
Riflessioni Filosofiche a cura di Carlo Vespa Indice
Introduzione alla medicina nell’antico Egitto
di Marco Calzoli - Aprile 2026
La medicina è la scienza che ha per oggetto lo studio delle malattie e dei rimedi.
Nella storia dell’umanità ci sono stati fondamentalmente due tipi di medicina. Sistema medico personalistico: in questa classe vengono racchiusi quei sistemi sociali, tipici di solito delle civiltà antiche o ancora allo stato tribale, che interpretano la malattia come l’effetto di un’azione volontaria causata da un’entità umana (uno stregone, per esempio) o sovrumana (una divinità, un demone). Oppure il Sistema medico naturalistico: questa classe riconosce nelle cause la concomitanza di eventi impersonali e involontari. Il secondo sistema è quello oggi in voga in Occidente, mentre gli antichi egiziani costituivano l’anello di congiunzione tra il sistema personalistico e quello naturalistico. Infatti la malattia era vista sì come prodotta dagli spiriti o da altre forze soprannaturali ma anche da agenti impersonali, come la dieta.
Già Omero (Odissea, IV, 293-301) fa riferimento alla medicina egiziana:
Cotai la figlia dell’Olimpio Giove
Farmachi insigni possedea, che in dono
Ebbe da Polidamna, dalla moglie
Di Tone nell’ Egitto, ove possenti
Succhi diversi la feconda terra
Produce, quai salubri, e quai mortali,
Ed ove più, che i medicanti altrove,
Tutti san del guarire l’arte divina,
Siccome gente da Peòn discesa.
Ma ce ne parla diffusamente anche lo storico greco Erodoto nel II libro della sua opera superstite. [37,2]: “Praticano la circoncisione per ragioni igieniche, anteponendo l’igiene all’estetica. I sacerdoti si radono tutto il corpo ogni due giorni, per non avere addosso né pidocchi né nessun’altra sporcizia mentre attendono al culto degli dèi”. [77,2]: “(Gli Egiziani) seguono questo regime di vita: si purgano per tre giorni di seguito ogni mese, cercando di assicurarsi la salute con emetici e clisteri, nella convinzione che tutte le malattie derivino agli uomini dai cibi di cui si nutrono. [3] Del resto gli Egiziani sono, dopo i Libici, gli uomini più sani del mondo anche per altri motivi e cioè, secondo me, per il clima del paese, perché le stagioni non presentano mutamenti: le malattie infatti colpiscono gli uomini soprattutto nei momenti di cambiamento, e in particolare durante i cambi di stagione”. [84]: “L’arte della medicina in Egitto è così suddivisa: ciascun medico non cura più malattie, ma una sola. Ogni luogo è pieno di medici: ci sono i medici per gli occhi, quelli per la testa, quelli per i denti, quelli per le affezioni intestinali e quelli per le malattie oscure”.
Il naturalista latino Plinio il Vecchio scrive così. Naturalis Historia XII, [47]: “Tra i profumi viene usata in maniera simile e subito dopo il mirobalano una palma che cresce in Egitto, chiamata adipso (Phoenyx dactilifera), che è verde, ha il profumo della mela cotogna e non ha legno internamente: si raccoglie in autunno poco prima che cominci a maturare. Se invece non si raccoglie, prende il nome di fenicobalano, diventa nera e chi la mangia subisce l’effetto di una droga”. Naturalis Historia XIX, [84]: “Tuttavia queste piante (=i rafani) si nutrono principalmente di sostanze saline; così si adotta anche la pratica di irrigarle con acque di questo tipo, e in Egitto, dove si ottengono rafani particolarmente dolci, [85] si usa cospargerle di salnitro. Anche con la salamoia si elimina ogni traccia di amaro, facendoli risultare simili ai rafani cotti: infatti con la cottura si addolciscono e si mangiano come i navoni. I medici consigliano di ingerire il rafano a digiuno, crudo, con sale, per raccogliere gli umori acri dell’intestino; in questo modo [86] vien preparato il passaggio al vomito. Dicono che il succo di rafano sia necessario anche al diaframma, dal momento che in Egitto, quando i re facevano dissezionare i cadaveri per indagare sulle malattie, si è constatato che non esisteva altro rimedio all’infuori di questo per eliminare la ftiriasi che si attacca al cuore”.
