare il principio di precauzione. Se l’umanità avesse dovuto aspettare di essere sicura al cento per cento prima di utilizzare qualsiasi innovazione, a cominciare dal fuoco, saremmo ancora nelle caverne. Questo concetto esagerato della precauzione permea costantemente la nostra cultura e diffonde la sua sconsiderata insensatezza dappertutto con sciocco furore ideologico. Risulta incredibile che tra una mutazione genetica ottenuta sparando un fascio di radiazioni atomiche che inducono mutazioni casuali e una mutazione genetica controllata in laboratorio, è a quest’ultima che le viene attribuita presuntamente tutto il male possibile! Certamente è una ipocrisia ma quello che è peggio è che si tratta di una insensatezza che va addirittura contro l’evidenza dato che, ad esempio, dalle ricerche effettuate sul riso transgenico confrontato con un riso mutato da radiazioni, è quest’ultimo quello ad aver subito molte più alterazioni genetiche. Allora? Non si tratta di una credenza empirica sbagliata? Chi la avvalora non dovrebbe essere bandito per oscurantismo?

 

E’ triste commentare il sorgere della logica con la constatazione che la maggior parte dei giornalisti non capisce niente e la stragrande maggioranza degli ambientalisti ancor meno. Il matrimonio tra giornalismo e ambientalismo è diventato una cortigianeria basata su loschi interessi, una sorta di cupio dissolvi, di compiacimento servile nella comprensione dei fatti riguardanti la scienza e la tecnica che si traduce in una accettazione delle prepotenze dei giornalisti e degli ambientalisti. Gli Ogm sono diventati Organismi Giornalisticamente Modificati, nel senso che per fare gli interessi degli ambientalisti del pensiero unico, viene dato un costante allarme alla popolazione, una sorta di “vuvuzela” anti Ogm dove si enfatizza l’aggettivo “naturale” (equivalente a buono) rispetto ad “artificiale” (come gli Ogm, equivalente a cattivo), per cui la modificazione genetica proveniente dalle radiazioni è “buona” perché naturale (ed è naturale perché casuale e incontrollata anche se non si sa cosa accade alla pianta) mentre quella proveniente dai laboratori è cattiva perché artificiale, anche se quest’ultima è super controllata. Quindi, se proprio vogliamo dirla tutta, è più Ogm la modificazione genetica proveniente dalle radiazioni che quella indotta in laboratorio. E allora, perché il principio di precauzione dovrebbe valere solo per gli Ogm provenienti dai laboratori e non con quelli irraggiati con radiazioni atomiche che sconquassano in maniera infinitamente superiore il genoma delle piante?

 

La verità è che se qualcuno crede che le varie organizzazioni ecologiste siano in buona fede e vogliano proteggere la salute dei loro concittadini, è un ingenuo. Stanno impedendo in maniera mirata un sacco di innovazioni nell’agricoltura con un lavaggio di cervello senza precedenti finalizzato alla propria sopravvivenza e sviluppo, cioè per accrescere il consenso, per continuare ad avere finanziamenti e per alimentare quell’ideologia stracciona che ha fatto la loro fortuna: la cattiva multinazionale americana da combattere che fa sentire loro e gli sprovveduti che li appoggiano in lotta “per la causa”, e quel che è peggio, lo fanno in mala fede approfittando di una popolazione ignara e ignorante, che non vuole pensare, che ha portato il cervello all’ammasso, che vuole continuare a fantasticare di vivere in una casa come quella della pubblicità del Mulino Bianco, perché, come dicevamo all’inizio è la dissonanza cognitiva a comandare: lo scopo della mente umana non è la rappresentazione della realtà ma la rappresentazione rassicurante della realtà. Ed essere contro la tecnologia così come essere contro organismi geneticamente modificati, ci rassicura.

 

   Walter J. Mendizza

 

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