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Talebani

 

I Talebani sono il prodotto delle Madrasse, le scuole coraniche private sorte in Afghanistan e Pakistan per la preservazione dell'integrità dell'interpretazione teologica del Sacro Corano.
Durante l'invasione sovietica (1979-1989) queste scuole sono state la principale fonte di approvvigionamento per il reclutamento dei mujaheedin - i guerriglieri che combattevano contro i Russi. 
I Talebani sono in maggioranza mullah, cioè leader religiosi provenienti in gran parte dalla madrassa di Kandahar, affiliata con il seminario islamico di Deoband, in India. 
Il capo incontrastato dei talebani è il Mullah Omar, che ha assunto il titolo di "Comandante della vera fede", e che è supportato dalla Shura, il consiglio dei mullah.
Nel 1997, una volta completata la conquista di maggior parte del territorio afghano, Mullah Omar ha ribattezzato l'Afghanistan come Emirato Islamico Afghano.
L'istituzione politica più importante è rappresentata dal Ministero per la preservazione della virtù e la soppressione del vizio, che ha il compito specifico di regolare la vita morale e pratica del popolo afghano. Gli assunti politici dei talebani partono da una forte autodeterminazione nel considerarsi l'unica vera e stabile alternativa politica dopo anni di guerra civile ed anarchia. L'operato dei talebani è repressivo ed anti-democratico, nessuno degli uffici governativi funziona realmente. Dopo la sconfitta del partito dei mujaheedin, i talebani hanno subito avuto il supporto del vicino Pakistan e dell'Arabia Saudita, che hanno provveduto al finanziamento economico e militare del nuovo regime. Si stima che l'esercito talebano sia composto da circa 8-15.000 persone, compresi i mercenari provenienti dall'Arabia Saudita, da altri stati del Golfo e persino dalla Cina. Attraverso pagamenti in denaro contante, i talebani sono riusciti, inoltre ad assicurarsi l'appoggio di altri gruppi del fronte islamico, in particolare di quelli facenti parte dei gruppi Hizbi-i Islami, il Partito Islamico d'Afghanistan guidato da Gulbuddin Hikmatyar, e Hizb-i Wahdat, il Partito Unito Islamico guidato da Sayyid Muhammad Akbari, appartenete al gruppo etnico Qizilbash, con estensioni politico-religiose anche in Iran.

 

Violazioni umanitarie compiute dai Talebani

- Gennaio-giugno 2001: rappresaglie talebane nei dintorni della città di Yakaolang, nella regione di Hazarajat. A gennaio le milizie hanno massacrato 176 civili, in prevalenza di etnia hazara. A giugno, hanno ucciso un numero imprecisato di persone e incendiato varie case prima di ritirarsi. Sempre nel gennaio 2001 hanno ucciso sommariamente almeno 31 persone di etnia uzbeca, mentre si ritiravano dalla città di Khwajaghar, nella provincia di Takhar.
- Agosto-ottobre 2001: secondo alcuni testimoni il 5 settembre 2000 i Talebani hanno bombardato zone residenziali della città di Taloqan. Dopo avere prese il controllo della città e dei villaggi vicini, ci sono state molte esecuzioni sommarie.
- Maggio 2000: 31 civili sono uccisi nei pressi del passo di Robatak vicino alla città di Pul-i Khumri, nel nord-ovest del Paese.
- Luglio-dicembre 1999: Dopo una serie di offensive da parte dei talebani, scompaiono donne, uomini e bambini, indistintamente. In dicembre un intero villaggio di etnia uzbeca viene massacrato.
- Agosto 1998: per rappresaglia contro l'uccisione di 3000 talebani, 2000 civili vengono uccisi. Un numero imprecisato di donne viene violentato e "donato" alle truppe talebane.
- Settembre 1997: 53 villaggi vengono completamente svuotati degli abitanti. Tutti morti. Le esecuzioni si sono tenute nella città di Qezelabad.
Inoltre, il regime si è reso colpevole di arresti arbitrari, tortura, violenze. Le minoranze etniche hanno perso i propri diritti. Le donne hanno smesso di lavorare, perché proibito. Hanno smesso di studiare, perché proibito. Hanno smesso di indossare abiti normali, a parte il burqa: la pena prevista per ogni violazione è la morte.

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