Clemente Alessandrino (Stromata, Libro V, 43.2): “[…] In ogni caso i cani sono simboli dei due emisferi, come guardie e custodi, lo sparviero del sole, perché è della natura del fuoco e distruttivo: al sole attribuiscono, ad esempio, i morbi pestilenziali”. Stromata, Libro VI, 4, 35.1-37, “[…] Sono quindi 42 i libri di Hermes, e sono indispensabili (per il sapere egiziano). Di questi i funzionari suddetti ne imparano a memoria 36, che comprendono tutta la «filosofia» degli Egiziani. Gli altri 6 sono di competenza dei «pastofori»; riguardano la scienza medica, cioè fisiologia del corpo umano, malattie, strumenti medici, medicamenti, affezioni degli occhi e infine ginecologia”.
L’egittologia moderna nasce solo con le campagne napoleoniche in Egitto. Lo studio della medicina egiziana comincia nel 1863, quando Heinrich Karl Brugsch traduce il cosiddetto Papiro Brugsch o Grande Papiro di Berlino. Da questo momento in poi si susseguirono le pubblicazioni dei maggiori testi medici da parte di Georg Ebers, George Andrew Reisner, Walter Wreszinski, James Henry Breasted. A queste opere, che per la prima volta presentavano alla comunità scientifica il facsimile dei testi in ieratico e la traduzione (a volte anche la trascrizione in geroglifico), seguì lo studio sistematico dei testi da parte di filologi e medici che desideravano apprendere le antiche conoscenze mediche egizie.
In età moderna lo studio più comprensivo riguardo a questa branca dell’egittologia è certamente il Grundriss der Medizin der alten Ägypter, prodotto a Berlino negli anni tra il 1954 e il 1973. Questi nove volumi offrono la base per qualsiasi studio dedicato alla medicina egizia. Pubblicazioni successive diedero nuovi spunti di riflessione e, alcuni, traduzioni più aggiornate di quelle proposte precedentemente.
Le principali testimonianze scritte sono:
- Medio Regno (1980-1760 a.C.): Papiro di Kahun, Papiri del Ramesseo
- Nuovo Regno (1539-1077 a.C.): Papiro Ebers, Papiro di Berlino 3038, Papiro Hearst, Papiro di Londra EA 10059, Papiro Chester Beatty VI, Papiro del Louvre E 32847, Papiro Edwin Smith
- Periodo Tardo / greco-romano (664-post 31 a.C.): Papiro di Brooklyn 47.218.48 e 47.218.85, Ostraka vari.
Papiro di Kahun: appartiene a una collezione di papiri che sono stati trovati nel 1889 da Flinders Petrie nel Fayyum vicino el-Lahun. Il papiro è datato all’anno 29 del regno di Amenemhat III, Medio Regno. Il trattato ginecologico è scritto in ieratico (34 paragrafi). Il paragrafo 30 è l’unico ad essere un incantesimo. Non vi sono riferimenti all’ostetricia. Il trattato sulla veterinaria è in geroglifico corsivo.
Papiri del Ramesseo: trovati nel 1896 da James Edward Quibell in una cassa di legno dietro il grande tempio del Ramesseo, Tebe. I papiri medici risalgono ad Amenemhat III (XII Dinastia) o alla XIII Dinastia. Tre dei papiri hanno contenuto medico. Scritti in geroglifico corsivo come il papiro di Kahun. Il più importante è diviso in 5 sezioni e 45 paragrafi. Vi è una sezione dedicata agli occhi, una alla ginecologia e una alle malattie infantili. Qualche parallelo con il Papiro Ebers.
