Breviario per Laici

Il profeta Almustafa sta per lasciare la terra ove ha vissuto dodici anni in contemplazione: come saluto commosso al popolo accorso per la sua partenza offre i frutti delle sue meditazioni.
I discorsi, impregnati di un altissimo senso religioso, punto di arrivo di una sintesi tra il Dio-Parola dei Vangeli e la tradizione mistica orientale, insegnano che la felicità, mèta di ogni cuore, è la capacità di cogliere il soffio dell'Assoluto nei gesti quotidiani. Raramente si incontrano passi cosi frementi e delicati nei quali la serenità e il silenzio dell'anima si fanno parola per rivelare l'Infinito nel finito: Dio è nello sguardo di chi dona, nel vento che gioca con i bambini, nel canto e nella danza.
Per Gibran coltivare la presenza dello spirito divino dentro di sé vuol dire ad esempio cogliere l'unità di gioia e dolore: le cose che ci fanno gioire sono le stesse che ci provocano dolore; ognuno di questi due sentimenti arriva sempre tenendo l'altro per mano.
Il Profeta di Gibran Khalil Gibran
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