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Riflessioni dal Carcere

Riflessioni sul carcere che è società

Di Vincenzo Andraous

 

Riflessioni dal CarcereUna comunità è vera, quando aperta allo scambio relazionale e delle idee, a volte si ha la sensazione di non avere nulla da dare che già non ci sia... Tranne che la voglia e la volontà di crescere insieme.
Vorrei essere capace di aiutare a costruire una comunità che esplicita fortezza e credibilità sufficiente per frapporsi alle etichette e agli stereotipi fuori dal proprio uscio.... pur sempre aperto alla critica: quella che analizza con onestà intellettuale e partecipazione fattiva al miglioramento, che faccia sentire tutti coinvolti, nessuno escluso.
Perché affermo questo? Perché sul carcere, mondo dal quale io provengo, pregiudizi e “spallucce” da sempre hanno fatto fallire rinnovamenti e ideali rieducativi auspicati.

Vincenzo Andraous è nato a Catania il 28 ottobre 1954. Sposato con Cristina, ha una figlia, Yelenia, che ama definire la sua rivincita più grande.
Detenuto da 28 anni, attualmente nel carcere di Pavia.
Condannato all’ergastolo “fine pena mai”. In regime di semilibertà, svolge attività di tutor educatore presso la Comunità Casa del Giovane di Pavia.
È impegnato in attività sociali e culturali con scuole, parrocchie, associazioni e movimenti culturali.
È titolare di alcune rubriche mensili per riviste e giornali, nonché di portali on-line. Ha pubblicato libri di poesia, un’autobiografia, saggi sul carcere e la devianza. - 2002


Di Fabrizio Dentini


Detenzione e percezione della pena

Indagine sociologica sugli effetti del trattamento penitenziario

 

Incontro con Desi Bruno

Garante dei diritti dei detenuti di Bologna


Amici in carcere di Giuliana Osella

 

L’esperienza della Comunità di Sant’Egidio
Riflessioni dal CarcereI poveri spesso vanno in prigione. Sono persone in condizione di bisogno sociale ed economico, "sulla strada", o con gravi difficoltà personali; sono stranieri, tossicodipendenti, alcolisti, malati di AIDS. Frequentano le nostre mense, i centri di accoglienza, la strada e i quartieri nei quali siamo presenti. L'amicizia con loro ci ha condotto a visitare le carceri in Italia, in altri paesi europei ed in America Latina.
Il carcere, mondo chiuso e sconosciuto, è diventato luogo familiare, frequentato con regolarità da molti della Comunità di Sant'Egidio.
Siamo entrati in contatto anche con la realtà dei bracci della morte e ci siamo chiesti che cosa è possibile fare per cambiarla. La raccolta di milioni di firme per la Moratoria Universale della pena capitale, il sostegno degli appelli urgenti per chiedere la sospensione dell’esecuzione, la corrispondenza con chi è condannato. Queste sono state le nostre prime risposte.

Giuliana Osella fa parte della Comunità di Sant’Egidio all’interno della quale si occupa di carcere e collabora alla campagna per la moratoria mondiale della pena di morte. Ha scritti pubblicati su web e da riviste che si occupano di carcere.


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