pEbers: comprato da Edwin Smith nel 1862 a Luxor. Nessuna notizia sul venditore. Si racconta che il papiro fu trovato tra le gambe di una mummia nell’area della necropoli tebana dell’Asasif sulla riva ovest del Nilo. Il papiro rimase in possesso di Edwin Smith fino al 1869, quando fu inserito in un catalogo di antichità. Il suo nome rimase “Papiro Edwin Smith” finché nel 1872 fu comprato da Georg Ebers, che lo pubblicò nel 1873 con il nome Ebers.
pHearst: nel 1901 il papiro fu portato al capo della spedizione egiziana Hearst vicino a Deir el-Ballas da un contadino come ringraziamento per avere avuto il permesso di prelevare il sebakh dalla zona di scarto dello scavo per usarlo come fertilizzante. Il papiro prese il nome della madre di William Radolph Hearst, Phoebe Hearst, il proprietario del giornale ‘American Millionaire’. Oggi il documento si trova nella Bancroft Library, University of California, Berkeley. Il papiro include sezioni che riguardano i disturbi del sistema digestivo e urinario, denti, capelli, ossa, sangue e morsi di animali. È inoltre presente un buon numero di formule magico/rituali.
pBerlino 3038: sull’origine del ritrovamento di questo documento non si sa quasi nulla. Il papiro fu acquistato da Giuseppe Passalacqua, generale italiano, a Saqqara nel 1827. Divenne parte della collezione delle antichità del Re Federico Guglielmo IV di Prussia che lo aggiunse, dunque, ai manufatti contenuti nel Museo di Berlino, dove è conservato ancora oggi. Gran parte del contenuto di questo documento, risalente alla XIX dinastia, presenta paralleli con il Papiro Ebers.
pChester Beatty VI: Il gruppo di testi noto come Chester Beatty appartenevano a un industriale multimilionario di nome Sir Alfred Chester Beatty, che offrì un totale di 19 documenti al British Museum. Questi erano parte di un grande numero di testi trovati durante gli scavi a Deir el-Medina, ora in gran parte dispersi tra diverse istituzioni. I papiri conservati al British Museum includono testi letterari, rituali, formule magico/rituali e medici. Il recto del Papiro Chester Beatty VI contiene, in particolare, rimedi per i disturbi all’ano.
Papiro di Londra (BM EA 10059): nulla si sa riguardo la provenienza o la storia del ritrovamento di questo documento. Fu conservato dalla ‘Royal Istitution of London’ fino a quando non fu trasferito al British Museum, nel 1860. Esso comprende 61 paragrafi, di cui solo 25 sono a carattere medico, il resto sono formule magico/rituali. È, inoltre, compresa una piccola sezione di ginecologia e 17 paragrafi che hanno dei paralleli con il Papiro Ebers.
pEdwin Smith: fu venduto nel 1862 da Mustafa Agha, un mercante egiziano, a un non meglio specificato agente consolare di Luxor. Il papiro fu acquistato da Edwin Smith, il quale era uno dei pochi capace di leggere lo ieratico, che comprese l’importanza del contenuto del documento. Oggi il papiro è conservato alla ‘New York Academy of Medicine’. Il documento è considerato il primo trattato di chirurgia della storia: esso infatti contiene, sul recto, 48 casi clinici riguardanti fratture al cranio e sulla parte superiore del corpo; sul verso, invece, sono scritte 8 formule contro la cosiddetta iadet renept (la “piaga annuale”), una ricetta medica di ginecologia e due ricette per accentuare il colorito della pelle.
