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Meditazione come osservazione della mente

Discorsi di Dharma

di Geshe Gedun Tharchin

Indice articoli

 

Insegnamenti del Venerabile Lama Geshe Gedun Tharchin, Lharampa. Incontri, lezioni e scritti su Dharma, Meditazione e Buddhisimo.

 

Il valore spirituale nella vita quotidiana - Seconda lezione

- Febbraio 2018

 

L'anima - l'Essere universale

 

Iniziamo la seconda giornata di riflessione, sistemati comodamente profondamente sereni e rilassati, poiché non bisogna mai trascurare l’armonia necessaria tra corpo e anima, la nostra stessa vita è il frutto della nostra anima e se questa non dimora nella pace le nostre azioni diventano distruttive. Vivere è un’arte disegnata dall’anima, ne rappresenta l’immagine.

La cultura occidentale moderna è fondata sull’antica arte e filosofia greco-romana ed egizia e ogni epoca elabora espressioni artistiche che riflettono l’anima umana. La nostra vita è già arte in sé, una forma spettacolare di arte, eppure non ce ne ricordiamo, non sappiamo riconoscerla e rincorriamo tutte le manifestazioni artistiche esteriori, che però sono completamente scollegate con la meditazione e la riflessione interiori.

Saper meditare invece significa saper osservare l’arte interiore che muta ogni giorno perché si fonda sullo status dell’anima.

Sin dal risveglio mattutino sarebbe bene iniziare osservando la propria arte, riflettere sul disegno e il colore che intendiamo imprimere alla giornata, ben consapevoli che tutto dipende dalla condizione di chiarezza dell’anima, poiché solo l’anima è in grado di alleggerire i vagoni di questo lungo treno, di sganciarci dalle pesanti catene, sia d’oro che di ferro.

L’anima è essenziale; si dice che i buddhisti non credano né in Dio né nell’anima, che i cristiani non credano nella reincarnazione, le affermazioni assolute e dogmatiche in questo ambito si sprecano, ma sono tutte sbagliate, false, poiché in realtà non esiste alcuna contraddizione tra anima, Dio, illuminazione, vacuità, Bhrahma.

Queste inutili barriere culturali, frutto dell’ignoranza e della grettezza mentale, distruggono l’anima, la civiltà, l’umanità.

Non ha alcun senso pensare che i buddisti non credano nell’anima, questa è follia, o affermare che non credono in Dio semplicemente perché non ne parlano e non tentano di definirlo, ma chi può darne una descrizione certa? Ridurlo ad una precisa immagine se nessuno lo ha mai visto? Lo stesso discorso vale per la reincarnazione e quindi non esiste nulla che giustifichi queste discussioni prive di fondamenti oggettivi e tutte le complicazioni che ne derivano sono soltanto tristi segnali di inciviltà.

Le presunte differenze a cui ci aggrappiamo con tanta diligenza si riducono a vuote terminologie coniate nei diversi contesti culturali, in occidente si dice Dio e in India si celebra la festa della Luce, della luce divina, di Dio, dunque non vi è alcuna discrepanza, etimologicamente la parola Dio significa luce; Buddha significa illuminato e allora i Buddha, come i Santi del cristianesimo, esprimono la stessa condizione di Esseri dall’anima illuminata.

Dove vi è civiltà, cultura, educazione tutto è semplificato, è ciò che si dice: “avere la liberazione nel palmo della propria mano”. L’anima così chiara, pulita, illuminata, splendente ha realizzato Dio, Buddha, ha la capacità di trasformarsi e questa è l’autentica reincarnazione, non è necessario morire, non è il corpo che si reincarna, ma l’anima che trasforma sé stessa che risplende nella luce.

Il paradiso non è una meta conquistabile soltanto a condizione di morire, al contrario, è già qui alla portata di tutti, semplicemente è necessario sceglierlo e agire di conseguenza. Tutte le fantastiche descrizioni di paradisi e terre pure sono ulteriori catene, seppur d’oro, che relegano in prigioni buie ostacolando la visione luminosa della condizione umana.

Secondo voi come possiamo illuminare la nostra anima?

 

Risposte:

Con la compassione - la consapevolezza - la conoscenza - l’amore - la pace - la serenità - l’altruismo…

 

Tutte buone risposte, ma ciò che conta è la naturalezza e la semplicità di applicazione, non bisogna faticare per conquistare le qualità dell’anima che avete appena elencato, è necessaria un’unica condizione: dimorare nella pace, essere nell’innocenza, nella purezza originale dell’anima.

Noi al contrario dobbiamo complicare tutto, edificare sovrastrutture sempre più pesanti e in questo modo perdiamo l’essenza, la purezza, la naturalezza dell’esistenza. Nella semplicità dei gesti quotidiani normali invece sviluppiamo la vera spiritualità che è sostegno dell’anima nella pace, nella gioia profonda, nella sua spontanea innocenza.

La purezza del nostro essere è la purezza dell’anima, dello spirito, che ci permette di esprimerci con il cuore, e soltanto il cuore sa guidare mente e corpo, due aspetti interconnessi inscindibilmente poiché non può esistere uno senza l’altro e ogni tentativo di separarli è il risultato errato di una visione dualistica, falsa e pericolosa.

Il corpo, soggetto ai cambiamenti e condizionato da vari fattori, clima, cibo, salute, produce inevitabili effetti nella mente, e altrettanto la mente nel corpo, entrambi influiscono reciprocamente in una connessione inscindibile nel samsara, però non dimentichiamo che il nostro essere non dipende né dalla mente né dal corpo, bensì dall’anima.

Noi non siamo l’io, siamo l’essere, l’anima è la nostra presenza nell’universo.

L’essere pacifico, compassionevole, gioioso, altruista, è il risultato del dimorare nell’innocenza, nella purezza, nell’originalità dell’anima, una condizione in cui non c’entrano nulla mente e corpo che si trovano su un altro piano in quanto appartengono al mondo esteriore.

L’anima è universale, uguale per tutti, è libera, incontaminata, pura, naturale, mentre le diversità culturali, sociali, i problemi che sorgono ininterrottamente dipendono esclusivamente da mente e corpo.

Se siamo capaci di vivere con l’anima siamo liberi, non è una condizione impossibile e ne possiamo avere percezione ascoltando il silenzio interiore nella meditazione, meditare significa essere nell’anima, senza dover dipendere da corpo e mente.

Nella realizzazione dell’illuminazione, di Dio, la mente e il corpo non cambiano, tutto rimane uguale, soltanto l’anima risplende di luce.

Meditiamo dunque insieme.

 

   Geshe Gedun Tharchin

 

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