pLouvre E 32847: ell’unica pubblicazione esistente di questo papiro (purtroppo privo di facsimile), non è spiegato il contesto di ritrovamento del documento. Esso era semplicemente chiuso nel magazzino del Museo del Louvre, dove si trova ancora oggi, e deve ancora essere restaurato. Il contenuto ha molte connessioni con i papiri Ebers, Edwin Smith, Hearst e di Londra e può essere suddiviso in cinque parti: 1) una prima collezione di medicazioni destinate alla corte reale; 2) il cosiddetto “Préambule du Livre des tumeurs de Khonsu” al cui interno è contenuto un ‘trattato mitologico’ di botanica, in cui è spiegata la provenienza divina della pianta senu e il suo possibile utilizzo; 3) il cosiddetto “Livre des tumeurs de Khonsu” in cui sono presenti formule, casi clinici e ricette contro vari tipi di gonfiori, ulcere e tumori; vi sono, inoltre, inni e testi di esecrazione contro il dio Khonsu, responsabile della nascita di questi disturbi; 4) alcune istruzioni per l’imbalsamazione di personaggi della corte reale; 5) medicazioni complementari per la corte reale.
pBrooklyn 47.218.48 e 85: datato alla XXX Dinastia o all’inizio del periodo tolemaico, ma scritto in Medio Egiziano. Copia di un documento precedente. Prima parte focalizzata su una sistematica descrizione dei serpenti e dei loro morsi. La seconda parte continua con diversi rimedi e qualche formula per coloro che sono stati morsi dai serpenti.
Secondo la filosofia degli antichi egiziani, l’universo è governato da due forze opposte: Maat e Isefet. La prima divinità presiede all’ordine cosmico, alla moralità e alla giustizia. Invece il mostro Isefet cagiona il caos, il ribaltamento delle leggi naturali e provoca catastrofi e malattie.
Anche il corpo umano è dominato da Maat e Isefet. Quando il corpo è in salute c’è l’influenza della prima, altrimenti si manifesta la seconda.
Il faraone garantisce la Maat nella società, invece il medico lo fa nel corpo del malato. Gli specialisti che curano le malattie sono:
- Sacerdote (sem)
- Medico (swnw)
- Sacerdote Lettore, cioè che legge le formule (ẖri-ḥb). In Egitto tutto ciò che viene recitato, prende vita
- Sacerdote di Sekhmet (w’b-sḫm.t)
- Mago di Serqet (ḫrp-srq.t).
La fraseologia è standard e probabilmente costituisce un unicum. È questa:
- Un male che io curerò (mr ỉrï=ỉ)
- Un male contro cui io combatto (mr ʿḥȝ=ỉ ḥnʿ)
- Un male che non può essere curato (mr n ỉrï.w.ny)
- Quest’uomo è stanco (wrd s pw). Forse indica la morte, in quanto la stanchezza era associata al trapasso.
Per egiziani la medicina non era soltanto la cura delle malattie da cause impersonali o da demoni, ma riguardava tutto il corpo, quindi nei papiri medici abbiamo anche ricette di cosmesi, cura del corpo e profumi. Probabilmente anche queste ricette rientravano nel benessere generale della persona, un concetto assai moderno.
L’infermo è colui che perde interiormente la Maat e che sta tra il mondo dei vivi e dei morti, pertanto si apre un portale che può introdurre anche entità malvagie. Guarire o ricevere un buon processo di mummificazione ripristina l’ordine, permettendo la chiusura del portale.
Con la morte il pericolo non cessa, bisogna fare dei riti per scacciare le entità malvage e accompagnare il defunto nel regno dei morti. La più importante pratica è la imbalsamazione.
Le fonti classiche della imbalsamazione sono costituite da:
- Diogene Laerzio (III sec. a.C.): Le vite dei filosofi XI (Pyrrho) 83.
- Erodoto (V sec. a.C.): Storie II 86-90.
- Diodoro Siculo (I sec. a.C.): Bibliotheca historica I 91.
- Strabone (I sec. d.C.): Geografia II 46.
- Plinio il Vecchio (I sec. d.C.): Naturalis Historia XI 184 (§70); XVI 21 (§52).
Le fonti egiziane del periodo greco-romano sono:
- pBoulaq 3 (metà I sec. d.C.)
- pLouvre E 5158 (metà I sec. d.C.)
- pDurham 1983.11 + pSan Pietroburgo ДВ 18128 (I sec. d.C.).
Le fonti egiziane del periodo faraonico sono:
- pEdwin Smith, 1550 a.C. circa (Casi 9 e 19)
- pLouvre E 32847, regno di Amenhotep II, 1424-1398 a.C. (verso 16,17-19,4).
Gli specialisti della imbalsamazione sono:
- medico swnw
- sacerdote lettore
- wd’.w (mutilatore, colui che apre il cadavere e lo eviscera)
- jm.y-ḫt wnḫ.yt (sottosupervisore delle bende durante la imbalsamazione, colui che impregna le bende di resina per preservare il corpo)
- zȝ.w ḫȝ.w (mago/guardiano dei corpi, colui che conosce la composizione degli unguenti da usare durante il rito)
- sHr (esorcista, che conosce assieme al mago gli ingredienti segreti degli unguenti e, chiamando Osiride, protegge il defunto durante il rito fino alla sepoltura)
- wt.y (imbalsamatore)
- TA.ty jm.y-r’ anx.t (visir supervisore dell’Ovest, si occupa della sepoltura).
Nella malattia si combattono le entità extraumane (demoni, defunti detti mut, incantesimi, nemici ignoti) che agiscono mediante la set-a, intesa come una azione fisica che viene dall’esterno, la quale causa la malattia e la morte. Che sia una azione “fisica” è un concetto molto importante. Abbiamo anche un’altra parola, tar, che viene usata solo una volta nel corpus, si tratta probabilmente di un sinonimo set-a.
I demoni sono entità tra le divinità e gli uomini e sono dotate di un potere che può essere utile o dannoso per coloro che li incontrano. Esistono i demoni guardiani, che stanno nell’aldilà e attaccano i defunti. Però, conoscendo il nome di un demone o le formule magiche ad essi diretti, sono benevoli (per questo sorgono i Testi delle Piramidi oppure si inseriscono formule vicino al defunto). Ci sono anche i demoni vagabondi (wpwtiw), che girano sulla terra per punire i vivi. Il demone più citato è Nesit.
Si combattono altresì le entità patogene, che sono: seme aaa, ukhedu, temit. Vengono indicati da un determinativo che indica lo stato di morbosità. Si tratta di cose a metà tra azione spiritica e azione impersonale.
Il seme aaa: è un termine presente solo nei papiri medici e non esiste una glossa che spieghi il significato. I primi studiosi avevano pensato ad un parassita, ma se analizziamo tutti i testi che riguardano questa entità patogena si comprende che la spiegazione è un po’ più complessa. Colpisce soprattutto l’addome. I rimedi vengono presi prima di andare a dormire, ciò fa pensare a questa entità patogena come effetto del passaggio di un incubus. Ha effetti tossici e velenosi.
Ukhedu: nessuna glossa spiega questo termine, ma esiste un verbo con la stessa radice che significa «soffrire». La parola ha il maschile e il femminile. Si dice che i libri che contengono le ricette e le formule contro gli ukhedu siano state trovate sotto i piedi di Anubi. Questa entità patogena si muove attraverso i vasi e parrebbe che faccia imputridire tutto ciò che tocca. Una versione egiziana del termine greco perittoma, ma demonizzato?
Temit: si diffonde un po’ in tutto il corpo, a partire dalla testa. Sembra abbia la possibilità di rompere le ossa oltre che scorrere nei vasi. Porta sintomi come febbre e infiammazioni. Potrebbe anche avere connessioni con disturbi ginecologici e la possibilità di aborto.
Vengono combattuti anche gli dei, entità di rango superiore rispetto ai demoni o ai defunti o ai maghi. Nei papiri ci sono formule contro le divinità anonime oppure formule contro divinità specifiche. Le divinità possono colpire un essere umano per ira derivante da colpa o per motivi non specificati.
Esistono poi le cause materiali di malattia, come il clima, l’alimentazione, i vermi, e così via.
Non conosciamo il significato di molte parole specifiche sugli agenti della malattia e sulle malattie perché il corpus non era destinato per essere divulgato, quindi non porta spiegazioni.
Gli studiosi hanno capito che l’esame medico che gli specialisti facevano era basato su tre fasi:
- interrogatorio per capire di più sulle condizioni nelle quali il malato versa
- ispezione e valutazione usando i sensi
- diagnosi.
Gli specialisti avevano a disposizione questi strumenti per aggredire la malattia:
- esorcismi, scongiuri, formule magiche, preghiere. Nell’antico Egitto la magia è profondamente legata alla religione, gli stessi dei praticano la magia (Atum la usa per creare il mondo). In Egitto la magia è una forza eterna. Nei Testi dei Sarcofagi (262) è scritto che la magia esiste da prima che venisse creato l’universo
- particolare attenzione all’igiene e alla cosmesi
- dieta
- medicamenti: per via orale (tra cui emetici e purghe), per via rettale, unguenti, fumigazioni
- chirurgia (piuttosto avanzata).
Spesso la malattia è voluta da una divinità o da una entità extraumana la quale provoca l’intervento di una delle tre entità patogene o di altri principi viventi (per esempio i tumori sono ascritti a Khonsou): tutte queste cause secondarie sono principi viventi, dotati di volontà maligna, capaci di penetrare nel corpo e di alterarne la fisiologia. Tali interventi maligni causano iperproduzioni di liquidi, che creano ostruzioni nei canali vuoti del corpo (met, vene e arterie), in cui circolano sangue e spiriti vitali. A questo punto la malattia risulta dalla ostruzione di questi canali e dal blocco del soffio vitale, di origine divina, che percorre il corpo; dall’irrigidimento degli stessi canali che non veicolano più i principi vitali, irrigidimento che diventa progressivo nella vecchiaia e definitivo nella morte; dalla trasformazione del sangue da principio positivo e vitale a principio malefico e divoratore (ounem senef, “il sangue che mangia”).
Nel Vicino Oriente antico i medici erano molto frequenti e la letteratura dispone di molte occorrenze in merito. In Mesopotamia per esempio abbiamo centinaia di testi accadici di medicina, che descrivono nei minimi dettagli l’attività di asu (medico) e di asipu (esorcista) e sono pieni di termini e espressioni mediche sumeriche. Era un sistema molto sviluppato, che includeva credenze popolari, magia e metodi di trattamento prescritti.
In Egitto la maggior parte dei medici era costituita da sacerdoti e le biblioteche di medicina erano spesso situate nei templi. È significativo che secondo Ecateo la biblioteca del faraone fosse detta “cura dell’anima”.
Al contrario il sacerdote israelitico fungeva solo da istanza inquirente e giudicante (cfr. Levitico 13 s.) ed erano i profeti dotati della parola divina che presenziavano alla guarigione in qualità di soggetti agenti (cfr. 2Re 5, 14; 20, 7).
Marco Calzoli
Monografie di riferimento
Monografie dedicate all’intero corpus medico
- Th. Bardinet, Les papyrus médicaux de l’Egypte pharaonique: traduction intégrale et commentaire, Paris 1995.
- E. von Deines – H. Grapow – W. Westendorf, Grundriss der Medizin der alten Ägypter, 9 Bde, Berlin 1954-1973.
- W. Westendorf, Handbuch der altägyptischen Medizin, (HdO 36/1-2), Leiden 1999.
Monografie dedicate a un solo testo medico
pKahun (ginecologia e veterinaria)
- M. A. Collier – S. Quirke, The UCL Lahun Papyri. Religious, literary, legal, mathematical, and medical, Oxford 2004.
pEbers
- G. Ebers, Papyros Ebers. Das hermetische Buch über die Arzneimittel der alten Ägypter in hieratischer Schrift, Leipzig 1875.
- P. Ghalioungui, The Ebers Papyrus. A New English Translation, Commentaries and Glossaries, Cairo 1987.
pHearst
- G. A. Reisner, The Hearst Medical Papyrus. Hieratic Text in 17 Facsimile Plates in Collotype with Introduction and Vocabulary, Leipzig 1905.
pEdwin Smith
- J.P. Allen, The Art of Medicine in Ancient Egypt, New York 2005.
- J.H. Breasted, The Edwin Smith surgical papyrus: published in facsimile and hieroglyphic transliteration with translation and commentary, 2 vols, (OIP 3-4), Chicago 1930.
pChester Beatty
- A.H. Gardiner, Chester Beatty Gift. Hieratic Papyri in the British Museum, II vol., London 1935.
pLondon BM EA 10059
- C. Leitz, Magical and Medical Papyri of the New Kingdom, London 1999.
pLouvre E 32847
- T. Bardinet, Médecins et magiciens à la cour du pharaon. Une étude du papyrus médical Louvre E 32847, Paris 2018.
pBrooklyn 47.218.48 e 85
- Sauneron, Un traité egyptien d’ophiologie. Papyrus du Brooklyn Museum Nos 47.218.48 et 85, Le Caire 1989.
Risorse online
- Science in ancient Egypt: https://sae.saw-leipzig.de/en/document
Monografie divulgative sulla medicina egiziana e sull’alimentazione
- A.E. Austin, Healthmaking in Ancient Egypt: The Social Determinants of Health at Deir El-Medina, Leiden-Boston 2024.
- W.J. Darby, P. Ghalioungui, L. Grivetti, Food: The Gift of Osiris. 2 Volumes, London- New York- San Francisco, 1977.
- R. David, R. Forshaw, Medicine and Healing Practices in Ancient Egypt, Liverpool 2023.
- P. Ghalioungui, Magic and Medical science in ancient Egypt, New York, 1965.
- B. Halioua, La medicina al tempo dei faraoni, Bari 2005.
- P. Lang, Medicine and Society in Ptolemaic Egypt, Leiden-Boston 2013.
- A.P. Leca, La medicina Egizia al tempo dei faraoni, Parigi 1983.
- J.F. Nunn, Ancient Egyptian Medicine, Norman (OK) 1996.
- C. Reeves, Egyptian Medicine, Princes Risborough 2001.
- E. Strouhal, B. Vachala, H. Vymazalová, The Medicine of the Ancient Egyptians, vol. 1-2, Cairo - New York 2014-2021.
Monografie riguardanti la cosmesi in Egitto e gli aspetti relativi alla bellezza e alla cura del corpo
- L. Manniche, Sacred Luxuries: Fragrance, Aromatherapy and Cosmetics in Ancient Egypt, Ithaca (NY) 1999.
- E. Bresciani, M. Del Tacca, Arte medica e cosmetica alla corte dei faraoni, Pisa 2005.
- E. Bresciani, M.C. Guidotti, A. Menghini, R. Pagiotti, F. Silvano, La bellezza femminile nell’Antico Egitto, San Sepolcro 2006.
Marco Calzoli è nato a Todi, in Umbria, nel 1983. Prolifico poeta e saggista, ha dato alle stampe con varie Case Editrici 58 volumi. I suoi studi trattano di filosofia, psicologia, scienze umane, antropologia. Da anni è collaboratore culturale di riviste cartacee, riviste digitali, importanti siti web. Ha conseguito la laurea in Lettere, indirizzo classico, all’Università degli Studi di Perugia nel 2006. Conosce molte lingue antiche e moderne, tra le quali lingue classiche, sanscrito, ittita, lingue semitiche, egiziano antico, cinese. Cultore della psicologia e delle neuroscienze, è esperto in criminologia con formazione accreditata. Ideatore di un interessante approccio psicologico denominato Dimensione Depressiva (sperimentato per opera di un Istituto di psicologia applicata dell’Umbria nel 2011). Ha conseguito il Master in Scienze Integrative Applicate (Edizione 2020) presso Real Way of Life – Association for Integrative Sciences. Ha conseguito il Diploma Superiore biennale di Filosofia Orientale e Interculturale presso la Scuola Superiore di Filosofia Orientale e Comparativa – Istituto di Scienze dell’Uomo nel 2022.
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